20 Feb 2014 | By

In uno scenario fantastico, che si discosta dall’attuale realtà non di molto, immaginiamo che la pratica dello streaming sia stata estesa agli incontri del Santo padre con i rappresentanti della politica. In tale scenario Beppe Grillo, paladino dei cittadini ha già sconfitto i vecchi partiti e Renzi, Alfano, Berlusconi sono stati ridotti in cenere.
Si vocifera che oggetto del prossimo streaming sarà l’incontro tra l’amatissimo Papa Francesco e il leader del movimento 5 stelle Grillo.
A richiedere l’incontro sarebbe stato il Papa in persona, perché Beppe Grillo, bisognoso di un nuovo nemico da abbattere, ha puntato il Vaticano, preparando una feroce campagna di comunicazione nella quale intende scagliarsi contro i molti privilegi della Chiesa sul territorio italiano, accusata di essere la causa prima della disperazione dilagante tra i cittadini. In primis, nel diktat grillino, la Chiesa verrà obbligata a pagare una doppia IMU sulle chiese e gli istituti religiosi.

Immaginiamo quindi seduti a un tavolo, da una parte il Papa e il Segretario di stato Vaticano, dall’altra Grillo vestito da Savonarola, l’illuminato presidente della repubblica Di Maio in doppio petto e il premier indiscusso Di Battista, con la tutina di Superman. Al di qua di tv, pc e ipad milioni di fedeli in fremente attesa.
Come potrebbe svolgersi il dialogo.
Papa – caro fratello Beppe la chiesa ha bisogno delle case del Signore, per diffondere la Sua parola …
Grillo – No non ti faccio parlare, tu rappresenti i poteri forti, le lobbies dell’energia, delle banche, dell’informazione e della massoneria. Noi non riconosciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo perché sono lo stessa cosa! Trasformeremo le chiese in circoli del M5S e sottoporremo la Bibbia a una radicale revisione, condotta da un team di monaci grillini che scoveranno le imposture che si annidano tra le parole,abilmente modificate da voi, portando alla luce la vera parola. I monaci faranno il lavoro a metà prezzo, rendicontando i fiaschetti di vino e i cappuccini…il discorso continua per 10 minuti su questo tono.
Papa – io ti benedico figliolo.. lo Spirito Santo ti illumini.
Grillo – Noi non abbiamo bisogno dello Spirito Santo, abbiamo le nostre centrali energetiche a impatto zero. Ma non ti preoccupare, io non ce l’ho con te, sei una brava persona, ti voglio bene. Io ce l’ho con ciò che rappresenti.

Poi Grillo, temendo di avere esagerato e per scongiurare un fulmine divino sulla testa, si inchina al santo uomo e gli bacia la mano, mettendo in totale confusione gli spettatori, che assistono alla solita scena del rivoluzionario a parole, rispettoso delle regole e un pò sottomesso.


20 Feb 2014 | By

Se si può imputare a Berlusconi la responsabilità di avere confuso il mondo dello spettacolo con la politica, candidando attori, attrici e subrettes, Beppe Grillo ha fatto molto di più.

Grillo ci ha trasportati nel suo show personale. La conferma è data dalle sue ultime parole, pronunciate ieri in streaming, in uno degli spettacoli meno edificanti della repubblica italiana.

Prima Grillo accusa Renzi di avergli copiato il programma, poi si pone in una posizione di NO assoluto al dialogo e al confronto. Prima Grillo non fa parlare, esercitando un’immaturità che si può comprendere solo tra i bambini dell’asilo, poi lo unge di gentilezze e carinerie del tipo “ti voglio bene, non ce l’ho con te, ma per ciò che rappresenti”.

E’ evidente a questo punto che Grillo non agisce se non nella logica della vanità personale, perché è preoccupato del copyright delle sue idee, al punto da rivendicarne la paternità e difenderle dal plagio. E’ totalmente disinteressato agli effetti positivi che la realizzazione di tali idee potrebbero avere sui cittadini. Ciò potrebbe portare un grosso vantaggio per la gente, ma un danno per la sua vanità personale o di partito. Un concentrato di vecchie brutte pratiche insomma.

Inoltre Grillo ha accusato Renzi di rappresentare i poteri forti. Ebbene, se non siamo nel mondo delle favole, una rivoluzione (anche se nel modo grillino, e cioè in giacca e cravatta, a mezzo stipendio e a zero responsabilità) è la transizione da un sistema di potere a un altro. Un vento di rivoluzione è una cosa che crea simpatia, mentre un sistema di potere no. Sarà per questo che Grillo non ci fa capire quali sarebbero i suoi poteri forti. De Benedetti verrebbe sostituito da Casaleggio, l’informazione sarebbe ricoperta dal suo blog, primo ministro l’aitante e valente Di Battista, e al ministero della comunicazione andrebbero Messora e Casalino. Ce lo spieghi meglio, per favore. Vogliamo capire per quale nuovo establishment dovremmo votare.

Grillo è del tutto scollato dai problemi della gente, ne cavalca il malcontento e la disperazione per un mero fine di potere personale o della stretta cerchia alla quale appartiene. Esattamente come hanno sempre fatto tutti gli altri politici.

Vorremmo partecipare attivamente a un cambiamento culturale dell’Italia, ma un leader come lui, che non ha un minimo di leadership, è difficile da accettare.


12 Feb 2014 | By

Il linguaggio di Vendola rientra tra i misteri insoluti della comunicazione. Con quale criterio il politico sceglie le parole per esprimere il proprio pensiero? Quando è nell’intimità della sua casa continua a parlare così? E’ programmato per rendere pomposo ciò che pomposo non è, anche tra le mura domestiche? La sua colf quando stira le camicie sarà antropologicamente incline ad una sublimazione simbolista, da un punto di vista gnoseologico? Roba da restare a bocca aperta.

Ad esempio oggi ha scritto questa frase in Twitter. Un’opinione che è possibile condividere o meno.

Un governo che comprenda i diversamente berlusconiani è antropologicamente respingente…a qualcuno viene in mente una formula più diretta?


vendola

La domanda ingenua che ci poniamo è se non convenga allo stesso politico, esprimere il concetto in una forma comprensibile a chi ha la quinta elementare o la terza media. Ma soprattutto ci chiediamo il perché, coloro che hanno studiato al punto da riuscire a capire il linguaggio di Vendola, debbano fare i conti con uno stile così inutilmente complesso e pomposo.

Un ostacolo reale alla comprensione dei concetti che si celano dietro alle sue ostiche parole.

12 Feb 2014 | By

utenti più attivi ultimo giornoSulla base di un nostro ascolto e analisi del Buzz politico in Twitter, condotto con Buzzmeter, sui profili dei principali politici italiani, abbiamo estratto alcune informazioni che ci aiutano a ricavare un quadro complessivo sulla conversazione politica nel social network. In questo post riportiamo e commentiamo i dati sugli utenti più attivi e più menzionati e sugli hashtag più usati dell’ultimo giorno.

In questo link puoi visitare in ogni momento il risultato del listening.

Chi parla? Gli Utenti più attivi e influenti.

Ebbene, alcuni trend vengono confermati con una precisione svizzera. Beppe Grillo risulta ancora una volta tra gli utenti più attivi. Tra i primi 10, Grillo da solo, ha postato il 27% dei tweets. Praticamente la sua, o di chi gestisce il suo profilo, è un’attività a tempo pieno. Tra i nomi celebri, vediamo come Renato Brunetta non tratti la sua presenza nel social network tanto alla leggera,anzi. Si conferma spesso tra i più attivi.

Come faranno a conciliare i tanti impegni con un’attività così intensa nel social? (continua…)

12 Feb 2014 | By

Antonio_La_TrippaLa comunicazione migliore che ci sanno proporre i politici, grillini inclusi, è “Votate me, perché quell’altro non è votabile.”

Il giorno di una nuova era nascerà quando finalmente un candidato si proporrà dicendo quello che vuole fare. Lo ripeta allo sfinimento perché la gente non capisce finché non viene bombardata dallo stesso messaggio un numero indefinito di volte. Che sia un messaggio in positivo, diretto verso un obbiettivo comune, che chiami alla responsabilizzazione, al coinvolgimento e al dialogo. Che non giustifichi la mediocrità, l’aggressività e la cialtroneria, ma affronti il problema in modo serio.

Se il politico non si dimostra capace, lo ammetta, chieda scusa, e si ritiri facendo posto a qualcun altro.  Politici, per una volta diteci che razza di idea avete del futuro, perché è l’unica cosa che ci interessa. Abbiamo bisogno di una visione, non di ammonimenti sull’opportunità della stabilità da un lato, della necessità di una lotta senza quartiere contro la vecchia politica dall’altro, e della rinuncia a finanziamenti pubblici che di fatto si traduce nello slogan “io sono meno peggio di quell’altro”.

Messaggio a tutti i partiti. Sappiamo che gli altri partiti sono peggio di voi, sulla base di un ragionamento politico soggettivo, ma questa non è una motivazione per votarvi. Fateci vedere che idea avete del futuro e come intendete realizzarla. Indicate una direzione credibile e avrete dalla vostra parte le energie positive e le qualità di milioni di persone a vostra disposizione. Qualcuno è capace?


12 Feb 2014 | By

Henry-FordGrillo di nemici ne sforna uno al giorno, con un’efficienza e una produttività strabiliante. Domani potresti essere tu, ad accendere gli animi dei suoi seguaci, fan e followers, diventando il bersaglio di epiteti poco edificanti. Potresti trovarti un popolo contro, anche se sei niente, perché hai osato avversare il verbo del condottiero illuminato e dunque rappresenti una mala erba da estirpare. Questa strana logica, non può tuttavia fare a meno di una buona pratica. I nemici vanno serializzati, perché come diceva Schopenhauer, la nostra capacità di concentrazione ha dei limiti, e persino nel dolore, non siamo capaci di soffrire contemporaneamente per due mali diversi, con la stessa intensità.

Grillo intende crescere nel consenso grazie a un popolo di disperati, in continua crescita, che secondo le tristi rilevazioni dell’Istat, rappresentano oggi una fetta sempre più ampia della popolazione italiana. Una percentuale che somiglia curiosamente alle sue percentuali di consenso. Infatti, solo se non vedi alcuna prospettiva puoi dare credito ad una comunicazione così aggressiva e così noiosamente ripetitiva. Se vedi davvero una prospettiva, la tua energia è solo positiva e dedita alla costruzione, alla ricerca del miglioramento.

Invece la crisi di identità porta alla necessità di un nemico da abbattere. Così prendiamo in prestito dal nemico la nostra identità e ne diventiamo dipendenti. Senza il nemico, o il riferimento esterno, come definiremmo noi stessi? Quali idee, prospettive, qualità, competenze, obbiettivi? (continua…)


7 Feb 2014 | By

senatoCi stanno ripetendo da più parti e all’unisono che due Camere parlamentari sono troppe. Ne basta una, la Camera appunto. E che ne sarà dei senatori a vita? il nostro cuore si stringe.

Pronipote del senato romano, un tempo frequentato da gente come Seneca e Petronio, e senza alcuna discesa di livello, oggi arricchito dei contributi di Schifani e Quagliarello, il senato non può essere abolito del tutto.

Si pone un problema serio e preciso. Ridestinare il senato ad altra funzione, che faccia risparmiare dei bei soldi ai contribuenti e che soprattutto snellisca le attività parlamentari. Oggi una dura imprecazione lanciata alla Camera, rimbalza al Senato per essere magari trasformato in un “ma che dici biricchino”, e tutto ciò crea una gran confusione nei lavori parlamentari.

Senza troppi giri di parole cominciamo a ipotizzare delle nuove destinazioni d’uso del Senato. Bisogna ricollocare i commessi, i senatori a vita e ogni altro genere di saggi, che albergano ed esprimono il proprio pathos politico tra le mura di palazzo Madama. Subito tre proposte, alle quali siamo certi ne seguiranno molte altre.

- Centro massaggi con Spa. Il tutto però in osservanza alla sobrietà e all’austerità che si confanno al periodo corrente. Infatti i lavoratori sarebbero tutti extracomunitari sottopagati.

- Sala concertistica per i cantanti scartati a Sanremo, come Albano, Fausto Leali, Pupo, Povia etc..

- Call Center di primissimo livello, con esame d’ammissione rigidissimo. Bisognerà possedere 6 lauree ed essere parente di un deputato.

Attendiamo frementi nuove proposte.

7 Feb 2014 | By

picozziI criminologi che abbiamo in Italia non sono sufficienti. Il progresso scientifico e tecnologico, insieme al benessere delle future generazioni del nostro paese, sono seriamente a rischio per la mancanza di criminologi.

Meluzzi, Bruzzone, Picozzi, tutti misteriosamente muniti di un cognome con doppia Z, mistero sul quale sta già indagando Giacobbo, insieme ad un’equipe di scienziati delle migliori università, non sono sufficienti. Giacobbo ha inoltre intrapreso una ricerca, che partendo dagli scritti di nostradamus, punta a svelare le recondite ragioni per cui Frizzi, Crozza, Gualazzi, e Pruzzo non si siano anch’essi votati alla criminologia.

In un solo colpo Meluzzi, Picozzi, Bruzzone erano, pochi giorni addietro, ospiti nella trasmissione di Nuzzi, anch’egli munito di doppia Z nel cognome. Deve trattarsi di un requisito minimo.

Ebbene Confindustria, avrebbe commissionato uno studio ad un importante centro di ricerca, che ha evidenziato una scarsezza di figure criminologiche. Ma quali ingegneri, fisici, matematici, chimici e scienziati d’ogni sorta, che se baciati dalla fortuna vanno a lavorare in banca a programmare processi bancari! Non sono certo queste le figure che possono rilanciare l’economia del nostro paese.

A cosa possono servire delle figure tristi e noiose come gli ingegneri!

Sono dunque necessari molti più criminologi, che se a sufficienza, potrebbero presidiare adeguatamente le trasmissioni tv, dove ogni genere di giallo viene minuziosamente sviscerato, disegnati profili caratteriali, avanzate ipotesi geniali, ipotizzati moventi reconditi, con lo stile irresistibilmente sinistro del criminologo in penombra, che piace tanto ai telespettatori.

Ma quali ingegneri e scienziati. Quelli prendiamoli indiani, che, se va male, costano un decimo.

7 Feb 2014 | By

briatoreVauro

Ieri sera ad AnnoZero è andata in scena un’ accesa polemica che ha attizzato gli animi dei telespettatori, tanto che oggi ne parla tutta l’italica stampa.

Il vignettista comunista Vauro s’è scagliato contro l’imprenditore bilionario Briatore, accusandolo di insensibilità nei confronti di chi non arriva a fine mese, e dopo una lotta di battute, Briatore ha concluso affondando il colpo con un “lei è rancoroso”.

La lotta ha attizzato gli animi, toccando picchi di epos e di pathos che non si vedevano dai tempi della saga di Ercole contro Maciste. Lo scontro Vauro vs Briatore è stato di tale pregevole fattura da venire eletto come ideal remake contemporaneo del genere cinematografico Peplum. Già si pensa ad un remake in abiti storici, in sandali, tunica  e spada, in un contesto biblico nel periodo Greco-Romano, e con Travaglio travestito da satiro.

Il genere a cui si ispirerà il remake Vauro vs Briatore, sarà un nuovo format televisivo dove i contendenti verranno auspicabilmente sostituiti da forzuti atleti muscolosi in abiti succinti nelle fasce non protette.

7 Feb 2014 | By

RobertoGiacobboUna rivelazione shock arriva dalla dimensione del mistero e dell’esoterismo, assai bene padroneggiata dall’uomo che è ormai simbolo di illuminazione e rivelazione per tutta la gente italica e non solo: Roberto Giacobbo.

Giacobbo, prendendosi una breve pausa dai soliti ossessivi e insoluti misteri sulle piramidi, oltre che dai mostruosi connubi che tanto lo eccitano tra maya, olmechi ed extraterrestri, seguendo il suggerimento di una voce proveniente da solo lui lo sa, avrebbe concentrato tutta la sua energia investigativa alla ricerca di segnali occulti che spieghino l’intima e profonda sintonia, apertamente dichiarata, tra Matteo Renzi, il giovane prodigio della politica italiana e l’anziano sempreverde Silvio Berlusconi.

Renzi

Con il supporto di un’equipe di scienziati dalle più prestigiose università dell’universo, con l’ausilio di sofisticatissimi software che implementano algoritmi neuronali di ultima generazione, e grazie al decisivo contributo  di una nonnina esperta di settimana enigmistica, Giacobbo avrebbe scoperto e rivelato un’intima connessione tra il Renzi e qualcuno che sta a cuore al cavaliere. Il dolce cagnolino Dudù, dal bianco pelo ricciuto.

Ebbene,  unendo i puntini dei molti nei presenti sul volto del giovane leader del Pd, apparirebbe la sagoma di Dudù. C’era dunque un segno nascosto dietro all’apparenza della profonda sintonia tra i leader delle opposte parti politiche. Un segno che solo Giacobbo poteva scoprire e rivelarci, saziando così, almeno temporaneamente, la nostra sete di conoscenza.

Alla prossima rivelazione.

6 Feb 2014 | By

politiciUltim’ora. Visto l’uso intensivo che i politici fanno di Twitter, specie quelli di ultima generazione, e vista la centralità di alcuni blog nella vita parlamentare del paese, una commissione parlamentare ha proposto che, dopo il fantastico harakiri dei senatori, che dovranno votare per la loro stessa eliminazione, tutto il dibattito parlamentare venga spostato su Twitter.

Non sarà necessario nemmeno creare un nuovo profilo o luogo destinato agli scambi di onorevoli tweets. Ognuno userà il proprio profilo e potrà twittare a più non posso, come già del resto fa.

In questo modo i politici italiani potranno fregiarsi del titolo di “più social”, “più retweeted”, “più attivo”, senza capire esattamente cosa significhi ciò, esattamente come accade oggi. Tronfi come dei galletti potranno fare a gara per essere il più social-smart-trendy. Ma soprattutto i cittadini potranno risparmiare i costi della bouvette più cara dell’universo, per noi, non per loro. La bouvette senatoriale.

Sono diverse le applicazioni che oggi possono monitorare attraverso le API di twitter e facebook le attività sociali dei politici. Sistemi computerizzati con algoritmi semantici raffinati, che potranno finalmente avere uno scopo alto. Decretare che Brunetta sia il “più social” di oggi, e che egli possa vantarsene pubblicamente, anche se questo volesse dire chè sia stato il più insultato.

 

5 Feb 2014 | By

VespaPortaaPortaIl bicameralismo perfetto è roba d’altri tempi. Il senato trasforma il parlamento in una palude, piena di trappole e tranelli, ed ormai è riconosciuto da tutti, anche dagli stessi senatori, che tenere in vita due camere nell’era di internet e della velocità, è puro anacronistico.
Tutte le cose, soprattutto quelle inutili oggi si devono fare velocemente. Se si deve girare intorno, fare una legge, e poi disfarla e poi rifarla, ebbene tutto ciò va fatto con velocità ed efficienza, eliminando lacci e laccioli, anche se poi ci ritroviamo al punto di partenza.
Chiudiamo il senato che non serve a niente, si comincia a sentire all’unisono da più parti. Qualcuno si spinge a immaginare l’inimmaginabile. Che i senatori stessi votino per la loro stessa abolizione. Roba da fantascienza. Siamo solo agli inizi, tra non molto si dirà che anche la Camera dei deputati non serve a niente, e un giorno un animo puro, venuto chissà da dove, avrà il coraggio di dire “il re è nudo!”, ovvero tutta questa politica non serve a niente.
Ma non lasciamoci andare a disfattismi. Cosa ne faremo dei senatori e del carrozzone carico carico di politici che discutono, ragionano e fanno polemiche a tutte le ore nei talk tv, per il bene del paese?
L’esigenza indiscutibile di ridurre i costi, ma tenere al contempo il dibattito politico vivo, porterà alla sostituzione del senato con porta a porta di Vespa. Gli ex senatori potranno sfilare in uno studio nuovo e rinnovato, più ampio e con tante poltrone bianche in più.

5 Feb 2014 | By

Un esempio di come la tecnologia può aiutare a imparare in modo nuovo e divertente.

Nel sito Storymaps sono state create diverse mappe che raccontano itinerari di importanza storica.

Tra questi troviamo l’Odissea, un viaggio che non trova una corrispondenza storica, ma che è entrato nell’immaginario di tutti.

Il viaggio epico raccontato da Omero, dove il re di Itaca, Ulisse, vagò per il mediterraneo per venti lunghi anni, prima di ritornare in patria, dalla sua pazientissima e fedelissima consorte Penelope.

Quattordici tappe lungo il mediterraneo, che sebbene oggi ci sembri un piccolo mare chiuso in mezzo a tre continenti, ai tempi di Omero, rappresentava l’intero mondo conosciuto. Vista così l’odissea, somiglia al percorso, molto disordinato, di una nave da crociera di oggi, con discoteca, piscina e ogni genere di comfort. Com’è cambiato il mondo da questo punto di vista, ma l’odissea resta sempre attuale nel suo valore simbolico. Siamo tutti spinti verso l’ignoto e fatti non fummo a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.

Ecco il link della mappa. Visitatela e ripercorrete l’incredibile viaggio di Ulisse.

google map odissea

5 Feb 2014 | By

leghisti-europarlamentoMazzini, Cavour, Garibaldi, questi e altri sono i padri della patria. La nostra bella Italia, vista dagli stranieri, nonostante tutto, come il luogo della storia, della bellezza, del bel vivere, si trova in una fase molto difficile della sua storia?

Una crisi che si manifesta con una agitazione frenetica che non porta da nessuna parte. Un’agitazione fine a stessa che esibisce la propria energica presenza, tra proteste, richieste di impeachment, minacce, denunce di colpi di stato in atto, e nulla più.

Niente paura. Alla lista iniziata sopra, tra un pò d’anni potremo aggiungere altri nomi. Nomi grandi, illustri, padani, che sanno come salvare le regioni del nord. Idee chiare e precise, comunicazione puntuale e ficcante, presenza forte e rumorosa.
Usciamo dall’euro, e poi? Questo non lo dicono. Non possono fare tutto loro. Non approfondiscono le conseguenze che il ritorno alla lira avrebbe. Depotenzierebbe la loro comunicazione. Hanno i loro economisti che li sostengono. E certo, ognuno ha il proprio economista che confeziona una teoria su misura, come un abile sarto.

Non siate preoccupati per il futuro, il duo Borghezio-Salvini ci salverà.

4 Feb 2014 | By

Da un listening sul Buzz politico in Twitter, condotto con Buzzmeter e visibile in questa pagina negli ultimi 5 giorni, abbiamo analizzato oltre 100.000 tweets, di oltre 32.000 utenti diversi.

Chi sono i più attivi? Secondo la nostra analisi ecco un grafico che riassume i primi della lista.

utenti-attivi

Al primo posto vediamo Beppe Grillo, che sta facendo sconquassi online e offline. Tra i nomi illustri, oltre a Beppe Grillo, troviamo un attivissimo Renato Brunetta, e il Gruppo Forza Italia alla camera. Se andiamo a vedere però l’audience potenzialmente raggiunto dai tweets in questione, vediamo una schiacciante prevalenza di Grillo, che a differenza degli altri, vanta oltre un milione e trecentomila followers. Brunetta non è messo male, con i suoi oltre 100.000 followers, ma parliamo di un ordine di grandezza in meno.

Ecco il grafico che rappresenta il reach, il raggiungimento potenziale di altri utenti, con riferimento ai soli utenti più attivi, mostrati nella prima torta.

reach-tweets

Continueremo a pubblicare analisi sul buzz politico e su altri buzz. Continua a seguirci!