phpJobScheduler Gallito
21 gen 2015 | By

Stacanovista è chi dimostra un esagerato attaccamento al lavoro, o chi lavora con un’intensità esasperata. Matteo Renzi e Renato Brunetta, due esempi di stacanovisti di razza italica, non si risparmiano in complimenti su twitter.

13 gen 2015 | By

marcherepublicaine
Siamo passati, da un giorno all’altro, dall’allarme di Salvini sull’immaginaria presenza di un milione di islamici pronti a farci fuori, ad una manifestazione di piazza a Parigi con un milione di persone reali, unite per dire si all’integrazione tra culture e religioni.

La sfilata di capi di stato uniti per dire no al terrorismo è stata molto criticata: “La marcia dei marci”, di quelli che finanziano il terrorismo e che ora si concedono l’ipocrita passerella in mondovisione contro il terrorismo.

L’evento non può essere liquidato come un esibizionismo di massa di buonisti e ipocriti, capeggiati da potenti marci e assassini, come vorrebbero i complottisti, sempre con il dito caldo sullo smartphone.

Si tratta del risultato di secoli di progresso culturale, che ha portato la gente comune a comprendere come l’escalation dell’odio, a livello della società civile, porti alla regressione della civiltà da ogni punto di vista. Non si tratta di una posizione “buonista”, ma della constatazione intelligente dell’opportunità di salvaguardare l’integrazione e la collaborazione tra le culture.

Davanti a una crisi sociale, familiare, personale, esistono due strade: unirsi o spaccarsi. La volontà dei terroristi e dei loro tifosi è quella di spaccare. La manifestazione di Parigi è stata una evidente risposta di unione. La peggiore risposta che il terrorismo potesse aspettarsi. E intanto Salvini per qualche settimana si asterrà dal blaterare a proposito di guerre sante.
A seguire, una raccolta di post di successo dai social.

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11 gen 2015 | By

noiconsalviniFortunatamente tra il Barbarossa e i giorni nostri, in Europa c’è stata la rivoluzione francese, l’illuminismo, il progresso scientifico e tecnologico, la diffusione della cultura di massa, e un certo benessere materiale.
Perché altrimenti ad ascoltare le parole di Le Pen e Salvini sembrerebbe di vivere ancora ai tempi delle guerre sante. Continuando a sentire le martellanti parole guerrafondaie salviniane, controproducenti e partorite da un nulla ideologico senza alcuna visione e strategia, restiamo sempre più sgomenti, al punto che alla domanda “ma Salvini, c’è o ci fà?” non sapremmo più cosa rispondere..
Intanto l’aspetto più triste è che verso la corsa all’audience, i giornalisti dei talk show italiani, si contendono il prode leghista e gli danno sempre più voce. Salvini fa ascolti e fa vendere meglio le auto e pannolini, ma dopo ogni sua uscita lascia sempre una scia di pesantezza e di tanfo nell’aria.
Fortunatamente però, grazie alla già citata evoluzione culturale dell’ultimo millennio, è anche fonte di un’ironia di massa nei social. In questo post abbiamo raccolto una lista di posts lui dedicati.

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8 gen 2015 | By

PinoDaniele

Pino Daniele è stato, purtroppo, al centro delle conversazioni nei social media in questi ultimi giorni.

La gente dei social è rimasta molto colpita dalla scomparsa del cantante napoletano, dando vita a una manifestazione di massa di cordoglio che ha coinvolto tutti i settori della società: delle persone comuni a personaggi dello spettacolo, della musica, giornalismo, sport, e naturalmente, ahinoi, i politici, specie i più loquaci, che non sanno mai trovare un tema ideoneo per tacere.

La quantità di manifestazioni d’amore per il cantante ha portato #PinoDaniele al primo posto dei trends su twitter nell’ultima settimana. Il flashmob organizzato a piazza del Plebiscito a Napoli ha inoltre avuto una forte eco.

Abbiamo fatto qui una selezione dei post più condivisi e commentati nei social.

Per informazioni di dettaglio visita il blog di Buzzmeter

Lista degli Hashtags relativi a Pino Daniele

 

I posts più coinvolgenti su Pino Daniele

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3 gen 2015 | By

vigiliRomaNegli ultimi giorni la capitale ha goduto degli onori della ribalta su Twitter con due trends poco edificanti.
Ci auguriamo che nei prossimi giorni ritorni tra i top trends di twitter con qualcosa del tipo: #RomaCittàUnica, #RomaMeravigliosa, #RomaniCittadiniEsemplari. Speriamo…
Su twitter abbondano le manifestazioni di sdegno per l’assenteismo di massa dei vigili romani lo scorso 31 dicembre, che con un mirabile guizzo creativo, degno del miglior genio italico, s’è cercato di trasformare in una forma di protesta contro il governo della città.
Inoltre in quest’azione di civilissima protesta i vigili hanno trovato l’appoggio morale dei medici che si sono slogati i polsi a firmare certificati di malattia durante la vigilia di capodanno.
In Twitter molti si dicono disposti a lavorare a Natale, Capodanno e Ferragosto. Noi ci crediamo, perchè la società italiana da chiari segni di disperazione. E’ profondamente divisa, con delle crepe tali che ogni forma di protesta di una parte sociale viene vista dalla massa sempre più come il tentativo di difendere i privilegi di pochi.
In questa guerra tra poveri, il potere governa in modo sempre più agevole, secondo il detto latino “divide et impera”. In questo caso non c’è bisogno nemmeno di dividere, perché il lavoro è già fatto.
Lo scandalo ad orologeria, scoppiato proprio all’indomani del varo del jobs act, che ha scaldato non poco gli animi dei sindacati, ci fa intravedere la presenza di una qualche regia, ma una considerazione semplice e forse banale andrebbe fatta. L’assenteismo dei vigili romani, già accomunato a quello degli spazzini napoletani e chissà di quante altre categorie in giro per l’italia, mostra un esempio chiaro di come il destino di una nazione stia nelle proprie mani e non nelle mani dei governanti, sui quali si tende a fare ricadere la colpa e la responsabilità di ogni problema sociale. I politici non si autoeleggono, e senza la connivenza della cittadinanza, seppure di una parte, non potrebbero commettere i fatti moralmente deprecabili di cui sono spesso protagonisti.
Se nel profondo della propria coscienza, ciascuno pensasse a dare più che a prendere dalla società in cui vive, nella misura delle proprie capacità, ecco che si potrebbe intravedere una nuova rinascita. In caso contrario non basterebbe nemmeno lo Spirito Santo, invocato espressamente dal Papa.

Vediamo una selezione di posts, ricavata con BuzzMeter, nei social media sul tema dei #vigiliRoma.

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2 gen 2015 | By

renato-brunettaSottintendendo di avere poteri guaritivi, riferendosi al dimezzamento delle assenze per malattie degli statali dopo l’emanazione del Decreto Brunetta – D.L. 112 del 25 giugno 2008, l’allora ministro della Pubblica amministrazione aveva detto “Sono meglio di Padre Pio”.

Il tema dei dipendenti malati assenteisti è tornato alla ribalta dopo il record dell’85% fatto registrare dai vigili capitolini, caduti tutti malati, guarda caso, proprio a capodanno.

I giovani solerti governanti hanno promesso che puniranno questo fatto increscioso, scoperchiato proprio all’indomani del varo dei primi decreti attuativi del Jobs act renziano, accusato di volere intaccare i diritti in teoria di tutti i lavoratori, ma che di fatto sono a vantaggio di una parte sempre minore. Politicamente il messaggio intende colpire anche il fronte dei sindacati statalisti, che gioca la parte di stare sempre e comunque con i lavoratori, e che si oppongono ad ogni riforma del mercato del lavoro.

Finirà come al solito a tarallucci e vino, e nessuno pagherà. Gli unici saranno i cittadini che pagando le tasse, finiranno per finanziare anche questa indegna malattia di gruppo.

Evidentemente l’effetto taumaturgico di Renato Brunetta, dopo 7 anni, s’è esaurito.


1 gen 2015 | By

dito-cattelanIl dito medio di Cattelan eretto nel centro di piazza affari, davanti alla storica sede della Borsa, dovrebbe essere promosso a idolo pagano di una nuova corrente di raffinati intellettuali: gli haters del web e dei social networks, gli odiatori professionisti. Con il dito sempre caldo sullo smartphone attendono come dei piccoli avvoltoi l’occasione per lanciare, attraverso la rete, focose invettive, mostrando il dito medio al colpevole di turno, bersaglio del loro odio e sdegno. Allo stesso modo in cui odiano, essi venerano, quasi in modo casuale, i simboli del bene assoluto. Nel loro cervello scarso di coscienza critica, vedono il mondo diviso in buoni e cattivi, in illuminati e addormentati, in liberi e schiavi. Inutile rimarcare che loro si reputino i buoni, giusti, illuminati, liberi, coloro che hanno capito.
In realtà gli haters non hanno dei pensieri propri, ma venerano l’idolo del vaffa, del dito medio, dell’invettiva basata sul pregiudizio. Una pratica che manifesta tutta la disperazione di chi non riesce a vedere la complessità del mondo, di chi si tiene alla larga dalle responsabilità per paura o incapacità, rivestendosi di un alone di presunta purezza, onestà, libertà. Gli odiatori prendono in prestito l’identità da coloro che odiano, e non appena un avversario sparisce dalla scena, il loro odio si riversa subito su qualcun altro.
Dipendono emotivamente e intellettualmente dall’oggetto del loro odio, anche se dicono di volerlo eliminare.
Lontani mille miglia dal proposito illuminista di Voltaire: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”, il loro mantra è, parafrasando Cartesio, ODIO ERGO SUM. In questo clima da medioevo tecnologico trovano il loro habitat naturale, si condividono a vicenda i post, tra loro sono prodighi di likes, di retweets, e contribuiscono all’espansione del nulla concettuale nel grande contenitore dei media digitali.
Buon anno a tutti gli haters per un 2015 prospero di odio.

31 dic 2014 | By

noiconsalvinichiquitalogoUn tempo la destra italiana faceva il giochino d’allearsi a nord con il partito della lega, difensore dei diritti del nord, nonché rivendicatore di una certa superiorità razziale, e a sud con alleanza nazionale, orgoglioso difensore dell’unità, nazionale, dell’ordine, della disciplina, dell’integrità dello stato e bla bla.
A tenere insieme le due forze, anello centrale della catena, la destra berlusconiana, che dava un braccetto a uno e un braccetto all’altro, per finire tutti insieme allegramente in parlamento a spartirsi la meritata torta.
Oggi le condizioni sono cambiate, e la vecchia destra berlusconiana è diventata marginale. Così non resta al prode Salvini, che andarci con la sua faccia in meridione. Dopotutto tappandosi il naso, i napoletani non puzzano poi così tanto, e i siciliani qualche qualità ce l’hanno, ad esempio fanno dei buoni cannoli e cassate.
Ecco allora che si realizza lo sdoppiamento d’identità, una forma di schizofrenia partitica: lega nord in padania e “noi con Salvini” al sud. Due loghi ben diversi, che evochino immagini, visioni e sogni differenti, per gli elettori sempre più confusi dello stivale, isole comprese, che potranno comodamente offrire il proprio voto al prode condottiero padano senza doversi snaturare. Roba d’ammazzarsi dalle risate, se non c’andassimo di mezzo noi.
Qualcuno su twitter ha notato che il nuovo logo salviniano somiglia a quello dei tortellini Rana e Fini, altri hanno trovato nel marchio Chiquita la fonte ispiratrice del nuovo brand politico.