29 Giu 2014 | By

Dopo il morso di Suarez a Chiellini, gli acuti osservatori del web hanno rilevato una similitudine con la testata di Zidane a Materazzi. Il colpo di testa che causò l’espulsione del campione francese nella partita che decretò l’Italia campione del mondo nel 2006 è stato rievocato dal nuovo episodio di barbara aggressione contro un povero calciatore italiano. Stavolta il fatto si è verificato nella tristissima eliminazione nella fase a gironi dell’Italia, dove il morso di Suarez ha offerto a Chiellini gli onori di una ribalta internazionale che difficilmente avrebbe avuto, per le doti calcistiche sue e delle sua squadra.

Suarez si è giustificato dicendo di avere perso l’equilibrio ed essere scivolato su Chiellini. Anche questa dichiarazione ha causato le dovute ironie.

Cosa dovremmo aspettarci ora? Il calcio nel sedere della Merkel a Renzi? Speriamo di no, per il nostro bene.
Comunque dietro tutto ciò rimane un inquietante dato di fatto: noi italiani ispiriamo violenza.

(continua…)

29 Giu 2014 | By

“Ho perso l’equilibrio e sono scivolato”, questa è stata la giustificazione di Luis Suarez. Ci fa venire in mente un altro celebre personaggio scivolato casualmente in una scialuppa di salvataggio durante il naufragio di una nave da crociera la lui guidata.

Il caso di Suarez non ha avuto conseguenze gravi ed è stato d’ispirazione per una nuova ondata d’ironia twitteriana.

Ecco una classifica che abbiamo stilato con i 10 migliori tweets da tutto il mondo su Luis Suarez, l’addentatore di avversari. Buon divertimento!

Number 1

(continua…)

8 Giu 2014 | By

Andando oltre alla facile retorica anticlericale, dobbiamo ammettere che Papa Francesco stia dando dei segnali che fanno bene allo spirito di chi lo ascolta.

Partendo dal fatto che anche il più scettico e cinico degli intellettuali atei, apertamente ostile alla Santa romana Chiesa Cattolica, alla sera si raccoglie in preghiera di nascosto alla ricerca di qualche conforto al suo povero animo martoriato dalla vita, il ruolo del Papa ha un significato forte e le sue parole hanno delle conseguenze sullo stato d’animo di mezzo mondo.

Francesco è il Papa che accoglie nelle chiesa qualsiasi essere umano, e non. Francesco si rende disponibile a dare i sacramenti anche ai marziani. Dopotutto, chi è lui per negare l’accesso alla casa di Dio a gay, musulmani, aborigeni, zingari e marziani?

Parole semplici, che nella bocca di una persona ragionevole suonano normali, ma che per il Papa della Chiesa, istituzione religiosa ma anche e soprattutto politica, non lo sono. E per le persone non molto ragionevoli, ma molto cattoliche, abbinamento che spesso si verifica, le parole del Papa sono un esempio da seguire.

7 Giu 2014 | By

Ingrediente fondamentale per ogni relazione d’amore profondo è il bisogno. Io ho bisogno di te, è ciò che si dice alla persona amata. E così una politica così corrotta e invotabile aveva bisogno della sua gemella mostruosa e complementare: l’antipolitica di Grillo e Casaleggio.

Cosa farebbe l’antipolitica senza la politica? Di cosa potrebbe alimentarsi? Che argomenti avrebbe?

E come potrebbe ottenere consenso una politica così scollata dai problemi del paese, senza l’aiuto di una antipolitica, priva di qualsiasi identità e fondamento storico?

La lotta tra opposti è quella che garantisce una missione imperitura. La Chiesa, impegnata nella perenne lotta tra bene e male, s’è scelta una missione perfetta. Anche la Lega Nord in lotta contro l’unità nazionale e le immigrazioni di clandestini in fuga dalle martoriate aree di Africa e Asia sul territorio italiano, s’è scelta una missione di lunga durata. Casaleggio e Grillo combattono contro banche, politica e istituzioni sovranazionali.. ce ne avranno per molto quei furbacchioni.

L’intelligenza politica, se così possiamo chiamarla, consiste nel combattere un nemico invincibile, o meglio un partner complementare, dichiarando di volerlo annientare, ma ben sapendo che ciò non è possibile, nè sperabile.

E’ nata una nuova storia d’amore fatta di litigi e scontri. Ma l’amore vero, quello bello, è sempre un pò litigarello.

7 Giu 2014 | By

Salvini è sicuro che sua la rincorsa sia appena cominciata. Partendo da molto lontano, il politico leghista portatore di lampanti verità e semplici soluzioni ai problemi della Padania, o della parte di Italia degna di tale pseudonimo, forte di edificanti alleanze transalpine, razziste e xenofobe come lui, ma a fin ddl bene e della tranquillità dello splendido popolo che egli rappresenta, è pronto per la grande ascesa.

Salvini come altri giovani della politica ci da molte soddisfazioni. Il suo ruolo storico ci sfugge, il suo ruolo sociale e politico è quello di raccogliere il malcontento di un popolo che preferisce isolarsi e scaricare le responsabilità dei propri problemi sugli altri, un popolo provinciale sempre più in estinzione, si spera, e continuerà a campicchiare con il suo fisiologico 5%, cavalcando rabbia, paura e disperazione. La rincorsa di Salvini è appena iniziata, teniamoci forti potrebbe fare qualche piccolo passettino in avanti nei prossimi mesi ..

7 Giu 2014 | By

Il giovane superman della politica, eletto per toglierci dai guai è un incompreso. Egli stesso non comprende l’incomprensione di cui è vittima, l’assurda motivazione per cui i cittadini italiani non votino tutti per lui, portatore di salvezza e verità e di verace spirito combattivo e rivoluzionario.

L’unica ragione possibile sembra essere che gli italiani siano tutti anestetizzati, addormentati, drogati, imbambolati, intimoriti e che non riescano a vedere ciò che ai suoi occhi è così chiaro.

Ecco il suo post dove si rivolge all’imbelle e rassegnato popolo italiano, e che ha ricevuto uno straordinario successo di share, like e commenti inneggianti alla santa missione di risveglio delle coscienze, portata avanti dal giovane politico, o cittadino che dir si voglia.

I partiti rubano, sono corrotti e disonesti, vanno abbattuti, per ripristinare il paradiso terrestre della democrazia.
Un paradiso grillino, fatto di onesti cittadini come lui, esempio di impegno e dignità, icona, anzi idolo di tutti noi, poveri incapaci, annebbiati, affaticati, da una vita che ahinoi richiede impegno e sacrifici per essere portata avanti; noi che chiediamo ai nostri rappresentanti politici almeno che non siano dei folli dittatori, e che non si mettano in testa di dichiarare guerra all’euro, alle banche e all’europa germanocentrica, che cerchino di valorizzare quanto di buono c’è in questo paese grazie all’impegno e alla fatica quotidiana di milioni di persone.

Siamo quelle persone addormentate, impaurite, tanto bisognose del risveglio del giovane rampante pentastellato, che se restano senza lavoro cercano di migliorare il proprio livello professionale, e di ricollocarsi secondo le proprie possibilità, contribuendo al miglioramento collettivo della società, senza andare in giro a pretendere sussidi e redditi di cittadinanza che portano a un sempre maggiore rilassamento dei costumi e a un abbassamento della professionalità generale.

Caro Di Battista davvero non capisci perchè nonostante i partiti politici siano invotabili, la gente preferisca Renzi a voi? Davvero non capisci perché non andrete mai oltre il 20% di disperati, se non vi metterete a dialogare e a proporre un’alternativa possibile. Studia un pò di storia, non è mai esistito e non potrà mai esistere una democrazia rappresentativa senza partiti politici.

Davvero pensi che offrire un’alternativa credibile all’italiano medio, sia un optional per ottenere il suo voto? Caro Alessandro ma ci sei o ci fai? Visto che stai in politica siamo certi che ci fai.

6 Giu 2014 | By

Riprendiamo a seguire le conversazioni su Twitter, alla ricerca di qualche logica.
Prima delle elezioni il mantrhashtag del m5s è stato #vinciamonoi, alimentato da tipico entusiasmo grillino, diretto verso l’abbattimento dell’immondizia dei partiti.
Invece gli italiani che hanno votato, hanno dato prova di essere ancora affezionati alle care vecchie regole della democrazia rappresentativa, perchè va bene il rinnovamento, ma qualcuno uno straccio di responsabilità di governo se le deve pure assumere in questo paese.
Quindi il #vinciamonoi è stato sostituito da un #vincetepoi accompagnato da un #vincetemai, a raccogliere i tweets dei cittadini traviati, ciechi e sottomessi (a detta dei rivoluzionari pentastellati) che hanno voluto così dedicare i dovuti sfottò a Grillo, Casaleggio e seguaci.
Il contrattacco dei 5stelle è subito servito. Dopo i recenti scandali della nuova tangentopoli di Venezia, il nuovo trend è #vinciamopoi, ma intanto #arrestanovoi.


20 Feb 2014 | By

In uno scenario fantastico, che si discosta dall’attuale realtà non di molto, immaginiamo che la pratica dello streaming sia stata estesa agli incontri del Santo padre con i rappresentanti della politica. In tale scenario Beppe Grillo, paladino dei cittadini ha già sconfitto i vecchi partiti e Renzi, Alfano, Berlusconi sono stati ridotti in cenere.
Si vocifera che oggetto del prossimo streaming sarà l’incontro tra l’amatissimo Papa Francesco e il leader del movimento 5 stelle Grillo.
A richiedere l’incontro sarebbe stato il Papa in persona, perché Beppe Grillo, bisognoso di un nuovo nemico da abbattere, ha puntato il Vaticano, preparando una feroce campagna di comunicazione nella quale intende scagliarsi contro i molti privilegi della Chiesa sul territorio italiano, accusata di essere la causa prima della disperazione dilagante tra i cittadini. In primis, nel diktat grillino, la Chiesa verrà obbligata a pagare una doppia IMU sulle chiese e gli istituti religiosi.

Immaginiamo quindi seduti a un tavolo, da una parte il Papa e il Segretario di stato Vaticano, dall’altra Grillo vestito da Savonarola, l’illuminato presidente della repubblica Di Maio in doppio petto e il premier indiscusso Di Battista, con la tutina di Superman. Al di qua di tv, pc e ipad milioni di fedeli in fremente attesa.
Come potrebbe svolgersi il dialogo.
Papa – caro fratello Beppe la chiesa ha bisogno delle case del Signore, per diffondere la Sua parola …
Grillo – No non ti faccio parlare, tu rappresenti i poteri forti, le lobbies dell’energia, delle banche, dell’informazione e della massoneria. Noi non riconosciamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo perché sono lo stessa cosa! Trasformeremo le chiese in circoli del M5S e sottoporremo la Bibbia a una radicale revisione, condotta da un team di monaci grillini che scoveranno le imposture che si annidano tra le parole,abilmente modificate da voi, portando alla luce la vera parola. I monaci faranno il lavoro a metà prezzo, rendicontando i fiaschetti di vino e i cappuccini…il discorso continua per 10 minuti su questo tono.
Papa – io ti benedico figliolo.. lo Spirito Santo ti illumini.
Grillo – Noi non abbiamo bisogno dello Spirito Santo, abbiamo le nostre centrali energetiche a impatto zero. Ma non ti preoccupare, io non ce l’ho con te, sei una brava persona, ti voglio bene. Io ce l’ho con ciò che rappresenti.

Poi Grillo, temendo di avere esagerato e per scongiurare un fulmine divino sulla testa, si inchina al santo uomo e gli bacia la mano, mettendo in totale confusione gli spettatori, che assistono alla solita scena del rivoluzionario a parole, rispettoso delle regole e un pò sottomesso.


20 Feb 2014 | By

Se si può imputare a Berlusconi la responsabilità di avere confuso il mondo dello spettacolo con la politica, candidando attori, attrici e subrettes, Beppe Grillo ha fatto molto di più.

Grillo ci ha trasportati nel suo show personale. La conferma è data dalle sue ultime parole, pronunciate ieri in streaming, in uno degli spettacoli meno edificanti della repubblica italiana.

Prima Grillo accusa Renzi di avergli copiato il programma, poi si pone in una posizione di NO assoluto al dialogo e al confronto. Prima Grillo non fa parlare, esercitando un’immaturità che si può comprendere solo tra i bambini dell’asilo, poi lo unge di gentilezze e carinerie del tipo “ti voglio bene, non ce l’ho con te, ma per ciò che rappresenti”.

E’ evidente a questo punto che Grillo non agisce se non nella logica della vanità personale, perché è preoccupato del copyright delle sue idee, al punto da rivendicarne la paternità e difenderle dal plagio. E’ totalmente disinteressato agli effetti positivi che la realizzazione di tali idee potrebbero avere sui cittadini. Ciò potrebbe portare un grosso vantaggio per la gente, ma un danno per la sua vanità personale o di partito. Un concentrato di vecchie brutte pratiche insomma.

Inoltre Grillo ha accusato Renzi di rappresentare i poteri forti. Ebbene, se non siamo nel mondo delle favole, una rivoluzione (anche se nel modo grillino, e cioè in giacca e cravatta, a mezzo stipendio e a zero responsabilità) è la transizione da un sistema di potere a un altro. Un vento di rivoluzione è una cosa che crea simpatia, mentre un sistema di potere no. Sarà per questo che Grillo non ci fa capire quali sarebbero i suoi poteri forti. De Benedetti verrebbe sostituito da Casaleggio, l’informazione sarebbe ricoperta dal suo blog, primo ministro l’aitante e valente Di Battista, e al ministero della comunicazione andrebbero Messora e Casalino. Ce lo spieghi meglio, per favore. Vogliamo capire per quale nuovo establishment dovremmo votare.

Grillo è del tutto scollato dai problemi della gente, ne cavalca il malcontento e la disperazione per un mero fine di potere personale o della stretta cerchia alla quale appartiene. Esattamente come hanno sempre fatto tutti gli altri politici.

Vorremmo partecipare attivamente a un cambiamento culturale dell’Italia, ma un leader come lui, che non ha un minimo di leadership, è difficile da accettare.


12 Feb 2014 | By

Il linguaggio di Vendola rientra tra i misteri insoluti della comunicazione. Con quale criterio il politico sceglie le parole per esprimere il proprio pensiero? Quando è nell’intimità della sua casa continua a parlare così? E’ programmato per rendere pomposo ciò che pomposo non è, anche tra le mura domestiche? La sua colf quando stira le camicie sarà antropologicamente incline ad una sublimazione simbolista, da un punto di vista gnoseologico? Roba da restare a bocca aperta.

Ad esempio oggi ha scritto questa frase in Twitter. Un’opinione che è possibile condividere o meno.

Un governo che comprenda i diversamente berlusconiani è antropologicamente respingente…a qualcuno viene in mente una formula più diretta?


vendola

La domanda ingenua che ci poniamo è se non convenga allo stesso politico, esprimere il concetto in una forma comprensibile a chi ha la quinta elementare o la terza media. Ma soprattutto ci chiediamo il perché, coloro che hanno studiato al punto da riuscire a capire il linguaggio di Vendola, debbano fare i conti con uno stile così inutilmente complesso e pomposo.

Un ostacolo reale alla comprensione dei concetti che si celano dietro alle sue ostiche parole.