phpJobScheduler Gallito
6 mar 2015 | By

Immanuel-KantLa risposta di Immanuel Kant alla domanda “Che cos’è l’illuminismo?” nel 1784.

Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo.

La nostra cultura è stata arricchita dall’illuminismo, che fortunatamente ha fornito qualche anticorpo contro le odierne manifestazioni di intolleranza, razzismo, ignoranza.

Il motto dell’illuminismo è quindi di avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza per approfondire i fatti, mantenere viva una coscienza critica e rifiutare con decisione ricette facili a problemi complessi, che purtroppo ci vengono continuamente propinate.

L’illuminismo è l’attitudine a usare e allenare la ragione, a migliorare le proprie capacità con impegno e fatica. Un incitamento a studiare, approfondire, valutare le conseguenze dei fatti, rifiutare ogni imposizione culturale. La conquista è la libertà di pensiero, con il rifiuto della semplificazione e l’allontanamento di ogni estremismo.

Dai tempi di Kant la tecnologia ha fatto passi da gigante. Il filosofo tedesco scriveva con la penna, oggi abbiamo internet, i devices mobili come smartphone e ipad, una capacità di immagazzinamento di dati quasi infinita, la banda ultralarga per la trasmissione istantanea delle informazioni. E il progresso continua giorno dopo giorno. Insomma il contenitore s’è evoluto in modo straordinario, è auspicabile che anche il livello del contenuto faccia qualche passo avanti.

6 mar 2015 | By

fratelli-italiaCrosetto non ci sta. La crisi di quella specie di carrozzone populista, che ama autodefinirsi destra, si aggrava ogni giorno di più. Il corpulento fratello d’Italia non si riconosce più nel partito guidato da una Giorgia Meloni, ormai diventata eco fedele del verbo dell’illuminato Salvini.
Questa destra fascioleghista è davvero una caricatura dell’idea di politica. Un vuoto che avanza a colpi di slogan, destinata a tornare nelle sue percentuali fisiologiche a una cifra, perché nonostante tutto, la gente si aspetta dalla politica delle risposte alla complessità della società.
Il nichilismo delle ricette facili ha raggiunto il suo apice di consenso e comincia la sua naturale discesa.
Le note distintive sempre più chiare. Il crocifisso agitato al grido di “combattiamo l’infedele”, “non costruiremo moschee nelle nostre città”, in un clima da basso medioevo, le ricette economiche del tipo “usciamo dall’euro e avremo risolto tutti i nostri problemi”, come se mancanza di competitività, malcostume, mafia, corruzione, malaffare non siano la vera causa della crisi.
Salvini è diventato una macchietta a livello internazionale, un distributore automatico di frasi da bar, ubriacato dai sondaggi che lo danno in ascesa verso l’olimpo, fino a pochi giorni fa almeno.
E cosa fa Giorgia Meloni? Si accoda e va in scia del prode leghista sperando di sfruttare la corrente ascensionale. Bisogna comprenderla, esiste una buona sovrapposizione tra le ideologie dei due partiti, che si muovono nello stesso humus.
il nazionalismo, anche se fino a pochi giorni fa la lega nord ci regalava perle razziste contro i meridionali. La “politica economica” antieuro per il pronto ritorno a una lira svalutata e inflazionata in un’economia autarchica e fantasiosa. La “politica estera” anti-europea, con strizzatine d’occhio a Putin e altri dittatori. La strenua lotta, a parole, contro i poteri forti dell’industria e della finanza.
C’è chi giustamente non ci sta, perchè dotato di coscienza e intelligenza politica. La normale conseguenza di ciò è la scissione di un partitello come Fratelli d’Italia, già piccolino, che si scinderà per dare vita a chissà quale altra frazione di se stesso, con chissà quale nome. Si accettano scommesse.

5 mar 2015 | By

buonanno-3Gli americani hanno una sensibilità non particolarmente sviluppata nell’individuare i contenuti osceni, e i colossi di internet come Facebook e Google sono stati molte volte criticati per avere classificato come oscene delle immagini di nudo, anche se artistiche. Facebook ha dichiarato guerra alle tette, ad esempio, provocando l’indignazione delle anime più raffinate, che si sono levate contro la rozzezza di un criterio che mette al bando buona parte del patrimonio artistico mondiale. C’è da dire che il lavoro di classificare milioni di immagini deve essere automatizzato, e un robot software non può avere la sensibilità di un critico d’arte. Ma questo molti utenti dall’indignazione facile non lo sanno.

La novità delle ultime ore è che dopo le tette Facebook ha deciso di bannare anche il leghista Buonanno, perchè ritenuto indegno di presenziare nel social network più frequentato in italia, per le sue ripetute manifestazioni razziste e offensive.

Buonanno ha reagito da par suo protestando, strepitando nello stile leghista e accusando di integralismo Facebook e Zuckemberg, paragonandolo a un islamico dell’Isis. Parla lui che è ispirato dall’animo illuminato di Kant e Voltaire.
L’essere cacciati da Facebook oggi, è come essere ostracizzati, cacciati fuori dalle mura della città.
Il leghista che accusa i rom di essere la feccia della società, diventa la feccia dei social. Un gesto forte e tirannico da parte di facebook, ma che porta una ventata d’aria fresca tra le sue pagine, perché la libertà d’espressione non può essere scambiata con la libertà di offesa e violenza verbale al solo scopo di procacciare voti. Magari seguissero la stessa strada i giornalisti dei talk show italiani.

4 mar 2015 | By

renzicotteroLa fabbrica di boutades ed epiteti ha prodotto un nuovo hashtag di successo: il #renzicottero, l’elicottero usato di nascosto da Renzi, che ha ricevuto gli onori della ribalta mediatica per un atterraggio d’emergenza in un campo di calcetto dalle parti di Arezzo. Non andava solo in bici e a piedi quello lì? E ora l’hanno pizzicato su un elicottero dell’areonautica militare.

Puntuale è partita una valanga di commenti nei social.

“Che ci faceva l’ebetino in elicottero, solo per fare 300 km? Renzi è il solito raccontapalle e a noi cittadini girano le pale”. “Si stava facendo i selfie e un giro in bici sull’elicottero”. “Sta facendo le prove per scappare dagli italiani, quando scopriranno tutte le palle che racconta”. “Il servo sciocco della Merkel se ne va in elicottero e a noi toccano jobacts e gli 80 euro lordi”. “Renzi vende le auto blu per comprare gli elicotteri”. E via dicendo.

Insomma lui fa la bella vita lassù in elicottero, e mentre ci schiavizza con il suo jobsact, magari facendo anche il gesto dell’ombrello, qui sotto siamo sempre pronti ad indignarci al minimo segnale di sopruso e ingiustizia reale o immaginaria, perché amiamo atteggiarci a popolo sovrano.

Siamo sicuri che questa ipersensibilità all’indignazione elevi il livello qualitativo dell’opposizione a Renzi, che gode come un matto per l’assenza di una opposizione seria? Cambia molto se Renzi usa un elicottero di stato o un treno per i suoi spostamenti? Quanto ci costa in più l’assenza di un’opposizione seria e credibile che non si esprima solo a boutades da social. puntualmente amplificate dalla stampa?

4 mar 2015 | By

formigli-buonannoLunedì scorso a Piazza pulita il conduttore s’è arrabbiato molto con una parte dei suo pubblico per gli applausi al leghista Buonanno che ha detto in trasmissione che i Rom sono la feccia della società.

Visto che Buonanno è solito a sparate del genere, anzi la sua comunicazione è garanzia di superficialità e volgarità, in perfetta linea con lo stile leghista salviniano e borgheziano, e Formigli tali cose non le digerisce, ma allora perchè l’ha invitato? Perché dà spazio e voce a un megafono di odiose insensatezze leghiste?
Che domande innocenti. Perchè chiunque ha diritto ad esprimersi, nella democrazia giornalistica italiana, a condizione che tenga alti gli ascolti, che servono per mandare avanti la carretta. Buonanno è un ingrediente necessario per un talk show, un esemplare appartenente alla razza dei Sallusti, Santanché, Sgarbi, Salvini..

E va bene, ma allora perché si lamenta se il suo pubblico lo applaude?

Formigli è libero di invitare esponenti di razza padana razzista e casinista, ma il suo pubblico non è libero di applaudirli?
Dunque, tirando le somme, il suo pubblico non è libero di esprimersi e deve allinearsi a un rituale descritto su un foglio come se partecipasse a una messa? Dovrebbe scriverlo a chiare lettere. Nel caso di una dichiarazione di accoglienza e fraternità si deve applaudire, e davanti a una razzista si deve fare buuu.
In tal caso Formigli non ha comunicato sufficientemente bene al suo pubblico le istruzioni per la partecipazione a un suo programma. Se lo facesse verrebbe considerato come una specie di dittatore, ammantato di una bella veste di tolleranza, accoglienza e solidarietà, ma pur sempre un tiranno. E allora abbasso la coerenza e viva l’ambiguità dove siamo tutti onesti, buoni e candidi come dei gigli.


28 feb 2015 | By

piazza-del-popolo-670x274Nonostante le minacce dell’ISIS, Roma ha conosciuto in pochi giorni altri due generi di invasori. I tifosi del Feyenoord, e i fascioleghisti guidati dal prode condottiero Salvini.
Ogni fenomeno storico non accade per caso, e così la crisi, l’assenza di una vera politica e lo scarso senso di unità nazionale degli italiani, unito a tante altre cause, stanno determinando l’avanzata di ogni genere di populismo improntato alla superficialità, all’insensatezza e alla violenza verbale.
Il populismo è un fenomeno storico che si ripete puntualmente in tempi di crisi e che rischia di produrre derive tragiche, com’è successo ai tempi del fascismo.
Il ruolo del popolo italiano, poco avvezzo al pensiero razionale e ad una visione del futuro che sarà abitato dai figli e nipoti, ma ostinatamente chiuso nel proprio piccolo interesse di quartiere con una prospettiva che non va mai oltre all’oggi, è sempre stato fondamentale nelle fasi di ascesa di questi capipopolo, pronti a divulgare ogni genere di insensatezza. Lo stesso Mussolini disse che è impossibile non diventare dei leader in un popolo di servitori, e che governare gli italiani non è difficile, ma è semplicemente inutile.
Questa massa di brava gente, vuole essere solo rincoglionita da slogan facili da capire, che non richiedano nessuna cultura storica. Vuole esaltarsi nel proprio provincialismo al punto da sentirsi così forte da sfidare l’europa senza una strategia. E così fuori dall’euro, alleanza con Putin, elogi a dittatori coreani, respingimento in mare dei disperati. Slogan e Ricette facili, intellegibili per qualsiasi cretino, sia esso istruito o meno.
Salvini affonda il coltello nel burro di una società squagliata, soprattutto al sud. Infatti ha abbandonato il razzismo contro i meridionali e si è messo alla ricerca dei voti degli stupidi che abitano a sud del Po. E ce ne sono. Una società da sempre disperata, da sempre in attesa di un salvatore con la “schiena dritta” in grado di rimettere le cose a posto. Poveri noi. Salvini trova la forza di presentarsi a Piazza del popolo, nel cuore della capitale, davanti a un pubblico che inneggia al duce, che si ribella al “signoraggio” delle banche, alla cultura islamica, a ogni genere di altra argomentazione da bar. Il trend di oggi su twitter è stato #MaiconSalvini, ma il dato di fatto triste è che Salvini riesce a fare parlare di sé. La vera preoccupazione è che l’assenza di politica a livello nazionale e soprattutto europeo, siano la base per una sua ascesa.
Qualche post dai social media sul trend del giorno #MAIconSalvini.

(continua..)


21 feb 2015 | By

Con tutte le minacce che riceve la nostra capitale negli ultimi tempi, il povero ministro dell’interno Alfano si sta confondendo. Ma si chiamano Isis o Feyenoord, vengono da sud o vengono da nord?

La devastazione di Piazza di Spagna dei tifosi del Feyenoord, ha dato un altro assist agli ironici di twitter che non sanno prendere più niente sul serio.

E’ stato lanciato anche un hashtag di minaccia #stiamoarrivandoaRoma, salutato più o meno in questo modo.

La minaccia dell’Isis “siamo a sud di Roma” è stata accompagnata con l’augurio di buon viaggio sulla Salerno-Reggio Calabria, con la raccomandazione di portare gli spiccioli, perché al casello non danno il resto.

Gli invasori che aspettavamo da sud alla fine sono arrivati da nord, travestiti da hooligans ubriaconi. Poche decine di bestie violente decerebrate sono stati sufficienti per devastare in modo permanente la fontana del Bernini di piazza di Spagna.

E ancora la minaccia “schiavizzeremo le vostre donne” è stata associata al varo del nuovo Job Act, che per molti sarà veicolo di schiavitù liberalizzata.

Alla prossima minaccia. Siamo sicuri che non ci sarà molto da aspettare. Ma si tanto possono venire a fare quello che vogliono a casa nostra.


13 gen 2015 | By

marcherepublicaine
Siamo passati, da un giorno all’altro, dall’allarme di Salvini sull’immaginaria presenza di un milione di islamici pronti a farci fuori, ad una manifestazione di piazza a Parigi con un milione di persone reali, unite per dire si all’integrazione tra culture e religioni.

La sfilata di capi di stato uniti per dire no al terrorismo è stata molto criticata: “La marcia dei marci”, di quelli che finanziano il terrorismo e che ora si concedono l’ipocrita passerella in mondovisione contro il terrorismo.

L’evento non può essere liquidato come un esibizionismo di massa di buonisti e ipocriti, capeggiati da potenti marci e assassini, come vorrebbero i complottisti, sempre con il dito caldo sullo smartphone.

Si tratta del risultato di secoli di progresso culturale, che ha portato la gente comune a comprendere come l’escalation dell’odio, a livello della società civile, porti alla regressione della civiltà da ogni punto di vista. Non si tratta di una posizione “buonista”, ma della constatazione intelligente dell’opportunità di salvaguardare l’integrazione e la collaborazione tra le culture.

Davanti a una crisi sociale, familiare, personale, esistono due strade: unirsi o spaccarsi. La volontà dei terroristi e dei loro tifosi è quella di spaccare. La manifestazione di Parigi è stata una evidente risposta di unione. La peggiore risposta che il terrorismo potesse aspettarsi. E intanto Salvini per qualche settimana si asterrà dal blaterare a proposito di guerre sante.
A seguire, una raccolta di post di successo dai social.

(continua..)