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20 mar 2015 | By

Il poeta greco Archiloco visse probabilmente nel periodo che va dal 680 a.C. al 645 a.C. in quanto in una sua opera viene menzionata un’eclissi di sole probabilmente avvenuta il 6 aprile 648 a.C., che sconvolse gli abitanti dell’Egeo e alla quale egli assistette.

In questi versi Archiloco esprime il suo sgomento di 2600 anni fa.

Non c’è nessuna cosa inattesa
né che impossibile giurar si possa,
né stupenda, da quando Zeus, il padre degli dei,
fece notte, celando lo spledore di mezzogiorno;
luttuoso timore ha preso gli uomini.
D’ora in poi, tutto ci si può aspettare;
non meravigliatevi più, se le fiere, dai delfini,
hanno in cambio i pascoli del mare,
e si invaghiscan delle risonanti onde
marine più che della terra,
e sia lor più caro sprofondarsi nella montagna.

Oggi nessuno si spaventerebbe mai per un’eclissi, ad eccezione forse di qualche aborigeno della Papuasia, perché il fenomeno astronomico è noto e si sa che non c’è niente da temere.

Nell’antichità un evento straordinario come un’eclissi solare era tale da provocare un sentimento di terrore. Eppure, dopo oltre 2500 anni di progresso scientifico e tecnologico, ci sono ancora eventi capaci di generare un diffuso sentimento di sconcerto, paragonabile a ciò che provavano i nostri antenati di fronte a un evento naturale straordinario: ad esempio le dimissioni di Lupi, un esponente dell’NCD, una delle parti politiche più incollate alla poltrona della storia dell’umanità.

18 mar 2015 | By
renzi-lupoL’arresto del consulente Ercole Incalza, rischia di trascinare anche Lupi nel fango. Uno degli arrestati nell’inchiesta dei Ros, l’imprenditore Stefano Perotti, ha procurato lavori al figlio di Maurizio Lupi. Lo dice lo stesso gip di Firenze nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere quattro persone nell’ambito dell’inchiesta sui grandi appalti. Dal canto suo Lupi resiste strenuamente, si attacca con tutte le forze alla poltrona, visto che per i politici italiani la potrona è come lo scoglio per una cozza. Il ministro ha dichiarato di non vedere una ragione per cui dovrebbe dimettersi, e ha aggiunto che non ha mai fatto niente per favorire il figlio. L'affare Lupi mette in una posizione scomoda anche Renzi, che dovrà inventarsi qualche nuovo numero d'illusionismo di massa per difendere l'onorabilità del suo governo di "rottura" con il passato. Non c'è niente di divertente nella bufera che s'è abbattuta sul ministro Lupi e suo figlio, ma almeno proviamo a riderci su con le battute dei soliti spiritosi twitteriani. Ecco la nostra classifica dei tweet più divertenti. Read more
17 mar 2015 | By

toto-felicitaQuesta è la settimana internazionale della felicità, e psicologi, psicoterapeuti, life coach, mental coach e guru esistenziali di ogni sorta ci consiglieranno come affrontare la vita con gioia e positività.

Ma cos’è la felicità e come si può raggiungere? In questo post proviamo a trovare una risposta a queste due domande attraverso le frasi di autori famosi.

Cos’è la felicità?

La definizione della parola non è così scontata. Totò scrisse a proposito della felicità.

Felicità !
Vurria sapè ched’è chesta parola,
vurria sapè che vvò significà .
Sarrà gnuranza ‘a mia, mancanza ‘e scola,
ma chi ll’ha ‘ntiso maje annummenà .

Altri invece hanno cercato e trovato una definizione. La felicità è uno stato dell’animo che ciascuno definisce in base al proprio temperamento. Alcuni cercano la felicità stabile e duratura, attraverso l’equilibrio, la meditazione e la saggezza, altri cercano la felicità nelle emozioni che ci travolgono per pochi istanti, che ci segnano per tutta la vita e che si dissolvono velocemente.
Quale delle due felicità dovremmo augurarci? Probabilmente un mix delle due.

La felicità è il frutto finale e perfetto dell’obbedienza alle leggi della vita. (Helen Keller)

La felicità è buona salute e cattiva memoria. (Ingrid Bergman)

Felice colui che ha trovato il suo lavoro. Non chieda altra felicità. (Thomas Carlyle) Read the rest of this entry »

16 mar 2015 | By

dolce-e-gabbanaI due stilisti si sono permessi di dire “no agli uteri in affitto“, ai “figli della chimica” ed è subito partito il trend #BoycottDolceGabbana, dove s’è riversato lo sdegno e l’indignazione dei twitteriani, capitanati da un furente Elton John che ha urlato “Come vi permettete di dire che i miei figli sono sintetici? Vergognatevi“. L’episodio ha qualche analogia con un altro boicottaggio commerciale ai danni di Barilla di qualche anno fa, sempre a causa di dichiarazioni sulla famiglia tradizionale che non erano piaciute alla comunità LGTB. La differenza è che la pasta Barilla ce la possiamo mangiare tutti, mentre le mutande griffate D&G, se le possono comprare Elton John insieme a una minoranza di ricconi vittime del fashion. La maggioranza della gente al massimo può permettersi di boicottare ZARA e H&M.

Il trend di queste ore #BoycottDolceGabbana può essere accostato a quello tristemente famoso di #JeSuisCharlie lanciato in strenua difesa della libertà d’espressione. In quell’occasione il popolo di Twitter è stato unito e compatto a fianco della libertà di satira, anche quando questa si spinge fino alla bestemmia e all’offesa contro profeti e divinità altrui.

Bene, il popolo di twitter è per la libertà d’espressione. E invece no. E’ sufficiente una dichiarazione considerata fuori posto di D&G per sollevare un polverone. Se non ricordo male, D&G sono due stilisti e non ci risulta che ricoprano un ruolo di autorità morale, nè religiosa e nè laica. Non mi pare che parlino in nome di una fede, di una Chiesa, o di un governo. Esprimono semplicemente un’opinione che non piace a una parte della società, che si sente offesa e discriminata. Com’è possibile che nel difendere la satira blasfema di Charlie Hebdo, ci si ispiri ai principi democratici e illuministici della libertà d’espressione, e poi si condannino con violenza oscurantista le opinioni di due che si fanno fotografare con occhiali improbabili, fino al punto da promuovere un boicottaggio delle loro braghe e camicie?

Le ragioni possono essere due: o D&G  vengono di fatto considerati da alcuni come delle specie di sacerdoti di una fede che hanno tradito con le loro parole blasfeme, oppure in twitter  la libertà d’espressione viene confusa con la libertà d’indignazione e di sfogo contro il colpevole di turno. Probabilmente la verità sta nel mezzo. Intanto vorremmo rassicurare Dolce e Gabbana, che il trend di boicottaggio social nei loro confronti durerà poche ore, in linea con la fenomenologia di Twitter. Tra poche ore l’onda di indignazione si sarà spostata verso qualche altro tema. Si accettano scommesse.

15 mar 2015 | By

BruttezzaOggettivamente la bruttezza estetica è un discostamento da determinati canoni stabiliti dalla collettività, è una evidente disarmonia del corpo e dei lineamenti. Molti sostengono che la bellezza deve essere giudicata per l’effetto che produce. Potremmo dire la stessa cosa della bruttezza, che esiste cioè solo una bruttezza soggettiva, tale da fare provare un senso di ripugnanza in chi la avverte.

Spesso quando si parla di bruttezza, ci si riferisce alla bruttezza fisica, come se questa fosse sufficiente a definire ripugnante una persona. E’ plausibile immaginare che una persona dotata di passione, talento e carattere possa provocare ribrezzo? Una persona dotata di qualità morali, senso d’indipendenza, impegno, ironia, non può che avere uno sguardo vivo e interessante, capacità di ascoltare e discutere in modo intelligente. Una persona così, soprattutto in questi tempi di piattume generale, è più preziosa dell’oro. Potrebbe essere considerata brutta solo da qualcuno che non fosse in grado di vederne le qualità.
Probabilmente la vera bellezza di una persona sta nel suo fascino, nella sua capacità di sedurre. Mentre la mancanza di fascino, può fare sembrare brutta anche una persona fisicamente perfetta. Questo ragionamento, a introduzione di una raccolta di frasi sulla bruttezza, potrebbe suonare come un goffo tentativo di consolazione verso i brutti, che hanno oggettivamente la vita più difficile. Ma se devo visualizzare la vera bruttezza, senza ipocrisia, penso a una persona rifatta con le labbra a canotto, o a una persona ignorante, violenta e razzista.

Diceva Seneca che “non è la deformità del corpo a rendere brutta l’anima, ma la bellezza dell’anima a far bello il corpo”. Avrà avuto ragione il filosofo stoico?

E, fra le principali bruttezze, metto le bellezze artificiali e sforzate.
(Michel de Montaigne, Saggi)

Essere bella e amata, significa non essere altro che una donna. Essere brutta e saper come fare l’amore, significa essere una principessa.
(Jules Barbey d’Aurevilly)

La cosa più brutta del mondo è una bella donna senza cervello o coraggio di sapere che la bellezza non è altro che un incidente.
(Charlie Fletcher)

Due sole vere infelicità aveva la vita, per coloro sui quali la natura esercita la sua feroce ingiustizia: la bruttezza e la vecchiaia, soggette al disprezzo e allo scherno della bellezza e della gioventù. (Luigi Pirandello)

In ogni caso sei fregato: se la trovi bella non sarà solo tua, se è brutta paghi per tutti gli altri.  (Socrate)

La stoltezza è sovente l’ornamento della bellezza, è essa che dona agli occhi la limpidezza incolore degli stagni nerastri, la calma oleosa dei mari tropicali.
(Charles Baudelaire)

Non è la deformità del corpo a rendere brutta l’anima, ma la bellezza dell’anima a far bello il corpo. (Seneca) Read the rest of this entry »

15 mar 2015 | By

botticelli_particolare-venere

Cos’è la bellezza? Come disse Alphonse Karr “La bellezza deve essere giudicata non per le proporzioni matematiche del corpo e del viso, ma per l’effetto che produce”. Credo che tutti abbiano vissuto sulla propria pelle gli effetti della bellezza. La vera bellezza lascia senza fiato, e inizia dove finiscono le parole e i concetti. Perciò la bellezza è semplicità, immediatezza, profondità allo stesso tempo.
In altre parole la bellezza è verità, perché è unione di opposte emozioni, espressione dei sensi e dello spirito, un paradosso reale più di ogni altra cosa.
Nel tentativo di definire la bellezza, gli uomini e le donne hanno usato espressioni diverse, perché diversi sono i modi di percepirla. Gli uomini, che si muovono più goffamente nel mondo delle emozioni, vengono traditi dal desiderio di possederla, un istinto che conduce inevitabilmente a frustrazione e dolore. Di fronte a questa evidenza Hesse scrive: “La bellezza non rende felice colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare”.

Una selezione di frasi sulla bellezza di autori celebri.

Non mi piace la gente che parla della bellezza. Cosa è la bellezza? Uno ne potrebbe discutere come problema nella pittura. (Pablo Picasso)

La bellezza, la vera bellezza, finisce dove inizia l’espressione intellettuale. (Oscar Wilde)

La bellezza del mondo ha due tagli, uno di gioia, l’altro d’angoscia, e taglia in due il cuore. (Virginia Wolf)

La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore. (Audrey Hepburn)

La bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l’eternità. (Oscar Wilde)

La bellezza non è qualcosa per cui si gareggia: ciascuno ha qualcosa di bello da scoprire; l’attenzione è la chiave della scoperta. (Dacia Maraini)

Una donna spiritosa è un tesoro, una bellezza spiritosa è un potere. (George Meredith)

La bellezza è estasi; è semplice come il desiderio del cibo. Non si può dire altro sostanzialmente, è come il profumo di una rosa: lo puoi solo odorare. (William Somerset Maugham)

La bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall’uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto. (proverbio arabo) Read the rest of this entry »

12 mar 2015 | By

arcoreCon Buonanno in Libia munito di kalashnikov e sventolante la bandiera della lega tra integralisti inferociti, e Salvini che va incontro al suo destino di capopopolo, alle prese con tragicomiche diaspore, epurazioni e lotte intestine, abbiamo corso il rischio che questa settimana in Italia non ci fosse nessuno a farci ridere.
Ci avviavamo verso la fine della settimana tristi e abbattuti, quando è arrivata la sentenza della cassazione sul caso della celebre nipote di Mubarak.
Non ci sono le prove per condannare Berlusconi, che non poteva sapere che la sua ospite cubista fosse minorenne.
Ma alla fine chissenefrega. Siamo tutti adulti e maggiorenni, o quasi, e se uno vuole trascorrere il tempo tra festini e intrattenitrici consenzienti, sono fatti suoi.
I coreuti di Berlusconi, Sallusti e Brunetta in testa, un istante dopo la sentenza dei probi giudici della cassazione, hanno iniziato a tuonare nei social e giornali. Anche Salvini ha cavalcato l’indignazione contro la magistratura, una certa magistratura, esprimendosi con il suo mantra preferito “E ora chi paga??!” L’unica certezza che abbiamo è che siamo noi cittadini a pagare lui per farci insultare. Magari lo facesse in modo acuto e intelligente, ma sarebbe chiedere troppo.
Berlusconi in prima persona ha chiesto un risarcimento per il danno di reputazione subìto. Popolo italiano, prepariamoci a ripagarlo, perchè un modo per impoverirci ulteriormente a suo beneficio, lo troverà.
Sull’onda dell’indignazione di gruppo per una sentenza che rende finalmente giustizia a un uomo che ha dovuto subire il peso di atroci condanne, emessa da un tribunale composto da giudici equi, bravi e preparati, Sallusti si è già lanciato nell’opera di revisionismo storico, negando con fermezza l’esistenza di un qualsiasi Bunga Bunga. E’ stata tutta una montatura di toghe rosse e olgettine rancorose, incoraggiati da un popolo guardone e moralista.
Italiani mettetevi in testa che nelle cene eleganti di Arcore si parlava di filosofia teoretica, come suggerisce il livello culturale dei commensali.

10 mar 2015 | By
conConteCon me la Juve sarebbe a +20. Ipse dixit Antonio Conte, criticando lo spirito un pò troppo rilassato per i suoi gusti, della Juventus di Allegri. Quando non è per la sua nuova chioma dalla misteriosa origine (vedi foto), Conte viene preso di mira per le sue dichiarazioni polemiche. Il suo carattere sanguigno e poco incline alla diplomazia lo porta spesso a espressioni sopra le righe, ma la sua fama di vincente a metà, pluriscudettato in Italia e bastonato in europa anche da squadre come il Galatasaray, non lo mettono al riparo dagli sfottò di massa. Il nuovo CT della nazionale, è nervoso perché non ha materiale umano all'altezza delle sue aspettative. Ha dovuto pure incassare il "No grazie" di Paulo Dybala del Palermo, che preferisce sognare di vestire un giorno la maglia argentina di Messi e Aguero, invece del posto sicuro in quella italiana, tra Zaza e Pellé. Come non capirlo. In più, stavolta la juventus di Allegri, che non gioca come piace a lui con il coltello tra i denti, rischia di raggiungere i quarti di finale di Champions League. Se ciò dovesse accadere ci aspettiamo una nuova ondata di battute rivolte all'ex allenatore pugliese. Stavolta s'è scatenata la solita ironia nei social media, con molte battute particolarmente divertenti con l'hashtag #conConte. Ecco la nostra top 10, buon divertimento. La proverbiale saggezza di Boskov si esprime così.. e i versi di Dante Alighieri Read more
6 mar 2015 | By
Immanuel-KantLa risposta di Immanuel Kant alla domanda "Che cos'è l'illuminismo?" nel 1784. La nostra cultura è stata arricchita dall'illuminismo, che fortunatamente ha fornito qualche anticorpo contro le odierne manifestazioni di intolleranza, razzismo, ignoranza. Il motto dell'illuminismo è quindi di avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza per approfondire i fatti, mantenere viva una coscienza critica e rifiutare con decisione ricette facili a problemi complessi, che purtroppo ci vengono continuamente propinate. L'illuminismo è l'attitudine a usare e allenare la ragione, a migliorare le proprie capacità con impegno e fatica. Un incitamento a studiare, approfondire, valutare le conseguenze dei fatti, rifiutare ogni imposizione culturale. La conquista è la libertà di pensiero, con il rifiuto della semplificazione e l'allontanamento di ogni estremismo. Dai tempi di Kant la tecnologia ha fatto passi da gigante. Il filosofo tedesco scriveva con la penna, oggi abbiamo internet, i devices mobili come smartphone e ipad, una capacità di immagazzinamento di dati quasi infinita, la banda ultralarga per la trasmissione istantanea delle informazioni. E il progresso continua giorno dopo giorno. Insomma il contenitore s'è evoluto in modo straordinario, è auspicabile che anche il livello del contenuto faccia qualche passo avanti.
6 mar 2015 | By

fratelli-italiaCrosetto non ci sta. La crisi di quella specie di carrozzone populista, che ama autodefinirsi destra, si aggrava ogni giorno di più. Il corpulento fratello d’Italia non si riconosce più nel partito guidato da una Giorgia Meloni, ormai diventata eco fedele del verbo dell’illuminato Salvini.
Questa destra fascioleghista è davvero una caricatura dell’idea di politica. Un vuoto che avanza a colpi di slogan, destinata a tornare nelle sue percentuali fisiologiche a una cifra, perché nonostante tutto, la gente si aspetta dalla politica delle risposte alla complessità della società.
Il nichilismo delle ricette facili ha raggiunto il suo apice di consenso e comincia la sua naturale discesa.
Le note distintive sempre più chiare. Il crocifisso agitato al grido di “combattiamo l’infedele”, “non costruiremo moschee nelle nostre città”, in un clima da basso medioevo, le ricette economiche del tipo “usciamo dall’euro e avremo risolto tutti i nostri problemi”, come se mancanza di competitività, malcostume, mafia, corruzione, malaffare non siano la vera causa della crisi.
Salvini è diventato una macchietta a livello internazionale, un distributore automatico di frasi da bar, ubriacato dai sondaggi che lo danno in ascesa verso l’olimpo, fino a pochi giorni fa almeno.
E cosa fa Giorgia Meloni? Si accoda e va in scia del prode leghista sperando di sfruttare la corrente ascensionale. Bisogna comprenderla, esiste una buona sovrapposizione tra le ideologie dei due partiti, che si muovono nello stesso humus.
il nazionalismo, anche se fino a pochi giorni fa la lega nord ci regalava perle razziste contro i meridionali. La “politica economica” antieuro per il pronto ritorno a una lira svalutata e inflazionata in un’economia autarchica e fantasiosa. La “politica estera” anti-europea, con strizzatine d’occhio a Putin e altri dittatori. La strenua lotta, a parole, contro i poteri forti dell’industria e della finanza.
C’è chi giustamente non ci sta, perchè dotato di coscienza e intelligenza politica. La normale conseguenza di ciò è la scissione di un partitello come Fratelli d’Italia, già piccolino, che si scinderà per dare vita a chissà quale altra frazione di se stesso, con chissà quale nome. Si accettano scommesse.

5 mar 2015 | By

buonanno-3Gli americani hanno una sensibilità non particolarmente sviluppata nell’individuare i contenuti osceni, e i colossi di internet come Facebook e Google sono stati molte volte criticati per avere classificato come oscene delle immagini di nudo, anche se artistiche. Facebook ha dichiarato guerra alle tette, ad esempio, provocando l’indignazione delle anime più raffinate, che si sono levate contro la rozzezza di un criterio che mette al bando buona parte del patrimonio artistico mondiale. C’è da dire che il lavoro di classificare milioni di immagini deve essere automatizzato, e un robot software non può avere la sensibilità di un critico d’arte. Ma questo molti utenti dall’indignazione facile non lo sanno.

La novità delle ultime ore è che dopo le tette Facebook ha deciso di bannare anche il leghista Buonanno, perchè ritenuto indegno di presenziare nel social network più frequentato in italia, per le sue ripetute manifestazioni razziste e offensive.

Buonanno ha reagito da par suo protestando, strepitando nello stile leghista e accusando di integralismo Facebook e Zuckemberg, paragonandolo a un islamico dell’Isis. Parla lui che è ispirato dall’animo illuminato di Kant e Voltaire.
L’essere cacciati da Facebook oggi, è come essere ostracizzati, cacciati fuori dalle mura della città.
Il leghista che accusa i rom di essere la feccia della società, diventa la feccia dei social. Un gesto forte e tirannico da parte di facebook, ma che porta una ventata d’aria fresca tra le sue pagine, perché la libertà d’espressione non può essere scambiata con la libertà di offesa e violenza verbale al solo scopo di procacciare voti. Magari seguissero la stessa strada i giornalisti dei talk show italiani.

4 mar 2015 | By

renzicotteroLa fabbrica di boutades ed epiteti ha prodotto un nuovo hashtag di successo: il #renzicottero, l’elicottero usato di nascosto da Renzi, che ha ricevuto gli onori della ribalta mediatica per un atterraggio d’emergenza in un campo di calcetto dalle parti di Arezzo. Non andava solo in bici e a piedi quello lì? E ora l’hanno pizzicato su un elicottero dell’areonautica militare.

Puntuale è partita una valanga di commenti nei social.

“Che ci faceva l’ebetino in elicottero, solo per fare 300 km? Renzi è il solito raccontapalle e a noi cittadini girano le pale”. “Si stava facendo i selfie e un giro in bici sull’elicottero”. “Sta facendo le prove per scappare dagli italiani, quando scopriranno tutte le palle che racconta”. “Il servo sciocco della Merkel se ne va in elicottero e a noi toccano jobacts e gli 80 euro lordi”. “Renzi vende le auto blu per comprare gli elicotteri”. E via dicendo.

Insomma lui fa la bella vita lassù in elicottero, e mentre ci schiavizza con il suo jobsact, magari facendo anche il gesto dell’ombrello, qui sotto siamo sempre pronti ad indignarci al minimo segnale di sopruso e ingiustizia reale o immaginaria, perché amiamo atteggiarci a popolo sovrano.

Siamo sicuri che questa ipersensibilità all’indignazione elevi il livello qualitativo dell’opposizione a Renzi, che gode come un matto per l’assenza di una opposizione seria? Cambia molto se Renzi usa un elicottero di stato o un treno per i suoi spostamenti? Quanto ci costa in più l’assenza di un’opposizione seria e credibile che non si esprima solo a boutades da social. puntualmente amplificate dalla stampa?