I calendari delle veline laureate
La “Velina” nasce dalla carta velina
Elisabetta Canalis, Sara Tommasi, Miriana Trevisan, Flavia Vento, la Gregoraci sono diventati modelli per molte, forse troppe, ragazze di oggi. Le più ambiziose si immaginano di raggiungere i livelli di Belen Rodriguez o Manuela Arcuri. Altre si cullano nell’idea di potere rappresentare la Monica Bellucci o la abrina Ferilli di domani. Entriamo nel tema. Ancora oggi si sente dire: “E’ bruttina, ma intelligente” oppure “E’ molto carina, ma è un’oca” a significare che purtroppo non si può avere tutto. C’è da dire che anche Venere aveva il suo difettuccio nello strabismo e che un detto popolare recita “Ogni bella donna pecca al naso”. Un altro tema aperto è se ci sia contraddizione tra l’essere Veline e l’essere laureate. Sappiamo tutti che oggi con Velina viene identificata una fanciulla di bell’aspetto, poco vestita, in grado di accennare a qualche passo di danza e qualche volta anche intonare un motivetto. Qualcuno sostiene che dev’essere anche “disponibile”. Il termine velina è entrato nel linguaggio con la trasmissione Striscia la notizia nella quale delle belle ragazze dette appunto veline portavano l’ultima notizia ai conduttori. Per chi non lo sapesse, e i più giovani potrebbero non saperlo, la parola velina identificava un certo tipo di carta, sottile come un velo e perciò più economica, che veniva usata nelle redazioni dei giornali per annotare l’ultima notizia da passare al giornalista perché ne tenesse conto nell’articolo che stava preparando. Con questo atto si diceva che il giornalista riceveva una velina. Il contenuto poteva essere molto importante, ma il supporto che lo conteneva era il più modesto disponibile in commercio. La carta velina esiste anche oggi, ma si preferisce usarla per composizioni artistiche come quella che potete vedere nella foto.
Tornando all’oggi, per una ragazza diventare velina e per un ragazzo diventare un Raffaella-boy costituisce un’aspirazione molto diffusa e spesso incoraggiata anche dai genitori, anch’essi soggiogati dalle lusinghe dell’apparire. Guardate, a questo proposito, il video tratto da Zelig che trovate in fondo all’articolo.
Oggi per il giusto equilibrio tra pregi e difetti “Velina” equivale a ragazza bella, ma ignorante, tanto che in occasione delle polemiche seguite alla ipotesi che un partito politico candidasse alle elezioni per il Parlamento europeo appunto delle ragazze assimilabili alla categoria di Veline, si ritenne di dovere precisare che le candidate carine erano anche laureate e quindi non potevano essere classificate “Veline”.
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