L’Italia esporta cervelli e importa gnocche
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Fuori Iavarone, dentro Belen
Antonio Iavarone e Anna Lasorella due giovani ricercatori che lavoravano al Policlinico Gemelli di Roma, stanchi dei soprusi del loro capo il quale, buon padre di famiglia e preoccupato quindi del futuro del figlio, pretendeva che i lavori dei due ricercatori portassero anche il nome del suo rampollo, si sono stufati e sono
emigrati negli Stati Uniti dove sono stati accolti a braccia aperte prima dalla Albert Einstein e dopo dalla Columbia University.
Che i due non fossero dei perdigiorno lo dimostra il fatto che in pochi anni i loro studi hanno conseguito risultati importanti nella ricerca di una cura dei tumori al cervello.
Il caso dei coniugi Iavarone non è stato il primo e non sarà l’ultimo. Non sappiamo se il professore che li ha costretti all’esodo sia riuscito nel frattempo ad assicurare al figlio, che forse un perdigiorno doveva esserlo, i traguardi dovuti al rango.
Mentre i coniugi Iavarone lasciavano l’Italia vi sbarcava Belen Rodriguez con tutto il suo carico di erotismo sudamaericano. La ragazza che ha invaso TV e giornali, ha consolato Corona abbandonato vilmente dalla moglie, ci ha assicurato svago e distrazione dalle angustie quotidiane si è rivelata una vera risorsa per la “qualità della vita” del nostro bistrattato paese.
L’emigrazione a cui sono costretti tanti giovani di talento impoverisce il paese, mentre l’arrivo delle Belen al contrario non lo arricchisce. Ma dobbiamo rassegnarci. Questo tema appassiona poco gli italiani e la classe politica da essi espessa.
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Tag:belen, famiglia, italia, moglie, politica, ragazza, ricerca
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