Le reazioni alla “riforma” dell’Università della Gelmini
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Dopo la presentazione del disegno di legge delega sull’università approvato dal governo, si stanno cominciando a concretizzare i primi giudizi su questo provvedimento. Entusiasta quello della Confindustria che ne è l’ispiratrice, fortemento critico e preoccupato quello che proviene dal mondo universitario docente e studentesco. Infrangendo una consuetudine consolidata nel passato, il ministro ha esitato il disegno di legge senza avere ascoltato preventivamente le organizzazioni che operano nell’università. Possiamo comprendere la incapacità strutturale del ministro a interloquire con chicchessia, ma non per questo possiamo giustificarlo.
Nel merito del disegno di legge interviene anche l’Andu, associazione di docenti unversitari, con una nota della quale proponiamo lo stralcio finale.
“ Il DDL governativo, se approvato, porterebbe alla fine dell’idea stessa di Universita’ di massa, democratica e di qualita’, e all’indebolimento dell’assetto democratico del nostro Paese.
Occorre reagire tempestivamente e decisamente contro quello che costituisce l’atto finale di un attacco all’Universita’ che da oltre un decennio e’ trasversalmente condotto dai poteri forti accademico-confindustriali e occorre anche battersi per il rilancio dell’Universita’ statale, che puo’ avvenire solo attraverso una immediata riforma democratica che contrasti quel potere baronale che contribuisce
alla sua demolizione.
Per quanto riguarda la ‘governance’, e’ urgente un cambiamento organizzativo che finalmente consenta il pieno e responsabile coinvolgimento di tutti coloro che operano e studiano nell’Universita’.”
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Tag:andu, democratica, governo, incapacità, organizzazioni, università
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