Il DDL sull’Università e il precariato infinito
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Il precariato come valore
Forse non tutti sanno che nell’Università italiana lavorano tra i 70 e gli 80 mila precari. Quando si dice precari il riferimento va a coloro che sono più o meno legittimamente utilizzati per assolvere compiti istituzionali, didattica e ricarca. Da anni il fenomeno è denunciato come patologico, ma nessun ministro ha voluto mai affrontare il problema con serietà.
L’attuale Ministro, certamente il peggiore dell’intera storia d’Italia, con il DDL sull’Università del 28 ottobre scorso ha fatto ancora di peggio. Ha introdotto una nuova figura di precario, quella del ricercatore a tmpo indeterminato.
Il tema è affrontato con molto dettaglio in un documento dell’ANDU, un’associazione di docenti impegnata da anni per rivendicare una riforma dell’Università che la porti a competere con le migliori università del mondo.
L’interlocuzione con il governo e con il ministro sembra però qualcosa di impossibile.
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