La giornata per il diritto allo studio ed il ministro Gelmini
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Ministro, pensi al figliolo che le sta per nascere!
Il 17 novembre è stata eletta giornata per il diritto allo studio, cioè del diritto di ciascun giovane, qualunque sia la sua razza e il livello di reddito della sua famiglia di potere accedere fino ai livelli più elevati dell’istruzione. Il diritto allo studio è stato spesso sottovalutato nella sua reale portata ed è stato più considerato un’opera di generosità dei governi nei confronti dei giovani piuttosto che un interesse primario dei governi stessi.
Una comunità cresce se al suo interno vi sono persone di valore e queste non sempre e necessariamente provengono dalle famiglie agiate che hann le risorse necessarie per fare studiare i loro figli. Al contrario talora le mollezze di una vita facile attenuano l’impegno a fare e a migliorarsi.
Così in tutto il mondo gli studenti hanno manifestato perché questo diritto sia per tutti e ovunque. Com’è ovvio, ovunque i cortei hanno inneggiato anche qualche slogan antigovernativo che in Italia hanno adombrato il nostro ministro, l’ineffabile Mariastella Gelmini; costei, ancora una volta, invece di tentare di capire ha detto sbrigativamente che si trattava dei ragazzi dei soliti centri sociali che non perdono occasione per manifestare contro il governo.
Povera, si fa per dire, Mariastella. Le proteste dei giovani, più che esorcizzate, vanno comprese. E lei, che è giovane dovrebbe, più di altri, comprendere le loro ragioni; lei dovrebbe provare ad incontrarli e non, come è suo costume, sfuggire sempre ad ogni tipo di confronto. Le motivazioni di questa fuga ci è difficile interpretarle diversamente che come la mancanza di argomenti da potere e sapere sostenere con convinzione.
Signor ministro, gli e lo chiediamo con simpatia; si concentri sulla sua prossima maternità che è un evento di straordinaria importanza e, nell’interesse del suo nascituro, lasci che la responsabilità di dirigere la scuola possa assumersela qualcun altro.
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Tag:famiglia, gelmini, governo, italia, motivazioni, università
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