Se va in Parlamento, quando balla il Bunga Bunga?
Le opposizioni al governo Berlusconi hanno sottolineato con particolare enfasi l’assenza del premier in occasione del dibattito parlamentare sulla crisi libica.
Come è nel loro costume le opposizioni non perdono occasione per criticare ogni scelta, qualunque essa sia, del Presidente del Consiglio. Le appasiionate orazioni a discolpa dei solerti Osvaldo Napoli, Giorgio Straquadanio ai quali negli ultimi giorni si è unito l’avvocato Maurizio Paniz, servono poco o nulla. L’opposizione è buona solo a criticare. Eppure i suoi esponenti dovrebbero sapere bene che una giornata è fatta di sole 24 ore che, per un Presidente del Consiglio i cui impegni non sono neppure lontanamente paragonabili a quelli di un comune mortale, 24 ore sono davvero poche.
Tra riunioni con gli avvocati ed il Ministro della Giustizia che deve dare esecuzione alle loro disposizioni, tra le trattative con i responsabili ansiosi di dare un contributo fattivo alle sorti del governo ed evitare così che si disaffezionino alle sue sorti, tra la necessità fisiologica propria di ogni essere umano di qualche momento di relax, qualche scelta sulle priorità bisogna pur farla.
E tra recarsi in Parlamento ed un Bunga Bunga, che male c’è a scegliere il secondo?
























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