La massima goduria per un giornalista sportivo è potere dire “io l’avevo detto!”

vaticinioDa appassionato di calcio seguo molte trasmissioni sportive. Nelle ultime settimane ho intensificato, sull’onda dei successi europei della nazionale. Seguire le trasmissioni tv sul calcio, garantisce l’effetto desiderato di spegnere la mente per un pò, e con quel poco di facoltà mentali rimaste attive è possibile rivivere le emozioni delle partite e seguire le curiosità fuori dal campo dei giocatori.

A mio avviso sarebbe riduttivo limitarsi a seguire i servizi e i commenti, perché l’osservazione del comportamento del giornalista italiano è uno spettacolo nello spettacolo.

L’aspetto che più mi affascina è l’impegno dei giornalisti nel presentare, nella fase del prepartita, la personale migliore formazione, insieme alle loro caute previsioni sul risultato finale. Quando c’azzeccano, perché il tal giocatore che volevano in campo ha segnato, o il risultato previsto si è poi verificato, li possiamo vedere nel dopopartita tronfi e sorridenti negli studi televisivi.

Chi c’ha azzeccato, viene omaggiato dai colleghi e riceve il giusto tributo per la fausta predizione. Potere dire “io l’avevo detto” in questo strano mondo sembra l’espressione di una reale capacità professionale.

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