6- Intolleranze alimentari ed obesità

Gli effetti negativi delle intolleranze alimentari  sul corpo umano sono tantissime: ai disturbi gastrointestinali, agli attacchi di panico e alle cefalee ( trattati già a parte ) si aggiungono tante altre patologie importanti: le affezioni cutanee,  i disordini endocrini,  i disturbi vascolari,  le patologie in età pediatrica,   le sindromi para-allergiche,  la stanchezza cronica e l’obesità.

L’obesità è sicuramente causata da tanti fattori come l’ iper alimentazione, i disordini endocrini, sedentarietà, ipotiroidismo ecc…Ma anche le intolleranze alimentari possono avere un ruolo non secondario nell’accumulo di chili di troppo ed alla difficoltà di smaltirli.

Molti nutrizionisti  arricciano  il naso quando si parla di intolleranze alimentari e dieta: infatti i loro piani nutrizionali  si basano esclusivamente sull’apporto calorico dei nutrienti che deve essere inferiore alle calorie consumate dal soggetto in sovrappeso: meno si mangia e più ci si muove ed ecco il miracolo del calo di peso!

Ma purtroppo molti sappiamo che non sempre è così….. ci sono persone che stentano a perdere peso anche se introducono poche calorie e fanno attività sportive. E poi spesso una volta interrotta la dieta,  si ritorna ad avere il peso iniziale se non addirittura con qualche chilo in più. Individuare i cibi a cui si è intolleranti è molto importante perchè una volta eliminati dalla dieta,  perdere peso sarà più facile  e le restrizioni possono essere meno drastiche .

Bisogna sapere che i singoli componenti alimentari subiscono all’interno del nostro organismo tutta una serie di trasformazioni chimiche per essere convertiti in energia all’interno delle cellule. Questi fenomeni, di natura ossidativa,  avvengono grazie all’azione di enzimi che scindono zuccheri, proteine, grassi in composti più semplici. Questi processi sono influenzati dal tipo di cibi ingeriti e dalla tendenza individuale variabile e specifica per ogni individuo ad utilizzare maggiormente  alcune sostanze piuttosto che altre: questo è il metabolismo …..che cambia da un  individuo all’altro. Tra le molteplici cause che possono alterare il metabolismo bisogna tenere  conto degli agenti stressanti, delle errate abitudini alimetari e delle intolleranze alimentari …..che alterando questi processi di natura biochimica possono rendere i nutrienti più o meno assimilabili. Gli schemi dietetici metabolici sono facili da seguire ( ovviamente  sotto controllo medico ) poichè  non viene preso  in considerazione il calcolo delle calorie, ma occorre solamente attenersi ad una sequenza precisa nell’arco della giornata, favorendo alcunu alimenti ed escludendo quelli che sono contrari al metabolismo da regolare.

Per un metabolismo lento occorre preferire a cena cereali non integrali e a pranzo carni bianche e pesce. Occorre limiatre i latticini e legumi a pranzo e  consumare nell’arco della giornata frutta fresca e verdure di ogni tipo ad eccezione di asparagi, barbabietole rosse, cavolfiori e cavoli, ravanelli spinaci , sedano e verza. Con questa dieta si dimagrisce bene e sopratutto si riequilibra il metabolismo basale.

Bisogna stare attenti a non usare i cibi a cui si risulta intolleranti e non ripetere lo stesso alimento per più giorni consecutivi per evitare l’insorgenza di nuove intolleranze alimentari; ed ogni 10 giorni circa assumere nell’arco delle 24 ore solo frutta, verdura e legumi.

Queste diete oltre fare perdere peso servono a superare le  intolleranze alimetari, riequilibrano  e disintossicano l’organismo con evidenti effetti salutari su tutto l’organismo ed anche sull’umore.

 

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