Al momento dei tagli Berlusconi perde la parola

Il governo sta per varare una manovra economica che Capezzone, con il solito ghigno dell’uomo che odia tutto e tutti, insiste nel dire che non metterà le mani nelle tasche degli italiani.
Aspettiamo pazienti che ci spieghi come sia possibile. Questa spiegazione non arriverà mai, ma Capezzone, statene certi, continuerà a proclamarlo. Sorvoliamo sulle ridicole riduzioni applicate ai parlamentari e ai grandi managers, sospettando che siano il contentino per acquisire il voto favorevole dell’opposizione.
L’opposizione sembra però più affezionata all’idea che sia Berlusconi stesso a raccontare come stanno le cose che ad entrare nel merito della questione cioé dove e come reperire le risorse per la manovra. Sembrerà strano, ma agli italiani interessa questo. La latitanza di Berlusconi è una questione tutto sommato secondaria. La latitanza l’abbiamo già registrata e giudicata da soli.
Senza entrare nel merito se la manovra sia necessaria, proviamo però a rispondere a qualche domanda sulle nostre famose tasche dentro le quali Capezzone continua ad assicurarci che nessuno metterà le mani.
Prima domanda. Gli statali, anche quelli che guadagnano davvero poco, vedranno congelati i loro stipendi per i prossimi 3 anni. Visto che i loro stipendi sono regolati da contratti che per questo triennio avrebbero previsto degli aumenti di stipendio, come è possibile affermare che il provvedimento non sia un modo per mettere le mani nelle loro tasche?
Seconda domanda. Se si toglie l’indennità di accompagnamento a chi in effetti non è in grado di provvedre a se stesso, cosa si fa? Si sopprimono queste persone, oppure qualcuno pagherà per loro? Non sono anche queste mani nelle altrui tasche?
Terza domanda. La cosiddetta sanatoria catastale per coloro che hanno realizzato qualche piccolo ampliamento sarà una vera scure perché comporterà costi elevati per le correzioni catastali. Anche in questo caso i soldi ce li mette Gesù Bambino.

Le domande potrebbero continuare e le faremo altre quando i contorni della manovra saranno più definiti. In particolare vedremo quanta cassa integrazione sarà finanziata con le economie ricavate dalla riduzione degli stipendi dei parlamentari.
Non ci stancheremo mai di affermare quanto sia importante elevare il grado di istruzione dei cittadini. E’ l’unico antidoto contro questa pervicacia di volere prenderli costantemente in giro.

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