Curarsi con i cibi: Il colesterolo

Il colesterolo è un lipide normalmente presente nel nostro sangue. Però l’eccesso di colesterolo (quello cattivo, ovvero l’ HDL) è  da tenere  sotto controllo perchè  nel tempo si deposita come una colla tenace sulle pareti delle coronarie causando  pericolosi danni vascolari. Quasi sempre l’eccesso di colesterolo cattivo (ipercolesterolemia)  è di origine alimentare. Per ripulire le arterie intasate occorre prima di tutto che la nostra alimentazione sia varia e ricca di ortaggi e frutta fresca. Il colesterolo viene eliminato anche con una regolare attività fisica e con qualche esclusione alimentare.

Cibi da eliminare: Margarine vegetali idrogenate, oli vegetali di palma e cocco

Cibi da usare poco: Burro, lardo, salumi, tuorlo troppo cotto.

Cibi che aiutano a ridurre il colesterolo: Soia gialla, ceci, piselli, fave, cicerchie, olio di oliva, pesce azzurro, melanzane, rape, carote, finocchi, carciofi, cardi, cavoli, peperoncino, pomodori, mele, ananas, uva, kiwi, mandorle, avocado, limoni. Questi cibi per l’alto contenuto di beta carotene, vitamina C ed E , svolgono un’efficace azione ipocolesterolemizzante e cardioprotettiva.

Alcuni alimenti  che  aiutano per abbassare il tasso di colesterolo:

– Succo di sedano (mezzo bicchiere di centrifugato la mattina a digiuno)

– Succo di cavolio (mezzo bicchiere di centrifugato di cavolo nero al pomeriggio)

-Decotto di tarassaco (10gr di radici in 1 litro d’acqua:fare bollite per 10 minuti e bere nell’arco della giornata)

-Tisana mista , (10 gr di foglie di carciofo , 5 gr di semi di cardo mariano , 5 gr di altea,5 gr di betulla in un litro d’acqua:bollire 5 minuti e bere lontano dei pasti nell’arco della giornata)

-Vino di carciofo: Macerare 30 gr di foglie di carciofo in in 1 litro di vino rosso e berne un bicchiere piccolo a cena

Vita sana, alimentazione  sana e controllata, moto,e qualche piccolo sacrificio valgono la pena per essere in forma ed in buona salute!

 

Come mangiare meglio: Alcune regole fondamentali

Ecco alcune regole fondamentali per una nutrizione corretta, che apporti non solo  i giusti nutrienti ma  che  sopratutto risulti digeribile, in armonia con quelle che sono le attuali esigenze di vita…..

– Fare la spesa tutti i giorni: i cibi freschi sono più nutrienti

- Non conservare cibi cotti in frigo per più di 24 ore….. potrebbero diventare tossici

– Cuocere il meno possibile gli alimenti per evitare che si impoveriscano dei nutrienti

- Scegliere cibi integrali e provenienti da coltivazioni in cui non si usano pesticidi e concimi chimici

– Mangiare poca carne e controllarne l’origine ed il tipo di allevamento

- Preferire il pesce  di mare ; consumare sopratutto il pesce azzurro per il suo alto contenuto di Omega 3

– Condire con  poco  sale e con olio extravergine di oliva a crudo.

- Abbondare in frutta e verdura di stagione e maturata al sole

– Bere non più di un bicchiere di vino  rosso ai due pasti principali

- Evitare i superalcolici, non fumare e moderare i dolci

– Fate moto con regolarità almeno 20 minuti 2 volte a settimana

Sono regole semplici che ci faranno stare bene…. e se  qualche cibo  vi  è particolarmente indigesto verificate se per caso  ne siete intolleranti. Le intolleranze alimentari sono infatti spesso causa di disturbi  molto fastidiosi.

Sanremo si è concluso……torniamo a……

Sanremo si è concluso e in molti lo viviamo come una liberazione………. però riflettiamo un attimo!

Mentre si cantava sul palco dell’Ariston di Sanremo sono avenute tante cose che dato il momento “altamente topico” sono passate in secondo piano: Le dimissioni di Benedetteo XVI (avvenimento epocale), la campagna elettorale per decidere il futuro del nostro paese, l’ economia mondiale e nazionale fragile, la  corruzione in tutti i campi robusta e fiorente, un terremoto nel centro Italia, un’asteroide che ha sfiorato la terra, alcuni meteoriti ( di sospetta origine) che sfavillano e scoppiettano in Russia causando migliaia di feriti………potremmo continuare con il delitto commesso  da Pistorius che ripropone il problema della violenza sulle donne…..

Sanremo quindi ha avuto una sua funzione sociale, ci ha divertito e ci ha regalato un pò di  “pax televisiva” ……dato che i programmi  di maggiore ascolto per una settimana intera si sono accaldati a parlare di canzoni, cantanti, classifiche, donne belle e meno… ma simpatiche ed ironiche: Un’isola felice che adesso è svanita.

Allora grazie Sanremo che ci hai regalato qualche nuova canzone da cantare sotto la doccia, ma sopratutto grazie per averci concesso un pò di tregua. Questa tregua forse era necessaria per “resettare i nostri pensieri”. Pertanto  adesso tornati alla normale quotidianità in cui non si cantano canzonette  ma si “balla alla grande” , ci possiamo avvicinare alle prossime elezioni più sereni, con le idee  più chiare e  quindi capaci di scegliere bene chi votare………..La vita è una cosa seria e non si svolge su un palcoscenico!

Flora mediterranea: Fico degli ottentotti

Questa pianta molto decorativa è conosciuta con il nome di “Fico degli Ottentotti”, ma il suo nome in botanica è “Carpobrotus Edulis”. La pianta non supera i 15 centimetri d’altezza ed il fusto è del tipo “prostrato”, cioè strisciante,  e forma fitti tappeti molto estesi e compatti. Le foglie sono aghiformi ma carnose  e sono disposte a forma di prisma triangolare. I fiori, molto belli , sono  lucidi e di colore rosso – violaceo con la base gialla. Gli stami sono gialli e numerosissimi, come una barbetta. Il frutto è un “acrosarco” come il fico comune. I semi sono immersi in una mucillagine di sapore aromatico (da qui la denominazione Edulis) molto simile alla fragola in un misto di salato e dolce. La fioritura avviene tra aprile e maggio e dura per tutta l’estate. I fiori  oltre che molto decorativi sono  anche molto profumati.  Cresce anche in vaso e  pertanto è usata anche per decorare  balconi e terrazze. La pianta ormai fa parte della flora mediterranea ma ha origine in Africa meridionale. E’ largamente naturalizzata non solo sulle coste del Mediterraneo ma anche della California e dell’Australia dove è stata introdotta non solo per fini ornamentali ma sopratutto  per  la qualità indiscussa di consolidare, con la sua fitta vegetazione,  le scarpate e  le dune. Cresce meglio in prossimità del mare ed il suo frutto è commestibile anche se il sapore, molto apprezzato in Africa meridionale, è un pò lontano dai nostri gusti.

Ricetta della torta con le mele

Torta con le mele…

E’ una torta semplice ed adatta a tutti i palati, perfetta con il te e la prima colazione…….. e base gustosissima per torte farcite:

Ingredienti e dosi:

Mele verdi sbucciate e tagliate a dadini –  gr 200
Uova intere –  2
Zucchero di canna –   gr 120
Olio extra vergine di oliva  –  gr 80
Succo di mezzo limone 
Farina 00  – gr 250 circa
Lievito vanigliato – 1 bustina

Esecuzione:

In una ciotola di vetro o ceramica dai bordi alti porre le mele, il succo di limone, lo zucchero, le uova e l’olio di oliva extra vergine. Con il frullatore ad immersione tritate ed amalgamate gli ingredienti  fino a ridurli come una crema fluida. Incorporate  200 grammi di farina setacciata e poi lentamente la  restante farina avendo cura che l’impasto resti morbido e formi il “classico nastro” che ne decreta la giusta consistenza. In ultimo aggiungere il lievito e fate attenzione che non ci siano grumi. Foderare una teglia di circa 24 cm con carta forno e versare l’impasto facendo attenzione che sia ben distribuito.

La cottura :  forno caldo  a 180° per circa 40 minuti.

Sfornare  e  lasciare raffreddare. Decorare con zucchero a velo utilizzando una mascherina che potete acquistare o fare da sole utilizzando un foglio di carta velina………. e la vostra fantasia. Io in questo caso ho disegnato il contorno di una mela per ricordare l’ingrediente  da cui prende il nome la torta.

Memory ricorda che:  Gustoso non vuol dire  “complicato”!
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4 – Inquinamento……..cosa fare?

La terra quindi non é morta!  E’ solamente malata………si deve e si può curare!!?

La medicina é abbastanza semplice anche se di difficile somministrazione. Infatti bisogna assolutamente operare per sanare le vecchie ferite cercando di rientrare ove possibile a situazioni accettabili  e sopratutto,  prima di ogni intervento sull’ambiente bisogna valutare, con metodi rigorosamente scientifici,  le modificazioni che esso determinerà di conseguenza. 

Ancora più completo  sarebbe  fare studi orientati su larga scala  per valutare preventivamente l’impatto ambientale sopportato dai  territori in esame,  in base all’uso che se ne é fatto fino all’attualità dell’indagine, in modo da stabilire se possono essere presi in considerazione (cioè se sono ammissibili)  nuovi interventi e di che natura.

Dovrebbe essere un  piano  accuratissimo che regoli  e calibri gli interventi innovativi e progettuali nei vari settori , al livello di sopportazione residuo  ( se  esiste )  che il territorio può ancora assorbire ed al di sopra del quale non é consentito assolutamente andare.

E’ un’ipotesi; infatti il processo innescato dallo sviluppo industriale e commerciale, per ovvi motivi, non é  facilmente reversibile  se non a costo di enormi sacrifici che la collettività,  forse,  non è  disposta ad affrontare. 

Come rinunciare alle fonti di energia ?  Ai concimi chimici?  Alle industrie?  Ai motori in tutte le sue utilizzazioni prima di tutti l’automobile? Alle strade di grande e piccola comunicazione?  Ai detersivi?  Ai conservanti? Ai derivati della cellulosa e del petrolio?  Insomma a  tutto quello che chiamiamo , ironia della sorte , “benessere” e il cui uso scorretto ci conduce in situazioni di malessere irreversibile?

Rinunziare é  sicuramente difficile, il singolo cittadino di buona volontà e che opera  sacrifici da solo, non può ottenere risposte concrete al problema.  Occorrono leggi che studiate con professionalità e rigore, ma sopratutto applicate correttamente, consentano uno sviluppo civile della società attuale!

Da questa stringata analisi si evidenziarsi  un fenomeno preoccupante e cioè che oggi il “progresso”  corrisponde ad “inciviltà”. 

Come già detto ritornare indietro é pressoché impossibile, si possono però tamponare situazioni di emergenza anche se ogni  intervento in tal senso è molto costoso ed i risultati sono dubbi. Prevenire è meglio che curare………………

 

Dimissioni di Benedetto XVI : Testo integrale del suo discorso.

Benedetto XVI si è dimesso………Appena appresa via internet la notizia ……. mi era sembrato uno scherzo di carnevale, ma non era  così: Era tutto vero.  Il Papa stanco, e  forse malato, non ha più la forza di reggere sulle sue provate spalle il peso di una  Chiesa che oggi ,come non mai, ha tanto bisogno di una guida più adeguata alle problematiche che sta  affrontando. Grande ammirazione e rispetto per questa decisione presa unicamente per il bene della Chiesa e dei Credenti. Una decisione che appartiene al profilo di questo Pontefice, uomo di grande cultura e sensibilità, che consapevole di non potere affrontare problematiche fondamentali e difficili con la dovuta energia, ha scelto di trasferire ad un nuovo Pontefice  un compito che ormai gli è diventato toppo gravoso.

Una decisione che farà tanto parlare ! A mio avviso  ci dovrebbe solamente fare riflettere. In questa occasione ho pensato a coloro che da decenni ci governano, (che palesemente sono ormai inadeguati  a farlo),  e che non sono capaci di fare un passo indietro per consentire al nostro Paese di trovare strade più fresche ed  energiche per superare la profonda crisi economica e politica che stiamo attraversando. La scelta di Benedetto XVI dovrebbe essere l’occasione per riflettere ……. valutare….scegliere……

Ecco il discorso integrale del Papa 

10 febbraio 2013

Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. “Carissimi Fratelli  vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”.

 

3 – Inquinamento….. breve storia dell’agricoltura.

Grandi agricoltori gli Egiziani! Tutti sanno come riuscissero ad utilizzare il territorio in modo da trarre grossi profitti  anche da calamità naturali (gli straripamenti  periodici del Nilo). E’  bello pensare come l’ingegno dell’uomo sia riuscito a  rispettare la natura ed ad essa si  é  adattato  fino a  riuscire a domarla e renderla utile. E’ certo che gli Egiziani hanno anche essi commesso degli errori , ma sicuramente erano più attenti di noi ai problemi della natura……… che in  molti aspetti avevano anche divinizzato.

Anche i Greci avevano un grande rispetto del territorio, basti pensare che  nello scegliere i siti  per le  loro città e dei grandi monumenti a noi pervenuti , erano attenti al contesto naturale a tal punto che esso stesso entrava a fare parte integrante delle opere costruite.  Ancora oggi, visitare i siti archeologici  della Grecia  o  della  Magna Grecia é un’emozione che va al di là della bellezza dei monumenti ;  la natura é  sicuramente la cornice magnifica che amplifica  queste sensazioni. 

E’ pur vero che con l’avvento del commercio via mare,  tipico dei Fenici e dei Greci ,  che a tal fine costruirono moltissime navi  mercantili,  comincia il pesante disboscamento della macchia mediterranea.  I Romani in epoche successive disboscarono in maniera selvaggia  immense aree boschive , sia per reperire il legno necessario alle loro opere  di ingegneria,  ma sopratutto per trasformare in aree libere vasti territori da coltivare a grano.  L’ager romano,  gestito con intelligenza e metodo si estese sopratutto nelle pianure, in maniera ordinata:  la stessa rigorosa geometria adottata per impiantare un Castrum.  E’ l’epoca delle grandi trasformazioni e delle grandi conquiste. Continue reading

2 – Inquinamento……qualche riferimento storico.

L’uomo primitivo non ha sicuramente determinato grossi squilibri all’ambiente, per due motivi, il primo perché la presenza umana era irrilevante, il secondo perché esso faceva parte di un sistema naturale, che lo assimilava come presenza a quello degli esseri viventi che popolavano la terra in quelle ere preestoriche. Sicuramente nel  mesozoico i dinosauri hanno arrecato danni maggiori all’ecosistema naturale, e successivamente i mammut nel quaternario, che non l’Homo Abilis della Tanzania. Quelle erano modifiche  che per la loro  stessa natura determinarono l’evoluzione  e la selezione naturale delle specie. Tempi molto lontani e tuttosommato ancora sconosciuti.
La natura é cambiata e sempre si é evoluta o modificata nel tempo. Ciò, fino ad un certo punto della nostra  storia e preestoria, é avvenuto in maniera armonica e  in tempi  tanto lunghi da consentire naturalmente il riassetto del territorio secondo quelle regole per cui la natura sa rigenerarsi da sola. Oggi le mutazioni si verificano più velocemente e più intensamente di quanto la natura da sola possa provvedere…….
Andando a tempi più recenti e restando nell’ambito della storia, l’uomo comincia ad intervenire sul territorio con la scoperta dell’ agricoltura che a buon diritto é ancora oggi chiamata “settore primario”. Per l’uomo l’agricoltura é stata la scoperta fondamentale che gli ha consentito una buona, e fino all’ora negata, crescita demografica. Essa  ha rappresentato inoltre per l’uomo la possibilità di stabilirsi in agglomerati urbani non essendo più necessario condurre l’esistenza nomade a cui erano costretti per reperire il cibo tramite la caccia e la raccolta di frutti spontanei della terra. La graduale nascita e diffusione dell’agricoltura nel territorio Europeo é datata intorno al quinto millennio a.C.
Così l’uomo agricoltore …….finalmente, comincia a dominare l’allora selvaggia natura, attuando la prima trasformazione fondamentale del paesaggio. Infatti l’attività agricola comportò sicuramente una certa sistemazione dello spazio da coltivare con  opere di disboscamento, terrazzamenti, canalizzazioni,ecc……

1 – Inquinamento……qualche considerazione introduttiva.

Inquinamento: un argomento di grande interesse che è, non solo di diffusa attualità, ma  sopratutto di necessario approfondimento. Infatti,  se continuiamo ancora a modificare l’ambiente in cui viviamo, o permettiamo che esso si deteriori senza intervenire, non avremo più la possibilità di sanare le profonde ferite che il nostro pianeta ha già avuto inflitte e che ancora  tutt’oggi continua a subire.

Si parla tanto di Inquinamento,  Ecologia e di  Impatto Ambientale: non è sufficiente parlare! Oggi é  quanto mai importante acquisire una  “coscienza ecologica”   affinchè   ciascuno di noi trovi  “doveroso”, “naturale” e “spontaneo” rispettare l’ambiente  che lo circonda.

Dobbiamo essere “ecologici” a partire dal nostro micro-ambiente,  rifiutando  comportamenti  inquinanti  e l’uso indiscriminato di prodotti e beni di consumo discutibili  che  ne modificano la struttura .

Inoltre chi realizza opere che , per la loro natura  invasiva, modificano l’assetto territoriale……….più di altri, deve avere contezza del fatto che tutto ciò che viene aggiunto o modificato non deve creare squilibri all’ecosistema  naturale preesistente. I danni arrecati all’ecosistema naturale sono quasi sempre irreversibili,  dato che ripristinare un ambiente naturale svilito,  é  difficile  e molto oneroso. Prevenire è meglio che curare, si dice in medicina ,  la stessa logica vale per l’ambiente.