Cani e gatti in appartamento: Sono in arrivo nuove regole per il condominio

Il regolamento condominiale  non potrà  più impedire che  cani e gatti vivano nell’alloggio con i loro padroni. La notizia è stata accolta con gioia da tutti i coloro che ogni giorno devono combattere contro l’insofferenza dei  vicini di casa che non sopportano la vicinanza con gli animali domestici.
Il problema è molto sentito perchè si stima che sono circa 20 milioni  i quattrozampe che vivono nelle abitazioni condominiali. La Lega antivivizezione si era fatta promotrice  di questa disposizione nell’ambito della riforma del regolamento di condominio, ed adesso è già approvata dalla Camera con un sì bipartisan. Si attende a breve,  il parere del  Senato.

Molte altre novità del nuovo testo di legge sui condomini infatti sono previste modifiche ad  alcune disposizioni del Codice  Civile e più precisamente agli  articoli 1117 *e il 1138**.
- Per la trasaprenza una norma impone al  condominio l’attivazione di un sito web, che dia modo agli abitanti del palazzo amministrato di consultare ed ricevere copia in forma digitale dei rendiconti mensili.
-Non ci sarà  ,come richiesto, il registro degli amministratori che però dovranno avere dei requisiti specifici per svolgere questa attività .
-La carica dell’amministratore avrà la durata di due anni.
- E’ previsto imìnoltre  l’abbassamento del quorum necessario  per approvare le innovazioni tecnologiche: Le più diffuse – impianti di videosorveglianza  – pannelli fotovoltaici sul tetto- eliminazione delle barriere architettoniche. Il condomino si  potrà  staccare dal riscaldamento centralizzato solamente per oggettivi problemi tecnici dell’impianto  generale.
-Infine  le nuove disposizioni prevedono che per un’ eventuale modifica,delle destinazioni d’uso delle parti comuni dovrà essere approvata dall’assemblea condominiale all’unanimità e non già a maggioranza .

*Art.1117 – Parti comuni dell’edificio – Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo:
1) il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;
2) i locali per la portineria e l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

**Art.1138 – Regolamento di condominio – Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione.
Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.
Il regolamento deve essere approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’articolo 1136 e trascritto nel registro indicato dall’ultimo comma dell’articolo 1129. Esso può essere impugnato a norma dell’articolo 1107.
Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118 secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137.


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