Callas e Del Monaco in “Gloria all’Egitto” dall’Aida

La marcia trionfale

Due interpreti eccezionali per questo brano tra i più famosi della produzione melodrammatica.

Testo del brano
Gloria all’ Egitto,
ad Iside
che il sacro suol protegge
Al Re che il Delta regge,
inni festosi alziam!
Gloria! Gloria! Gloria!
Gloria al Re! Gloria gloria gloria!
Inni alziam, inni alziam!
Gloria gloria al Re!
Inni festosi alziam! Continue Reading

Socrate, Platone, Aristotele e la scuola di Atene

In questo interessante video, Maurizio Ferraris racconta la vita e il pensiero di Socrate, Platone, Aristotele, i principali esponenti della scuola filosofica di Atene. Per gli amanti della filosofia, questo video di 1 ora e mezza è un’alternativa a un film o meglio ancora a un dibattito politico in tv, specie di questi tempi in cui è di moda sbandierare idee rivoluzionarie a colpi di vaffa.

È Atene, la città della Grecia in cui il pensiero e l’arte conoscono le vette più straordinarie, la patria della più gloriosa triade di pensatori del mondo antico.

Socrate, l’instancabile filosofo del domandare. Platone, il filosofo dello stato ideale. Aristotele, che fonda sulla filosofia l’intero sistema delle scienze.
La loro riflessione ha gettato le basi per nuove e infinite possibilità della conoscenza.

Socrate aveva svalutato i fenomeni naturali privilegiando l’interiorità. Platone aveva detto che quello che si presenta alla nostra esperienza è essenzialmente apparenza. Aristotele, al contrario, ci dice che le cose per apparire hanno una loro necessità interna. I filosofi si possono dividere in due grandi famiglie: coloro i quali ritengono che le apparenze sono tutte da condannare perché ingannano e l’essenza sta da un’altra parte, e coloro i quali ci dicono che se le apparenze appaiono in quella maniera è perché c’è un motivo e quindi bisogna innanzitutto dare ragione alle apparenze.
Il presente video è tratto dalla collana “Il caffè filosofico – La filosofia raccontata dai filosofi”, un’iniziativa di Repubblica – L’Espresso, in edicola dal 20 novembre 2009, da una collana di 16 dvd in cui il pensiero dei grandi filosofi è spiegato con semplicità dai maestri di oggi.

Della stessa collana esiste la versione cartacea in 16 volumi di 100 pagine: dai Presocratici a Popper, passando per Aristotele, Kant e Hegel, dove è esposto con semplicità e chiarezza il pensiero dei più grandi filosofi della storia.

Invitiamo tutti i visitatori a rendere possibile altre iniziative simili abbonandosi alle iniziative editoriali di Espresso/Repubblica.
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Rilassiamoci leggendo : Anton Cechov – “La mia vita”

Questo brano, tratto dal famoso racconto  di Anton Cechov  “La mia vita” , mi ha ricordato che viviamo   in città  troppo lontane dalla natura incontaminata. Leggere queste parole mi ha incantato………e trasportato con la fantasia in  luoghi sereni. Le buone letture aiutano……

“Dietro la grande casa c’era il vecchio giardino già ritornato selvaggio, soffocato da erbacce ed arbusti. Peonie e papaveri, vestigia di vecchie aiuole, drizzavano al di sopra dell’erba le le teste bianche e scarlatte; lungo  i sentieri , stendendosi ed intricandosi l’uno con l’altro, crescevano dei giovani aceri e olmi,  già smozzicati dalle mucche. S’era formata una vera boscaglia e il giardino pareva impenetrabile, ma soltanto vicino alla casa dove, coetanei ad essa,  crescevano pioppi, pini e antichi tigli piantati nei vecchi viali.

Al di là , il giardino era stato pulito per falciarvi l’erba.  Più ci si allontanava e più c’era spazio;  e ciliegi, susini, meli e peri……

Il giardino sempre più diradandosi, si trasformava poi in un vero prato, scendendo verso il fiume coperto di canne verdi e di salici piangenti. Vicino alla diga del mulino c’era una gora profonda e pescosa: Il piccolo mulino dal tetto di paglia girava furiosamnete; le rane gracidavano a squarciagola. Sull’acqua , liscia come uno specchio, si formavano a volta dei cerchi; le ninfee, urtate da qualche pesciolino, rabbrividivano dolcemente. La gora turchina e calma attirava……… promettendo frescura e riposo.

“Se tu mi dimentichi” di Pablo Neruda letta da Ferruccio Amendola

Una voce indimenticata

Ferruccio Amendola è noto per avere doppiato molti attori celebri, tra cui Al Pacino, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman, Robert De Niro, Christopher Lloyd e Tomas Milian. Diede la sua voce anche a Bill Cosby nella serie TV “I Robinson” ed al cane Tequila, protagonista di una serie televisiva.

Nella maturità è stato protagonista di fiction televisive di successo, tra le quali “Pronto Soccorso” di cui sono state girate 2 serie.

In questo video legge “Se tu mi dimentichi” di Pablo Neruda. (altro…)

Carmelo Bene legge l’Inferno di Dante

Il canto di Ulisse e Diomede

Il canto è il ventiseiesimo. Dante incontra Ulisse il quale aveva permesso ai greci di vincere la guerra contro i troiani con lo stratagemma del cavallo.

Il ricorso all’inganno buono per vincere la guerra provoca la condanna di Ulisse all’inferno.

Ulisse racconta la sua storia dalla conquista di Troia al ritorno in patria ed alla ripartenza in cerca di nuove avventure e di nuove esperienze. I celebri versi “Considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza” scolpiscono la figura di Ulisse e la nobilitano.

Carmelo Bene interpreta quest’ansia di esplorare vie nuove, ansia che è anche la sua, con toni forti e vibranti.

Carmelo Bene interpreta l’Infinito di Leopardi

Genio e sregolatezza. Controversa anche la morte

Carmelo Bene è stato uno degli artisti più poliedrici nella storia del teatro. E’ stato un attore, drammaturgo e regista italiano, conosciuto e stimato anche all’estero. Nasce in Puglia a Campi Salentina nel 1937 da una famiglia agiata.

La madre, religiosa fino al bigottismo, lo vuole chierichetto a servire la messa fino a tre quattro volte al giorno, risvegliando in lui un forte spirito anticlericale.

Evita il servizio militare che considerava un’assurda perdita di tempo, dichiarandosi omosessuale.

Trasferitosi a Roma per studiare teatro finiva quasi sempre con l’essere arrestato. Nel 1958 trascorre 325 notti nei vari commissariati della capitale.

Nello stesso periodo nella trasmissione televisiva Avvenimenti 30, una voce fuori campo lo presenta così: “Un giovanotto magro, nervoso, spiritato, venuto dalle Puglie per inventare a Roma un suo personalissimo teatro. Si chiama Carmelo Bene. Non ha ancora trent’anni. Ha già scritto un romanzo. Ha diretto come attore, autore, regista, una decina di spettacoli. Dieci spettacoli, dieci polemiche clamorose. È un istrione? Oppure: è un genio? È un mistificatore? Su questi giudizi il pubblico e la critica si danno battaglia.”

Vince il Leone d’oro al Festival cinematografico di Venezia con “Nostra Signora dei Turchi”.

E’ sempre al centro di polemiche che lo accompagnano anche dopo la morte avvenuta nel 2002. La sorella Maria Luisa il 13 gennaio 2009 ha voluto lasciare questa dichiarazione: . “Io, Maria Luisa Bene avendo piena consapevolezza delle mie condizioni di salute, rendo noto di non intendere lasciare questa terra senza che il mondo sappia che mio fratello, Carmelo Bene, nominato ‘chevalier des lettres e des arts’ dal governo Mitterrand, è morto per mano altrui”.

Per sapere molto di più su Carmelo Bene cliccate qui

Questa interpretazione dell’Infinito di Leopardi ci sembra che testimoni al meglio la natura di quest’uomo di teatro che affermava “Poesia è il risonar del dire oltre il concetto

Figure retoriche: “La Metafora”

Dalla comparazione al simbolo

Dal greco vuol dire portare oltre indica un trasferimento di significato. La metafora è una parola che attribuisce ad un soggetto il carattere posseduto dalla parola. La metafora è una comparazione abbreviata; il passaggio dalla comparazione alla metafora avviene per elisione dell’avverbio di comparazione.
Sei bella come una rosa (comparazione), diventa
Sei un fiore (metafora).
Questo a vantaggio della comunicazione che diventa piu efficace.

In altre parole la metafora identifica una proprietà con un suo simbolo. Due soli esempi, ma se ne potrebbero fare a migliaia:
Se diciamo
“Sei un leone” intendiamo segnalare le qualità che distinguono il leone, la fierezza e il coraggio;
“Giulio è un angelo” intendiamo esaltare la bontà.

Frasi e aforismi di Federico Fellini

Federico Fellini icona del cinema

Federico Fellini, celebre regista e sceneggiatore italiano, nacque a Rimini il 20 gennaio del 1920 e morì a Roma il 31 ottobre 1993.

Fellini è considerato uno dei maggiori protagonisti della storia del cinema mondiale. La sua attività di cineasta, spesso intensamente autobiografica, fu premiata nel 1993 – pochi mesi prima della morte – con un Oscar alla carriera.

Nell’arco di quasi quarant’anni – da Lo sceicco bianco del 1952 a La voce della luna del 1990 – Fellini ha “disegnato” in decine di lungometraggi una piccola folla di (altro…)

Aforismi di Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia diretto e tagliente

Leonardo Sciascia, uno dei maggiori scrittori contemporanei, nasce a Racalmuto in provincia di Caltanissetta l’8 gennaio del 1921 e muore a Palermo il 20 novembre 1989. E’ stato scrittore, saggista e politico italiano, collaboratore di quotidiani e riviste, sempre attento ai problemi politici e sociali del paese.

All’età di 7 anni Sciascia si iscrive alla scuola elementare a Racalmuto e ben presto si dimostra intenso lettore. Nel 1935 si trasferisce con la famiglia a Caltanissetta e si iscrive all’Istituto Magistrale “IX Maggio” nel quale insegna Vitaliano Brancati che (altro…)

Giacomo Puccini musica e amore

Giacomo Puccini

Giacomo Puccini è nato a Lucca il 22 dicembre 1858, sesto dei nove figlidi Michele Puccini e morì a Bruxelles il 29 novembre 1924. È considerato uno dei massimi operisti della storia.

I Puccini erano maestri di cappella del Duomo di Lucca e anche Giacomo, perduto il padre all’età di cinque anni, fu mandato a studiare presso lo zio materno, Fortunato Magi, che lo considerava un allievo non particolarmente dotato e soprattutto poco disciplinato (un «falento», come giunse a definirlo, ossia una fannullone senza talento). Maestro più fortunato fu invece Carlo Angeloni, già allievo del padre di Giacomo, tanto che a quattordici anni Giacomo poté iniziare a contribuire all’economia familiare suonando l’organo nel duomo di Lucca. (altro…)


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