Molestie e violenza sulle donne

stai-lontanoLe donne si ribellano alla violenza. Era ora che si scoprissero gli altarini nascosti per anni da un velo di indifferenza. Il silenzio di tante donne è stato il vero complice di queste nefandezze. Paura, opportunismo, fatalismo… ogni silenzio ha avuto il suo perchè.

Un vero esercito di donne si è schierato contro squallidi personaggi che hanno approfittato del loro potere per assoggettarle ed umiliarle. L’onda di denuncia è partita dall’America e si è diffusa in molti altri paesi. In Italia ormai è un coro di donne che sono invecchiate portandosi nel cuore e nella mente il senso di nausea per quello che hanno dovuto subire. Chi ha dovuto sottostare e chi ha rinunciato per non sottostare, porta nell’anima una ferita diversa. Le prime forse rimorsi, le seconde forse rimpianti.

Le denuncie più numerose sono nel mondo dello spettacolo, ma anche il mondo del lavoro dipendente si sta svegliando e chissà quanti, diciamo signori, in questo momento si sentono a disagio aspettando che qualcuna più coraggiosa si faccia avanti e li incastri.

Qualche decennio fa la pacca sul sedere o il complimento sfacciato per strada era una consuetudine, e ribellarsi era inutile: spesso si faceva finta di niente o al massimo si rispondeva per le rime o con un sonoro ceffone. Adesso le cose sono cambiate. La legge oggi permette alle donne di denunciare quanto hanno subìto, anche se le molestie sono solamente verbali.

Prendiamo atto che l’unica arma che le donne hanno per difendersi dalle prevaricazione, molestie e violenze è la denuncia!

Denunciare presso le istituzioni e pubblicamente, senza paura di eventuali ritorsioni. E sopratutto occorre creare una solidarietà di genere che le renda forti nella società civile e quindi capaci di ottenere il diritto sacrosanto di essere rispettate!

Tipi teorici e contemplativi

bioritmiE’ difficile capire gli altri, figuriamoci capire se stessi! Impossibile comprendere l’intima ragione per cui certuni amano passare il tempo pensando, magari fantasticando su idee e interpretazioni della realtà, nel tentativo di cercare una risposta a mille domande.

Il gusto non sta tanto nel trovare la risposta, ma nel cercarla. Il vero piacere, il vero stimolo sta nella domanda. Perché succedono le cose?

Non credo che chi tende a porsi molte domande sia moralmente superiore a chi, avendo un carattere pratico arrischia risposte di continuo, magari sbagliando, anche grossolanamente. Il mondo ha forse più bisogno di gente che fa, piuttosto che di gente che pensa. In effetti, se si riuscissero a fare entrambe le cose, nel giusto equilibrio, ecco che avremo finalmente una persona degna di ammirazione. Continue Reading

La Cultura e i suoi paladini

app-culturaTra le categorie di attivisti “social” più prolifici c’è sicuramente quella dei sostenitori e difensori della “cultura”. Non passa giorno che qualche illuminato rappresentante del popolo non ci ricordi che “si deve ripartire dalla cultura”, “che con la cultura si può e si deve mangiare”. Tali affermazioni si accompagnano solitamente a iniziative volte a incrementare il business turistico, e quindi il discorso potrebbe finire qui.

Tuttavia Giangiacomo Feltrinelli disse che “la parola Cultura mi appare gigantesca, enorme, degna di non essere scomodata di continuo.”

Cos’è quindi la cultura? Partiamo dalla sua etimologia e dal suo originario significato latino: cultura, deriva da colĕre «coltivare». Visto che si coltiva per ottenere dei frutti, basiamo un ragionamento sull’idea “pragmatica” che la cultura sia legata alla capacità di creare e dar vita a qualcosa di nuovo, piuttosto che riferirci soltanto alle radici, ovvero al patrimonio artistico e monumentale, o al complesso di usi e costumi che identificano ogni gruppo etnico.

La cultura di un popolo è qualcosa che tutti i giorni si rinnova, per forza di necessità, e l’innovazione è l’unica strada per preservare una cultura. Innovazione, anch’essa parola di l’origine latina, da “Novare” far nuovo, ovvero, alterare l’ordine delle cose stabilite per fare cose nuove, o fare le stesse cose che si fanno da secoli, ma in modo nuovo. Il presupposto per innovare, può non essere una profonda conoscenza della realtà in cui viviamo?  Continue Reading

Invettive tra politici. “Non hai amministrato neanche un condominio!”

condominioDa che esiste la politica, gli avversari pretendenti al potere si sono affrontati a muso duro, spesso mettendo in evidenza le manchevolezze dell’altro e assai raramente esponendo le proprie soluzioni per vincere le difficili sfide legate all’amministrazione di una società complessa.

L’emergere di una nuova forza politica tacciata a torto o a ragione di inesperienza, ha portato in auge una nuova invettiva, che si sente ripetere molto spesso nei talkshow di approfondimento serale.

“Lui si propone a governare la città/regione/Paese, ma nella sua vita non ha amministrato nemmeno un condominio!!”. Continue Reading

Foto di Tramonti

Era già l’ora che volge il disio | ai navicanti e ‘ntenerisce il core | lo dì c’ han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d’amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more. (Dante Alighieri, Divina Commedia)

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Ho orrore dei tramonti di sole, è romantico, fa tanto opera. (Marcel Proust)

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Cos’è davvero l’onestà? Definizione di onestà in frasi di autori famosi

L’onestà è una parola di gran moda. Dal latino honestas, onestà indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l’astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all’ambiente in cui si vive.

L’onestà è dunque una condizione alla quale è possibile tendere nella misura delle proprie capacità. Perciò un disgraziato che ruba potrà tranquillamente continuare a credersi onesto perché condotto dalla necessità, o un traditore potrà dire di aver mentito per debolezza umana, o per la necessità di raggiungere un obiettivo moralmente più elevato.

Come si può misurare l’onestà di un uomo se non dopo la prova dei fatti?

“L’onestà, che cos’è? Niente. Un’astrazione. Una pura forma. Se io devo essere onesto, bisogna che io dia corpo a questa pura forma.” (Luigi Pirandello)

Diceva lo storico romano Tito Livio che
“È pericoloso, data la facilità con cui si sbaglia, vivere puntando solo sull’onestà.”

“L’onestà è lodata da tutti, ma muore di freddo.” (Giovenale)

Il filosofo Benedetto Croce dà una definizione di onestà nella vita politica. Continue Reading

Spinoza, Paura e superstizione

SpinozaE’ evidente che l’emozione predominante nella classe media occidentale contemporanea sia la paura. Una paura generalizzata del futuro prossimo che di volta in volta si focalizza in questo o quel pericolo concreto.
Un’invasione di migranti disperati i quali rischierebbero la vita pur di venire a compiere il progetto criminale di una “sostituzione di popolo”.
Un complotto dell’establishment industriale che cinicamente ci droga con farmaci nocivi e irrora di scie chimiche i nostri cieli.
Un futuro tecnocratico che condannerà l’occidente a una mancanza di lavoro endemica e ingovernabile.
Un progetto criminale dei tedeschi (rei di essere un popolo serio) che sta usando gli strumenti della finanza per affamare gli altri popoli europei, spalleggiati da esponenti italiani perseguibili nientemeno che di alto tradimento alla Patria. E chi più ne ha più ne metta.

Questa è l’interpretazione della realtà per una larga fetta della società occidentale. La conseguenza di ciò è tutto un innalzare muri, un digrignare di denti, un rifugiarsi tra le mura di casa. In questo contesto prosperano i politici che surfano sulla paura e si propongono come amuleti scaramantici contro la catastrofe imminente, perché indicano un futuro impossibile simile ai tempi mitici in cui “si stava bene” e vendono promesse che non potranno mai essere mantenute, ma che valgono bene un gruzzolo di voti adesso.

Spinoza descrive così il rapporto tra la paura e la superstizione. Continue Reading

“ODIO ERGO SUM” l’assioma degli Haters del web

dito-cattelanIl dito medio di Cattelan eretto nel centro di piazza Affari, davanti alla storica sede della Borsa, dovrebbe essere promosso a idolo pagano di una nuova corrente di “raffinati intellettuali”: gli haters del web e dei social network, gli odiatori di professione.

Con il dito indice pronto sullo smartphone non si lasciano sfuggire l’occasione per lanciare, attraverso la rete, ferocissime  invettive, mostrando il dito medio al colpevole di turno, bersaglio passeggero di tutto il loro sdegno  e odio.

Allo stesso modo in cui odiano, costoro venerano i simboli del bene assoluto. Nella loro mente vedono il mondo diviso in buoni e cattivi, in illuminati e addormentati, in liberi e schiavi. Inutile ricordare da che parte essi credono di stare. Buoni, onesti, illuminati, liberi hanno ricevuto l’investitura ad evangelisti della verità assoluta, anche se complottista e infondata. Continue Reading

Superstizioni : non è vero ma ci credo!

ferro-di-cavalloNon tutti ammettono di essere superstiziosi…….ma in fondo tutti un pò lo siamo . In effetti  la superstizione è la manifastazione di un aspetto infantile della nostra mente ed al suo modo di interpretare la realtà. … Insomma  la superstizione  farebbe parte di noi poichè non è altro che una manifestazione  dell’irrazionale necessario : Questa cosa è andata male perchè è successa quella cosa ed allora io faccio quest’altra cosa cosi quella cosa non si ripeterà mai più. Più irrazionale di così’? Però quando la superstizione diventa stile di vita è pericolosa, perchè arriva ad influenzare ogni scelta ed ogni comportamento della persona. La superstizione inoltre prolifera e si adatta alla persona…..l’essere umano in questo campo è creativo e può  idearne delle nuove e personali, come  per esempio un indumento che porta bene o qualunque rito che va ripetuto prima della fatidica scelta. Il campo è vastissimo a partire dal cornetto e dal quadrifoglio portafortuna e  dal temutissimo gatto nero ……Elencherò alcune superstizioni  e credenze più comuni. Continue Reading

Frasi di Ayrton Senna

Il campione brasiliano è entrato nel cuore di chi l’ha visto correre in formula 1 nel decennio tra 1984 e il 1994, esattamente fino alla domenica del 1 maggio del 1994, quando la sua vita è stata interrotta per un incidente di gara nel circuito di Imola.

Chi l’ha conosciuto ci ha parlato di una persona fuori dal comune, più di quanto il mestiere di pilota non porti ad essere.

Affamato di vittorie in pista e disposto ad affrontare qualsiasi rischio necessario per superare il limite nella sua personale sfida contro il tempo, “La paura è eccitante per me“, Ayrton Senna fuori dalla pista era un credente, quasi un mistico che diceva “Se hai Dio al tuo fianco ogni cosa diventa chiara“, ma aggiungeva “Perché credo in Dio questo non significa che sono immortale .. ho paura come gli altri di farmi male, soprattutto guidando in formula 1“. Continue Reading


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