Molestie e violenza sulle donne

stai-lontanoLe donne si ribellano alla violenza. Era ora che si scoprissero gli altarini nascosti per anni da un velo di indifferenza. Il silenzio di tante donne è stato il vero complice di queste nefandezze. Paura, opportunismo, fatalismo… ogni silenzio ha avuto il suo perchè.

Un vero esercito di donne si è schierato contro squallidi personaggi che hanno approfittato del loro potere per assoggettarle ed umiliarle. L’onda di denuncia è partita dall’America e si è diffusa in molti altri paesi. In Italia ormai è un coro di donne che sono invecchiate portandosi nel cuore e nella mente il senso di nausea per quello che hanno dovuto subire. Chi ha dovuto sottostare e chi ha rinunciato per non sottostare, porta nell’anima una ferita diversa. Le prime forse rimorsi, le seconde forse rimpianti.

Le denuncie più numerose sono nel mondo dello spettacolo, ma anche il mondo del lavoro dipendente si sta svegliando e chissà quanti, diciamo signori, in questo momento si sentono a disagio aspettando che qualcuna più coraggiosa si faccia avanti e li incastri.

Qualche decennio fa la pacca sul sedere o il complimento sfacciato per strada era una consuetudine, e ribellarsi era inutile: spesso si faceva finta di niente o al massimo si rispondeva per le rime o con un sonoro ceffone. Adesso le cose sono cambiate. La legge oggi permette alle donne di denunciare quanto hanno subìto, anche se le molestie sono solamente verbali.

Prendiamo atto che l’unica arma che le donne hanno per difendersi dalle prevaricazione, molestie e violenze è la denuncia!

Denunciare presso le istituzioni e pubblicamente, senza paura di eventuali ritorsioni. E sopratutto occorre creare una solidarietà di genere che le renda forti nella società civile e quindi capaci di ottenere il diritto sacrosanto di essere rispettate!

Foto di Tramonti

Era già l’ora che volge il disio | ai navicanti e ‘ntenerisce il core | lo dì c’ han detto ai dolci amici addio; | e che lo novo peregrin d’amore | punge, se ode squilla di lontano | che paia il giorno pianger che si more. (Dante Alighieri, Divina Commedia)

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Ho orrore dei tramonti di sole, è romantico, fa tanto opera. (Marcel Proust)

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Varanasi – India

Varanasi è impossibile da descrivere a parole, e nemmeno per immagini a dire il vero. Visitando Varanasi si può percepire il ciclo della vita. Il rito della preghiera all’alba e al tramonto, la pratica delle cremazioni sui ghat per ottenere la liberazione dell’anima, il rispetto per la vita in tutte le sue forme che determina le abitudini alimentari e comportamentali, la religiosità della gente comune e l’evidente presenza dei sadhu, saggi e mendicanti allo stesso tempo, sospesi tra una vita di ascesi, preghiera e accattonaggio, fanno di Varanasi un luogo dove in ogni istante va in scena la vita, dura, durissima, ma alleviata dalla fede nella liberazione.

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Frasi di Ayrton Senna

Il campione brasiliano è entrato nel cuore di chi l’ha visto correre in formula 1 nel decennio tra 1984 e il 1994, esattamente fino alla domenica del 1 maggio del 1994, quando la sua vita è stata interrotta per un incidente di gara nel circuito di Imola.

Chi l’ha conosciuto ci ha parlato di una persona fuori dal comune, più di quanto il mestiere di pilota non porti ad essere.

Affamato di vittorie in pista e disposto ad affrontare qualsiasi rischio necessario per superare il limite nella sua personale sfida contro il tempo, “La paura è eccitante per me“, Ayrton Senna fuori dalla pista era un credente, quasi un mistico che diceva “Se hai Dio al tuo fianco ogni cosa diventa chiara“, ma aggiungeva “Perché credo in Dio questo non significa che sono immortale .. ho paura come gli altri di farmi male, soprattutto guidando in formula 1“. Continue Reading

Messaggio per il viandante

frase-madonnaPercorrendo il sentiero del viandante, il percorso di trekking lungo la riva orientale del lago di Lecco, ci si imbatte frequentemente in cappelle, edicole votive e monumenti ai caduti di tutte le guerre originari di quei paesini. Tra Varenna e Dervio, sulla parete esterna di una cappella votata alla Madonna si trova scritto:

O passegger, ne la solinga via
sosta per mormorar “Ave Maria”
Ti sembrerà così di esser bambino
e sentirai la mamma a te vicino
Sosta e riposa il colle rasserena
e disacerba ogni segreta pena:
Quando riprenderai la lunga via
avrai con te la mamma tua, Maria.

Ricetta della zuppa di pollo

Ricetta di Ewelina della zuppa di pollo, nello stile fusion italo-polacco.

Ingredienti
1 litro di acqua
2 cosce di pollo
1 carota
1 cipolla
1 sedano
100g di filini – pasta
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
sale
pepe

Preparazione
Tagliare cipolla, sedano, carote. Mettere a bollire un litro d acqua e aggiungere insieme tutti gli ingredienti.
Lasciare bollire tutto per circa un ora a fuoco basso. A parte cuocere la pasta.
Alla fine della cottura disossare il pollo, tagliarlo a pezzettini e riaggiungerlo alla zuppa.
Non appena è tutto pronto impiattare la zuppa aggiungendo la quantità di pasta desiderata, per dare più sostanza al piatto. Decorare con foglie di prezzemolo.
Mangiare calda con il cucchiaio … senza fare troppo rumore.
Ecco il risultato. Continue Reading

Trastulli di bimbi le opinioni umane

“Trastulli di bimbi le opinioni umane” andava dicendo Eraclito.
Opinioni che suonano come pali conficcati nella roccia. Denti bianchi e piedi giunti. Sensualità che scende da un tram, fumando una sigaretta, indegnamente fingendo innocenza, ora chiedendo supplicante ciò che domani disconoscerà.
La realtà tirata ai suoi capi e stesa come un telo si manifesta semplice e liscia. Pochi segreti, tutti scoperti nei primissimi anni d’età, quando diventammo adulti, giocando.
La verità cercano.. la cercarono una notte, e poi per inerzia continuarono a cercarla senza chiedersi perché. Forse per ammazzare il tempo, forse per l’incapacità di abbandonarsi alla vita, per paura di ferirsi l’ego. Prigionieri di se stessi, prede di se stessi, dal disperato bisogno di capire finirono per svendersi per una medaglia appuntata in fronte da persona stimata e irreprensibile, che in realtà venne ripresa, sorpresa, appesa, come tutti gli altri. Inseguono un tempo che non fu mai, salgono in cima a uno spazio increspato da ogni sorta di onda. Acqua, aria, luce. Spaccano minuziosamente la realtà in mille pezzi, ordinano i pezzi dando loro un nome, con la perizia di un archeologo, con la devozione di un servitore. Ricompongono i pezzi, ma non vedono apparire nessun’immagine veritiera.


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