Frasi di Ayrton Senna

Il campione brasiliano è entrato nel cuore di chi l’ha visto correre in formula 1 nel decennio tra 1984 e il 1994, esattamente fino alla domenica del 1 maggio del 1994, quando la sua vita è stata interrotta per un incidente di gara nel circuito di Imola.

Chi l’ha conosciuto ci ha parlato di una persona fuori dal comune, più di quanto il mestiere di pilota non porti ad essere.

Straordinariamente affamato di vittorie in pista e disposto ad affrontare ogni rischio necessario per battere di un solo centesimo sul giro la sua personale sfida contro il tempo, “La paura è eccitante per me“, Ayrton Senna fuori dalla pista era un credente, quasi un mistico che diceva “Se hai Dio al tuo fianco ogni cosa diventa chiara“, ma aggiungeva “Perché credo in Dio questo non significa che sono immortale .. ho paura come gli altri di farmi male, soprattutto guidando in formula 1“. Continue Reading

Oi Dialogòi: Briatore vs Al Bano

Al_Bano

BriatoreDiscorso sulla vocazione e sull’offerta turistica della Puglia.

Briatore: “Il ricco vuole tutto e subito. Io so bene come ragiona chi ha molti soldi: non vuole prati né musei ma lusso, servizi impeccabili e tanta movida”. “Ci sono persone che spendono 10-20mila euro al giorno quando sono in vacanza”.

Al Bano: “La Puglia ci piace così com’è, non abbiamo bisogno di voi ricchi”. “Ma qui da noi vengono ricchi stranieri, americani e altri: e vengono anche a sposarsi nelle nostre masserie o agriturismi che piacciono molto così come sono.”

I due pensatori si confronteranno presto sul tema dell’immortalità dell’anima.

Giuliano Pisapia sul Referendum costituzionale

Lei quindi potrebbe votare Sì al referendum?

“Vede, la situazione che si è creata mi rende difficile dare oggi una risposta. Ci sono i guelfi e i ghibellini, non c’è spazio per la ragionevolezza. E io credo fortemente in una politica ragionevole. ”

E su Virginia Raggi “Onestà, onestà è un pre-requisito, non un programma elettorale.”

“Non mi iscrivo al No, la democrazia non è in pericolo”

(Giuliano Pisapia)

Vincenzo De Luca a proposito dei 5 stelle

(Riferendosi a Di Maio) Ma si può immaginare che si possa candidare Premier uno che nella sua vita non ha mai fatto niente? Ci vuole il senso della misura.

I 5Stelle non hanno prodotto un rinnovamento della vita politica italiana, ma una crescita di banalizzazione, sottocultura e imbarbarimento.

Sui 5 Stelle il caso di Roma insegna che:
– la rivendicazione della trasparenza era solo propaganda.
– la proclamazione di essere nuovi era propaganda.
– c’è un livello di correntismo nei 5stelle che fa paura.
– Il rinnovamento è pari a zero.

Ci sono delle figure di cui ho rispetto: Pizzarotti, Appendino ad esempio, ma per il resto c’è da essere disperati. Di Maio è riuscito in poche ore a vincere la sua guerra lampo contro la Storia, la Geografia e la Grammatica.

(Vincenzo De Luca)

La battaglia culturale di Arrigo

arrigo_sacchiChurchill disse che “gli Italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio, e perdono le partite di calcio come fossero guerre.”
Non è un caso che i migliori tattici e strateghi del calcio siano italiani. Il caso di Arrigo Sacchi è eclatante. Ospite fisso nella trasmissione il Grande match, dispensa lezioni di calcio e di vita a tutti. Ormai equiparabile a un filosofo, una specie di Galilei del calcio, Sacchi cerca in ogni occasione di fare capire che il calcio è un gioco di squadra e che una squadra deve partire da un’idea di gioco e da un collettivo, dove gli interpreti, al pari degli attori su una scena, devono essere adatti al tema scelto dall’allenatore. Il calcio insomma è una scienza che non s’improvvisa.
Ormai celebre la sua frase: “si deve andare oltre al singolo”.
Sacchi non si stanca mai di ripetere questo semplice concetto, che non entrerà mai nella testa dei commentatori, i quali si eccitano soltanto davanti alle sensazionali giocate dei singoli.
L’impostazione scientifica di Sacchi ne fa dunque il Galilei del calcio, padre di un metodo scientifico, oltre che instancabile e pazientissimo divulgatore.
Tornando a quanto disse Winston Churchill, con un comandante di stato maggiore come Sacchi, l’Italia avrebbe vinto qualche guerra in più. Forse.

Cos’è la moda? Frasi sulla moda tra antichità e attualità

Diceva Oscar Wilde che “La moda è ciò che uno indossa. Ciò che è fuori moda è ciò che indossano gli altri“, a sancire la relatività di ciò che chiamiamo moda. Nell’eterno ritorno di pantaloni a zampa, tatuaggi, calzari, anelli alle dita dei piedi, eccentriche acconciature e chi più ne ha più ne metta, Leo Longanesi, secondo me, colse nel segno dicendo che “C’è una sola grande moda: la giovinezza“.

Per cercare conferma a questa teoria basta confrontare le capigliature dei giovani di migliaia di anni fa scolpiti nel marmo o nel bronzo, con quelle dei tronisti di Maria de Filippi, che fanno dei loro ciuffi ricciuti un portentoso strumento di seduzione.

Vediamo un confronto tra questi esemplari di giovani bellocci di epoche distanti millenni. Non si percepisce una gran differenza. Uno dei quattro, quello che a me sembra il più hipster di tutti, è niente meno che il padre degli dei greci e romani, che secondo la mitologia si guadagnò il trono uccidendo il padre Kronos e facendogli sputare i fratelli.

ZeusHipster

Hipster

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Formigli, il buono, si indigna per gli applausi del suo pubblico a un suo ospite #Piazzapulita

formigli-buonannoLunedì scorso a Piazza pulita il conduttore s’è arrabbiato molto con una parte dei suo pubblico per gli applausi al leghista Buonanno che ha detto in trasmissione che i Rom sono la feccia della società.

Visto che Buonanno è solito a sparate del genere, anzi la sua comunicazione è garanzia di superficialità e volgarità, in perfetta linea con lo stile leghista salviniano e borgheziano, e Formigli tali cose non le digerisce, ma allora perchè l’ha invitato? Perché dà spazio e voce a un megafono di odiose insensatezze leghiste?
Che domande innocenti. Perchè chiunque ha diritto ad esprimersi, nella democrazia giornalistica italiana, a condizione che tenga alti gli ascolti, che servono per mandare avanti la carretta. Buonanno è un ingrediente necessario per un talk show, un esemplare appartenente alla razza dei Sallusti, Santanché, Sgarbi, Salvini..

E va bene, ma allora perché si lamenta se il suo pubblico lo applaude?

Formigli è libero di invitare esponenti di razza padana razzista e casinista, ma il suo pubblico non è libero di applaudirli?
Dunque, tirando le somme, il suo pubblico non è libero di esprimersi e deve allinearsi a un rituale descritto su un foglio come se partecipasse a una messa? Dovrebbe scriverlo a chiare lettere. Nel caso di una dichiarazione di accoglienza e fraternità si deve applaudire, e davanti a una razzista si deve fare buuu.
In tal caso Formigli non ha comunicato sufficientemente bene al suo pubblico le istruzioni per la partecipazione a un suo programma. Se lo facesse verrebbe considerato come una specie di dittatore, ammantato di una bella veste di tolleranza, accoglienza e solidarietà, ma pur sempre un tiranno. E allora abbasso la coerenza e viva l’ambiguità dove siamo tutti onesti, buoni e candidi come dei gigli.

Raccolta di posts ironici su #Salvini, l’animatore dei media italiani. #CharlieHebdo #jeSuisCharlie

noiconsalviniFortunatamente tra il Barbarossa e i giorni nostri, in Europa c’è stata la rivoluzione francese, l’illuminismo, il progresso scientifico e tecnologico, la diffusione della cultura di massa, e un certo benessere materiale.
Perché altrimenti ad ascoltare le parole di Le Pen e Salvini sembrerebbe di vivere ancora ai tempi delle guerre sante. Continuando a sentire le martellanti parole guerrafondaie salviniane, controproducenti e partorite da un nulla ideologico senza alcuna visione e strategia, restiamo sempre più sgomenti, al punto che alla domanda “ma Salvini, c’è o ci fà?” non sapremmo più cosa rispondere..
Intanto l’aspetto più triste è che verso la corsa all’audience, i giornalisti dei talk show italiani, si contendono il prode leghista e gli danno sempre più voce. Salvini fa ascolti e fa vendere meglio le auto e pannolini, ma dopo ogni sua uscita lascia sempre una scia di pesantezza e di tanfo nell’aria.
Fortunatamente però, grazie alla già citata evoluzione culturale dell’ultimo millennio, è anche fonte di un’ironia di massa nei social. In questo post abbiamo raccolto una lista di posts lui dedicati.

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“ODIO ERGO SUM” l’assioma degli Haters del web

dito-cattelanIl dito medio di Cattelan eretto nel centro di piazza affari, davanti alla storica sede della Borsa, dovrebbe essere promosso a idolo pagano di una nuova corrente di raffinati intellettuali: gli haters del web e dei social networks, gli odiatori professionisti. Con il dito sempre caldo sullo smartphone attendono come dei piccoli avvoltoi l’occasione per lanciare, attraverso la rete, focose invettive, mostrando il dito medio al colpevole di turno, bersaglio del loro odio e sdegno. Allo stesso modo in cui odiano, essi venerano, quasi in modo casuale, i simboli del bene assoluto. Nel loro cervello scarso di coscienza critica, vedono il mondo diviso in buoni e cattivi, in illuminati e addormentati, in liberi e schiavi. Inutile rimarcare che loro si reputino i buoni, giusti, illuminati, liberi, coloro che hanno capito.
In realtà gli haters non hanno dei pensieri propri, ma venerano l’idolo del vaffa, del dito medio, dell’invettiva basata sul pregiudizio. Una pratica che manifesta tutta la disperazione di chi non riesce a vedere la complessità del mondo, di chi si tiene alla larga dalle responsabilità per paura o incapacità, rivestendosi di un alone di presunta purezza, onestà, libertà. Gli odiatori prendono in prestito l’identità da coloro che odiano, e non appena un avversario sparisce dalla scena, il loro odio si riversa subito su qualcun altro.
Dipendono emotivamente e intellettualmente dall’oggetto del loro odio, anche se dicono di volerlo eliminare.
Lontani mille miglia dal proposito illuminista di Voltaire: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”, il loro mantra è, parafrasando Cartesio, ODIO ERGO SUM. In questo clima da medioevo tecnologico trovano il loro habitat naturale, si condividono a vicenda i post, tra loro sono prodighi di likes, di retweets, e contribuiscono all’espansione del nulla concettuale nel grande contenitore dei media digitali.
Buon anno a tutti gli haters per un 2015 prospero di odio.


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