Poesia alla mamma

Poesia alla mamma:

Chi ha la mamma
è ricco….e non lo sa;
chi ha la mamma
è felice e non l’apprezza,
l’amore di mamma
è una ricchezza……
come il mare
non finisce mai.
Pure l’uomo più malvagio
è ancora buono

se vuol bene alla mamma.
La mamma tutto dà,
nulla  chiede…….
e se ti vede piangere
e non sà il perchè,
ti stringe al petto
e piange insieme a tè!

E’ inverno……..

E’ inverno! Le foglie sono cadute, e gli abeti, gli aceri, la betulla, il cedro, il faggio, il ginko biloba, l’ippocastano, l’olmo, il platano, la quercia rossa, il tasso, il tiglio selvatico, e il peccio………. sono ingialliti: ognuno a modo proprio….. ed i colori sono bellissimi!  

 

 

“La ballata del condannato a morte”- di Gesualdo Bufalino

Dell’autore de libro  “Diceria dell’untore “, ecco  “La ballata del condannato a morte ” in cui ritroviamo, in tema con la linea letteraria di Gesualdo Bufalino, una perfetta fusione tra poesia, sarcasmo e  tragico.

Sull’ ultime soglie 
ne ho cinque, di voglie
per ultimo gusto un vino vetusto
per ultimo tatto il pelo di un gatto
per ultimo udito del mare il muggito
per ultima vista un ciel d’ametista
 per ultimo odore l’occulto d’un fiore
Infine vorrei il cinque far sei
e stringermi al petto avanti ch’io muoia,
ignuda nel letto, la figlia del boia!

(Gesualdo Bufalino)

San Francesco: Patrono d’Italia

sanfrancescoLaudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante grande splendore:de te, Altissimo, porta significatione.
(Dal “Cantico delle Creature”)

Questa è l’immagine di San Francesco  affrescata dal Cimabue nella basilica di SanFrancesco  ad Assisi.


San Francesco è stato proclamato, assieme a Santa Caterina da Siena, patrono d’Italia il 18 giugno del 1939 da Papa Pio XII. La sua storia è nota a tutti, e per le sue coraggiose ed ispirate scelte di vita è conosciuto anche come “Il poverello di Assisi. La sua tomba  ogni anno è meta di pellegrinaggio per migliaia di devoti: Infatti oggi San Francesco d’Assisi è uno dei Santi più popolari e venerati del mondo. Auguri di buon onomastico a tutti i Francesco e Francesca con l’invito ad essere fieri di portare un nome così bello il cui significato esprime la massima aspirazione dell’uomo: “La libertà”.

Oggi “29 Settembre”

Questa canzone, resta sempre  indimenticabile per coloro che erano giovane negli anni 70; fu interpretata sia da Battisti, coautore con Mogol , che dall’Equipe 84.

29 Settembre di Mogol- Battisti

Seduto in quel caffe’ io non pensavo a te…. 
Guardavo il mondo che girava intorno a me… 
Poi d’improvviso lei sorrise 
e ancora prima di capire 
mi trovai sottobraccio a lei 
stretto come se non ci fosse che lei. 
Vedevo solo lei e non pensavo a te… 
E tutta la citta’ correva incontro a noi. 

Il buio ci trovo’ vicini 
un ristorante e poi 
di corsa a ballar sottobraccio a lei 
stretto verso casa abbracciato a lei 
quasi come se non ci fosse che, 
quasi come se non ci fosse che lei. 
Mi son svegliato e e sto pensando a te. 
Ricordo solo che, che ieri non eri con me… 
Il sole ha cancellato tutto 
di colpo volo giu’ dal letto 
e corro li’ al telefono R
parlo, rido e tu.. tu non sai perche’ 
t’amo, t’amo e tu, tu non sai perche’
parlo, rido e tu, tu non sai perche’ 
t’amo t’amo e tu, tu non sai perche’ 
parlo, rido e tu, tu non sai perche’ 
t’amo, t’amo tu, tu non sai perche’.

Trilussa: Er gatto e er cane

Er Gatto e er Cane

Un Gatto soriano diceva a un Barbone:
-Nun porto rispetto nemmanco ar padrone,
perchè a l’occasione  je graffio la mano;
Ma tu che lo lecchi te becchi le botte:
te mena, te sfotte,  te mette in catena
cor muso rinchiuso e un cerchio col bollo
sull’osso del collo.
Seconno la moda te taja li ricci
te spunta la coda….che belli capricci!
Io guarda….so’ un Gatto, so’ un ladro, lo dico:
ma a me nun s’azzarda de famme ste cose……
Er cane rispose:
-Ma io je so’ amico!

Mi permetto di dissentire parzialmente con Trilussa. Questa poesia  non dà il giusto merito ai gatti: I gatti di casa sono  affettuosi  e coccoloni come cagnolini….certo se li importuni, essedo felini, le unghie le devono tirare fuori………. sennò  che felini sono? Rispettiamo gli animali ed essi saranno sempre degli ottimi amici!

Trilussa : Er Somaro e el Leone

Trilussa è un poeta  che ha saputo unire nei suoi versi la satira e l’umorismo. Le sue poesie sono spesso  delle brevi favole  i cui personaggi sono animali parlanti.Quindi il modello è quello Esopiano anche se Trilussa se ne distacca creando un suo stile inconfondibile.

Er somaro e el leone

Un Somaro diceva:  – Anticamente,
quanno nun c’era la democrazzia,
la classe nostra nun valeva gnente.

Mi’ nonno, infatti, per avè raggione
se coprì co’ la pelle d’un Leone…..
e fu tratto rispettosamente!

- So cambiati i tempi, amico caro:
- fece il leone – ormai la pelle mia
nun serve più nemmeno da riparo.

Oggi, purtroppo, ho perso l’infruenza,
e ogni tanto so’ io che per prudenza
me copro con la pelle de somaro!

Settembre: Una poesia di Hermann Hesse

Una poesia per Settembre: di Hermann Hesse

Settembre 

Triste il giardino: fresca 
scende ai fiori la pioggia. 
Silenziosa trema 
l’estate, declinando alla sua fine. 
Gocciano foglie d’oro 
giù dalla grande acacia. 
Ride attonita e smorta 
l’estate dentro il suo morente sogno. 
S’attarda fra le rose, 
pensando alla sua pace; 
lentamente socchiude 
i grandi occhi pesanti di stanchezza.  

Settembre segna la fine dell’estate: metafora perfetta della vita che scorre inesorabile ed attraversa imperterrita ogni sua stagione…….

 

Senza di te tornavo………di Pier Paolo Pasolini

Pasolini  è sicuramente conosciuto più come regista ed autore di opere  cinematografice memorabili… ma anche come poeta è stato insuperabile: L’amaro senso della solitudine è un sentimento che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo  provato……

Senza di te tornavo

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d’esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c’è solo l’ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest’angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

Notte d’estate

  • NOTTE  D’ESTATE

L’acqua della fonte
suona il suo tamburo d’argento.
Gli alberi
tèssono il vento
e i fiori lo tingono di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.

Garcia Lorca

 


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