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“Meglio mafioso che cornuto”: così parlò Dell’Utri
1 Set 2010

Il concetto espresso dall’illustre senatore merita una riflessione. Cornuto, nell’accezione comune, è colui il quale è stato tradito dal coniuge; mafioso a sua volta è colui il quale ha scelto di delinquere sistematicamente all’interno di una organizzazione le cui finalità sono i traffici illeciti, l’imposizione del pizzo, l’intimidazione, fino alla eliminazione fisica, nei confronti di chi non si piega alle richieste di estorsioni.

Il cornuto, in buona sostanza, è un soggetto incolpevole di alcun reato, in quanto il reato, se reato c’è, è stato commesso da persona diversa da lui anche se a lui legata. Il mafioso è invece è un delinquente in prima persona, ben consapevole delle attività che svolge.

Qualche tempo addietro fu affermato che è meglio essere fascisti, che culattoni. La matrice culturale che ispira questi confronti e genera questa scala di valori non sembra molto dissimile, visto che per fascista e culattone può essere fatto un ragionamento analogo a quello fatto per mafioso e cornuto.

Il senatore Dell’Utri si picca di essere uomo di cultura profonda e raffinata che non disdegna di esibire in tutte le occasioni che gli sono offerte generosamente.

Francesco Merlo in un bell’articolo su Repubblica dell’1 settembre 2010, a proposito dei diari di Mussolini, lo definisce un pataccaro, uno che vende cacca spacciandola per cioccolata.

Tag:dell'utri, mafia


Per fortuna che c’è Gheddafi
30 Ago 2010

Le risorse risicate delle amministrazioni comunali hanno falcidiato le tante manifestazioni che servivano a fare conoscere ai turisti le nostre tradizioni. Per compensare il vuoto i politici si sono dati da fare, e non poco, regalandoci un agosto ricco di gossip, coronato dalla visita del colonnello Gheddafi.

Accompagnato da 2 belle e nerborute amazzoni ha sceso la scaletta del suo aereo ricoperto di onori e subito ha tenuto una lezione di islamismo a 500 ragazze reclutate per l’occasione. Le ha invitate alla conversione ed a sposare uomini libici. I suoi argomenti devono essere stati convincenti se tre di queste ragazze hanno subito dichiarato di essersi convertite. Muovendosi con la grazia di un elefante ha auspicato anche che l’intera Europa possa convertirsi a breve all’islamismo.

Tutto questo mentre Berlusconi, regista dello spettacolo, doveva accontentarsi di assistere alla partita del suo Milan accanto a Galliani e Ibrahimovic, entrambi belli, ma entrambi di sesso maschile. Gheddafi con 500 pollastrelle, pagate solo 80 euro ciascuna, e lui nulla. 80 euro non includevano il dopo cena, in questo caso il dopo conferenza, ma la D’Addario e la Montereale anche senza dopo cena, di euro ne costavano ben 1000 ciascuna.

Questa visita di Gheddafi con il quale la stampa estera ipotizza da tempo che Berlusconi intrattenga rapporti di affari privati, ci riserverà ancora delle sorprese. La TV, soprattutto quella di Stato, con l’eroico Minzolini in testa, non mancherà di fornirci tutti i dettagli.

Noi che siamo maliziosi scommetteremmo un caffé che nei discorsi ufficiali, Berlusconi auspicherà che ben presto anche la Libia possa entrare a fare parte della Unione Europea.

Tag:berlusconi, gheddafi

E se si incazza pure Rotondi?
23 Ago 2010

Il ministro Gianfranco Rotondi si è risentito per non essere stato invitato al vertice del Pdl che ha messo a punto l’ultimatum ai Finiani con i punti programmatici non negoziabili che dovrebber rilanciare l’azione del governo. Il dispetto di Rotondi dipende tutto dal fatto che proprio lui è Ministro per l’attuazione del programma. Cosa sia un Ministro per l’attuazione del programma è tutto da spiegare. Il suo compito sarà probabilmente quello di notificare ai colleghi ministri se stanno assolvendo al meglio il compito affidato e quindi con fax o email compiacersi o sollecitarli ad una maggiore operosità. Ma Rotondi di questo ministero è titolare e quindi il suo risentimento ha una ragione concreta.

- Non conto proprio nulla, sono niente più che un Calimero! avrà pensato il povero Rotondi.

E in attesa che Berlusconi lo convinca che non è così, che lui è uno dei pilastri del governo, che il suo ministero è tra i più importanti tanto è vero che gli ha affiancato la Santanché come sottogretario, l’ultimo democristiano autentico, si è lasciato scappare qualche sbuffo e, anche se velata, qualche piccola minaccia.

Un’altra mina da disinnescare per Berlusconi il quale vede sbriciolarsi giorno dopo giorno la sua invincibile armata. Ora che anche Bossi sembra che voglia prendere le distanze per la difficoltà oggettiva di spiegare ai suoi seguaci i motivi perché gli italiani debbano pagare più tasse per farle risparmiare a Berlusconi, il caimano rischia di restare solo o quasi. Rischia di perdere anche i pezzi pregiati del’arredamento come Gasparri, Cicchitto, Santanché, Capezzone e tutti gli altri i quali avendo rinunciato a pensare con la loro testa oggi si trovano senza la testa loro, né quella del loro capo.

Tag:berlusconi, capezzone, cicchitto, gasparri, santanché

Così parlò Capezzone
22 Ago 2010

Quando il gioco diventa duro, è il momento che i duri comincino a giocare. E Capezzone, tra i duri, è il più duro. In attesa che con l’arrivo dell’autunno Monica Setta riprenda le scorribande pomeridiane e gli conceda con generosità spazio e scollature, Capezzone, con il solito tono didattico e ammonitorio imperversa sul TG1.

Egli, al momento è inquadrato nelle truppe di Berlusconi, domani non sappiamo a chi offrirà i suoi servizi. Speriamo soltanto che non ci sia qualcuno che lo arruoli. Ma in Italia purtroppo, potrebbe accadere anche questo!

Oggi Capezzone ci spiega che il tempo della generosità è finito e che il suo capo ha deciso che o si è con lui o si è contro di lui, gridando “al voto, al voto”.

Ascoltalo Gesù Bambino! Fai che davvero possiamo andare a votare e liberarci questa volta defiitivamente di questo bubbone della nostra democrazia. Il bubbone ovviamente non è Capezzone, ma il suo capo. Ma Gesù Bambino, che è generoso, ci libererà anche da qualche suo lacché. Non ha che l’imbarazzo della scelta.

Tag:capezzone

Così parlò Capezzone, l’uomo jukebox
17 Ago 2010

Ascoltare Daniele Capezzone produce un misto di sensazioni che vanno dalla compassione al disprezzo. Egli ha come compito quello di “portavoce”, cioé di uno che non esprime pensieri propri, ma rende manifesti quelli di altri: nel suo caso “gli altri” è il partito Pdl. In questo ruolo egli non ha quindi alcun obbligo ad avere idee proprie, il che per lui è un bel vantaggio. Ma “l’uomo”, che è ambizioso e non vuole limitare le sue funzioni a quelle di un Juke box, vuole sottolineare in ogni suo intervento la convinta ed assoluta e incondizionata adesione al pensiero che riferisce.

Capezzone, la cui funzione è equiparabile a quella dell’ambasciatore, il quale è preventivamente liberato di ogni responsabilità per ciò che è incaricato di riferire, fa molto di più. Mentre il jukebox, alla fine della riproduzione di un brano non ci dice se gli è piaciuto o meno, Capezzone con l’espressione accigliata e lo sguardo minaccioso sembra volere ammonire che chi non è d’accordo con quello che lui dice è certamente nell’errore e se non si ravvederà sarà peggio per lui.

Il padrone che questa volta Capezzone si è scelto è un padrone pericoloso; è quel Berlusconi che sta distruggendo ogni valore etico della nostra convivenza e che in molti non vediamo l’ora di levarcelo dai piedi.

Quando questo avverrà, Capezzone si presenterà ad un altro potente da potere riverire. E quasi certamente lo troverà.

Tag:capezzone, orgoglio

Feltri, la pecorella che ringhia
14 Ago 2010

Nulla esclude ancora che la campagna di Feltri contro Fini possa essere tutta una bufala. Non sarebbe la prima volta. Il caso Boffo è troppo vicino per essere dimenticato stato già dimenticato. Boffo fu costretto alle dimissioni da una campagna fondata su carte false e Feltri si limitò a chiedere scusa. Questa delle scusa è tra le ipocrisie più vergognose alle quali di tanto in tanto ci tocca assistere. Le scuse vanno bene se inavvertitamente si rovescia un bicchiere d’acqua sul pantalone di un commensale vicino, non quando si aggredisce una persona, anche se in buona fede. Buona fede che a Feltri non viene proprio spontaneo riconoscere.

L’atto per lui doveroso sarebbe stato le sue dimissioni da direttore del quotidiano, non vestire l’abito da pecorella chiedendo scusa. Se Boffo a sua volta l’avesse denunciato con l’intento di ridurlo in mutande avrebbe la solidarietà nostra e di tutte le persone per bene.

A dimostrazione che quanto afferma è vero, Feltri esibisce le fatture per l’acquisto di mobili presso una ditta romana. La fattura consente di dedurre il nome dell’acquirente, l’importo delea fornitura e le modaità di pagamento. Non dimostra dove i mobili siano stati successivamente collocati e quindi allo stato dei fatti non rappresenta nessuna prova.

Vale sempre ad ispirare certo giornalismo quel modo di dire siciliano secondo il quale “U carbuni, su nun tinci, mascaría” cioé, “il carbone se non tinge, sporca” e la sporcizia rimane spesso impressa nella memoria.

Nello proporre questa riflessione, preciso che non ho mai nutrito simpatie per l’attuale Presidente della Camera. Se ciò di cui è accusato da Feltri fosse vero, sarebbe gravissimo e avrebbe il dovere di dimettersi, anche soltanto per distinguersi da chi, vedi Berlusconi, che plurimputato, ha l’arroganza, attraverso i suoi giornali e le sue TV, di fare la morale agli altri.

Tag:berlusconi, feltri, fini

Politica solo a colpi di dossier
12 Ago 2010

Quando si è a corto di argomenti di conversazione, la soluzione più praticata è quella di parlare male degli altri nella convinzione, o illusione, che dichiarando i difetti altrui elevi automaticamente la nostra qualità. Il tutto avviene nella certezza di essere immuni da ritorsioni in quanto come insegna il Vangelo “si vede la pagliuzza nell’occhio del fratello, ma non la trave nel proprio.

Così Berlusconi, per colpire Fini, ha aizzato i suoi cani contro la dubbia operazione della vendita della casa di Montecarlo da parte di Alleanza Nazionale, dimenticando che qualche schelettruccio nell’armadio lo ha anche lui, a cominciare dall’acquisto della villa di Arcore pagata 500 milioni di lire a fronte di un valore ben superiore ai 7 miliardi di lire.

“Chi di spada ferisce, di spada perisce” e così di fronte ai dossier che gli avversari hanno dimostrato di avere preparato su di lui, Berlusconi ha ammorbidito i toni dimostrando che anche la sua onnipotenza ha dei limiti ben precisi, fino al punto che il falco Ghedini si è trasformato in una colomba.

E’ certo che un livello così basso non era mai stato raggiunto e c’è da prevedere che il fondo non è stato ancora toccato.

Se tutto ciò può avvenire è soprattutto perché gli italiani siamo fatti proprio male. E’ duro ad ammetterlo, ma è proprio cosiì.

Tag:berlusconi, fini, ghedini

Foto di Nunzia di Girolamo la castellana di Tor Crescenza
2 Ago 2010

Attento agli ammonimenti del detto popolare “Vacche e vino tienili vicino”, a significare che in mancanza delle cure necessarie, le uno e l’altro potrebbero riservare brutte sorprese, Silvio Berlusconi ha voluto stabilire la residenza estiva proprio alle porte di Roma per non allontanarsi dai luoghi dove la temperatura politica è altissima.

La scelta del luogo dove stabilire la residenza è caduta sul castello di Tor Crescenza, un vero e proprio maniero oggi di proprietà della principessa Borghese. Da qui l’augusto vecchietto può tessere meglio le trame per incontrare i finiani e tentare di riportarli sotto la sua ala. In questo luogo incantato può ancora una volta dare un calcio ai freddi numeri dell’anagrafe ed organizzare cene e banchetti con i suoi, o meglio con le sue.

La prima di queste cene l’ha organizzata con le “sue” deputate, tra le quali l’emergente onorevole campana, Nunzia di Girolamo. Anche lei giovane e attraente, è entrata da qualche tempo nel cuore di mezzo del premier, il quale, apprezzandone le doti estetiche, progetta per lei un futuro politico in scalpitante ascesa.

La bella Nunzia ricambia ed implora San Gennaro di conservare il suo Trimalcione ancora in piena forma per molti anni a venire.

Tag:donne berlusconi, foto donne

Nichi Vendola e il coraggio in politica
26 Lug 2010

In tutta sincerità non ci sentiamo di affermare che la candidatura di Nichi Vendola per sfidare la coalizione di centrodestra, alla fine risulterebbe vincente. I successi di Berlusconi hanno dimostrato che la maggioranza degli italiani tuttora fa fatica a distiguere tra la realtà e una sua certa percezione e che la società si sente più protetta e si identifica meglio nei valori della conservazione, e che ha, se non paura, almeno una forte diffidenza per l’innovazione.

La classe politica, che è immagine della società che la esprime, non poteva che contribuire a consolidare questo “sentire”, e così quando Vendola ha annunciato che avrebbe concorso per essere il candidato premier del centrosinistra, si è immediatamente allarmata. In forme e modi diversi c’è stato un ampio ventaglio di dichiarazioni contrarie a questa candidatura. Lo stesso Casini, che non è di centrosinistra, ha voluto dire la sua, affermando che in una tale eventualità, il suo partito avrebbe conquistato una valanga di voti.

La pietra che Vendola ha gettato nello stagno, ha prodotto così un maremoto. Ma perché, viene da chiedersi? Si tratta niente più che di una ipotesi, che domani, in presenza di altre candidature di prestigio e più convincenti per gli elettori, potrà essere facilmente “tamponata”. Invece un fuoco di sbarramento. Il Pd sta seguendo la stessa strada che pratica nel ruolo di oppositore al governo. Dice no senza avanzare proposte alternative. Non abbiamo sentito una sua sola proposta sul più semplice dei temi relativi ai tagli previsti dalla finanziaria, quello inerente il taglio dei costi della politica.

L’ostracismo ha origine dalla più triste delle motivazioni. La paura. Si, la paura di confrontarsi al di fuori dei propri recinti, preferendo la lenta e lunga agonia ad una terapia capace di portare alla guarigione.

La candidatura di Vendola ci piace e nel nostro piccolo la sosterremo con ogni forza. Servisse solo a mettere in discussione gli attuali gruppi dirigenti e ad alimentare il dibattito politico di temi di stringente attualità. Sta per essere approvata una riforma dell’Università, addirittura nefanda, con il voto favorevole del centrosinistra che, riteniamo, preoccupato di salvare la poltrona dei suoi vari Latorre e Finocchiaro non si è preoccupato di comprendere i contenuti di questa legge che toglie ogni speranza al futuro della didattica e della ricerca nel nostro paese.

Allora, forza Vendola, non limitarti a sparigliare, entra nel negozio e rompi tutta la cristalleria!

Tag:elezioni, pd, vendola

Lega Nord e la fiducia a Cosentino
14 Lug 2010

Umberto Bossi è uomo che ha dimostrato che in politica ci sa fare. Egli, in particolare, quando c’è una situazione ingarbugliata, sa attendere la sua evoluzione prima di dire la sua.

Questa storia del sottosegretario Nicola Cosentino, colpito da mandato di cattura e pervicacemente avvinghiato alla sua poltrona con la benedizione di Berlusconi è una grana davvero grossa. Persino la Carfagna si è azzardata a dire che farebbe bene a dimettersi.

I finiani, attraverso Bocchino, fanno sapere che potrebbero votare la mozione di sfiducia individuale presentata dall’opposizione. Così Berlusconi lancia anatemi a destra e a manca, minacciando di espellere dal partito chi non sosterrà Cosentino oggi, e qualcun altro forse domani. (continua…)

Tag:berlusconi, bossi, carfagna, macchiavelli

Per Gasparri “il tentato omicidio” non è più reato
14 Lug 2010

Ospite della striscia serale “In Onda”, condotto da Luisella Costamagna e Luca Telese su La 7, l’onorevole Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, a proposito del tentativo di influenzare la Corte Costituzionale sul “Lodo Alfano”, ha affermato candidamente che, siccome la Corte bocciò il Lodo, la questione di per se non esiste più. E’ come se qualcuno provasse a uccidere sparando un colpo di pistola e manca il bersaglio. Non c’è reato.

A dibattere con l’onorevole Gasparri era stata invitata l’onorevole Livia Turco. Che delusione! L’opposizione ha tanti giovani brillanti come Renzi o la Serracchiani e continua a mandare a questi dibattiti gli ormai più che cotti esponenti della vecchia nomenclatura. (continua…)

Tag:gasparri

Governare con la canicola!
8 Lug 2010


Riportiamo uno stralcio dell’intervista rilasciata dall’Assessore al Bilancio del Comune di Palermo al quotidiano Giornale di Sicilia in edicola l’8 luglio 2010.
In grassetto le domande del giornalista che si firma Gi.Ma., in carattere normale le risposte dell’Assessore.
Un breve commento, alla fine dell’intervista.
__________________________________
Perché i servizi pubblici sono la vera palla al piede di città come Palermo?
Viviamo un momento in cui nessuno è contento. L’utente paga e vorrebbe servizi migliori altrimenti si sente derubato, il politico non riesce più a mediare i bisogni della gente, gli imprenditori chiedono più efficienza.

Allora?
Va cambiato questo sistema. Siccome con ci sono più i soldi, o meglio ce ne sono sempre di meno, bisogna ottimizzare gli impieghi. La competizione, per esempio, aumenta l’offerta, abbassa i costi e migliora la qualità del prodotto offerto.

E la scelta?

Appartiene al cittadino. Quando l’amministrazione affida un servizio, l’utente finale si deve per forza accollare quello che gli propinano. La prospettiva va ribaltata. L’azienda deve presentare diverse opzioni e dovrà essere il cittadino a decidere. (continua…)

Tag:caos, governo, palermo, spazzatura

Lincoln, Brancher e Capezzone
5 Lug 2010


Abramo Lincoln diceva che è “Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio“. Sulla nomina di Aldo Brancher a ministro, Franco Frattini in un’intervista rilasciata a Repubblica afferma che “chi non ha responsabilità primarie è Berlusconi, che voleva fare un gesto di amicizia nei confronti della Lega e di Brancher ed è stato additato come il colpevole di un’operazione truffaldina”. E noi che come gesti di amicizia non siamo andati mai al di là di un invito a cena o all’invio di un mazzo di fiori!

Brancher piuttosto ha carpito a buona fede di Berlusconi, e già il giorno dopo la nomina a ministro, ha notificato al Tribunale di fronte al quale avrebbe dovuto presentarsi che si trovava impedito a causa dei nuovi impegni ministeriali. Viene alla luce così che questi impegni non esistevano affatto in quanto egli sì ministro, ma ministro senza alcuna delega, quindi ministro sfaccendato. Succede un putiferio ed il PD insieme all’Italia dei Valori presentano una mozione di sfiducia nei confronti del ministro. Questa mozione avrebbe dovuto essere votata l’8 luglio, ma si capsce subito che per Brancher l’aria che tira è assai brutta e che le probabilità di farla franca sono davvero poche.

L’uomo ha una sola possibilità, quella di dimettersi prima di essere sfiduciato. Cosa che fa, spiegandola con la campagna di persecuzione alla quale “senza motivo” e strumentalmente, era stato sottoposto.

Parla anche Capezzone, ospite fisso del TG1, il quale addirittura lo innalza agli onori degli altari in quanto in un paese nel quale tutti sono attacati pervicacemente alla poltrona, Brancher ha avuto il coraggio di compiere il nobile gesto delle dimissioni.

Tag:brancher, capezzone, lincoln

Berlusconi parla molto? Lasciatelo parlare
3 Lug 2010


Tutte le volte che i mezzi di informazione, la TV in primo luogo, si sbracano in riverenze e baciamano nei confronti di Berlusconi, l’opposizione insorge. Io, che appartengo all’insieme di coloro che sono avversari di Berlusconi, dico al contrario che provo un senso di sollievo. Quest’uomo dai capelli colorati con il ducotone che racconta la nostra felicità e ci rassicura sul nostro presente e sul nostro futuro viene infatti visto e ascoltato anche dagli operai ai quali tra qualche mese scadrà la cassa integrazione e vivono nell’angoscia del domani, così come viene visto ed ascoltato da coloro che si preoccupano per la tredicesima con la quale pensavano di saldare tanti conti di fine anno.

Coloro che lo adorano “a prescindere” e lo ascoltano come fosse il Messia, anche se magari vanno a frugare tra la spazzatura alla ricerca di qualcosa per riempire lo stomaco, costoro continueranno ad adorarlo. Ma l’amore, si sa, è irrazionale. Tra gli ascoltatori ce ne sono tanti altri, qualcuno magari analfabeta di ritorno, ma non stupido, che il benessere nel quale vivrebbe non lo percepisce e, detto in modo semplice, si sente preso in giro. (continua…)

Tag:berlusconi, capezzone, gasparri, quagliarello, vespa

A Marcello dell’Utri il ministero dell’arroganza
29 Giu 2010

Gli italiani che si informano attraverso il TG1 sanno che Marcello dell’Utri è stato assolto dalle accuse per i reati contestati successivi al 1992, ma non sanno che è stato condannato a 7 anni per i reati precedenti a tale data. I tempi televisivi sono quelli che sono e non si può sempre approfondire! La condanna segue peraltro ad un’accusa di poco rilievo cioé “concorso esterno in associazione mafiosa” di rilevanza corrispondente, più o meno, all’attraversamento di un semaforo con il rosso.

L’accusa non dev’essere andata tanto lontana dal vero se ancora oggi Dell’Utri insiste nel definire eroe quel Vittorio Mangano, noto boss mafioso, per avere deciso si sacrificarsi a subire un duro carcere pur di non coinvolgere in alcuna accusa nè lui nè tantomeno Berlusconi. (continua…)

Tag:berlusconi, giustizia, mafia

Tasse alte per vivere nelle fogne
29 Giu 2010

Quando l’ISTAT scrive che siamo il quinto paese europeo come carico fiscale ci da una notizia che in se significa poco o nulla. L’indicatore dovrebbe essere non tanto la percentuale di prelievo dal reddito, quanto piuttosto questa percentuale commisurata ai servizi che lo Stato restituisce a fronte del pagamento delle tasse.

Le tasse infatti altro non sono che il trasferimento allo Stato di parte del proprio reddito per riceverne in cambio linee ferrate, autostrade, assistenza sanitaria, scuole efficienti, luoghi per il divertimento e così via. I danesi e gli svedesi pagano molte più tasse di noi e non si lamentano affatto, in quanto lo Stato corrisponde a loro servizi efficienti. (continua…)

Tag:berlusconi, patrizia d'addario, tasse, tremonti

Berlusconi – I soldi li spreco solo io!
28 Giu 2010

Va riconosciuto che quando Berlusconi si rivolge alle Regioni invitandole a limitare gli sprechi, tutti i torti non ha. Tra stipendi faraonici e benefit a chi ricopre cariche elettive, alle miriadi di consulenze inutili date a parenti ed amici, fino alla cresta sulla spesa pubblica in forma di tangenti e tangentine, qualche bella sommetta da risparmiare può essere trovata senza grosse difficoltà. I cittadini di Palermo perché devono pagare lo stipendio ad un sindaco che li fa vivere in una città sporca all’inverosimile e che all’approssimarsi dell’emergenza spazzatura, si preoccupa soltanto di andare alla ricerca di coloro sui quali scaricare le colpe? E’ solo un esempio, ma girando per l’Italia se ne potrebbero fare migliaia  e migliaia.L’invito di Berlusconi rimane tuttavia un invito stonato perché se, come è vero, negli ultimi anni, le Regioni hanno visto ridurre le assegnazioni e tuttavia il debito pubblico è continuato a crescere, qualcuno deve avere avuto assegnato più di quanto sottratto alle Regioni. (continua…)

Tag:berlusconi, bondi, finanziaria, scajola

Aldo Brancher a guardia del bidone di immondizia
28 Giu 2010

Uomini come Aldo Brancher sono esseri pericolosi. Dopo la protesta generalizzata per l’impudenza di invocare il “legittimo impedimento” il giorno dopo essere stato nominato ministro del nulla, si è messo ad interpretare il ruolo della vittima, arrivando a dire che la cattiveria nei suoi confronti è frutto della delusione per la sconfitta della squadra di calcio contro la Slovacchia.

Egli sapeva, come tutti avevano capito, che la sua nomina a ministro serviva solo per metterlo al riparo da uno specifico processo e non ha avuto neppure l’accortezza di gestire questa circostanza con quel minimo di garbo che avrebbe evitato l’intervento del Presidente della Repubblica.

Se proviamo a scavare più a fondo nella vicenda, il verminaio potrebbe essere più esteso di quanto non è apparso finora. La nomina di Brancher potrebbe essere stata fatta per tastare il terreno, per verificare fino a che punto sarebbe stata metabolizzata in previsione di utilizzare lo stesso metodo per altri casi in un futuro prossimo. Perché situazioni da risolvere ce ne sono, eccome!

“Tutti ministri” avrà pensato Berlusconi emulando il “todos caballeros” di Carlo V. Se non avesse funzionato gli avrebbe chiesto di fare un sacrificio (!!!) e avrebbe dato incarico al devoto Alfano di farsi suggerire dalla mente diabolica di Ghedini qualche soluzione alternativa.

Il bidone colmo di prevaricazioni di ogni tipo va difeso e Brancher si è immolato per questo nobile fine. Egli farà il “sacrificio”di presentertarsi ai giudici che lo accusano di appropriazione indebita e forse qualcos’altro e attenderà fiducioso la ricompensa per questo atto eroico.

E’ possibile che in Italia non ci sia nessuno in grado di contrastare questa deriva ignobile?

Tag:berlusconi, brancher, giustizia

Un Ministero per il Cappero di Pantelleria
25 Giu 2010

Ebbene si. Se per attuare il Federalismo servono due ministri, è urgente nominarne uno anche per la promozione del cappero di Pantelleria.

Potremmo prendere due piccioni con una fava. Assicurare che un team apposito lavori alla diffusione della conoscenza di questa delizia in ogni parte del mondo  e permettere a qualche indagato eccellente di evitare di comparire in Tribunale, invocando, in quanto ministro, il legittimo impedimento. Non è giusto dare questa opportunità sia risevata soltanto ad Aldo Brancher!

Il cappero di Pantelleria merita un ministero! Esso è ingrediente insostituibile di una miriade di piatti. Provate a preparare un’insalata mettendo assieme pomodoro e patate bollite tagliate a pezzi, olive verdi snocciolate, fagiolini bolliti e capperi di Pantelleria; aggiungete abbondante olio extravergine di oliva e spolverate con rosmarino. Infine rimescolate bene e accompagnate con pane di semola di grano duro.

Questa insalata consumata in una sera d’estate, magari cenando in terrazza, accarezzati da un fresco venticello vi riconcilierà con la vita.

Il cappero, in cucina, ha tante altre utililizzazioni sulle quale potete documentarvi cliccando su qualcuno dei link che trovate su questa stessa pagina. Tra queste utilizzazioni vi segnaliamo, senza esitazioni, la caponata di melanzane.

Tag:brancher, contorni, giustizia, ricette

Il “Governo dei competenti”, l’ultima trovata del siciliano Lombardo
18 Giu 2010

Se non ci fossero di mezzo 5 milioni di siciliani a subirne le conseguenze, quest’ultima trovata del Governo dei competenti su cui la politica siciliana dibatte animatamente da qualche settimana, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate. Il Presidente attuale, Raffaele Lombardo, eletto con un plebiscito popolare, in poco meno di 2 anni ha cambiato non si sa più quanti governi. La maggioranza che lo ha eletto si è sfaldata il giorno dopo del voto e Lombardo ne ha composte una dopo l’altra secondo necessità e disponibilità. Le disponibilità a fare da stampella sono state facili trovarle perché, si sa, l’uomo è capace di proporre una lettura nobile anche delle più grandi ignobiltà. Così Lombardo è riuscito a rompere tutto: il Pdl si è diviso in 2 tronconi e quel poco di PD che ancora si trova in Sicilia si è diviso in 3. Nei partiti minori forti fibrillazioni.

Questa idea del Governo dei competenti ci sembra una sorta di auting, cioè la dichiarazione esplicita di chi ha governato fino ad oggi di non avere le qualità per farlo. Che Lombardo e soci fossero pressapochisti e incompetenti lo sapevamo già, semmai loro si sono limitati a confermarlo!

Lo scenario che si apre adesso, cioé la ricerca dei competenti, è davvero kafkiano. Chi dovrà farlo e con quali criteri va individuata la competenza? Sembra di trovarsi dinanzi ad una delle famose antinomie del filosofo Bertrand Russel del tipo “Il barbiere del villaggio rade tutti coloro che non si radono da sè. Il barbiere del villaggio si rade da sè?”. Può essere competente chi ha già dichiarato la propria incompetenza ad individuare chi è competente? Tra quale tipologia di soggetti andrà scelto ad esempio l’Assessore all’Agricoltura e Foreste? Dovrà essere un agricoltore, una guardia forestale, il responsabile dei mercati generali di Palermo o Catania, o anche il responsabile acquisti delle derrate alimentari di un supermercato?

Siamo preoccupati che il criterio non sarà neppure questo. Verrà attributo ad ogni partito il numero di competenti da indicare ed i partiti faranno quello che hanno fatto sempre; manderanno un idraulico a fare il chirurgo ed un ingegnere a coltivare campi. In altre parole potremmo vedere replicati a livello regionale i fulgidi esempi che brillano già a livello nazionale, quali quelli della Gelmini, di Bondi o della Carfagna.

Ci sentiamo vicini e solidali con i poveri siciliani per essere governati da chi ha difficoltà a cogliere la differenza tra politica e competenza fino al punto da affermare che politica equivale a incompetenza. Nella solidarietà l’invito a scegliersi meglio i propri governanti!

Tag:agricoltura, bondi, carfagna, gelmini, russel, sicilia

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