News dalla battaglia politica nostana

conversationsLa tenzone politica nostrana è sempre accesa nei social e nei prossimi mesi è destinata a infervorarsi sempre più, in vista delle prossime elezioni.

Ogni giorni i principali esponenti, e relativi coreuti, ci regalano nuove perle meritevoli di essere tracciate da qualche parte per futura memoria. Qui ne selezionamo alcuni tra i più social.

Toninelli in difesa della libertà si lancia in un confronto tra le vicende turche e il referendum del 4 dicembre voluto da colui che a suo dire è stato, ed è, l’omologo aspirante dittatore di casa nostra.

Danilo Toninelli  @DaniloToninelli
Nella #Turchia di #Erdogan vince il Sì al #referendum costituzionale e addio al governo del popolo. Noi abbiamo detto No a meno democrazia!  » tweet

Sull’onda favorevole si accoda anche il saggio Gaetano Quagliariello.

GaetanoQuagliariello  @QuagliarielloG
Turchia: campagne di Stato per il Sì, voto estero, schede senza timbri, matite farlocche. Rimembranze. In Italia, per fortuna, non decisive.  » tweet

Un altro post sullo stesso tono mette in guardia contro tutti gli aspiranti imbavagliatori della verità. Massima allerta, in attesa delle giurie popolari.

Il Fatto a 5 Stelle  @fatto5stelle

Da #Turchia arriva una grande lezione di #Erdogan per #Renzi e altri aspiranti dittatorucoli:

– controllo media 95%
– restante 5% in galera  » tweet

Qui addirittura si rimarca che il livello di qualità del gioco democratico turco è superiore al nostro. Almeno a quelli li fanno votare.. noi non c’abbiamo manco la legge elettorale. Dagli torto. Continue Reading

Oi Dialogòi: Briatore vs Al Bano

Al_Bano

BriatoreDiscorso sulla vocazione e sull’offerta turistica della Puglia.

Briatore: “Il ricco vuole tutto e subito. Io so bene come ragiona chi ha molti soldi: non vuole prati né musei ma lusso, servizi impeccabili e tanta movida”. “Ci sono persone che spendono 10-20mila euro al giorno quando sono in vacanza”.

Al Bano: “La Puglia ci piace così com’è, non abbiamo bisogno di voi ricchi”. “Ma qui da noi vengono ricchi stranieri, americani e altri: e vengono anche a sposarsi nelle nostre masserie o agriturismi che piacciono molto così come sono.”

I due pensatori si confronteranno presto sul tema dell’immortalità dell’anima.

Giuliano Pisapia sul Referendum costituzionale

Lei quindi potrebbe votare Sì al referendum?

“Vede, la situazione che si è creata mi rende difficile dare oggi una risposta. Ci sono i guelfi e i ghibellini, non c’è spazio per la ragionevolezza. E io credo fortemente in una politica ragionevole. ”

E su Virginia Raggi “Onestà, onestà è un pre-requisito, non un programma elettorale.”

“Non mi iscrivo al No, la democrazia non è in pericolo”

(Giuliano Pisapia)

Il Giornale in edicola in abbinamento con il Mein Kampf (La mia battaglia) di Hitler – Le reazioni

ilGiornaleMein Kampf (La mia battaglia) è il saggio pubblicato nel 1925 attraverso il quale Adolf Hitler espose il suo pensiero politico e delineò il programma del partito nazista sotto forma di un’autobiografia.

Così si esprime Hitler nella prefazione del suo saggio.

« I popoli che combattono per sublimi idee nazionali hanno forza di vita e ricchezza d’avvenire. Tengono nelle proprie mani i loro destini. Non di rado le loro forze, creatrici di comunità, sono valori di portata internazionale, aventi per la convivenza dei popoli effetti più benefici che gli «immortali principii» del liberalismo, i quali intorbidano e avvelenano i rapporti fra le nazioni.
Il fascismo e il nazional-socialismo, intimamente connessi nel loro fondamentale atteggiamento verso la concezione del mondo, hanno la missione di segnare nuove vie ad una feconda collaborazione internazionale. Comprenderli nel loro senso più profondo, nella loro essenza, significa rendere servigio alla pace del mondo e quindi al benessere dei popoli. »

Sappiamo come finì. Historia magistra vitae, dicevano i latini, sempre che si abbia la preparazione e la volontà di capirla la storia.

Le reazioni nel social.

Lia Celi  @LiaCeli
Ma che vergogna. Oggi insieme al #MeinKampf distribuiscono @ilgiornale  » tweet
Davide Gastaldo  @davidegastaldo
Ciao grandissimi del @ilgiornale , perché per combattere la violenza contro le donne non regalate un manuale su come si stupra? #MeinKampf  » tweet
Fulvio Abbate  @fulvioabbate
E la prossima settimana @ilgiornale offrirà ai lettori il dissuasore elettrico a bastone!!!
#MeinKampf https://t.co/IFchBaWuth  » tweet
Bravo Ragazzo  @DiarioDiDario
Chiariamo due cose:
1) Il #MeinKampf va letto perché è emblema storiografico del Novecento.
2) @ilgiornale resta comunque un giornaletto.  » tweet
Ilaria Rodi Clintoni  @DarioBallini
Comunque secondo me #Hitler si vergognerebbe di sta in accoppiata co’ @ilgiornale.
#MeinKampfschifo  » tweet
ilGiornale  @ilgiornale
Leggere il #MeinKampf? L’unico antidoto alle tossine https://t.co/YPbXQUYWdA  » tweet

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Cos’è la moda? Frasi sulla moda tra antichità e attualità

Diceva Oscar Wilde che “La moda è ciò che uno indossa. Ciò che è fuori moda è ciò che indossano gli altri“, a sancire la relatività di ciò che chiamiamo moda. Nell’eterno ritorno di pantaloni a zampa, tatuaggi, calzari, anelli alle dita dei piedi, eccentriche acconciature e chi più ne ha più ne metta, Leo Longanesi, secondo me, colse nel segno dicendo che “C’è una sola grande moda: la giovinezza“.

Per cercare conferma a questa teoria basta confrontare le capigliature dei giovani di migliaia di anni fa scolpiti nel marmo o nel bronzo, con quelle dei tronisti di Maria de Filippi, che fanno dei loro ciuffi ricciuti un portentoso strumento di seduzione.

Vediamo un confronto tra questi esemplari di giovani bellocci di epoche distanti millenni. Non si percepisce una gran differenza. Uno dei quattro, quello che a me sembra il più hipster di tutti, è niente meno che il padre degli dei greci e romani, che secondo la mitologia si guadagnò il trono uccidendo il padre Kronos e facendogli sputare i fratelli.

ZeusHipster

Hipster

Hipster1

zoolander

Il teorema di Salvini

Qualsiasi cosa accada nel mondo, al centro della discussione c’è sempre Salvini. Non è colpa sua ma di chi gli va dietro e non può fare a meno di abbeverarsi alla fonte delle sue saggezze.
E non parlo dei suoi discepoli ringhianti, cattolicissimi e devotissimi alla patria, che immaginiamo siano tutti cittadini esemplari anche quand’è il momento di compiere il proprio dovere civico.
Parlo dei suoi veri seguaci, i professionisti dell’informazione, che se lo contendono perché un dibattito intelligente non farebbe audience e i loro programmi non venderebbero prodotti. Molto meglio un dibattito rissoso, che non spiega niente, che non aggiunge fatti e non esplora le cause degli effetti tragici che vengono commentati animatamente con una superficialità imbarazzante, senza proporre soluzioni.

Qui la catena si chiude, perché sono i telespettatori a scegliere di seguire in nulla rumoroso, che non hanno alcuna intenzione di capire. Se i telespettatori si indignassero davanti al vuoto populismo che serve solo a raccattar voti, sfruttando la tragedia di altra gente, Salvini nemmeno esisterebbe.

Insieme a Salvini, tanti altri, di tutte le aree politiche, onnipresenti in tv, soddisfano una regola talmente ferrea da essere diventata un teorema.

Come nei teoremi universitari: “se per ogni numero positivo (epsilon) piccolo a piacere esiste un numero (delta epsilon cioe’ delta dipendente da epsilon) tale che da ..”

“Qualsiasi cosa accada nel mondo, Salvini & co hanno sempre un’idea chiara e infallibile per risolvere la situazione.”

Mi piacerebbe essere abbastanza deficiente per potere crederci.

Lista e Mappa delle guerre nel mondo

Arrivano a frotte in Europa, e noi europei impauriti e ignoranti delle cause, e responsabili della nostra ignoranza, non sappiamo cosa fare.

Scappano da guerre, da morte certa, nel tentativo di salvarsi. Si presentano a noi come sagome umane venute da un altro pianeta. C’è chi prova pietà, chi li considera feccia da rimandare indietro a calci. Si reagisce d’istinto e di cuore, ma oggi più che mai, per noi occidentali sempre connessi e pronti a sciorinare qualche soluzione al problema, è il momento di ragionare con la testa.

Il cristianesimo sbandierato come vessillo di una cultura e di uno stile di vita da difendere contro il nemico invasore (manco fossimo nel medioevo) ci obbliga a riflettere su cosa faremmo noi al loro posto. Allora bisogna studiare e cominciare con il chiederci da quali guerre e da quali orrori scappano i migranti in viaggio verso l’europa.

Una lista delle principali guerre in corso, da Wikipedia

Una mappa delle zone del mondo colpite da conflitti.

Qual è il contrario di buonista?

Buonista è una delle accuse più frequenti che si sente pronunciare nelle conversazioni politiche online e offline. Letteralmente il buonista è chi ha un atteggiamento di buonismo. Ecco alcune definizioni del sostantivo che va per la maggiore:

Garzanti: atteggiamento che, nei rapporti politici, di lavoro, familiari, viene considerato troppo incline alla comprensione e alla collaborazione da chi preferirebbe un comportamento più duro e aggressivo. fonte

Google: Il comportamento di chi, specialmente in politica, si dimostra tollerante nei confronti degli avversari.

Repubblica: Atteggiamento di benevola apertura e comprensione per tutte le posizioni, accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici, capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello
|| estens. Eccesso di buoni sentimenti, suggestivo ma inconcludente. fonte

Treccani: Ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza verso gli avversarî, o nei riguardi di un avversario, spec. da parte di un uomo politico; è termine di recente introduzione ma di larga diffusione nel linguaggio giornalistico, per lo più con riferimento a determinati personaggi della vita politica. fonte

Corriere: Nel l. politico e giornalistico, spesso con valore iron., ampia disponibilità nei confronti dell’avversario. fonte

Le definizioni che abbiamo visto di per se non hanno nulla di terribile, eppure Buonista è considerato una delle peggiori accuse, sinonimo di stupidità, ottusità e pericolosità sociale.

Il buonista viene accusato di essere un ipocrita collocato politicamente a sinistra, imbonitore se ricco, semplicemente idiota se povero, che trae godimento dal pulirsi la coscienza con affermazioni fuori dalla realtà e iniziative tafazziane.

Il buonista sarebbe uno sconsiderato, con la testa nel mondo delle favole, che vorrebbe accogliere migranti e presunti terroristi agevolando loro i viaggi della speranza, e favorendo un’invasione che andrebbe in ogni modo fermata per ragioni di sicurezza, economiche, identità culturale e religiosa, di salvaguardia del benessere e dello stile di vita degli italiani etc..

Il contrario del buonista sarebbe invece un realista, uno che alza muri e spiana i fucili, ma con il cuore commosso e dolorante, rimanendo perciò all’interno dei principi della misericordia cristiana.

Ma come definire il contrario di buonista? Con quale aggettivo:
Realista? Cattivista? Razzista? Nazista? Imbonitore di frustrati? Nazionalista? Lungimirante? Vero buono? O vero stronzo?

Trovare una definizione non è facile, per il semplice fatto che siamo nella materia della relatività umana, ma soprattutto siamo davanti a fenomeni molto complessi che richiederebbero da una parte e dall’altra un approccio molto molto serio.

Invece per prendere voti in italia si devono sputare slogan banali e ignoranti.

Il Buzz sulle News italiane

twitterLe conversazioni che si fanno in Twitter sono un punto d’osservazione sulla società di oggi, perché ascoltandole possiamo farci un’idea di cosa passa nella testa, o forse meglio nella pancia dei Tweeters italiani.

Da osservatori dei social, dobbiamo ammettere che spesso ciò che si legge non ha fondamenti razionali, si tratta di esternazioni banali, sterili e rabbiose che verrebbe voglia di ignorare, ma come diceva Hegel, tutto ciò che è reale è razionale. Quindi, dietro all’apparente nonsense, quando questo si manifesta su scala sociale, c’è una ragione che deve essere capita, perché potrà avere delle conseguenze sociali.

Gli attori principali sono personaggi pubblici, giornali online, canali e trasmissioni tv, twitter stars che lanciano continuamente post sui quali si aggancia una conversazione (o buzz) che coinvolge anche gli altri frequentatori del social. Alcuni post generano tanto buzz altri meno, ma continuiamo a pensare che il fenomeno nel suo complesso sia molto interessante da seguire, per coglierne alcuni aspetti sia quantitativi che qualitativi. Non avendo fatto studi di sociologia, potremmo fare qualche errore di metodo, ma pazienza.

Abbiamo scelto di seguire il buzz che si genera intorno ai principali giornali online per monitorare gli argomenti più popolari, ma soprattutto le reazioni della gente.

La lista che segue elenca i giornali online che abbiamo scelto di monitorare con buzzmeter: Repubblica, Corriere della sera, Il Sole 24 ore, Il Fatto quotidiano, La Stampa, Libero.

Con Buzzmeter analizziamo i post pubblici che riguardano i suddetti profili e il buzz che si genera intorno ad essi. Vediamo quali sono gli argomenti più rilevanti in termini di parole e hashtags, gli utenti più attivi e i più influenti. Cerchiamo di cogliere il sentiment generale su uno o più argomenti e le conversazioni più accese, che sono quelle più divertenti dove gli animi si scaldano, senza trascurare i pensieri più divertenti e sagaci.

In alcuni casi facciamo delle analisi di dettaglio e dei confronti tra trend che riguardano diversi argomenti.

Il compito non è semplice, ma come abbiamo scritto all’inizio del post, c’è tanta voglia di guardarci allo specchio e capire ciò che siamo.

Il nostro obiettivo non è tanto quello di sintetizzare le opinioni altrui, ma di descrivere il fenomeno del buzz social in modo da lasciare al lettore le proprie conclusioni. Nel caso di conversazioni polemiche, che sono quelle dove si confrontano diversi punti di vista sul mondo, proveremo a riportare dove possibile i temi e le argomentazioni della polemica.

Una fotografia del buzz sempre aggiornata è pubblicata in questo link.


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