Banche resuscitate – calci ai risparmiatori e buffetti agli amministratori

bancheLe nuove normative europee prevedono che il privato risparmiatore-investitore debba accollarsi tutti i rischi di una malagestione dell’istituto finanziario emittente dei titoli che egli acquista. Il principio è assolutamente condivisibile, ma lascia spazio a una zona grigia dove si alimentano le fregature.

Se le banche commissariate, facendo leva sulla fiducia dei correntisti, propongono allo sportello i loro titoli come sicuri, allora il livello d’attenzione del povero risparmiatore deve schizzare alle stelle. La stessa banca sottopone alla firma dell’investitore una marea di documenti che nessuno firmerebbe mai se non si fidasse dell’impiegato che ha davanti.

Le banche sono di fatto società che devono fare profitti, e i loro dipendenti hanno obbiettivi di vendita da raggiungere. E’ comprensibile che l’ambizione del dipendente lo spinga a piazzare dei titoli ad alto rischio, esagerando un tantino in rassicurazioni. Rimane da capire come sia possibile piazzare titoli rischiosi in linea con il profilo mifid obbligatorio per ogni risparmiatore.
Ad ogni modo gli investitori dovrebbero sempre ricordare che un titolo con rendimenti alti, non potrà per sua definizione essere sicuro. La scoperta “geniale” di titoli ad alto rendimento e rishio zero è un’ingenuità che si rischia sempre di pagare a caro prezzo, ovvero con il capitale investito. Continue Reading

Giubileo 2015 – Due Papi e una porta santa

abbraccio-papiMolti si chiedono ancora cosa sia il Giubileo, i meno curiosi non se lo domandano nemmeno.

Nella Chiesa cattolica il Giubileo è una tradizione nata nel 1300, e rappresenta l’anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale.

Papa Bonifacio VIII, istituì il primo Giubileo con la Bolla Antiquorum habet fida relatio emanata il 22 febbraio 1300 (che all’epoca era computato ancora 1299 e a circa un mese dal capodanno secondo l’uso ab incarnatione, che cadeva il 25 marzo), ispirandosi a un’antica tradizione ebraica di cui non esisteva traccia in quella cristiana se non nella leggenda dell’Indulgenza dei Cent’anni. Con questa bolla si concedeva l’indulgenza plenaria a tutti coloro che avessero fatto visita trenta volte, se erano romani, e quindici se erano stranieri, alle Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura, per tutta la durata dell’anno 1300; questo Anno Santo si sarebbe dovuto ripetere in futuro ogni cento anni.

Dante riferisce nella Divina Commedia che l’afflusso di pellegrini a Roma fu tale che divenne necessario regolamentare il senso di marcia dei pedoni sul ponte di fronte a Castel Sant’Angelo:

« come i Roman per l’essercito molto,
l’anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,
che da l’un lato tutti hanno la fronte
verso ‘l castello e vanno a Santo Pietro,
da l’altra sponda vanno verso ‘l monte. »
(Inferno XVIII, 28-33)

Papa Francesco ha istituito un nuovo Giubileo straodinario, che ha avuto inizio con l’apertura della porta santa di San Pietro e l’abbraccio con il papa emerito ex Benedetto XVI. E’ una tradizione medievale legata al concetto di indulgenza, rinnovata per la nuova società contemporanea, che a dispetto dell’illuminismo e del progresso scientifico, di medievale ha ancora molto.

Frase illuminante della Cei “La civiltà non si misura con il pil” .. e nemmeno con le tasse sul patrimonio immobiliare

galatino“Speriamo che questo faccia riflettere un po’ tutti quanti noi a non misurare la vita e il progresso della civiltà soltanto con il Pil o le percentuali dei soldi”. Così Il segretario della Cei, monsignor Galantino, commenta il suicidio del pensionato di Civitavecchia che ha perso i risparmi nel fallimento della banca Etruria.

Le frasi di monsignori, vescovi e cardinali lasciano sempre basiti. Quasi sempre dicono tutto e non dicono niente.
Non si capisce se Galatino ce l’abbia con qualcuno. Ce l’ha con il pensionato disperato che s’è tolto la vita, scegliendo la via più anticristiana? Ce l’ha con gli amministratori delle banche che hanno truffato gli incauti risparmiatori? Ce l’ha con gli organi di vigilanza che non hanno vigilato, con la Banca d’Italia che non ha informato a sufficienza?

Entrando nel merito della sua frase illuminante, e cioè che la civiltà non va misurata con il Pil, si spinga oltre, e giunga a conclusioni più concrete che implichino una qualche responsabilità. Ci dica il monsignore come dobbiamo comportarci in questa società che a noi comuni mortali appare sempre più un far west.

Come comportarci con l’indebitamento al 130% del Pil, con gli interessi a carico delle nuove generazioni, con le politiche di sviluppo e solidarietà, con la sostenibilità finanziaria del welfare, sanità, istruzione e perfino della chiesa cattolica, che continua a smarcarsi dall’impegno morale di pagare le tasse allo stato italiano sul patrimonio immobiliare; fatto che inevitabilmente va ad appesantire il carico fiscale sugli italiani, che il 16 dicembre hanno un’altra importante scadenza.

Ci illumini il monsignore, abbiamo bisogno di una guida come lui, siamo tutt’orecchie.

Frase del Papa: “anteporre la misericordia al giudizio” .. e cioè?

bimbo-siriano“Bisogna anteporre la misericordia al giudizio” questa è una tipica frase da Papa, generica, condivisibile, saggia, per i più papalini anche illuminata e santa, ma che lascia sempre quel senso di .. ma esattamente che vuol dire? L’ha pronunciata Papa Francesco in occasione dell’avvio del suo giubileo straordinario.
Secondo la frase papalina dobbiamo aprire a chi bussa alla nostra porta. Ad esempio restando alla cronaca, dobbiamo accogliere i migranti che fuggono da guerre e miseria. Giusto, equo, santo e pio. Il papa non entra nei dettagli della catastrofe umanitaria alla quale assistiamo tutti i giorni, non lo può o vuole fare. Eppure nell’analisi delle cause reali, di fronte alle quali tutti anche la chiesa dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, andrebbe cercata la verità dei fenomeni storici. E che dire sulle modalità, sulla capacità, sul finanziamento dell’opera di accoglienza di milioni di profughi? Che dire su come lavorare per la stabilità e il futuro rimpatrio dei milioni di migranti in un’area geografica totalmente destabilizzata da guerre volute dal cristiano occidente? Non si parla del fenomeno storico, e delle responsabilità, perché così facendo si finisce sempre per incartarsi, e rischiare di non venirne più fuori bianchi e candidi come dei gigli.
Ammesso poi che fossimo dei campioni di misericordia, perché mai dovremmo anteporla al giudizio? Di quale giudizio parla il papa? Evidentemente si riferisce a un giudizio di disprezzo e rifiuto nei confronti di chi entra clandestinamente nel nostro territorio. Un sentimento diffuso e alimentato dal non pensiero xenofobo delle cosiddette destre occidentali.
Perché si da per scontato che il giudizio debba essere per forza negativo? Potrebbe esserci un giudizio positivo, come nel mio caso, che vedo in questa gente una fame di vita che noi europei impauriti e spesati ce la sogniamo. Vedo un coraggio e una forza da far rabbrividire.
Di fronte all’ammirazione non avrebbe senso la misericordia, che presupporrebbe uno stato di superiorità, che non abbiamo e non ha nemmeno la chiesa, piena zeppa di religiosi che avrebbe molto da imparare da chi mette in gioco la vita propria e dei propri figli. Siamo troppo impegnati a dispensare misericordia, invece di creare dei corridoi umanitari che dia ai rifugiati una via sicura di salvezza, e a noi una garanzia di sicurezza per il fatto di accogliere gente che viene identificata alla frontiera.
Che abbiano loro misericordia di noi, caro papa.

La Gelmini si aggrappa al presepe e canta “tu scendi dalle stelle”

GelminicantaIn politica l’unica logica che conta è raccogliere voti. Oggi più che mai, con ogni mezzo possibile. Pertanto Salvini, Meloni, LaRussa, Gasparri, Gelmini e tanti altri sono diventati i nuovi paladini difensori delle nostre radici giudaico-cristiane. Una tale posizione fa bene ai sondaggi elettorali, in una società dove domina l’ignoranza e la paura per il diverso da noi. Liddove c’è bisogno dei nostri paladini, come nel caso dei supereroi dei fumetti, corrono in massa in difesa dei valori di liberà, pace, amore, che nostro Signore Gesù Cristo c’ha insegnato, ma che loro hanno poco compreso.
Questi nuovi direttori d’orchestra della grancassa mediatica che di fretta e furia si mette in piedi ogni qualvolta un genitore musulmano chiede la rimozione di un crocifisso dall’aula dove studia suo figlio, chiedendo ciò che in uno stato laico sarebbe anche lecito, sono sempre pronti a tuonare contro chi ci sta privando delle nostre radici e dei nostri valori. Se bastasse questo a mettere in discussione le nostre radici, vorrebbe dire che non ci sono rimasti dei gran valori da difendere.
L’amore cristiano che dovrebbe essere soprattutto inclusione, diventa motivo di divisione, dimostrandosi per ciò che realmente è: paura dell’altro, usato per scopi elettorali, e senza alcun senso del limite.
L’ultima performance ce l’ha regalata Mariastella Gelmini che ha intonato un “Tu scendi dalle stelle” davanti alla scuola di Rozzano, dove uno preside miscredente avrebbe proposto la celebrazione di un natale laico.

Il governatore Crocetta risponde a Vecchioni sdraiandosi mollemente tra i ciottoli

CrocettaDesnudoOspite all’Università di Palermo per un conferenza, nello stupore generale, Vecchioni ha detto:

“…è inutile mascherarsi dietro il fatto che hai il mare più bello del mondo e che hai questo e quello, non basta, sei un’isola di merda. La filosofia e la poesia antiche hanno insegnato cos’è la bellezza e la verità, la non paura degli altri, in Sicilia questo non c’è, c’è tutto il contrario. E mi sono chiesto prima di arrivare qui, se dovevo dirle queste cose a voi ragazzi: ‘Perché non gl’invento una sviolinata? Come siete bravi, avete inventato la Magna Grecia?’ Sinceramente no, io non amo la Sicilia che non si difende (…) Non amo la Sicilia che rovina la sua intelligenza e la sua cultura. Che quando vado a vedere Selinunte, Segesta non c’è nessuno. Non amo questa Sicilia che si butta via (…) Mi dà un fastidio tremendo che la Sicilia non sia all’altezza di se stessa”

Il governatore Crocetta in risposta all’affronto ricevuto dal tristo brianzolo cosa fa? Invidioso per la scena mediatica rubata dal cantautore, mostra di essere all’altezza del suo ruolo istituzionale, innalzandosi a paladino difensore dell’orgoglio siculo.
E qual è la migliore delle risposte sui contenuti della polemica di Vecchioni? Spogliarsi e farsi fotografare mollemente sdraiato sulla spiaggia di castel di Tusa, giocando con una copia del giornale di sicilia, provvidenzialmente usata per coprirne la presidenziali pudende: “La mia risposta a chi parla male della Sicilia”, scrive.

L’immagine del Crocetta desnudo sia da monito per tutti i detrattori della Sicilia e dei siciliani! Astenetevi, se non volete rischiare una nuova risposta nello stile del governatore siciliano.

Poesia per SalvinMatteo, personaggio immaginario

SalvinMatteo è un personaggio politico immaginario. Qualunquista, xenofobo, volgare, senza uno straccio di visione del futuro, il primo uomo sulla terra che ha avuto il coraggio di dare del buonista al Papa. Roba da schiantarsi dalle risate, una caricatura del genere non può che essere frutto d’immaginazione. Ogni riferimento a fatti, situazioni o persone reali è da intendersi come puramente casuale.

Poco gentile e poco onesto pare
SalvinMatteo quand’egli il falso sputa,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e le orecchie non l’ardiscan di ascoltare.

Tronfio si va, vedendosi adulare
dai giornalisti italici è assai amato,
ché quando a bocca il Matteo dà fiato
rabbia cieca e ascolti sa eccitare.

Mostrasi così spiacente a chi lo ode,
il suo semplificar complesse situazioni,
e con qual furor che meriti una lode

or SalvinMatteo difende anche i “terroni”.
Contro l’europa, neri, islàm e disperati
le becere parol, lascia molti assai incantati.

Dati sulle vittime della guerra civile in Siria

SiriaLa situazione in medio oriente è diventata così complessa che avere un’idea chiara sulla sua soluzione è un segno di superficialità. Il teatro della guerra civile in siria coinvolge milizie di paesi confinanti ed è diventato un conflitto iraniano-saudita per il controllo dell’area mediorientale. Indipendentemente dall’opinione che ognuno s’è fatto della migrazione dei siriani in europa, su una cosa dovremmo tutti convenire, che queste persone non sono venuti qui in villeggiatura. Partendo da questo punto di incontro, cerchiamo di capire cosa spinga i migranti siriani a rischiare la vita per raggiungere l’europa. Non parliamo delle cause storiche della guerra e della situazione attuale, che non sembra volgere verso una soluzione in tempi brevi, ma di semplici dati che possano spiegare il perchè oggi l’europa si ritrovi ad affrontare un’emergenza umanitaria.

Sebbene nel gennaio del 2014 l’ONU avesse dichiarato che non avrebbe più aggiornato i dati sul numero delle vittime, nell’agosto del 2014 ha pubblicato uno studio che documenta l’uccisione di 191.369 persone nel conflitto da marzo 2011 a fine aprile 2014. Di queste, il 9.3% sono donne (contro l’83.8% di uomini) e almeno 8.803 sono minori di 18 anni. Lo studio non riporta le percentuali di combattenti e di civili tra le vittime.

Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), un’organizzazione non governativa con sede a Londra, dei 210.000 morti tra marzo 2011 e febbraio 2015 circa un terzo (70.000) sono civili; i restanti due terzi sono combattenti, con una prevalenza di caduti tra i combattenti governativi e filo-governativi (circa 78.000) rispetto ai combattenti anti-governativi moderati ed estremisti (circa 63.000).

Vi sono inoltre circa 6,5 milioni di siriani sfollati all’interno del paese e 4 milioni fuggiti in altri paesi quali la Turchia, il Libano, la Giordania e il Kurdistan iracheno.

Straordinari eventi della giornata: Eclissi di Sole e le dimissioni di un politico NCD

Il poeta greco Archiloco visse probabilmente nel periodo che va dal 680 a.C. al 645 a.C. in quanto in una sua opera viene menzionata un’eclissi di sole probabilmente avvenuta il 6 aprile 648 a.C., che sconvolse gli abitanti dell’Egeo e alla quale egli assistette.

In questi versi Archiloco esprime il suo sgomento di 2600 anni fa.

Non c’è nessuna cosa inattesa
né che impossibile giurar si possa,
né stupenda, da quando Zeus, il padre degli dei,
fece notte, celando lo spledore di mezzogiorno;
luttuoso timore ha preso gli uomini.
D’ora in poi, tutto ci si può aspettare;
non meravigliatevi più, se le fiere, dai delfini,
hanno in cambio i pascoli del mare,
e si invaghiscan delle risonanti onde
marine più che della terra,
e sia lor più caro sprofondarsi nella montagna.

Oggi nessuno si spaventerebbe mai per un’eclissi, ad eccezione forse di qualche aborigeno della Papuasia, perché il fenomeno astronomico è noto e si sa che non c’è niente da temere.

Nell’antichità un evento straordinario come un’eclissi solare era tale da provocare un sentimento di terrore. Eppure, dopo oltre 2500 anni di progresso scientifico e tecnologico, ci sono ancora eventi capaci di generare un diffuso sentimento di sconcerto, paragonabile a ciò che provavano i nostri antenati di fronte a un evento naturale straordinario: ad esempio le dimissioni di Lupi, un esponente dell’NCD, una delle parti politiche più incollate alla poltrona della storia dell’umanità.

Una bufera si abbatte su Lupi e lui si aggrappa alla poltrona – Le battute più divertenti su twitter

renzi-lupoL’arresto del consulente Ercole Incalza, rischia di trascinare anche Lupi nel fango. Uno degli arrestati nell’inchiesta dei Ros, l’imprenditore Stefano Perotti, ha procurato lavori al figlio di Maurizio Lupi. Lo dice lo stesso gip di Firenze nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere quattro persone nell’ambito dell’inchiesta sui grandi appalti.

Dal canto suo Lupi resiste strenuamente, si attacca con tutte le forze alla poltrona, visto che per i politici italiani la potrona è come lo scoglio per una cozza. Il ministro ha dichiarato di non vedere una ragione per cui dovrebbe dimettersi, e ha aggiunto che non ha mai fatto niente per favorire il figlio.
L’affare Lupi mette in una posizione scomoda anche Renzi, che dovrà inventarsi qualche nuovo numero d’illusionismo di massa per difendere l’onorabilità del suo governo di “rottura” con il passato.

Non c’è niente di divertente nella bufera che s’è abbattuta sul ministro Lupi e suo figlio, ma almeno proviamo a riderci su con le battute dei soliti spiritosi twitteriani. Ecco la nostra classifica dei tweet più divertenti.

Continue Reading


phpJobScheduler