Così parlò Gramellini a Che Tempo che fa

Quando mi capita di vedere Che tempo che fa del sabato, non posso fare a meno di imbattermi negli apprezzatissimi soliloqui di Gramellini, ormai assurto al rango di oracolo.

Ieri ci ha raccontato il perché gli italiani di mezza età ricordino con più chiarezza il mondiale vinto dell’82, rispetto a quello del 2006. Principalmente perché sarebbe un ritorno alla loro giovinezza; ma c’è dell’altro, raccontato in una girandola di evocazioni e considerazioni che mi hanno confuso.

Il giornalista ha iniziato con l’esegesi dell’urlo tardelliano, simbolo dell’uomo solo che esprime in quel gesto, dopo un decennio buio di terrorismo e barricate, il sentimento prevalente nel cuore degli italiani: la volontà di rinascita, una rinascita tuttavia viziata da congenito individualismo.

La voglia dell’italia di rinascere era per Gramellini evocata anche dai muscoli di Cabrini, guarda caso presente in trasmissione, che corse per tutta la finale come un ossesso, nonostante il rigore sbagliato alla fine del primo tempo.

Un ricordo è andato anche alte cariche dello stato, da Pertini a Spadolini, che accompagnarono quell’epica espressione simbolica di riscatto, festeggiando insieme al popolo la nascita della nuova epoca post Santiano Bernabeu.

Dopotutto si è trattato solo di una partita di calcio.
Gramellini è un bravo giornalista, è molto apprezzato, ma a volte, come ha fatto notare Checco Zalone nella sua imitazione, esagera un pò.

Si deve tuttavia rendergli merito del fatto che le sue parole sono spesso sagge e condivisibili, e di questi tempi di Salvini, Gasparri e compagnia, non è affatto poco.

Appena finisce di parlare, scatta puntualmente un fragoroso applauso. Ci piacerebbe sentire la pungente opinione di Frassica.

Intanto vediamo cosa ne pensano i twitters

luca  @Luca_1998
Io amo il modo di raccontare di
Gramellini #chetempochefa  » tweet
Pierre  @Strapierre
Ma perché uno deve pagare il canone per sentire concionare Gramellini?  » tweet
Jonathan Crane  @Jona_Crane
Ogni settimana guardo Gramellini perché voglio che mi stupisca.
Sempre nuove forme di velata critica a Renzi, seguite da carezzevoli leccate  » tweet

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Ricomincia “Ballando con le Stelle”. Il protagonista della prima serata è il parrucchino di Sandro Mayer. Una raccolta di tweets da ridere

parrucchino-Sandro mayerSu Twtter, tutti pazzi per il parrucchino di Sandro Mayer, che ha messo in ombra lo spettacolo del programma di ballo più famoso d’Italia, giunto alla sua ennesima edizione con un format stracollaudato.

Fortunatamente c’ha pensato Mayer, re dell’informazione gossippara italica, a dare un forte, per non dire traumatico, segno di discontinuità al monotono circo ballerino condotto da quasi un decennio da Milly Carlucci. La sua prima inquadratura è stato per milioni di spettatori come un pugno nell’occhio. Abituati a un Sandro Mayer pimpante e loquace, ma senza un solo capello sulla testa, molti ancora oggi stentano a riprendersi, dopo una notte travagliata.

Facendo una ricerca nei social media su ballando con le stelle, l’argomento di punta è il look di Sandro Mayer, che ha colpito milioni di telespettatori increduli, che hanno iniziato a twittare il loro stato d’animo, tra il divertito e lo sgomento.

Nella prima puntata Mayer s’è quindi preso la scena. Vogliamo ringraziarlo per averci regalato una botta di buonumore, dopo una settimana triste. Ora la domanda che si leva spontanea nel paese è: cosa succederà nelle prossime puntate? Il parrucchino di Mayer cambierà o rimarrà lo stesso? Spunterà almeno le basette? Prevediamo un picco d’ascolti nella seconda puntata.

In questo articolo abbiamo preparato una raccolta di alcuni tra i posts tra i più divertenti. Alcuni, perché tutti non sarebbe possibile! Per seguire le news sul parrucchino di Mayer, resta connesso all’hashtag Mayer su Twitter. Buon divertimento!

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La crisi di governo più irresponsabile del mondo #arenagiletti

GilettiLa sensazione che ho ricevuto seguendo l’arena di Giletti è che Berlusconi sia arrivato al capolinea. Se anche Rai 1 l’ha scaricato vuol dire che la situazione del cavaliere è davvero disperata.

L’errore di Berlusconi è che stavolta, adducendo l’improbabile pretesto dell’aumento dell’iva, s’è messo contro l’interesse del paese, che pur avendo un gran bisogno di stabilità, viene stressato e strattonato oltremisura dall’irresponsabilità di un uomo che ha il potere di comandare a bacchetta un’intera parte politica.

Una nota positiva nel dibattito è stata la presenza di alcuni economisti, che avendo una certa confidenza con i numeri, hanno potuto smontare quantitativamente le tesi pretestuose degli esponenti del pdl.

In studio era presente Cicchitto, come rappresentante di se stesso e forse di qualche altro deputato, ferito nell’anima dalla scelta di Berlusconi di avere intimato dimissioni a tutti i suoi adepti, senza averli prima coinvolti. Un dramma personale in diretta, del quale agli italiani interessa poco. Dalla stessa parte, ma perfettamente allineato con il cavaliere, un Gasparri pimpante e loquace come al solito, ribadiva il diritto sacrosanto alle dimissioni di massa, evento che non ha precedenti nella storia della democrazia, a causa dell’imminente aumento dell’iva al 22%, voluto dalla sinistra nemica degli italiani e delle famiglie.

Contro di loro tutti: gli altri politici, i giornalisti, e gli economisti in studio. Anche il presentatore sembrava intenzionato a fare emergere la verità, con una certa determinazione.

Giletti ha posto delle domande chiare all’economista Boeri, sul costo dell’instabilità politica per gli italiani. Una domanda precisa. Quanto costa un punto in più di spread? La risposta è stata “20 Miliardi a regime”. A questo punto Cicchitto obietta che i 20 miliardi di euro, sarebbe un costo da sostenere per gli italiani solo dopo il rifinanziamento completo del debito pubblico. Allora Boeri risponde in modo più preciso: “da qui a giugno, costerebbe 2 miliardi”.

L’instabilità ha un costo salatissimo, che in un paese che non cresce da anni, può essere letale. Intorno a questo punto gli italiani devono essere uniti e smetterla di seguire questo o quel pifferaio.

Il dibattito s’è concluso con Fassina del pd, che riceve un grosso applauso dal pubblico di Giletti, difficilmente schierato da una parte, dopo avere fatto un accorato appello agli esponenti del pdl di smetterla di raccontare bugie al paese. Un’arena così schierata contro Berlusconi non l’avevo mai vista.

I #guerrieri di #Enel e l’#esercito di #Silvio, un confronto semiserio.

guerrieri-enelDa osservatori imparziali della comunicazione istituzionale, politica e spontanea nei social media, notiamo una leggera deriva verso un linguaggio che evoca epiche battaglie.

Come se non bastasse il tono epico usato nelle pubblicità delle automobili, delle compagnie telefoniche ed altre utilities, ora pare che sia arrivato per noi, consumatori sempre più poveri e impotenti, il momento della chiamata alle armi.

All’esercito di Silvio, ora si sono aggiunti i guerrieri di Enel. La campagna di Enel s’è trasformata in un grosso fallimento, un #epicfail, perchè ha dato soprattutto voce alla rabbia e alla frustrazione, invece di evocare valori positivi.

Nell’evocazione dello spirito combattivo, Berlusconi ha avuto più lungimiranza dei pubblicitari di Enel. Per quanto possa sembrare ridicola, o tragicomica, la guerra che deve combattere l’esercito di silvio ha una missione: combattere uniti in una fantomatica guerra dei vent’anni contro i “nemici della libertà”. Sul sito ci si può anche arruolare e visionare i reggimenti.

In cosa ha sbagliato Enel? Per quanto riguarda il messaggio, a mio avviso è stato un grosso errore l’avere messo nella stessa frase la parola “trincea” e “scaffale” di supermercato, per il rispetto dovuto nei confronti di tutti quegli uomini, perloppiù ragazzi, che ci sono morti nelle trincee.

L’aspetto peggiore nella comunicazione, è che i guerrieri italiani che combattono ogni giorno per andare avanti, si sentono isolati e senza una guida. Non hanno un esercito, una missione e una leadership. La guerra degli italiani si sta trasformando in una lotta per la sopravvivenza, tra tagli aziendali, precarietà, cassintegrazione, disastri finaziari piovuti dal cielo, assenza di politica della crescita, capitali che fuggono dalla criminalità e dalla burocrazia, gli unici due settori che vanno bene a discapito del resto del paese. Siamo disorganizzati, non stiamo lottando per la conquista di una meta, non abbiamo una visione del futuro.

Non possiamo aspettarci che Enel dia una visione del futuro agli italiani, ma se non altro la campagna pubblicitaria sta mettendo in evidenza quanto siano scoperti i nervi della gente e il senso di spaesamento di un paese senza leadership. Una classe politica lungimirante potrebbe fare tesoro di questo sfogo sociale, ma siamo certi che non lo farà.

Ancora una volta Belusconi, pur rimanendo nel campo del tragicomico, da una nuova lezione di comunicazione. Egli ha venduto un sogno e ha fornito un’organizzazione, Enel ha evocato i sentimenti negativi di uno stato di difficoltà generale, dando vita a uno sfogatoio collettivo di rabbia e frustrazione.

Sanremo si è concluso……torniamo a……

Sanremo si è concluso e in molti lo viviamo come una liberazione………. però riflettiamo un attimo!

Mentre si cantava sul palco dell’Ariston di Sanremo sono avenute tante cose che dato il momento “altamente topico” sono passate in secondo piano: Le dimissioni di Benedetteo XVI (avvenimento epocale), la campagna elettorale per decidere il futuro del nostro paese, l’ economia mondiale e nazionale fragile, la  corruzione in tutti i campi robusta e fiorente, un terremoto nel centro Italia, un’asteroide che ha sfiorato la terra, alcuni meteoriti ( di sospetta origine) che sfavillano e scoppiettano in Russia causando migliaia di feriti………potremmo continuare con il delitto commesso  da Pistorius che ripropone il problema della violenza sulle donne…..

Sanremo quindi ha avuto una sua funzione sociale, ci ha divertito e ci ha regalato un pò di  “pax televisiva” ……dato che i programmi  di maggiore ascolto per una settimana intera si sono accaldati a parlare di canzoni, cantanti, classifiche, donne belle e meno… ma simpatiche ed ironiche: Un’isola felice che adesso è svanita.

Allora grazie Sanremo che ci hai regalato qualche nuova canzone da cantare sotto la doccia, ma sopratutto grazie per averci concesso un pò di tregua. Questa tregua forse era necessaria per “resettare i nostri pensieri”. Pertanto  adesso tornati alla normale quotidianità in cui non si cantano canzonette  ma si “balla alla grande” , ci possiamo avvicinare alle prossime elezioni più sereni, con le idee  più chiare e  quindi capaci di scegliere bene chi votare………..La vita è una cosa seria e non si svolge su un palcoscenico!

La massima goduria per un giornalista sportivo è potere dire “io l’avevo detto!”

Da appassionato di calcio seguo molte trasmissioni sportive. Nelle ultime settimane ho intensificato, sull’onda dei successi europei della nazionale. Seguire le trasmissioni tv sul calcio, garantisce l’effetto desiderato di spegnere la mente per un pò, e con quel poco di facoltà mentali rimaste attive è possibile rivivere le emozioni delle partite e seguire le curiosità fuori dal campo dei giocatori.

A mio avviso sarebbe riduttivo limitarsi a seguire i servizi e i commenti, perché l’osservazione del comportamento del giornalista italiano è uno spettacolo nello spettacolo.

L’aspetto che più mi affascina è l’impegno dei giornalisti nel presentare, nella fase del prepartita, la personale migliore formazione, insieme alle loro caute previsioni sul risultato finale. Quando c’azzeccano, perché il tal giocatore che volevano in campo ha segnato, o il risultato previsto si è poi verificato, li possiamo vedere nel dopopartita tronfi e sorridenti negli studi televisivi.

Chi c’ha azzeccato, viene omaggiato dai colleghi e riceve il giusto tributo per la fausta predizione. Potere dire “io l’avevo detto” in questo strano mondo sembra l’espressione di una reale capacità professionale.

Mara Venier …un pomeriggio in serena ed antidepressiva compagnia

Se dopo pranzo avete qualche problema digestivo tre sono le soluzioni:
1- Andate a farvi una passeggiata all’aria aperta
2- Prendete un maalox
o meglio ancora……
3- ben comodi sul divano di casa seguite la “vita in diretta” su  “rai uno” dalle 15,15 in poi .
La trasmissione ha successo… ed è molto seguita…. e c’è un motivo. La conduzione di Mara Venier è digestiva! Sempre allegra ed ironica affronta tutti gli argomenti in scaletta con spirito arguto e intelligenza …..tanto da indurre lo spettatore ad un rilassamento gradevole che favorisce non solo la digestione ma anche allontana il malessere che spesso inducono certi argomenti trattati. Invidio molto Mara Venier …per  la  positività e l’intelligenza che mette nel condurre il suo salotto televisivo in cui si  muove come una perfetta padrona di casa….. che scherza fino a quando si può…. e diventa seria e puntuale quando è  necessario esserlo. Marco Liorni , con cui coconduce la trasmissione,  a volte la segue a fatica ma è molto bravo  e rassicurante anche lui . Grazie Mara …..oggi  il collegamento con Gianfranco Agus è stato veramente  esilarante….. e ti posso assicurare che ancora una volta  io ho digerito molto bene!

Adriano Celentano: polemiche a San Remo 2012

In un post del 5 febbraio scorso, invitavo Celentano a parlare, nel suo spazio all’interno del festival di San Remo, del disagio giovanile….Lui ha preferito il tema religioso….penso che avrà optato per questo argomento perchè i testi delle canzoni già si facevano carico di problematiche sociali varie.Come sempre dopo le riflessioni dell’artista sono proliferate polemiche ,attacchi, discussioni, pareri, offese. Ma cosa vi aspettavate……. che avrebbe parlato dei tatuaggi delle signorine presenti sul palco, o del tempo inclemente di questi giorni o magari della nave di crociera affondata? Celentano ,da fervente cattolico quale è , ha preferito parlare dell’uomo, della sua fragilità davanti alla morte….. a cui nessuno sfugge.Ha invitato tutti a pensare al paradiso e a fare in modo da conquistarlo quando sarà arrivato il momento. Ha bacchettato inoltre le tematiche affrontate da alcune testate autorevoli del cattolicesimo che immediatamente e platealmente hanno mostrato di non gradire. L’atteggiamento di lesa maestà assunto da questi giornali ci faccia riflettere! Per essi vale la regola che solamente loro hanno poteri di censura ma che nessuno osi criticare la loro linea editoriale. Penso che ci si offende tanto quando c’e qualcosa da rimproverarsi, perchè una critica prima si ascolta e poi si cerca di capire quale logica l’ha generata, prima di inalberarsi ed offendersi offendendo. Quella di Celentano non era una critica alla Chiesa e ai Preti, come hanno voluto farla sembrare, era semplicemente una esortazione, in ampia diffusione mediatica, a fare ancora meglio e di più. Ci sono moltissimi sacerdoti,che nell’ambito delle organizzazioni religiose lavorano duramente per il benessere delle persone; Celentano li invitava ad occuparsi ancora di più delle anime, che. in questo mondo di materialismo avanzato, vengono trascurate per inseguire traguardi meno spirituali. Comunque l’audience è stata assicurata ed il Festival è stato un trionfo. Concludo: Celentano può essere discutibile quando vuole dire la sua sulle cose in cui crede ma…..quando canta ammettiamolo …….è inarrivabile…fantastico…… emozionante……..vi sfido a dire il contrario.

Mike Bongiorno: E’ tornato tra noi e adesso siamo tutti più contenti.

La notizia che Mike Bongiorno è stato restituito alla famiglia ci fa stare meglio! Possiamo dire: almenno una cosa buona in un momento di malessere generale. Siamo veramente contenti che una vicenda così dolorosa abbia avuto una felice conclusione. Quando il corpo di Mike è stato trafugato, non è stato strappato solamente alla famiglia di appartenenza, ma  a tutte le famiglie d’italia che lo consideravano come un parente. Infatti noi Italiani siamo cresciuti con lui, con il suo entusiasmo, con la sua voglia di fare e di fare bene… con la sua umiltà d’artista…con la sua voglia di andare avanti anche in un’età avanzata quando sarebbe stato legittimo concedersi il meritato riposo. Ci ha lasciato una testimonianza di costanza, impegno e voglia di fare che dobbiamo prendere come esempio: Lo ricordiamo sopratutto come era nell’ultimo periodo della sua vita quando, complice  Fiorello,  aveva tirato fuori una vena ironica ed autoironica che ce lo hanno fatto apprezzare ancora di più. La moglie ha dichiarato che lo farà cremare per evitare altri inconvenienti…ma se posso esprimere un parere preferirei che non lo facesse e credo che gli italiani vorrebbero  altrettanto. Cosa ne pensate?

Fiorello: Uno showman irresistibile! Star in Tv e su Twitter

Fiorello Tindaro Rosario nasce il 16 maggio del 1960 ad  Augusta: Ha cinquantun’anni fatti e non li dimostra! E’ pur vero che gli attuali cinquantenni sono i quarantenni di qualche anno fa ma Fiorello Tindaro Rosario è uno che sarà  giovane per sempre: a cento anni sarà sempre lo stesso! Potremmo dire che è un esemplare unico nel mondo degli showman…..tutto quello che fa lo sa fare bene e senza darsi arie, anzi con un velo di modestia ammiccante che lo rende simpatico a quasi tutti. Dico ” a quasi tutti ” perchè  immagino che la sua satira (anche se garbata ) è a volte tagliente al punto giusto da potere turbare chi ne è fatto oggetto, e può inoltre dare fastidio ai suoi colleghi che non riescono ad avvicinarsi ai suoi livelli di consenso. In questi giorni sta rinnovando i passati successi televisivi con una audience davvero inconcepibile in un mondo in cui la forza delle trasmissioni televisive sta scemando, e sta cedendo il passo alla comunicazione via web dove tutti sono invitati ad esserne attori. Fiorello Tindaro Rosario………vederti edascoltarti è sempre un piacere! Le tue imitazioni sono una fonte di risate liberatorie. Ricordiamo le più belle: Andrea Camilleri  , Bruno Vespa,   Carla Bruni,  Ignazio La Russa,   Maurizio Costanzo,   Mike Bongiorno,   Morgan,   Nanni Moretti, Riccardo Cocciante  e il Gobbo di Notre-Dame di Riccardo Cocciante,  Silvio Berlusconi, Giovanni Muciaccia, etc.. (altro…)


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