Frasi di Ayrton Senna

Il campione brasiliano è entrato nel cuore di chi l’ha visto correre in formula 1 nel decennio tra 1984 e il 1994, esattamente fino alla domenica del 1 maggio del 1994, quando la sua vita è stata interrotta per un incidente di gara nel circuito di Imola.

Chi l’ha conosciuto ci ha parlato di una persona fuori dal comune, più di quanto il mestiere di pilota non porti ad essere.

Straordinariamente affamato di vittorie in pista e disposto ad affrontare ogni rischio necessario per battere di un solo centesimo sul giro la sua personale sfida contro il tempo, “La paura è eccitante per me“, Ayrton Senna fuori dalla pista era un credente, quasi un mistico che diceva “Se hai Dio al tuo fianco ogni cosa diventa chiara“, ma aggiungeva “Perché credo in Dio questo non significa che sono immortale .. ho paura come gli altri di farmi male, soprattutto guidando in formula 1“.

Senna non veniva da una famiglia ricca. Era diventato famoso a suon di vittorie e la ricchezza che gli veniva dal successo la condivideva, in gran segreto, mantenendo una comunità di bambini in Brasile. Era anche un uomo capace di una grande compassione. Diceva: “Gli uomini ricchi non possono vivere in un’isola, circondata di povertà. Tutti respiriamo la stessa aria. Bisogna dare a tutti un’opportunità.

Nonostante il successo straordinario, gli occhi di Ayrton erano coperti da un velo di tristezza, come se portasse dentro un’inquietudine. Non possiamo sapere cosa passasse nella sua anima, ma dava l’impressione di non riuscire a vivere la sua fama spensieratamente, ma di portare dentro la consapevolezza di non avere fatto tutto quello che in cuor suo avrebbe voluto fare. Non solo in gara.

Gli occhi di Ayrton erano quelli di un uomo che non si accontenta e non trova pace, che non è interessato ad accumulare onori e ricchezze, ma di chi è totalmente coinvolto in una sfida assoluta con gli altri e con se stesso, usando tutto il suo talento, impegno ed istinto.

Senna diceva di non conoscere altro modo di guidare se non per la vittoria e di essere disposto ad assumersi ogni rischio necessario per raggiungere un obiettivo più ambizioso.

“Quando sei in un’auto da corsa e corri per vincere, il secondo o il terzo posto non bastano.”
“Non so guidare in un altro modo che non sia rischioso. Ognuno deve migliorare se stesso. Ogni pilota ha il suo limite. Il mio limite è un po oltre a quello degli altri.”

In pista, diceva di sentirsi trascinato in una nuova dimensione e di guidare con l’istinto. In cerca di cosa? Forse della possibilità di cogliere ancora una volta la più bella emozione che la vita ci più dare. Dare tutto noi stessi, superare i nostri limiti e le paure.

“Ed improvvisamente mi resi conto che non stavo guidando la macchina con coscienza. La stavo guidando da una specie di istinto, solo in una dimensione diversa.”

Quest’anno, come ogni 1 maggio, un pensiero ritorna a questo grande campione che ha saputo regalare emozioni uniche.


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