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Ovidio e l'amore

Ovidio e l’amore

Ovidio nasce a Sulmona nel 43 a.c. Si sposa per tre volte: ma se, nei primi due casi, divorzia presto, il terzo è invece il più significativo. Delle prime due mogli non si sa nulla, tranne che da una di loro nasce Perilla, a sua volta scrittrice colta. Il terzo matrimonio avviene con Fabia, fedele consorte nella gioia e nel dolore, della quale il poeta, nelle sue opere, conserva un ricordo commosso.

Gli affetti familiari non impediscono però che Ovidio si dedichi alla vita romana del tempo, mondana e salottiera. Lo scrittore ne diventa uno dei protagonisti, oltre che il “poeta ufficiale”; comincia a scrivere le sue prime opere giovanili e, soltanto ventenne, il suo nome è già celebrato negli ambienti della mondanità. Ad aiutare il poeta contribuiscono la sua sensibilità, lo spirito aperto e la signorilità, che facilitano la sua presenza negli ambienti salottieri. E’ autore dell’opera Ars amatoria l’Arte di amare, considerata, fino a qualche anno addietro un’opera porno e quindi introvabile nelle librerie. In questa opera si leggono queste sue frasi sull’amore.

  • Amore e tosse non si possono nascondere.
  • E mi stupisco se non è questo, quello che si chiama Amore.
  • Quando il cuore è colmo d’ogni gioia e non lo stringe dolore alcuno, s’apre per se solo: Venere in lui s’insinua dolcemente.
  • L’amore è cosa piena di ansioso timore.
  • Se togli la lotta, l’amore non dura.
  • Un amante crede tutto quello che teme.
  • Se vuoi essere amato, sii amabile.
  • Non posso vivere sia con te che senza di te.
  • Che una bella donna conceda o neghi i suoi favori, le piace sempre che le vengano chiesti.
  • Nell’amore non bisogna mai affrettare il piacere.

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Frasi sull'amore di Oriana Fallaci

Frasi sull’amore di Oriana Fallaci

Oriana Fallaci, scrittrice e giornalista italiana, nasce a Firenze il 29 giugno del 1929 e muore nella sua stessa città natale il 15 settembre del 2006. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.

Il padre Edoardo fu un attivo antifascista che coinvolse la figlia, a soli dieci anni, nella resistenza con compiti di vedetta. La giovane Oriana si unì così al movimento clandestino della Resistenza Giustizia e libertà, vivendo in prima persona i drammi della guerra: nel corso dell’occupazione di Firenze da parte dei nazisti. Per il suo attivismo durante la guerra ricevette a 14 anni, nel 1943, un riconoscimento d’onore dall’Esercito Italiano.

  • Onestamente non ho ancora capito cosa si intenda per Amore. Il mio sospetto è che si tratti di un imbroglio, gigantesco, inventato per tener buona la gente e distrarla. Di amore parlano i preti, i cartelloni pubblicitari, i letterati, i politici, coloro che fanno all’amore, e parlando d’amore, presentandolo come toccasana di ogni tragedia.
  • E l’amore esisteva, non era un imbroglio, era pittosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni.
  • Pensieri d’amore dimenticati risorgono e mi portano di nuovo alla vita.
  • L’amore non è un riposo e quando nasce dai coiti dell’anima può diventare tragedia.
  • Ti amavo, perdio. Ti amavo al punto di non poter sopportare l’idea di ferirti pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni, il tuo corpo con le spalle troppo tonde, le sue braccia troppo corte, le sue mani troppo tozze, le sue unghie strappate.
  • Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce.

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Frasi e aforismi sull'amore di Gabriele D'Annunzio

Frasi e aforismi sull’amore di Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio o d’Annunzio come soleva firmarsi è stato uno scrittore, militare e politico italiano, simbolo del decadentismo ed eroe di guerra. Occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. Sia in letteratura che in politica lasciò il segno ed ebbe un influsso (più o meno diretto) sugli eventi che gli sarebbero succeduti. Uomo di sentimenti estremi, anche sull’amore le sue epressioni sono forti e penetranti.

  • Tu splendi sopra tutti gli spendori del mio pensiero, tu m’illumini di una luce che è quasi per me insostenibile.
  • E credere in te soltanto, giurare in te soltanto, riporre in te soltanto la mia fede, la mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che sogno, e tutto quel che spero…
  • Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi;… non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l’esser mio;… vivere tutto il giorno nell’aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò.
  • Io rinunzierei a tutte le promesse della vita per vivere in una piccola parte del vostro cuore.
  • Io sono nel vostro sangue e nella vostra anima; io mi sento in ogni palpito delle vostre arterie; io non vi tocco eppure mi mescolo con voi come se vi tenessi di continuo tra le mie braccia, su la mia bocca, sul mio cuore. Io vi amo e voi mi amate; e questo dura da secoli, durerà nei secoli, per sempre. Accanto a voi, vivendo di voi, ho il sentimento dell’infinito, il sentimento dell’eterno. Io vi amo e voi mi amate.
  • Non ricordo più nulla. Vi amo. Amo voi sola. Penso per voi sola. Vivo per voi sola. Non so più nulla; non ricordo più nulla; non desidero più nulla, oltre il vostro amore.
  • Tu esalti la mia forza e la mia speranza, ogni giorno. Il mio sangue aumenta, quando ti sono vicino, e tu taci. Allora nascono in me le cose che col tempo ti meraviglieranno. Tu mi sei necessaria.
  • Quando parliamo insieme, talvolta io sento che la sua voce è l’eco dell’anima mia.
  • Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei. Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza, non sa la più alte delle felicità umane…
  • Tu non sai che io ti amo! Avere un pensiero amico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi, sentirti quando io dormo, sentirti sul mio cuore.
  • Rimani! Riposati accanto a me. Non andare. Io ti veglierò. Io ti proteggerò. Ti pentirai di tutto fuorchè di essere venuta a me, liberamente, fieramente. Ti amo. Non ho nessun pensiero tuo, non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te. Lo sai. Non vedo nella mia vita altra compagna, non vedo altra gioia. Rimani. Riposati. Non temere di nulla. Dormi stanotte sul mio cuore.

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Hermann Hesse, frasi celebri

Hermann Hesse, frasi celebri

Hermann Hesse nasce a Calw il 2 luglio del 1877 e muore quasi novantenne a Montagnola il 9 agosto del 1962. E’ stato uno scrittore, poeta e pittore tedesco. E’ stao premio Nobel per la letteratura nel 1946. La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima e conta quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti. I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Il lupo della steppa (1927), Il gioco delle perle di vetro, (1943), Siddharta (1922), Narciso e Boccadoro (1930). I suoi lavori rispecchiano il suo interesse per l’esistenzialismo, lo spiritualismo, il misticismo, non meno della filosofia indù e buddhista. Per altro su Hermann Hesse clicca qui.

Alcune frasi tratte dalle sue opere più famose.

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita. (Siddharta)

La nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro,
ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere e a rispettare nell’altro
ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento. (Narciso e Boccadoro)

Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così… tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare. (
Imagination)

La malinconia ha questo di diabolico, che non solo ti fa ammalare,
ma ti monta la testa e ti rende miope o addirittura superbo. (Peter Camenzind)

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Frasi e aforismi famosi - Giustizia e ingiustizia secondo Platone

Giustizia e ingiustizia secondo Platone

Qualche frase tratta dalle opere del grande filosofo dell’antica Grecia dove affronta il tema della giustizia. Questo tema già approfondito da colui che egli considera suo maestro, Socrate, trova in Platone una ulteriore sistematizzazione.

  • Davanti al giusto, io non mi arrenderei a nessuno per paura della morte e che, per non cedere, sono disposto anche a morire.
  • Tu preferiresti subire ingiustizia piuttosto che commetterla? Io non preferirei nè l’uno nè l’altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.
  • Il commettere ingiustizia dovrebbe essere peggiore che subirla, per il fatto di essergli superiore in male.
  • Io sostengo che chi è giusto e buono, sia uomo o donna, è felice, e che, invece, chi è ingiusto e malvagio è infelice.
  • il più grande dei mali è commettere ingiustizia.
  • Colui che uccide ingiustamente, mi pare degno di compassione. Invece, colui che uccide con giusta ragione l’ho definito ‘non invidiabile’.

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La saggezza in frasi e aforismi di Einstein

La saggezza in frasi e aforismi di Einstein

Einstein osservatore attento della natura come anche dei comportamenti umani sembra che si sia posto due distinte missioni. Conoscere la prima e migliorare i secondi. Sulle debolezze e limiti umani è inesorabile e le sue frasi sono taglienti come lame. Quest’uomo che nella solitudine, durata oltre 7 anni, di impiegato amministrativo dell’ufficio brevetti di Berna (l’Università lo aveva rifiutato) costruisce la struttura scientifica più straordinaria della storia ha un’idea troppo alta della missione umana per indulgere su alcune sue debolezze.

Ecco le sue frustate.

  • Un buon trucco non funziona mai due volte.
  • L’uomo che considera la propria vita e quella dei suoi simili senza senso non è soltanto sfortunato ma è quasi squalificato per vivere.
  • Se vuoi una vita felice, devi dedicarla ad un obiettivo.
  • L’immaginazione è più importante del sapere.
  • La gravitazione non può comunque essere ritenuta responsabile del fatto che la gente s’innamora.
  • Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un’amara delusione.
  • L’immaginazione è più importante della conoscenza.
  • Se l’umanità deve sopravvivere, avremo bisogno di un vero e proprio nuovo modo di pensare.
  • Chi non riesce più a provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere.

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L'amore nella poesia di Umberto Saba

L’amore nella poesia di Umberto Saba

Umberto Saba è lo pseudonimo di Umberto Poli, poeta e scrittore italiano nato a Trieste il 9 marzo 1983 e deceduto a Gorizia il 25 agosto 1957.

Umberto Saba nacque da madre ebrea, Felicita Rachele Coen e da Ugo Edoardo Poli, di nobile famiglia veneziana e agente di commercio. Il padre Edoardo si era convertito alla religione ebraica in occasione del matrimonio, avvenuto nel 1882 ma essendo cittadino italiano ed irredentista, le autorità asburgiche lo costrinsero a lasciare la città, abbandonando la moglie incinta. Soffrì la mancanza del padre vivendo un’infanzia malinconica. Venne allevato per tre anni dalla balia slovena Gioseffa Gabrovich Schobar, detta “Peppa” (conosciuta anche come Peppa Sabaz), che avendo perso un figlio, riversò sul piccolo Umberto tutto il suo affetto, affetto che il bambino ricambiò tanto da considerarla, come egli stesso scrisse, «madre di gioia». Per altro su Umberto Saba clicca qui. L’amore di Umberto per la sua città natale fu forte e profondo e lo troviamo espresso in molte sue composizione.

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L'amore e il tormento di Salvatore Quasimodo

L’amore e il tormento di Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo è nato a Modica in Sicilia il 20 agosto del 1901 ed è morto a Napoli il 14 giugno del 1968. Infanzia e adolescenza difficili, studi tecnici non proprio in sintonia con la sua forte sensibilità umanistica e un impiego presso il Ministero dei Lavori Pubblici fino al trasferimento nel 1934 a Milano che segna una svolta nella sua vita. L’esperienza tragica e sconvolgente della seconda guerra mondiale, il profondo convincimento che l’imperativo categorico fosse quello di “rifare l’uomo” e che ai poeti spettasse un ruolo importante in questa ricostruzione, fecero sì che Quasimodo sentisse inadeguata ai tempi una poesia troppo soggettiva e si aprisse a un dialogo più aperto e cordiale, soffuso di umana pietà, rimanendo però fedele al suo rigore, al suo stile. Nel 1959 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura.

Il Sud, dov’era nato e cresciuto, rimane sempre nel cuore del poeta. Questo Lamento per il sud ne è una testimonianza straordinaria.

Lamento per il sud

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell’aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d’acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d’amore senza amore.

Il web è ricco di informazioni su Salvatore Quasimodo. Oltre alla presenza in Facebook e Youtube vogliamo segnalare e raccomandare di visitare la pagina su Myspace realizzata nell’ambito del Progetto Q – Cantare la poesia da Francesco Sicari e Alessandro Quasimodo, il primo musicista e compositore, il secondo figlio del poeta: l’idea che anima il progetto è quello di mettere in musica le liriche di Salvatore Quasimodo.

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Dante Alighieri e l'amore

Dante Alighieri e l’amore

Dante Alighieri (Firenze, 30 maggio 1265 – Ravenna, 13 settembre 1321) è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il primo e più grande poeta della lingua italiana e per questo definito “il sommo poeta”, o “il vate”, in sintesi “il padre della lingua italiana”. Una misura della sua attualità è fornita dalla sua presenza sul web. Oltre ai circa 3 milioni di link che si ottengono da una ricerca su Google, troviamo un Fans club su Facebook, una pagina in inglese su Myspace e diversi video su Youtube dove attori professionisti e semplici ammiratori recitano brani delle sue opere. Rileggiamo assieme il sonetto dove canta il suo amore per Beatrice, l’amore più famoso della letteratura italiana. Un amore che Dante canta secondo quel raffinatissimo galateo amoroso che è il Dolce Stil Novo. Nel celebre sonetto, un episodio di vita quotidiana, ambientato per le strade di una Firenze medievale, si trasfigura presto in apparizione ultraterrena. Beatrice non più donna ma angelo, diventa la prova dell’esistenza di Dio, autentico miracolo in terra (…e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare). Per altro su Dante Alighiericlicca qui

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umilta’ vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si’ piacente a chi la mira,
che da’ per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender non la puo’ chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

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L'amore nella poesia di Giosuè Carducci

Il canto dell’amore di Giosué Carducci

Giosuè Carducci è uno dei più grandi poeti italiani dell’ottocento. Le sue opere riempiono interi scaffali di biblioteche. Ed anche il web, nato circa 100 anni dopo di lui, ne contiene tracce significative. Google propone 225 mila risposte ad una ricerca fatta con il suo nome. Digitando un qualsiasi passo di una sua opera quasi sempre c’è un link ad una pagina che la riporta integralmente. Repubblicano e anticlericale, tramandato come uomo forte e duro è stato capace di darci composizioni di un lirismo inarrivabile. Leggete e provate a non commuovervi gli ultimi versi del suo celebre Canto dell’amore.

Che m’importa di preti e di tiranni
ei son più veccchi de’ lor vecchi dei.
Io maledissi al papa or son dieci anni,
Oggi co ‘l papa mi concilierei.
Povero vecchio, chi sa non l’assaglia
Una deserta volontà d’amare!
Forse, ei ripensa la sua Sinigaglia
Sí bella a specchio de l’adriaco mare.
Aprite il Vaticano. Io piglio a braccio
Quel di sé stesso antico prigionier.
Vieni: a la libertà brindisi io faccio:
Cittadino Mastai, bevi un bicchier!

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Socrate e l'amore

Socrate e l’amore

Socrate diceva ai suoi allievi: Sposatevi, se troverete una buona moglie sarete felici, in caso contrario diventerete filosofi. In entrambi casi sarete state fortunati. Socrate è stato un tipo d’uomo al quale molti vorrebbero somigliare. Coerente nelle sue certezze tanto da preferire la morte alla trasgressione delle leggi alla cui osservanza invece educava i suoi allievi. La letteratura non ci riporta espressioni e pensieri di Socrate riferibili all’amore. E’ pur vero tuttavia che la sua stessa vita fu amore. Amore per la conoscenza, amore per la giustizia, amore per la coerenza, amore per i giovani ai quali dedicò la sua vita per educarli al pensiero e alla virtù. A suo modo avrà amato anche la moglie Santippe della quale si tramanda che dicesse tutto il male possibile. Perché Socrate era certamente incapace di non amare. Fu accusato di corrompere i giovani e questa circostanza ci riporta ai nostri tempi nei quali si guarda sempre con sospetto chi agisce senza un interesse immediato e tangibile. Che gran fortuna sarebbe avere tra di noi qualche Socrate anche oggi!

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Altre frasi di Socrate

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Frasi d'amore illustrate di Raymond Peynet

Frasi d’amore illustrate di Raymond Peynet

Nasce a Parigi il 16 novembre del 1908. Si sposa nel 1930 con Denise Damour (cognome predestinato) dalla quale ha una figlia, Annie. E’ l’ultimo giovane ammesso a Germain Pilon, il futuro istituto di Arte Applicata all’Industria. Ne esce come il migliore ed è uno dei fratelli Lumière a consegnargli il diploma. Il suo primo impegno è presso un pubblicista, dove disegna etichette di lozioni. Nel 1942, davanti al chiosco della Musica nel parco di Valence, Peynet inventa la famosa coppietta. Manda i disegni all’amico Max Favalelli, allora redattore della rivista “Ric e Rac”, che li chiamerà “gli innamorati di Peynet”. I due fidanzati viaggiano in tutto il mondo. Ci lascia il 14 gennaio 1999. “Io so che la vita reale è triste, ma di sognare abbiamo sempre bisogno. La poesia non è guerra, morte, malattia, essa vive tra i fiori, gli uccelli, la natura. Altri hanno scelto di darsi alla politica, io ho scelto di disegnare l’amore, la gentilezza, la tenerezza.” E’ sua la famose definizione di amore secondo la quale Amore è prendersi per mano e andare a spasso.Per frasi e aforismi di altri autori celebri Clicca qui

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Frasi d'amore e sull'amore di Kahlil Gibran

Frasi d’amore e sull’amore di Kahlil Gibran

Divenuto celebre per la raccolta di scritti riuniti nel volume “Il profeta”, Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre 1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina settentrionale; crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.
Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro costretti ad emigrare per ragioni economiche negli
Stati Uniti. Approdarono così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi scritti in inglese.

Ecco alcune frasi e brevi composizioni sull’amore tratte dalla sua opera Il Profeta.

L’amore non dà nulla fuorché sé stesso, e non coglie nulla se non da sé stesso.

L’amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto poiché l’amore basta all’amore.

Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle,
non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.

Amatevi l’un l’altro, ma non fate dell’amore un’alleanza che vi incateni.
Riempite ciascuno la coppa dell’altro,
ma non bevete solo da una stessa coppa.
Mettetevi fianco a fianco, ma non troppo vicini.
Perche’ la quercia non si rialza all’ombra del cipresso.

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

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Frasi d'amore e sull'amore di Sant'Agostino

Frasi d’amore e sull’amore di Sant’Agostino

Nacque nella città di Tagaste, da genitori dell’ordine dei curiali, di onesta condizione. Fu da loro allevato ed educato con ogni cura e anche con notevole spesa, e fu inizialmente istruito nelle lettere profane, cioè in tutte quelle discipline, che chiamano liberali. Così insegnò prima grammatica nella sua città e poi retorica a Cartagine, capitale dell’Africa. Successivamente insegnò anche al di là del mare, a Roma e a Milano, dove allora risiedeva la corte dell’imperatore Valentiniano II. In questa città era allora vescovo Ambrogio, uomo eccellente fra i migliori e sommamente gradito a Dio. Questi predicava molto frequentemente la parola di Dio nella chiesa, e Agostino seduto in mezzo alla gente lo stava a sentire con la massima attenzione. In effetti, tempo prima quando era ancora giovane a Cartagine, Agostino era stato sviato dall’errore dei Manichei: perciò assisteva alle prediche di Ambrogio con più attenzione degli altri, per vedere se fosse detta qualcosa a favore o contro quell’eresia. E per clemenza di Dio liberatore, che ispirò il cuore del suo sacerdote, avvenne che certe questioni riguardanti la legge fossero risolte in senso avverso all’errore dei Manichei; così Agostino gradualmente fu istruito, e a poco a poco per benevolenza divina quella eresia fu cacciata dal suo animo. In poco tempo fu confermato nella fede cattolica e in lui nacque l’ardente desiderio di progredire nella religione per ricevere l’acqua della salvezza nei giorni della Pasqua che erano prossimi.
Così, grazie all’aiuto divino, per opera di un vescovo di tale levatura quale era Ambrogio, Agostino ricevette la dottrina della chiesa cattolica, apportatrice di salvezza, e i sacramenti divini.

Qualche sua frase sull’amore

  • Se tu taci, taci per amore.
  • L’unica misura dell’amore è amare senza misura.
  • Ama e fa ciò che vuoi.
  • Ognuno è qual è il suo cuore. L’amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo.
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Frasi d'amore e sull'amore di Dostoevskij

Frasi d’amore e sull’amore di Dostoevskij

“Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni del mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, sì che alla superficie della felicità non salga che qualche bollicina, come sul pelo dell’acqua – gli si diano la tranquillità e di che vivere, al segno che non gli rimanga proprio nient’altro da fare se non dormire, divorare pasticcini e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano che avete reso felice, da quel bel tipo che è, e unicamente per ingratitudine, e per insultare, vi giocherà un brutto tiro. Egli metterà in gioco persino i pasticcini, e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e capriccioso elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità….”

Figura quanto mai controversa, scrittore e filosofo dell’800 russo, è considerato uno dei più grandi romanzieri di tutti i tempi.

Alcune frasi e aforismi dello scrittore russo.

  • L’amore! Ma l’amore è tutto, è un diamante, è il tesoro di una fanciulla! Per meritare questo amore c’è chi è pronto a buttar via l’anima, ad affrontare la morte.
  • Il segreto di una vita riuscita è impegnarsi ad agire per ciò che ami e amare ciò per cui ti impegni.
  • L’uomo preferisce sempre ricordare il proprio dolore piuttosto che la felicità.
  • Per un dolore vero, autentico, anche gli imbecilli sono diventati qualche volta intelligenti.
  • Soffrire e piangere significa vivere.
  • La bellezza salverà il mondo.
  • O anima mia, io t’ho dato il diritto di dire di no, come la tempesta, e di dire di sì, come dice di sì il cielo aperto.
  • A volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza.
  • Il segreto dell’esistenza umana non è vivere per vivere, ma avere qualcosa per cui vivere.
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