Frasi

biografia

Pascal, genio senza confini

“Potenza delle mosche! Non ci lasciano pensare”

Pensatore e scienziato francese nato a Clermont Ferrand il 1623 e morto a Parigi il 1662. Il padre Etienne era un alto magistrato che nel 1635 divenne membro dell’Accademia fondata da Marin Mersenne, dove il giovane figlio Blaise conobbe i più noti esponenti del dibattito fra cartesiani e anticartesiani e tra gli altri incontrò lo stesso Descartes. La sua opera di natura filosofica e scientifica attraversa vari momenti descritti pienamente in tutte le sui opere filosofiche.
I primi interessi di Pascal si indirizzano verso i procedimenti della geometria. Importanti furono gli studi sulle coniche.

Semplice ed ingegnosa è la Pascalina,la macchina calcolatrice che riuscì costruire tra il 1642 ed il 1645. Successivamente si dedicò ai problemi del vuoto e confermò la teoria di Torricelli facendo l’esperimento detto del Puy de Dome. Nel 1653 scrisse sull’equilibrio dei liquidi e nel 1654 uno studio sul gioco dei dadi aprì la strada al calcolo delle probabilità. Negli ultimi anni di vita abbandona il lavoro scientifico fatta eccezione per un trattato che successivamente fu utile a Leibiniz per l’invenzione del calcolo infinitesimale.

Altre frasi su Pascal.

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Aforismi di Friedrich Schiller

Il medico poeta

Johann Christoph Friedrich von Schiller, poeta, drammaturgo e storico tedesco, nasce a Marbach am Neckar il 10 novembre 1759 e muore a Weimar il 9 maggio 1805. Seguì le orme paterne studiando medicina ottenendo nel 1780 perfino l’incarico di medico del reggimento a Stoccarda. Durante gli studi lesse Rousseau e Goethe e discusse gli ideali classici insieme ai compagni di corso.

In quegli anni scrisse anche la sua prima opera teatrale I Masnadieri. Molti dei capolavori di Schiller sono stati musicati dopo la sua morte. Il coro dell’Inno alla gioia di Beethoven è ripreso da alcune strofe dell’Ode An die Freude (Alla Gioia) di Schiller. Giuseppe Verdi musicò La Pulzella d’Orleans (Giovanna d’Arco), I Masnadieri, Intrigo e Amore (Luisa Miller) e il Don Carlos.

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Negli aforismi che abbiamo riportato si ritrovano i suoi ideali aristocratici nonché il culto della libertà, della giustizia, del bello e del buono.

  • Contro la stupidità gli stessi dei lottano invano.
  • Una montagna non può spaventare chi vi è nato.
  • La virtù di un uomo si prova soltanto nell’ora del pericolo.
  • La voce della maggioranza non è garanzia di giustizia.
  • Uno scherzo perde in efficacia quando chi lo fa è anche il primo a ridere.
  • Il forte è potentissimo quand’è solo.
  • Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.
  • L’artista è figlio del suo tempo, ma guai a lui se ne è anche il discepolo o peggio ancora il favorito.
  • Ciò che uno rifiuta in un minuto non glielo restituisce l’eternità.
  • È la volontà che fa l’uomo grande o piccolo.
  • Le grandi anime soffrono in silenzio.
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Frasi e aforismi di Federico Moccia

Frasi e aforismi di Federico Moccia

Federico Moccia, scrittore, sceneggiatore e regista italiano, autore di romanzi di stampo giovanilistico, è nato a Roma il 20 luglio 1963.  Federico è figlio d’arte: suo padre è Giuseppe Moccia, meglio conosciuto come Pipolo, che è stato prima sceneggiatore cinematografico, assieme a Castellano, di varie pellicole con Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed altri comici italiani, e poi regista di alcuni tra i maggiori successi commerciali della commedia all’italiana a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, come Il bisbetico domato, Attila flagello di Dio, Il ragazzo di campagna o Innamorato pazzo. Per altro su biografia e opere Clicca qui.

Alcune sue frasi.

Quando sarò grande recuperò con i critici facendo un libro e un film di quelli che piacciono a loro, per adesso faccio quelli che piacciono ai lettori e ai giovani.

Ti spalmerei sul panino come una noce di burro.

Ho vent’anni, mi guardo intorno e vedo quanto è dura la vita. Sì, ma anche splendida. Mi commuovo di fronte a un’alba, per un amico darei tutto quello che ho senza sentirmi per questo povero. Danzo con la vita, la invito a ballare, la stringo ma non troppo, la guardo negli occhi, rispettandola e amandola, così come amo lo sguardo di una donna innamorata.

Ho vent’anni, mi guardo intorno e vedo quanto è dura la vita. Sì, ma anche splendida. Mi commuovo di fronte a un’alba, per un amico darei tutto quello che ho senza sentirmi per questo povero. Danzo con la vita, la invito a ballare, la stringo ma non troppo, la guardo negli occhi, rispettandola e amandola, così come amo lo sguardo di una donna innamorata.

A volte non riusciamo a fidarci memmeno di chi abbiamo vicino da sempre.

Avere nelle scarpe la voglia di andare. Avere negli occhi la voglia di guardare. E invece restare prigionieri di un mondo che ci lascia soltanto sognare, solo sognare.

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Aforismi di Giacomo Casanova

Aforismi di Giacomo Casanova

Il nome di Giacomo Casanova ricorda l’avventuriero veneziano vissuto tra il 1725 e il 1798 il quale, nella sua autobiografia Storia della mia vita, descrive, con la massima franchezza, le sue avventure, i suoi viaggi e i suoi innumerevoli incontri galanti. La lettura delle sue opere ci offre la possibilità di cogliere la modernità di quest’uomo ricordato soprattutto come seduttore piuttosto che come scrittore.

Alcune sue frasi esprimono in poche parole sensazioni ancora attuali. Tra queste Il tiro peggiore che la fortuna possa giocare ad un uomo di spirito è metterlo alle dipendenze di uno sciocco.

Altri aforismi di Giacomo Casanova che esprimono concetti ancora attuali.

  • Scrivo la mia vita per ridere di me e ci riesco. Scrivo tredici ore al giorno, e mi passano come tredici minuti. Qual piacere ricordare i piaceri! Ma qual pena richiamarli a mente. Mi diverto perché non invento nulla. Ciò che affligge è l’obbligo che ho, a questo punto, di mascherare i nomi, dal momento che non posso divulgare gli affari degli altri.
  • Morire è come dover uscire dal teatro quando o spettacolo non è ancora terminato.
  • So di aver vissuto perché ho avuto delle sensazioni.
  • Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l’Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch’essi gli offrono in sacrificio.
  • Lo stupido è uno sciocco che non parla, e in questo è più sopportabile dello sciocco che parla.
  • Dalle donne inesperte si possono imparare molte cose.
  • Quando si è innamorati, basta un niente per essere ridotti alla disperazione o per toccare il cielo con un dito.
  • Amore, impossibile a definirsi.

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Lev Tolstoj - Aforismi e frasi su felicità, arte, esistenza

LEV TOLSTOJ. Aforismi e frasi su felicità, arte, esistenza

Lev Tolstoj (Jasnaja Poljana, 28 agosto 1828 – Astapovo, 7 novembre 1910) è stato uno scrittore, drammaturgo e filosofo russo.

Tolstoj è universalmente celebre per avere scritto i romanzi Guerra e Pace e Anna Karenina.

In questo post abbiamo raccolto alcuni aforismi di Lev Tolstoj

  • Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima.
  • Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.
  • Il poeta prende le cose migliori della sua vita e le mette nel suo lavoro. Così il suo lavoro è bellissimo, e la sua vita brutta.
  • Tutto è più doloroso se ci si pensa.
  • L’arte è la suprema manifestazione della potenza dell’uomo; è concessa a rari eletti, e innalza l’eletto a un’altezza dove l’uomo è preso da vertigine ed è difficile conservare la sanità della mente. Nell’arte, come in ogni lotta, ci sono eroi che si dedicano interamente alla loro missione, e che periscono senza raggiungere la meta.
  • Credendo a se stesso, l’uomo si espone sempre al giudizio della gente, credendo agli altri ha sempre l’approvazione di chi lo circonda.
  • L’ambizione non s’accorda affatto con la bontà; s’accorda con l’orgoglio, con l’astuzia, con la crudeltà.
  • La scienza non è che una conoscenza immaginaria della verità assoluta.
  • Nessuno è più superstizioso degli scettici.
  • Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani.
  • Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici.
  • Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.
  • Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri.
  • Un alleato deve essere sorvegliato proprio come un nemico.
  • Tutto, ogni cosa che comprendo, la comprendo soltanto perché amo.
  • Un uomo è come una frazione il cui numeratore è quello che è, e il cui denominatore quello che pensa di sé. Più grande è il denominatore, minore la frazione.
  • Un sacrificio compiuto per esigenza di onestà è la più alta gioia dello spirito.

Per altre informzioni leggi la biografia di Lev Tolstoj

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Altre frasi di Tolstoj

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Frasi sull'amore di Catullo

Il cantore dell’amore per antonomasia

Catullo è un poeta latino vissuto tra l’87 e il 54 avanti Cristo anche se va detto che la sua biografia è incerta. Gli storici non concordano nè sui luoghi di nascita e di morte, nè sulle rispettive date. I luoghi ni nascita e morte più accreditati rimangono Verona e Roma.

Catullo non partecipò mai attivamente alla vita politica, anzi voleva fare della sua poesia un ludus fra amici, una poesia leggera e lontana dagli ideali politici tanto osannati dai letterati del tempo (a riguardo si veda il carme: “Nil nimium studeo, Caesar, tibi velle placere / nec scire utrum sis albus an ater homo” “Non mi interessa affatto piacerti, Cesare, nè sapere se tu sia bianco o nero”).

Nel 62 conobbe Lesbia, la donna che amò e che influenzò la sua poesia per tutta la vita, a cui dedicò alcune poesie tra le quali la famosa Vivamus mea Lesbia, atque amemus.

Per altre notizie su Catullo puoi consultare anche Wikipedia Cliccando qui


Alcune tra le sue frasi d’amore rimaste più famose.

Dice la mia donna che non sarà di nessuno, soltanto mia, dovesse tentarla pure Giove. Dice: ma ciò che donna dice a un amante, Scrivilo nel vento o nell’acqua che va rapida.

Dammi 1000 baci e quindi 100 e quindi altri 1000 ed altri 100 e poi di nuovo 1000 e ancora 100.

Amo e odio, forse mi chiedi perché. Non lo sò ma è così; me ne accorgo e mi tormento.

È difficile far finire improvvisamente un amore che dura da tanto.

Non inseguire chi fugge, non vivere in pena, soffri con animo fermo, sopporta, resisti.

Ti odio e ti amo. Ti Chiederai come faccia!
Non so, ma avviene ed è la mia tortura.

È difficile guarire di colpo d’un amore durato a lungo.

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