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"ODIO ERGO SUM" l'assioma degli Haters del web

Il dito medio di Cattelan eretto nel centro di piazza Affari, davanti alla storica sede della Borsa, dovrebbe essere promosso a idolo pagano di una nuova corrente di “raffinati intellettuali”: gli haters del web e dei social network, gli odiatori di professione.

Con il dito indice pronto sullo smartphone non si lasciano sfuggire l’occasione per lanciare, attraverso la rete, ferocissime  invettive, mostrando il dito medio al colpevole di turno, bersaglio passeggero di tutto il loro sdegno  e odio.

Allo stesso modo in cui odiano, costoro venerano i simboli del bene assoluto. Nella loro mente vedono il mondo diviso in buoni e cattivi, in illuminati e addormentati, in liberi e schiavi. Inutile ricordare da che parte essi credono di stare. Buoni, onesti, illuminati, liberi hanno ricevuto l’investitura ad evangelisti della verità assoluta, anche se complottista e infondata.

La fenomenologia dell’heater manifesta lo stato di chi non vede la complessità del mondo, per incapacità o per paura, e si tiene alla larga dalle proprie responsabilità autoproclamandosi puro, onesto, giusto, con licenza di giudizio perentorio e inappellabile su tutto e tutti.

Gli odiatori prendono in prestito l’identità da coloro che odiano, e non appena un avversario sparisce dalla scena, il loro odio si riversa immediatamente su qualcun altro. Gli haters dipendono emotivamente e intellettualmente dall’oggetto del loro odio, anche se dichiarano di volerlo eliminare.

Lontani mille miglia dal proposito illuminista: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”, il loro mantra è, parafrasando Cartesio, ODIO ERGO SUM. In questo clima da medioevo tecnologico trovano il loro habitat naturale, si condividono a vicenda, si piacciono, si retweetano, contribuiscono all’espansione del nulla concettuale, urlato e violento, che riempie il grande contenitore dei media digitali.

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La simpatia raccontata dai gruppi di Facebook

La simpatia è un sentimento necesario soprattutto in quest’epoca in cui l’egoismo tende a farla da padrone. Perché la simpatia è in primo luogo generosità. La simpatia è sapere offrire una sponda o una spalla su cui piangere, è sorridere anche se l’animo è triste, è trovare le parole giuste per venire fuori da una situazione difficile. La simpatia è una dote innata e si percepisce immediatamente dalla capacità di mettere sempre chiunque a proprio agio. Ma pur essendo una dote innata, l’esercizio alla generosità dei sentimenti può servire a renderci più accetti ai nostri simili. Abbiamo soltanto da guadagnarci. Facebook ospita qualche gruppo sulla simpatia. Potrete esplorarlo ed aggregarvi se vi convincerà, soltanto cliccando qui.

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Pensieri sulla gelosia in gruppi di Facebook

C’è chi sostiene che non bisognerebbe più di un amico, perché basta il secondo a fare scattare la gelosia. Come tutti i sentimenti la gelosia può essere un bene e può essere un male, dipende dall’intensità con la quale la si prova. La gelosia esprime un’interesse per una cosa a cui si è affezionati e che non si vuole dividere con altri. Nel caso di un uomo e di una donna è un bel sentimento fino a che non si pretende di essere proprietari l’uno dell’altro. Facebook contiene gruppi che si occupano della gelosia che potrai conoscere ed ai quali potrai eventualmente partecipare Cliccando qui

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Frasi e immagini sulla passione in gruppi di Facebook

La passione è un sentimento totalizzante. E’ l’attrazione dell’anima e del corpo di due persone come anche anche l’espressione di sentimenti anche di natura diversa come la passione per i motori, quella per la natura, quella per il canto e via di seguito. In Facebook che è anche un luogo di aggregazione di persone che hanno interessi comuni si sono costituiti oltre 500 gruppi sul tema della passione. Gruppi ricchi di immagini, di frasi, di aforismi che raccontano questo speciale sentire dell’essere umano. Per trovare questi gruppi e vedere se ce ne è qualcuno che può interessarti Clicca qui.

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Raccolte di frasi sull'amicizia in Facebook

“Chi trova un amico trova un tesoro” o “l’amico ti capisce da uno sguardo” o tantissime altre di autori più o meno famosi su questo sentimento necessario per non sentirsi mai soli. Anche su Facebook si sono creati diversi gruppi per raccogliere espressioni che definiscono l’amicizia. E non poteva essere diversamente visto che Facebook è lo strumento più diffuso per costruire comunità di amici. Per saperne di più clicca qui.

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Dante Alighieri e l'amore

Dante Alighieri e l’amore

Dante Alighieri (Firenze, 30 maggio 1265 – Ravenna, 13 settembre 1321) è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il primo e più grande poeta della lingua italiana e per questo definito “il sommo poeta”, o “il vate”, in sintesi “il padre della lingua italiana”. Una misura della sua attualità è fornita dalla sua presenza sul web. Oltre ai circa 3 milioni di link che si ottengono da una ricerca su Google, troviamo un Fans club su Facebook, una pagina in inglese su Myspace e diversi video su Youtube dove attori professionisti e semplici ammiratori recitano brani delle sue opere. Rileggiamo assieme il sonetto dove canta il suo amore per Beatrice, l’amore più famoso della letteratura italiana. Un amore che Dante canta secondo quel raffinatissimo galateo amoroso che è il Dolce Stil Novo. Nel celebre sonetto, un episodio di vita quotidiana, ambientato per le strade di una Firenze medievale, si trasfigura presto in apparizione ultraterrena. Beatrice non più donna ma angelo, diventa la prova dell’esistenza di Dio, autentico miracolo in terra (…e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare). Per altro su Dante Alighiericlicca qui

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umilta’ vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si’ piacente a chi la mira,
che da’ per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender non la puo’ chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

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