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Frasi e aforismi sull'amore di Gabriele D'Annunzio

Frasi e aforismi sull’amore di Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio o d’Annunzio come soleva firmarsi è stato uno scrittore, militare e politico italiano, simbolo del decadentismo ed eroe di guerra. Occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924. Sia in letteratura che in politica lasciò il segno ed ebbe un influsso (più o meno diretto) sugli eventi che gli sarebbero succeduti. Uomo di sentimenti estremi, anche sull’amore le sue epressioni sono forti e penetranti.

  • Tu splendi sopra tutti gli spendori del mio pensiero, tu m’illumini di una luce che è quasi per me insostenibile.
  • E credere in te soltanto, giurare in te soltanto, riporre in te soltanto la mia fede, la mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che sogno, e tutto quel che spero…
  • Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi;… non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l’esser mio;… vivere tutto il giorno nell’aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò.
  • Io rinunzierei a tutte le promesse della vita per vivere in una piccola parte del vostro cuore.
  • Io sono nel vostro sangue e nella vostra anima; io mi sento in ogni palpito delle vostre arterie; io non vi tocco eppure mi mescolo con voi come se vi tenessi di continuo tra le mie braccia, su la mia bocca, sul mio cuore. Io vi amo e voi mi amate; e questo dura da secoli, durerà nei secoli, per sempre. Accanto a voi, vivendo di voi, ho il sentimento dell’infinito, il sentimento dell’eterno. Io vi amo e voi mi amate.
  • Non ricordo più nulla. Vi amo. Amo voi sola. Penso per voi sola. Vivo per voi sola. Non so più nulla; non ricordo più nulla; non desidero più nulla, oltre il vostro amore.
  • Tu esalti la mia forza e la mia speranza, ogni giorno. Il mio sangue aumenta, quando ti sono vicino, e tu taci. Allora nascono in me le cose che col tempo ti meraviglieranno. Tu mi sei necessaria.
  • Quando parliamo insieme, talvolta io sento che la sua voce è l’eco dell’anima mia.
  • Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei. Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza, non sa la più alte delle felicità umane…
  • Tu non sai che io ti amo! Avere un pensiero amico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi, sentirti quando io dormo, sentirti sul mio cuore.
  • Rimani! Riposati accanto a me. Non andare. Io ti veglierò. Io ti proteggerò. Ti pentirai di tutto fuorchè di essere venuta a me, liberamente, fieramente. Ti amo. Non ho nessun pensiero tuo, non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te. Lo sai. Non vedo nella mia vita altra compagna, non vedo altra gioia. Rimani. Riposati. Non temere di nulla. Dormi stanotte sul mio cuore.

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Hermann Hesse, frasi celebri

Hermann Hesse, frasi celebri

Hermann Hesse nasce a Calw il 2 luglio del 1877 e muore quasi novantenne a Montagnola il 9 agosto del 1962. E’ stato uno scrittore, poeta e pittore tedesco. E’ stao premio Nobel per la letteratura nel 1946. La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima e conta quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti. I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Il lupo della steppa (1927), Il gioco delle perle di vetro, (1943), Siddharta (1922), Narciso e Boccadoro (1930). I suoi lavori rispecchiano il suo interesse per l’esistenzialismo, lo spiritualismo, il misticismo, non meno della filosofia indù e buddhista. Per altro su Hermann Hesse clicca qui.

Alcune frasi tratte dalle sue opere più famose.

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita. (Siddharta)

La nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro,
ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere e a rispettare nell’altro
ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento. (Narciso e Boccadoro)

Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così… tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare. (
Imagination)

La malinconia ha questo di diabolico, che non solo ti fa ammalare,
ma ti monta la testa e ti rende miope o addirittura superbo. (Peter Camenzind)

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L'amore e il tormento di Salvatore Quasimodo

L’amore e il tormento di Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo è nato a Modica in Sicilia il 20 agosto del 1901 ed è morto a Napoli il 14 giugno del 1968. Infanzia e adolescenza difficili, studi tecnici non proprio in sintonia con la sua forte sensibilità umanistica e un impiego presso il Ministero dei Lavori Pubblici fino al trasferimento nel 1934 a Milano che segna una svolta nella sua vita. L’esperienza tragica e sconvolgente della seconda guerra mondiale, il profondo convincimento che l’imperativo categorico fosse quello di “rifare l’uomo” e che ai poeti spettasse un ruolo importante in questa ricostruzione, fecero sì che Quasimodo sentisse inadeguata ai tempi una poesia troppo soggettiva e si aprisse a un dialogo più aperto e cordiale, soffuso di umana pietà, rimanendo però fedele al suo rigore, al suo stile. Nel 1959 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura.

Il Sud, dov’era nato e cresciuto, rimane sempre nel cuore del poeta. Questo Lamento per il sud ne è una testimonianza straordinaria.

Lamento per il sud

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell’aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d’acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d’amore senza amore.

Il web è ricco di informazioni su Salvatore Quasimodo. Oltre alla presenza in Facebook e Youtube vogliamo segnalare e raccomandare di visitare la pagina su Myspace realizzata nell’ambito del Progetto Q – Cantare la poesia da Francesco Sicari e Alessandro Quasimodo, il primo musicista e compositore, il secondo figlio del poeta: l’idea che anima il progetto è quello di mettere in musica le liriche di Salvatore Quasimodo.

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Socrate e l'amore

Socrate e l’amore

Socrate diceva ai suoi allievi: Sposatevi, se troverete una buona moglie sarete felici, in caso contrario diventerete filosofi. In entrambi casi sarete state fortunati. Socrate è stato un tipo d’uomo al quale molti vorrebbero somigliare. Coerente nelle sue certezze tanto da preferire la morte alla trasgressione delle leggi alla cui osservanza invece educava i suoi allievi. La letteratura non ci riporta espressioni e pensieri di Socrate riferibili all’amore. E’ pur vero tuttavia che la sua stessa vita fu amore. Amore per la conoscenza, amore per la giustizia, amore per la coerenza, amore per i giovani ai quali dedicò la sua vita per educarli al pensiero e alla virtù. A suo modo avrà amato anche la moglie Santippe della quale si tramanda che dicesse tutto il male possibile. Perché Socrate era certamente incapace di non amare. Fu accusato di corrompere i giovani e questa circostanza ci riporta ai nostri tempi nei quali si guarda sempre con sospetto chi agisce senza un interesse immediato e tangibile. Che gran fortuna sarebbe avere tra di noi qualche Socrate anche oggi!

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Altre frasi di Socrate

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Lev Tolstoj - Aforismi e frasi su felicità, arte, esistenza

LEV TOLSTOJ. Aforismi e frasi su felicità, arte, esistenza

Lev Tolstoj (Jasnaja Poljana, 28 agosto 1828 – Astapovo, 7 novembre 1910) è stato uno scrittore, drammaturgo e filosofo russo.

Tolstoj è universalmente celebre per avere scritto i romanzi Guerra e Pace e Anna Karenina.

In questo post abbiamo raccolto alcuni aforismi di Lev Tolstoj

  • Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima.
  • Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.
  • Il poeta prende le cose migliori della sua vita e le mette nel suo lavoro. Così il suo lavoro è bellissimo, e la sua vita brutta.
  • Tutto è più doloroso se ci si pensa.
  • L’arte è la suprema manifestazione della potenza dell’uomo; è concessa a rari eletti, e innalza l’eletto a un’altezza dove l’uomo è preso da vertigine ed è difficile conservare la sanità della mente. Nell’arte, come in ogni lotta, ci sono eroi che si dedicano interamente alla loro missione, e che periscono senza raggiungere la meta.
  • Credendo a se stesso, l’uomo si espone sempre al giudizio della gente, credendo agli altri ha sempre l’approvazione di chi lo circonda.
  • L’ambizione non s’accorda affatto con la bontà; s’accorda con l’orgoglio, con l’astuzia, con la crudeltà.
  • La scienza non è che una conoscenza immaginaria della verità assoluta.
  • Nessuno è più superstizioso degli scettici.
  • Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani.
  • Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici.
  • Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.
  • Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri.
  • Un alleato deve essere sorvegliato proprio come un nemico.
  • Tutto, ogni cosa che comprendo, la comprendo soltanto perché amo.
  • Un uomo è come una frazione il cui numeratore è quello che è, e il cui denominatore quello che pensa di sé. Più grande è il denominatore, minore la frazione.
  • Un sacrificio compiuto per esigenza di onestà è la più alta gioia dello spirito.

Per altre informzioni leggi la biografia di Lev Tolstoj

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Altre frasi di Tolstoj

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Frasi sull'amore di Giacomo Leopardi

Frasi sull’amore di Giacomo Leopardi

Nacque a Recanati da nobile famiglia il 1798 e morì a Napoli non ancora quarantenne nel 1837. È ritenuto il maggior poeta dell’Ottocento italiano e una delle più importanti figure della letteratura mondiale, ma la profondità della sua riflessione sull’esistenza ne fa anche un filosofo di notevole spessore. La straordinaria qualità lirica della sua poesia e la profonda riflessione sulla condizione umana fanno di lui un protagonista centrale nel panorama letterario e culturale europeo e internazionale con ricadute che vanno molto oltre la sua epoca.

Per saperne di più su Giacomo Leopardi vai alla pagina di Wikipedia cliccando qui

Alcune sue celebri frasi sull’amore

I momenti migliori dell’amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai di che…

Il desiderio che ha l’uomo di amare è infinito
non peraltro se non perché l’uomo si ama, di un amore senza limiti

L’amore, anche profondo e disperato, è sempre dolce.

Chi ha coraggio di ridere è padrone del mondo

Amore, amor, di nostra vita ultimo inganno

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Frasi d'amore di Victor Hugo

Frasi d’amore di Victor Hugo

Victor-Marie Hugo nasce a Besançon il 26 febbraio 1802 e muore a Parigi il 22 maggio 1885). Scrittore, poeta e drammaturgo francese, è considerato il padre del Romanticismo in Francia. Seppe tenersi lontano dai modelli malinconici e solitari che caratterizzavano i poeti del tempo, riuscendo ad accettare le vicissitudini non sempre felici della sua vita per farne esperienza esistenziale e cogliere i valori e le sfumature dell’animo umano.

Dopo la separazione dei genitori la madre si trasferisce a Parigi e lui per volere tra il 1815 e il 1818 frequenta la Scuola Politecnica che lascia ben presto per dedicarsi alla sua passione, la letteratura. A 14 anni aveva scritto sul suo diario:

« Voglio essere Chateaubriand o niente. »

I suoi scritti giunsero a ricoprire tutti i generi letterari, dalla poesia lirica al dramma, dalla satira politica al romanzo storico e sociale, suscitando consensi in tutta Europa.

Per altre informazioni puoi consultare la pagina di Wikipedia Cliccando qui
Ecco alcune sue frasi sull’amore.

  • La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è.
  • Quando due anime infine si sono trovate, si sono scoperte compatibili e complementari, hanno compreso di essere fatte l’una per l’altra, di essere, dunque, simili, si stabilisce tra loro per sempre un legame, ardente e puro, proprio come loro, un legame che inizia sulla terra e continua per sempre nei cieli… E’ questo l’amore che tu ispiri in me…
  • E ora tu appartieni a me! Ti vedo come mia giovane moglie, e poi madre, ma sempre la stessa, dolce e adorata nella castità della vita matrimoniale come nella verginità del nostro primo amore. Dimmi se riesci a comprendere la felicità di un amore immortale, di un’unione eterna!
  • “Felice il cuore innamorato che medita sull’eterno destino e che, come un viaggiatore che parta al primo mattino, si sveglia, con la mente piena di chimere, e inizia sin dall’alba a leggere e a pregare.
    E man mano che legge, la luce lentamente si diffonde nel suo animo come nel firmamento.
    Vede distintamente, in quel lieve chiarore, qualcosa nella sua stanza e qualcosa in se stesso;
    In casa tutto dorme; lui crede di esser solo, eppure con un dito sulle labbra, dietro di lui, mentre l’estasi lo inebria, si chinano gli angeli sul suo libro e sorridono.”
  • Amare è la metà di credere.
  • Una piuma può tornire una pietra se la muove la mano dell’amore.
  • Una donna che ha un amante è un angelo, una donna che ha due amanti è un mostro, una donna che ha tre amanti è una donna.
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Frasi sull'amore di Pablo Neruda

Frasi sull’amore di Pablo Neruda

Figlio di un impiegato delle ferrovie e di una insegnante rimase orfano a soli due mesi dalla nascita. Si trasferì con il padre a Temuco dove, dalle nuove nozze del genitore, nove anni dopo nacque il fratellastro Rodolfo. Il giovane Neruda, soprannominato Neftalì dal secondo nome della madre, dimostrò un interesse per la scrittura e la letteratura. Fu avversato dal padre ma incoraggiato dalla futura vincitrice del Premio Nobel Gabriela Mistral  che fu sua insegnante durante il periodo di formazione scolastica. Il suo primo lavoro ufficiale come scrittore fu l’articolo “Entusiasmo y perseverancia”, pubblicato ad appena 13 anni sul giornale locale “La Mañana”. Nel 1920 iniziò ad utilizzare per le sue pubblicazioni lo pseudonimo di Pablo Neruda, con cui è tutt’oggi pressoché esclusivamente conosciuto.

Per altre notizie su Pablo Neruda http://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Neruda

Frasi d’amore tratte dalle sue opere

Amare è così breve, e dimenticare così lungo.

Perchè tu mi oda le mie parole a volte si assottigliano come le orme dei gabbiani sulle spiagge.

Ridere è il linguaggio dell’anima.

Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore.

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l’acqua che d’improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d’argento che ti nasce. Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita … (da Il tuo sorriso)

L’età ci copre come una pioggerella, interminabile e arido è il tempo, una penna di sale tocca il tuo volto, una gocciolatura rose il mio vestito: il tempo non distingue tra le mie mani o un volo d’arance tra le tue: punge con neve e con zappa la vita: la vita tua ch’è la vita mia. La vita mia che ti diedi s’empie d’anni, come il volume d’un grappolo… (da L’età ci copre come una pioggerella)

Poveri poeti che la vita e la morte perseguitaron con la stessa cupa tenacia, poi son coperti d’impassibil pompa, abbandonati al rito e al dente funerario…(da Poveri poeti)

…Maledetto : solo l’umano ti perseguiti e dentro l’assoluto fuoco delle cose tu non possa consumarti, tu non possa perderti… (da Il generale Franco all’inferno)

Eppure simile al ricordo della terra, simile al petroso splendore del metallo e del silenzio , popolo, patria e avena, è la tua vittoria. Avanza la tua bandiera sforacchiata, come il tuo petto, sulle cicatrici del tempo e della terra (da La vittoria delle armi del popolo)

… città , città di fuoco resisti finchè un giorno verremo, indios naufraghi, a toccare le tue mura col bacio dei figli che speravano di arrivare. Stalingrado ancora non c’è il secondo Fronte ma tu non cadrai. Anche se dovessi morire non morirai! Poichè gli uomini non hanno più morte e devono continuare a lottare dal punto in cui cadono finchè la vittoria non sia nelle tue mani anche se saranno stanche e onorate, perchè altre mani rosse, se cadranno le vostre, semineranno per il mondo le ossa dei tuoi eroi in modo che il tuo seme copra tutta la terra (da Canto a Stalingrado)

Il mondo è mutato, la mia poesia è mutata. Una goccia di sangue caduta tra questi versi rimarrà viva su di essi, indelebile come l’amore ( dalla prefazione a Le furie e le pene )

Maledetti quelli che un giorno non guardarono; maledetti  quelli che alla solenne patria non offrirono il pane ma le lacrime; maledette uniformi macchiate e sottane di odiosi, sudici cani da covo e sepoltura …   o dura Spagna i tuoi feroci padroni ti costringevano a non seminare, a non far produrre le miniere, a concentrarti sulle tombe. Non costruite scuole, non riempite i granai: pregate bestie pregate perchè un dio dal culo immenso come quello del re vi aspetta: Lassù avrete la vostra minestra. (da La Spagna povera per colpa dei ricchi)

… cuori spezzati, abbiate fede nei vostri morti! Essi non soltanto sono radici sotto le pietre macchiate di sangue, ma le loro bocche mordono ancora esplosivo e vanno all’attacco come oceani di ferro e ancora i loro pugni levati smentiscono la morte. (da Canto alle madri dei miliziani caduti)

Capitano, combattente , là dove una bocca grida libertà, dove un orecchio ascolta,  dove un alloro di liberi sboccia, Bolivar, capitano, si riconosce il tuo viso. (da Un canto per Bolivar ,Simon Bolivar (1783-1830) patriota venezuelano)

Salve guerriglieri di tutte le regioni, toccate, toccate il sangue sotto la terra amata: attaccate gli stessi sinistri nemici, innalzate un’unica bandiera illuminata… (da Canto per la morte e la resurrezione di Luis Companys,(1883-1940) leader della sinistra catalana)

Patria tu nascesti dai taglialegna, dai figli imbattezzati, dai falegnami, da quanti diedero una goccia di sangue alato, e oggi rinascerai aspramente da dove il traditore e il carceriere ti credono per sempre sprofondata. Come allora nascerai dal popolo (da  America insorta )

Di nuovo la persecuzione oggi dilaga in Brasile lo insegue una fredda ingordigia dei mercanti di schiavi: da Wall Street hanno ordinato ai satelliti porcini di conficcare i canini nelle ferite del popolo, ed è cominciata la caccia in tutte le nostre Americhe distrutte da mercanti e carnefici (da Ancora i tiranni)

Portarono qui i fucili carichi e ordinarono la strage spietata: trovarono qui un popolo che cantava, un popolo raccolto per dovere e per amore, e l’esile fanciulla cadde con la sua bandiera, e lo stupore del popolo vide cadere i morti con furia e con dolore. (da I nemici)

La nostra lotta sarà in ogni luogo e nel nostro cuore queste bandiere che furono presenti alla vostra morte che si bagnarono del vostro angue si moltiplicheranno come le foglie dell’infinita primavera (da Sono qui)

…il giorno che in tutto il mondo noi aspettiamo in tanti: il giorno finale dei patimenti, un giorno di giustizia conquistata nella lotta… (da Sempre)

Pablo Neruda

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