Frasi

povertà

Diversità tra ricchi e poveri e tra uomini e animali

Dipende da cosa si giudica

L’animale di norma è aggressivo solo se affamato, l’uomo lo è anche se sazio. Diciamo povero chi ha pochi quattrini, ricco chi ne ha molti. Diciamo anche che l’uomo è fatto di corpo e spirito, ma ben difficilmente qualifichiamo la ricchezza e la povertà sulle qualità dello spirito.

L’uomo è diverso dall’animale solo perché non sa esserne uno preciso. Fernando Pessoa

La differenza tra un intellettuale e un operaio? L’operaio si lava le mani prima di pisciare e l’intellettuale dopo. Jacques Prévert

Il ricco mangia, il povero si nutre. Francisco de Quevedo

Il vero io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te. Paulo Coelho

Gli animali si avvicinano se sono chiamati per nome. Esattamente come gli uomini. Ludwig Wittgenstein

read more

Frasi su miseria e povertà, per Pascal una tragica fatalità

Nessun rimedio?

Viene da chiedersi se sia davvero impossibile vincere la battaglia contro la povertà.

La battaglia è tra quelle veramente difficili se pensiamo quanto cibo ancora buono viene gettato nei sacchetti della spazzatura e quanta gente nel contempo soffre letteralmente la fame.

Ripugna l’idea che la miseria faccia parte dell’equilibrio ecologico della società, ma una buona ricetta ancora non l’abbiamo potuta elaborare.

  • Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l’ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai. Blaise Pascal
  • Il vizio inerente al capitalismo è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l’uguale condivisione della miseria. Winston Churchill
  • La salute sta tanto al di sopra di tutti i beni esteriori, che in verità un mendico sano è più felice di un re malato. Arthur Schopenhauer
  • L’età in cui si divide tutto, è quella in cui non si possiede nulla. Alphonse Karr
  • Chiunque sia felice rende felici anche gli altri. Chi ha coraggio e fede non morirà mai in miseria! Anne Frank
  • Uomo povero ha i giorni lunghi. Giovanni Verga
  • La miglior salsa del mondo è la fame. Miguel de Cervantes
read more

Frasi su povertà e miseria di Socrate e autori dell'età classica

La povertà è scandalo

Nulla è scandaloso quanto gli stracci e nessun crimine è vergognoso quanto la povertà.

La povertà e la miseria testimoniano il fallimento del progetto sociale dell’uomo di realizzare uno schema di convivenza senza emarginati.

I tentativi non sono mancati, ma si sono scontrati tutti contro i caratteri dominanti della natura umana. Anche ai tempi di Socrate le cose non erano diverse da oggi.

  • L’esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale. Socrate
  • Il povero, di solito, coltiva amicizie che non gli rendono nulla. Marziale
  • Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone. Fedro
  • Quando i potenti litigano ai poveri toccano solo dei guai. Fedro
  • Niente è più misero eppur più superbo dell’uomo. Plinio il Vecchio
  • Alla povertà mancano molte cose, all’avarizia tutte. Publilio Siro
read more

Frasi d'amore e sull'amore di Mae West

“When I’m good I’m very good, but when I’m bad I’m better”

E’ stata inoltre il primo vero e proprio sex symbol del cinema.

Vissuta tra il 1893 e il 1980 prima che attrice è stata una star del “Musical”.

Dotata di grande personalità e prestigio scriveva lei stessa le sceneggiature dei suoi film e sceglieva chi dovessero essere i suoi partners, privilegio non concesso a nessun altra attrice.

L’attrice è ricordata per battute piccanti del tipo: “Cosa nascondi in tasca, una pistola o sei semplicemente felice di vedermi?”

Maestra del doppiosenso, raggiunse il sucecsso nel cinema dopo i 40 anni esiberdosi in pose languide e provocanti provocando scandalo tra i perbenisti del suo tempo.

L’ironia anche caustica che la distingueva la troviamo anche in alcune sue frasi sull’amore. Ne ricordiamo poche, ma significative.

  • Cura il tuo aspetto: chi ha detto che l’amore è cieco?
  • In amore, il denaro compera tempo, luogo, intimità, comodità e un piccolo angolo dove stare soli.
  • L’amore trionfa su tutto, eccetto che sulla povertà e sul mal di mare.
read more

Ricchezza e denaro, beni materiali e morali

Accertarne la provenienza

Da buon pragmatico quale era, Seneca aveva gran rispetto del denaro, ma soltanto di quello che proveniva o dalla fortuna o della propria abilità era cioé di provenienza lecita.

Il denaro di provenienza illecita o soltanto dubbia va tenuto lontano. Può procurare solo guai.

Sul denaro e sulla ricchezza troviamo bellissimi aforismi.

  • Avrai sempre quelle sole ricchezze che avrai donate. Marziale
  • Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo può spendere. Teofrasto
  • La ricchezza somiglia all’acqua di mare: quanto più se ne beve, tanto più si ha sete. Arthur Schopenhauer
  • Quando arriva la prosperità, non usarla tutta. Confucio
  • Il sapiente non accetterà entro la soglia di casa sua nessun denaro di provenienza sospetta: non rifiuterà, però, né respingerà le grandi ricchezze dono della fortuna e frutto della virtù. Seneca
  • La salute sta tanto al di sopra di tutti i beni esteriori, che in verità un mendico sano è più felice di un re malato. Arthur Schopenhauer
  • Né la ricchezza più grande, né l’ammirazione delle folle, né altra cosa che dipenda da cause indefinite sono in grado di sciogliere il turbamento dell’animo e di procurare vera gioia. Epicuro
  • L’avidità è il pungolo dell’operosità. David Hume
  • La reputazione e il credito dipendono soltanto dai quattrini che uno ha in cassaforte. Giovenale
  • L’esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale. Socrate
  • La memoria è tesoro e custode di tutte le cose. Cicerone
read more

Frasi e aforismi sulla ricchezza. La ricchezza nella letteratura europea

Tra il serio e il faceto

Denaro, sempre gioia e dolore. Poeti, filosofi, economisti, umoristi francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli lo dipingono con toni discordi che colgono tutte le contraddizioni che lo contraddistingue.

  • E’ ricco chi desidera soltanto ciò che gli fa veramente piacere. Alphonse Karr
  • Per il mercante anche l’onestà è una speculazione. Charles Baudelaire
  • Sono avaro di quella libertà che sparisce non appena comincia l’eccesso dei beni. Albert Camus
  • Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze. Paul Valéry
  • Il cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra, ma si regala. Gustave Flaubert
  • L’avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro. Eugène Delacroix
  • Il denaro è un ottimo mezzo per sopportare la povertà. Alphonse Allais
  • L’aforisma è una sorta di gemma, tanto più preziosa quanto più rara, e godibile solo in dosi minime. Hermann Hesse
  • L’avvocato è un galantuomo che salva i vostri beni dai vostri nemici tenendoli per sé. Heinrich Heine
  • Quattrini e cretini non si fanno compagnia. James Joyce
  • Gli errori, come pagliuzze, galleggiano sulla superficie: chi cerca perle deve tuffarsi nel profondo. John Dryden
  • Nessun uomo è abbastanza ricco da poter riscattare il proprio passato. Oscar Wilde
  • L’importanza dei soldi deriva essenzialmente dall’essere un legame fra il presente ed il futuro. John Maynard Keynes
  • Il ricco mangia, il povero si nutre. Francisco de Quevedo
read more

Frasi sulla ricchezza. La ricchezza secondo antichi scrittori e filosofi

Cos’è la ricchezza?

La ricchezza sta nel denaro o nel benessere dell’animo? E’ dare o ricevere? Questa domanda ha tante risposte. Dirette o per metafora. Vediamone alcune.

  • Avrai sempre quelle sole ricchezze che avrai donate. Marziale
  • Il sapiente non accetterà entro la soglia di casa sua nessun denaro di provenienza sospetta: non rifiuterà, però, né respingerà le grandi ricchezze dono della fortuna e frutto della virtù. Seneca
  • La memoria è tesoro e custode di tutte le cose. Cicerone
  • Né la ricchezza più grande, né l’ammirazione delle folle, né altra cosa che dipenda da cause indefinite sono in grado di sciogliere il turbamento dell’animo e di procurare vera gioia. Epicuro
  • Se non vuoi essere la moglie di tua moglie, non sposare una donna ricca. Marziale
  • La reputazione e il credito dipendono soltanto dai quattrini che uno ha in cassaforte. Giovenale
  • L’esser contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale. Socrate
  • Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo può spendere. Teofrasto
  • Quando arriva la prosperità, non usarla tutta. Confucio
read more

Frasi sull'amore di Balzac

Frasi sull’amore di Balzac

Honoré de Balzac vissuto tra la fine del 700 e la metà dell’800 è considerato il maestro del romanzo realista.

Scrittore prolifico, ha elaborato un’opera monumentale – la Commedia umana – ciclo di numerosi romanzi che hanno l’obiettivo di descrivere in modo quasi esaustivo la società francese contemporanea all’autore o, come si dice spesso, di “fare concorrenza allo stato civile”.

La veridicità di quest’opera colossale ha portato Friedrich Engels  a dichiarare di aver imparato più dal “reazionario” Balzac che da tutti gli economisti.

Per saperne di più su Balzac vai alla pagina di Wikipedia Cliccando qui

Alcune sue celebri frasi sull’amore

L’amore è la poesia dei sensi.

C’è tutta una vita in un’ora d’amore.

Ci sono abissi che l’amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali

L’amore prova orrore per tutto ciò che non è amore.

L’avarizia comincia dove finisce la povertà

Le donne, quando non amano, hanno tutto il sangue freddo di un vecchio avvocato.

Una notte d’amore è un libro letto in meno.

Per frasi sull’amore di altri autori celebri Clicca qui

Altre frasi di Balzac

read more

Platone e l'amore. Il delirio dell'amore nel Simposio di Platone

Platone e l’amore

Nel Simposio Platone mette sulla bocca di Diotima la propria concezione di amore-Éros, figlio di Póros e di Penía. Quando nella discussione sull’amore è la volta di Socrate, egli – fedele all’immagine del saggio che non sa – riferisce un discorso che dice di aver sentito dalla saggia Diotima. Come si legge nel Fedro, per Platone amore è “delirio” e follia. Se qualcuno considera l’Amore “bello” – continua Diotima – è perché ha pensato che “Amore fosse l’amato, non l’amante”: l’oggetto dell’amore – l’amato – appare indubbiamente bellissimo, ma Amore è il sentimento che afferra l’amante e lo fa soffrire e delirare, è tormento e dramma nella ricerca dell’amato. Proprio per questo Amore svolge una funzione positiva: esso è desiderio di ciò che non si ha, desiderio del Bello e del Bene.

Simposio, 201 d-204 c, 206 a-e

1 [201 d] Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore … Mi proverò dunque a riportarvi cosí da me solo, per quanto mi riuscirà, il discorso che mi tenne lei, partendo dai punti sui quali già siamo d’accordo io e Agatone. Naturalmente, o Agatone, è bene discutere come tu hai spiegato, in primo luogo [e] chi è Amore nella sua essenza e natura, e in seguito le sue opere. Ora mi par piú facile parlarne nell’ordine che tenne allora la straniera, interrogandomi. Perché anch’io le dicevo quasi le stesse cose che ora Agatone sosteneva con me, che cioè Amore è un gran dio e ama le cose belle. Lei allora mi provava, con gli stessi argomenti che ho tenuto ora contro di lui, che Amore, secondo il mio stesso discorso, non era bello né buono. E io: “Che dici mai, o Diotima? Amore è forse brutto e cattivo?”. E lei: “Non bestemmiare;” rispose “o credi forse che ciò che non sia bello debba essere brutto?”. [202 a] “Sicuramente!”. “E cosí ciò che non è sapiente, ignorante? Ma non t’accorgi che c’è qualcosa di mezzo fra sapienza e ignoranza?”. “Che cosa?”. “Giudicare con giustezza, anche senza essere in grado di darne ragione. Non sai che ciò appunto non è scienza – perché dove non si sa dar ragione come potrebbe esservi scienza? Né ignoranza – giacché ciò che coglie il vero come potrebbe essere ignoranza? Orbene qualcosa di simile è la giusta opinione, qualcosa di mezzo fra l’intendere e l’ignoranza”. “È verissimo” le dissi. “Non conseguirne, dunque, che una cosa non bella sia necessariamente brutta, né una cosa non buona, cattiva. Cosí anche Amore, poiché tu stesso [b] concordi che non è buono né bello, non credere piú in alcun modo che debba essere cattivo e brutto, ma qualcosa di mezzo fra questi due estremi”. “E però, risposi io, tutti pensano d’accordo che sia un grande dio”. “Quali tutti? Quelli che non sanno o anche quelli che sanno?”. “Tutti, tutti, dico”. E lei ridendo: “E come possono mai [c] sostenere concordi, o Socrate, che Amore sia un grande dio, coloro che affermano che egli non è neppure dio?”. “E chi sono questi?” esclamai. “Uno, rispose, sei proprio tu, un’altra, io”. E io: “Come sarebbe a dire?”. “È facile, rispose lei, perché rispondimi: non ritieni tutti gli dèi felici e belli? Oseresti dire che qualche dio non è bello e felice?”. “Per Giove, no di certo” risposi. “E del resto non chiami felici coloro che possiedono bontà e [d] bellezza?”. “Sicuro!”. “Ma Amore, l’hai ammesso, proprio perché è privo di bontà e bellezza, desidera questi beni che non ha”. “Già, l’ho ammesso”. “E come potrebbe essere dio quello a cui mancano bellezza e bontà?”. “Temo che non potrebbe in alcun modo”. “Vedi dunque che anche tu pensi che Amore non sia un dio?”.

2 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”. “Ma allora cos’altro è?”. “Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”. “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere [e] demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”. “E qual è la sua funzione?” domandai. “Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le [203 a] iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”. “E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”. “È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. [b] Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di [c] Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere [d] delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a [e] volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra [204 a] sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”. “Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”. “Ma lo vedrebbe anche un [b] bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone. [c] Quanto alla tua rappresentazione di Amore, non c’è da meravigliarsi; perché tu credevi, per quanto posso dedurre dalle tue parole, che Amore fosse l’amato, non l’amante; e per questo, penso, Amore ti appariva bellissimo. E in realtà ciò che ispira amore è bello, delicato, perfetto e beato; ma l’amante ha un’altra natura, come t’ho spiegato”.

[…]

3 [206 a] […] – Riassumendo quindi, l’amore è desiderio di possedere il bene per sempre. – Verissimo, dissi io.

4 [b] – Poiché dunque l’amore è sempre questo, riprese lei, in quale modo e in quali azioni lo zelo e la tensione di coloro che lo perseguono possono essere chiamati amore? Quale sarà mai questa azione? Lo sai? – Certo non sarei sempre ammirato della tua sapienza, o Diotima, né verrei a scuola da te per imparare proprio queste cose, se le sapessi. – Te lo dirò io, allora: è la procreazione nel bello, secondo il corpo e secondo l’anima. – Un indovino ci vuole, per capirti. Io non intendo. – No, ma [c] te lo dirò io con piú chiarezza, riprese. Tutti gli uomini, o Socrate, sono pregni nel corpo e nell’anima, e quando giungono ad una certa età, la nostra natura fa sentire il desiderio di procreare. Non si può partorire nel brutto, ma nel bello, sí. L’unione dell’uomo e della donna è procreazione; questo è il fatto divino, e nel vivente destinato a morire questo è immortale: la gravidanza e la riproduzione. [d] Ma è impossibile che queste avvengano in ciò che è disarmonico. E il brutto è disarmonico a tutto ciò che è divino; il bello invece gli si accorda; cosí che Bellezza fa da Sorte (Moira) e da Levatrice (Ilitia) nella procreazione. Per questo quando la creatura gravida si accosta al bello diventa gaia e tutta lieta si espande, partorisce e procrea, ma quando si accosta al brutto, cupa e dolente si contrae, si attorciglia in se stessa e si ritorce senza procreare, ma trattiene dentro il suo feto soffrendo. Di qui s’ingenera l’impetuosa [e] passione per il bello nell’essere gravido e già turgido, perché il bello libera dalle atroci doglie chi lo possiede. E, a ben vedere, o Socrate, l’amore non è amore del bello, come pensi tu! – Ma di che cosa, allora? – Di procreare e partorire nel bello. – E sia, dissi. […]

(Platone, Opere, vol. I, Laterza, Bari, 1967, pagg. 696-700, 701-702)

read more

Frasi sull'amore di vari autori

Frasi sull’amore di Gesualdo Bufalino, Karl Popper, Charles Baudelaire, Madre Teresa e altri

Chi insegna che non la ragione, ma l’amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l’odio.
Karl Popper

Ciò che c’è di pericoloso nell’amore è il fatto che è delitto nel quale non si può fare a meno di un complice.
Charles Baudelaire

Ci sono sue cose che esigono una buona salute per essere fatte: l’amore e la rivoluzione.
Gesualdo Bufalino

Chi si marita per amore, di notte ha piacere, di giorno ha dolore.
Proverbio italiano

Dovreste conoscere ciò che vuole dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile talvolta trovare un sorriso e il sorriso è il principio dell’amore. Allora incontriamoci con un sorriso e una volta che abbiamo cominciato l’un l’altro a amarci diviene naturale fare qualcosa per gli altri.
Madre Teresa

read more
Pagina » 1


Cerca tra altri post


phpJobScheduler