Gli ordinari deliri quotidiani

Non passa ormai giorno senza una catilinaria contro la Magistratura persecutoria. L’onore della cronaca spetta talora anche alla scuola.

Il dramma principale non sta tanto nelle esternazioni in se’, quanto nel consenso che l’accompagna, a riprova che distinguere il generale dal particolare e’ impresa ardua. Gli spettatori di questi spettacoli da baraccone sono, come mostrano impietosamente i filmati che vengono mandati in onda, persone non più giovani persuase che respirando l’aria del potere, possono creare qualche vantaggio per loro stessi o per chi sta loro vicino.

Ci piacerebbe appartenere a quella esigua minoranza di persone, alle quali appartenne ad esempio Giorgio Gaber, capaci di sapere leggere il presente e quindi prevedere cosa ci sia dietro l’angolo.

Si tratta degli ultimi colpi di coda di un leone morente, oppure potremmo attenderci che tra qualche giorno il Parlamento, così come si e’ assoggettato a riconoscere che Ruby era nipote di Mubarak, non farà fatica a trovare una maggioranza di responsabili o di minus abens che senza pudore riconoscerà che chi tocca il sovrano va condannato alla forca.

Gli esempi degli ultimi mesi non sono incoraggianti. Di fronte all’escalation delle esternazioni del nostro premier non si scorgono da nessuna parte scatti di orgoglio; al contrario la Fifa blu’ di quello che potrebbe essere il destino personale già tra qualche mese, ha paralizzato quelle poche sinapsi ancora rimaste attive.

In tanti ridono. Attendiamo con fiducia che una generazione di giovani interrompa quest’aria di insana allegria.

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