La crisi dell’università e la governance. Le leggi vigenti

L’incapacità di decidere

La crisi dell’Università viene ricondotta alla mancanza di due condizioni che, invero ci sembrano entrambe prive di fondamento:

–    Rettore forte e libero da condizionamenti
–    Organismi snelli con competenze ben definite

La legge 168 del 1989 in ordine ai vincoli posti agli atenei per la redazione dei loro statuti con riguardo ai punti sopra segnalati prescrive soltanto:

–    l’elettività del rettore;
–    una composizione del senato accademico rappresentativa delle facoltà istituite nell’ateneo;
–    una composizione del consiglio di amministrazione che assicuri la rappresentanza delle
diverse componenti previste dalla normativa vigente.

I margini operativi sono perciò abbastanza estesi. E’ evidente, ad esempio, che l’elettività è prescritta solamente per la carica di rettore che, stando alla lettera della legge potrebbe essere anche un soggetto esterno all’università.

Gli statuti ovviamente hanno optato per un professore dell’ateneo e segnatamente per un professore ordinario, così come nella maggior parte dei casi gli atenei hanno preferito statuire una composizione di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione con soggetti interni all’Ateneo.

Ora, visti i pessimi risultati della gestione degli atenei, praticamente tutti quanti in rosso, è ovvio che ci si debba porre il problema di capire dove la macchina non ha funzionato per provare quindi ad aggiustarla.

Stupisce però che i Rettori chiedano proprio al Ministro di sostituirsi a loro per aggiustarla. Essi infatti hanno tutti i mezzi per farlo accedendo alle procedure previste da ciascuno Statuto per modificarne in parte i contenuti.

Sarebbe allora  più giusto che ciascun rettore dichiarasse la propria incapacità di governare il proprio ateneo e ne traesse le conclusioni più naturali.

C’è da chiedersi infatti. Un rettore incapace di proporre una modifica di statuto per migliorare l’efficienza dell’ateneo è mai pensabile che possa avere quel prestigio minimo necessario a dirigerlo?

La sua richiesta di etero-direzione equivale a dichiarare di debolezza che nessuna legge potrà mai ovviare.

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