L’amore e il tormento di Salvatore Quasimodo

L’amore e il tormento di Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo è nato a Modica in Sicilia il 20 agosto del 1901 ed è morto a Napoli il 14 giugno del 1968. Infanzia e adolescenza difficili, studi tecnici non proprio in sintonia con la sua forte sensibilità umanistica e un impiego presso il Ministero dei Lavori Pubblici fino al trasferimento nel 1934 a Milano che segna una svolta nella sua vita. L’esperienza tragica e sconvolgente della seconda guerra mondiale, il profondo convincimento che l’imperativo categorico fosse quello di “rifare l’uomo” e che ai poeti spettasse un ruolo importante in questa ricostruzione, fecero sì che Quasimodo sentisse inadeguata ai tempi una poesia troppo soggettiva e si aprisse a un dialogo più aperto e cordiale, soffuso di umana pietà, rimanendo però fedele al suo rigore, al suo stile. Nel 1959 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura.

Il Sud, dov’era nato e cresciuto, rimane sempre nel cuore del poeta. Questo Lamento per il sud ne è una testimonianza straordinaria.

Lamento per il sud

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell’aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d’acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d’amore senza amore.

Il web è ricco di informazioni su Salvatore Quasimodo. Oltre alla presenza in Facebook e Youtube vogliamo segnalare e raccomandare di visitare la pagina su Myspace realizzata nell’ambito del Progetto Q – Cantare la poesia da Francesco Sicari e Alessandro Quasimodo, il primo musicista e compositore, il secondo figlio del poeta: l’idea che anima il progetto è quello di mettere in musica le liriche di Salvatore Quasimodo.


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