Poesia sulla Befana di Giovanni Pascoli

Sembra una filastrocca per bambini scritta in un momento di pausa e come tale è leggibile. E’ anche e di più, come ogni vera opera d’arte, il veicolo che il poeta utilizza per portarci dentro la sua visione della vita dei deboli ai quali Pascoli guardò intensamente nel corso della sua vita e che trasferì nella sua composizione poetica.
Il grande poeta romagnolo del decadentismo italiano vissuto a cavallo dell’800 e del 900 in questa composizione ci ricorda altre sue opere immortali come La cavallina storna, L’aquilone o La sera.

Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! la circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello,
ed il gelo il suo pannello,
ed è il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.

E si accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare,
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.

Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?

Guarda e guarda? tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
Guarda e guarda? ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini?

Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale:
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?

Coi suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Coi suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra
sente e vede, e si allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra:
trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?

Guarda e guarda? tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra le cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti?

E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila?
Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c?è chi piange e c?è chi ride:
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.

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