Poesie d’amore di Marina Ivanovna Cvetaeva: 23 marzo 1923

Mentre l’amico caro attraversava
l’ultimo viale (filare di nodosi
addii) – più grandi degli sguardi
erano gli occhi.

Mentre l’amico amato doppiava
l’estremo promontorio (di sospiri
della mente: torna!) – più grandi delle mani
erano i gesti.

Quasi le braccia volessero lasciare
le spalle e le labbra – indietro,
a supplicare! Lottava con la lingua
la parola, il palmo con le dita…

Mentre l’ospite tenero passava…
– Signore, posa lo sguardo su di noi! –
le lacrime erano più enormi
di occhi umani, e delle stelle
sull’oceano.

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