Poesie

amore

Poesie d’amore di Elisabeth Barret: Come ti amo? Ora ne conto i modi

Come ti amo? Ora ne conto i modi.
Ti amo quanto profondo e ampio e alto
la mia anima può, quando oltre ogni sguardo
si volge all’Essenza, alla Grazia ideale.
Ti amo al livello del più quieto bisogno
di ogni giorno, al sole e a lume di candela.
Ti amo in liberà, come chi per giustizia lotta;
ti amo semplicemente, come chi evita la lode;
ti amo con la passione delle mie amiche pene
e con la fiducia che avevo da bambina.
Ti amo di un amore che credevo perduto,
coi miei passati santi, ti amo col respiro
i sorrisi e le lacrime di tutta la mia vita!
E, Iddio lo voglia, di più ti amerò dopo la morte.

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Poesie d’amore di Salvatore Quasimodo: Fatta buoi ed altezza

Tu vieni nella mia voce:
e vedo il lume quieto
scendere in ombra a raggi
e farti nuvola d’astri intorno al capo.
E me sospeso, a stupirmi degli angeli,
dei morti, dell’aria accesa in arco.

Non mia; ma entro lo spazio
riemersa, in me tremi,
fatta buio ed altezza.

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Poesie d’amore di Salvatore Quasimodo: Senza memoria di morte

Primavera solleva alberi e fiumi;
la voce fonda non odo,
in te perduto, amata.

Senza memoria di morte,
nella carne congiunti,
il rombo d’ultimo giorno
ci desta adolescenti.

Fatta ramo
fiorisce sul tuo fianco
la mia mano…

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Poesie d’amore di Salvatore Quasimodo: S’ode ancora il mare

Già da più notti s’ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d’una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d’uccelli delle torri, che l’aprile
sospinge verso la pianura. Già
m’eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora, di me un’eco di memoria,
come quel buio murmure di mare.

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Poesie d’amore di Camillo Sbarbaro: Ora che sei venuta

Ora che sei venuta,
che con un passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.
Ma te la mia inquietudine cercava
Quando ragazzo
Nella notte d’estate rifacevo
Alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m’affanava il cuore.
E tutte sue sono le parole
Che, come l’acqua all’orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l’ore deserte ,quando s’avanzan
puerilmente le mie labbra d’uomo
da se, per desiderio di baciare.

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Poesie d’amore di Costantinos Kavafis: Torna

Torna sovente e prendimi,
palpito amato, allora torna e prendimi,
che si ridesta viva la memoria
del corpo, e antiche brame trascorrono nel sangue,
allora che le labbra ricordano e le carni ,
e nelle mani un senso tattile si riaccende.
Torna sovente e prendimi,la notte,
allora che le labbra ricordano, e le carni…

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Poesie d’amore di Paul Celan: Dormi dunque

Dormi dunque
e il mio occhio rimarrà aperto
la pioggia colmò la brocca
noi la vuotammo
la notte germinerà un cuore
il cuore un breve stelo
ma per mietere è troppo tardi
falciatrice.

Vento notturno
così candidi sono i tuoi capelli
candido ciò che mi resta
candido ciò che perdo
ella conta le ore e io conto gli anni
noi bevemmo pioggia
pioggia, bevemmo.

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Poesie d’amore di Paul Celan: Nei fiumi a nord

Nei fiumi a nord del futuro
io lancio la rete che tu
esitante aggravi
con ombre scritte
da pietre.

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Poesie d’amore di Paul Celan: Attraverso le rapide

Attraverso le rapide
della tristezza,
sfiorando
il nudo specchio delle piaghe inferte:
lì si fanno fluitare i quaranta
tronchi di vita
scorticati.
Unica tu, nuoti
controcorrente, tu
li conti, li tocchi
tutti.

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Poesie d’amore di Marina Ivanovna Cvetaeva: Indizi

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!

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Poesie d’amore di Marina Ivanovna Cvetaeva: Amore

Fuoco? Uragano? Terremoto?
Andiamoci più piano…

Dolore noto come agli occhi il palmo
della mano e alle labbra
il nome del proprio bambino…

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Poesie d’amore di Marina Ivanovna Cvetaeva: 23 marzo 1923

Mentre l’amico caro attraversava
l’ultimo viale (filare di nodosi
addii) – più grandi degli sguardi
erano gli occhi.

Mentre l’amico amato doppiava
l’estremo promontorio (di sospiri
della mente: torna!) – più grandi delle mani
erano i gesti.

Quasi le braccia volessero lasciare
le spalle e le labbra – indietro,
a supplicare! Lottava con la lingua
la parola, il palmo con le dita…

Mentre l’ospite tenero passava…
– Signore, posa lo sguardo su di noi! –
le lacrime erano più enormi
di occhi umani, e delle stelle
sull’oceano.

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Poesie d’amore di Vincenzo Cardarelli: Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il destino è vivere
balenando in burrasca.

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Poesie d’amore di Vincenzo Cardarelli: Abbandono

Volata sei, fuggita
come una colomba
e ti sei persa, là, verso oriente.
Ma mi son rimasti i luoghi che ti videro
e l’ore dei nostri incontri.
Ore deserte,
luoghi per me divenuti un sepolcro
a cui faccio la guardia.

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Poesie d’amore di Vincenzo Cardarelli: Amore

Come chi gioia e angoscia provi insieme
gli occhi di lei così m’hanno lasciato.
Non so pensarci. Eppure mi ritorna
più e più insistente nell’anima
quel suo fugace sguardo di commiato.
E un dolce tormento mi trattiene
dal prender sonno, ora ch’è notte e s’agita
nell’aria un che di nuovo.
Occhi di lei, vago tumulto. Amore,
pigro incredulo amore, più per tedio
che per gioco intrapreso, ora ti sento
attaccato al mio cuore (debol ramo)
come frutto come geme.
Amore e primavera vanno insieme.
Quel fatale e prescritto momento
che ci diremo addio
è già in ogni distacco
del tuo volto dal mio.
Cosa lieve è il tuo corpo!
Basta ch’io l’abbandoni per sentirti
crudelmente lontana.
Il più corto saluto è fra noi due
un commiato finale.
Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo
così, senza speranza.
Se tu sapessi com’è già remoto
il ricordo dei baci
che poco fa mi davi,
di quel caro abbandono,
di quel folle tuo amore ov’io non mordo
se sapore di morte.

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