Poesie

amore

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Ebbro di trementina e di lunghi baci

Ebbro di trementina e di lunghi baci,
estivo, guido il veliero delle rose,
deviato verso la morte dell’esile giorno,
fondato sulla solida frenesia marina.

Pallido e ancorato alla mia acqua divorante
passo nell’acre odore del clima scoperto,
vestito ancora di grigio e di suoni amari,
e una creta triste di schiuma abbandonata.

Vado, duro di passioni, a cavallo della mia unica onda
lunare, solare, ardente, e freddo, repentino, addormantato nella gola delle fortunate
isole bianche e dolci come fianchi freschi.

Trema nella notte umida il mio vestito di baci
carico pazzamente di elettriche sollecitazioni,
in modo eroico diviso in sogni
e inebrianti rose che si praticano in me.

Su per le acque, i nmezzo alle onde esterne,
il tuo corpo parallelo si stringe alle mie braccia
come un pesce infinitamente appiccicato alla mia anima
rapido e lento nell’energia subceleste.

Testo in lingua spagnola

Ebrio de trementina y largos besos,
estival, el velero de las rosas dirijo,
torcido hacia la muerte del delgado día,
cimentado en el sólido frenesí marino.

Pálido y amarrado a mi agua devorante
cruzo en el agrio olor del clima descubierto,
aún vestido de gris y sonidos amargos,
y una cimera triste de abandonada espuma.

Voy, duro de pasiones, montado en mi ola única,
lunar, solar, ardiente y frío, repentino,
dormido en la garganta de las afortunadas
islas blancas y dulces como caderas frescas.

Tiembla en la noche húmeda mi vestido de besos
locamente cargado de eléctricas gestiones,
de modo heroico dividido en sueños
y embriagadoras rosas practicándose en mi.

Aguas arriba, en medio de las olas externas,
tu paralelo cuerpo se sujeta en mis brazos
como un pez infinitamente pegado a mi alma
rápido y lento en la energía subceleste.

read more

Poesie d'amore di Oscar Wilde: La grazia in qualche modo

La grazia in qualche modo

La grazia in qualche modo, il fiore delle cose sfugge
a noi, i più miseri di tutti, i più infelici.
Noi che per pietà dobbiamo
vivere la vita di altri non la nostra. E poi distruggerla
con tutto dentro. Era ben diverso
quando l’anima e corpo pareva si fondssero
in sinfonie mistiche.

read more

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Chino sulle sere, lancio le mie reti

Testo in italiano

Chino sulle sere, lancio le mie reti tristi
nei tuoi occhi oceanici.

Lì si tende e arde nella pira più alta
la mia solitudine che annaspa come un naufrago.

Lancio rossi segnali oltre i tuoi occhi assenti
che ondeggiano come il mare sulla sponda di un faro.

Sorvegli solo le tenebre, femmina distante e mia,
dal tuo sguardo talora emerge la costa dello spavento.

Chino sulle sere, getto le mie reti tristi
in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.

Gli uccelli notturni beccano le prime stelle
che splendono come la mia anima quando ti amo.

La notte galoppa sulla sua cavalla ombrosa
sparpagliando spighe azzurre sul campo.

Testo in spagnolo

Inclinado en las tardes tiro mis tristes redes
a tus ojos oceánicos.

Allí se estira y arde en la más alta hoguera
mi soledad que da vueltas los brazos como un náufrago.

Hago rojas señales sobre tus ojos ausentes
que olean como el mar a la orilla de un faro.

Sólo guardas tinieblas, hembra distante y mía,
de tu mirada emerge a veces la costa del espanto.

Inclinado en las tardes echo mis tristes redes
a ese mar que sacude tus ojos oceánicos.

Los pájaros nocturnos picotean las primeras estrellas
que centellean como mi alma cuando te amo.

Galopa la noche en su yegua sombría
desparramando espigas azules sobre el campo.

read more

Poesie d'amore di Oscar Wilde: Se non avessimo amato

Se non avessimo amato

Se noi non avvessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l’ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe un foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano. Non fosse per labbra dei poeti
Che cantano.

read more

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Perché tu possa ascoltarmi

Perchè tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l’uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E’ tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l’uva.

Testo originale in spagnolo

Para que tú me oigas
mis palabras
se adelgazan a veces
como las huellas de las gaviotas en las playas.

Collar, cascabel ebrio
para tus manos suaves como las uvas.

Y las miro lejanas mis palabras.
Más que mías son tuyas.
Van trepando en mi viejo dolor como las yedras.

Ellas trepan así por las paredes húmedas.
Eres tú la culpable de este juego sangriento.
Ellas están huyendo de mi guarida oscura.
Todo lo llenas tú, todo lo llenas.

Antes que tú poblaron la soledad que ocupas,
y están acostumbradas más que tú a mi tristeza.

Ahora quiero que digan lo que quiero decirte
para que tú las oigas como quiero que me oigas.

El viento de la angustia aún las suele arrastrar.
Huracanes de sueños aún a veces las tumban.
Escuchas otras voces en mi voz dolorida.
Llanto de viejas bocas, sangre de viejas súplicas.
Ámame, compañera. No me abandones. Sígueme.
Sígueme, compañera, en esa ola de angustia.

Pero se van tiñendo con tu amor mis palabras.
Todo lo ocupas tú, todo lo ocupas.

Voy haciendo de todas un collar infinito
para tus blancas manos, suaves como las uvas.

read more

Poesie d'amore di Pablo Neruda: La mattina è gonfia di tempesta

La mattina è gonfia di tempesta
nel cuore dell’estate.

Come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi,
il vento le scuote con le sue mani peregrine.

Cuore infinito del vento
che palpita sul nostro silenzio innamorato.

E ronza tra gli alberi, orchestrale e divino,
come una lingua piena di guerre e di canti.

Vento che rapina fulmineo le foglie secche
e devia le frecce palpitanti degli uccelli.

Vento che le travolge in onda senza spuma
e sostanza senza peso, e fuochi inclinati.

Si rompe e sommerge il suo volume di baci
combattuto sulla porta del vento dell’estate.

Testo in spagnolo

Es la mañana llena de tempestad
en el corazon del verano.

Como pañuelos blancos de adiós viajan las nubes,
el viento las sacude con sus viajeras manos.

Innumerable corazón del viento
latiendo sobre nuestro silencio enamorado.

Zumbando entre los árboles, orquestal y divino,
como una lengua llena de guerras y de cantos.

Viento que lleva en rápido robo la hojarasca
y desvía las flechas latientes de los pájaros.

Viento que la derriba en ola sin espuma
y sustancia sin peso, y fuegos inclinados.

Se rompe y se sumerge su volumen de besos
combatiendo en la puerta del viento del verano.

read more

Poesie d'amore di Oscar Wilde: Quei luoghi gentili

Quei luoghi gentili

E noi li abbiamo lasciati quei luoghi gentili
Con passo pesante, verso il nuovo calvario,
Di qui osserviamo, come chi allo specchio
Veda il proprio volto,
L’umanità suicida.
Capiamo quali spettri orribili
La mano rossa dell’uomo
Sappia fare sorgere.

read more

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Corpo di donna, bianche colline

Traduzione in italiano

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.

Fui solo come un tunnel.
Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere al mio arco, come pietra per la mia fionda.

Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mi donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.

Testo in spagnolo
Cuerpo de mujer, blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar el hijo del fondo de la tierra.

Fui solo como un túnel. De mí huían los pájaros
y en mí la noche entraba su invasión poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
como una flecha en mi arco, como una piedra en mi honda.

Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida y firme.
Ah los vasos del pecho! Ah los ojos de ausencia!
Ah las rosas del pubis! Ah tu voz lenta y triste!

Cuerpo de mujer mía, persistirá en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin limite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue, y el dolor infinito.

read more

Lettera-poesia alla madre di Salvatore Quasimodo

Nel 1959 Salvatore Quasimodo fu insignito del premio Nobel per la letteratura con la motivazione: Per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi. Quasimodo nacque a Modica nella parte meridionale della Sicilia. Girovagò molto al seguito del padre ferroviere rimanendo sempre legato alla terra d’origine come è possibile ricavare da molte sue composizioni. Per conoscere di più su Quasimodo clicca su questo link.
La sua Lettera alla madre è una composizione di raro lirismo. Non usa mai la parola mamma, bensì madre come a nobilitarne il significato sottraendolo alle smancerie che spesso si associano alla parola mamma. prima parla di sè stesso e della vita di stenti che vive a Milano; poi la ringrazia per averlo dotato di quel senso dell’ironia che aiuta ad affrontare gli stenti fino a salvare da pianti e da dolori.

«Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.» – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. –
«Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia
dolcissima mater.»

read more

Il canto dell'amore di Carducci - L'amore in versi

Giosué Carducci (1835 – 1907) ha lasciato una forte impronta nella letteratura italiana. Uomo dall’espressione severa, come mostrano le immagini che ci sono tramandate, laico convinto, portato alla polemica, ci ha lasciato composizioni di un toccante lirismo di cui sono un esempio i sonetti composti per la morte del fratello Dante e del figlioletto, anch’esso di nome Dante e “Davanti a San Guido”.
Il suo Canto dell’amore, del quale riportiamo i versi finali, è la rappresentazione di uno stato d’animo così impregnato di felicità interiore da fare dimenticare i contrasti più profondi che hanno segnato la sua vita. Egli, laico convinto si rivolge al Papa, chiamandolo pur sempre cittadino Mastai e lo invita ad un brindisi liberatorio. L’amore che lo anima in quel momento lo porta ad amare anche gli avversari più irriducibili.

Che m’importa di preti e di tiranni?
Ei son più vecchi de’ lor vecchi dei.
Io maledissi al papa or son dieci anni,
Oggi co ‘l papa mi concilierei.
Povero vecchio, chi sa non l’assaglia
Una deserta volontà d’amare!
Forse, ei ripensa la sua Sinigaglia
Sí bella a specchio de l’adriaco mare.
Aprite il Vaticano. Io piglio a braccio
Quel di sé stesso antico prigionier.
Vieni: a la libertà brindisi io faccio:
Cittadino Mastai, bevi un bicchier!

Questi versi, imparati a memoria ai tempi del liceo, me li recito nei momenti in cui tutto mi appare nero, e come d’incanto dietro le nubi riappare il sole.

read more

L'amore nella poesia di Sandro Bondi

Sandro Bondi è quel che si dice l’uomo giusto al posto giusto. Un sommo artista a dirigere il Ministero dei Beni Culturali. Oggi magari ci ridiamo sopra ma, tra cento anni, quando saranno scritte migliaia di pagine sulle sue opere e decine di Blogs si interrogheranno alla ricerca spasmodica dell’interpretazione autentica di ciascuna parola dei suoi versi, tra cento anni ripeto, ciascuno di coloro che oggi ha riso, nell’aldilà dovrà abbassare la testa di fronte a lui che sibilerà “si vergogni”. E avrà ragione! Leggendo la sua poesia dedicata alla signora Rosa Bossi, madre adorata del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quattro versi di intensità inarrivabile,

Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d?amore
Madre di Dio

torna alla mente il verso della Divina Commedia dove è raccontato che il conte Ugolino intuisce che la sua sorte e quella dei suoi figli è ormai segnata e lo racconta a Dante con le parole “ed io sentii chiovar l’uscio di sotto all’orribile torre …”.
Come è noto, in alcuni casi invece del termine “chiovar” si trova “chiavar” e su questa differenza i commentatori si sono divisi e si dividono tuttora. Si racconta che il tema fu affrontato anche da Giosué Carducci durante una sua lezione all’Università di Bologna e che alla fine della lezione uno studente gli chiese: “Maestro, ma lei preferisce chiovar o chiavar”? E’ ovvio che io preferisca chiavar rispose Carducci giocando sul facile doppiosenso.
Torniamo all’ultimo verso di questa poesia di Bondi, nel quale egli chiama la signora Bossi, Madre di Dio. Le interpretazioni possibili sono almeno due:

  1. scrivendo Madre di Dio, Bondi ha pensato semplicemente alla Madonna e quindi ha voluto identificare la signora Bossi con questa nostra madre comune;
  2. oppure Dio potrebbe essere stato usato per identificare Silvio Berlusconi.

I commentatori avranno pane per i loro denti. Indagando sul momento in cui il verso è stato scritto e sullo stato d’animo del momento dell’autore ognuno troverà e difenderà la sua verità, ma tutti converranno che nel raccontare l’amore nessuno è riuscito meglio del nostro ministro.

read more

L'amore oltre la vita - Poesia di Olindo Guerrini

Olindo Guerrini, noto anche con un gran numero di pseudonimi («Lorenzo Stecchetti», «Argia Sbolenfi», «Marco Balossardi», «Giovanni Dareni», «Pulinera», «Bepi» e «Mercutio») nasce a Forlì, città di nascita della madre nel 1845 e muore a Bologna nel 1916. E’ stato poeta e scrittore italiano nonché bibliofilo e studioso di letteratura italiana. Crebbe a Sant’Alberto, un paese 15 km al nord di Ravenna, dove il padre esercitava la professione di farmacista. Spirito irrequieto visse anche esperienze politiche ricoprendo importanti cariche nel comune di Ravenna. Laureato in giurisprudenza, lasciò presto la professione forense che riconobbe poco congeniale con il suo carattere. Per sapere di più su olindo Guerrini clicca sul questo link.
Questa poesia di cui vi proponiamo è uno straordinario messaggio d’amore.

Quando tu sarai vecchia e leggerai
questi poveri versi accanto al fuoco
rivedrai colla mente a poco a poco,
i giorni in che t’amai.

E ti cadrà sul petto il viso smorto,
per la memoria del tuo tempo lieto:
a me ripenserai nel tuo secreto,
a me che sarò morto.

E ti parrà d’udir la voce mia
nel vento che di fuor suscita il verno,
e ti parrà d’udir come uno scherno,
una bieca ironia.

E la voce dirà: te ne rammenti,
te ne rammenti più? com’eran belli
i tuoi capelli d’oro, i tuoi capelli
sul bianco sen fluenti!

Oh come il tempo t’ha mutata! oh come
t’ha impresso in viso i suoi deformi segni!
dove son dunque i tuoi superbi sdegni
e le tue bionde chiome ?

Sola al tuo focolar siedi piangendo
la giovanil tua morta leggiadria:
lo piango solo nella tomba mia:
vieni dunque: t’attendo!

Vieni e se in vita mi fallì la speme
di viver teco i giorni miei sereni,
ci sposeremo nella tomba. vieni:
vi marciremo insieme.

read more

Poesie d'amore di Francesco Petrarca: Movesi il vecchierel canuto e bianco

Movesi il vecchierel canuto e bianco

Movesi il vecchierel canuto e bianco
del dolce loco ov’ha sua età fornita,
e da la famigliuola sbigottita
che vede il caro padre venir manco;
indi traendo poi l’antiquo fianco
per l’estreme giornate di sua vita,
quanto più pò, col buon voler s’aita,
rotto dagli anni, e dal cammino stanco;
e viene a Roma, seguendo ‘l desio,
per mirar la sembianza di colui
ch’ancor lassù nel ciel vedere spera:
così, lasso, talor vo cercand’io,
donna, quanto è possibile, in altrui
la disïata vostra forma vera.

read more

Poesie e filastrocche sull'amore per la mamma

Un amore semplice espresso in versi

Tra le migliaia di poesie scritte per cantare l’amore per la propria madre ve ne proponiamo soltanto alcune. Troverete quella di Dante Alighieri che tra le madri sceglie la madre del Creatore e tante altre di autori famosi e meno famosi. Tutte ispirate da eguale sentimento.

E lei, la madre dalle brune chiome,
riposerà così, sul nudo cuore,
il suo vecchio figliolo:
ed io sarò per poco ancora
– un solo attimo forse, dell?eternità-
il fanciullo che fui.
Piero Maestri

Più le voglio bene più aumentano i suoi nomi.
Così diventa mamma e mammina, mame e mamele
e ai confini fra lo yiddish e il polacco,
maminka e mameshi e poi
matka,matusia,matuska,mamusia,mamunin.
Melena Janeczek

La mamma è come un?albero grande,
che tutti i suoi frutti ci dà;
per quanti gliene domandi,
sempre uno ne troverà.
Ti dà il frutto il fiore la foglia:
per te di tutto si spoglia:
anche i rami si taglierà.
Una mamma è come un albero grande
Francesco Pastonchi

Di parole ho la testa piena
Con dentro?la luna? e la ?balena?.
C?e qualche parola un po? bisbetica:
?peronospora?,?aritmetica?.
Ma le più belle le ho nel cuore,
le sento battere: ?mamma?,?amore?.
Gianni Rodari

Anche tu, madre, leggi questi versi
Per amore di te mai giammai persi,
e udir potrai per una volta ancora
i piedini echeggiare come allora.
Robert Louis Stevenson

Son più di trent?anni
e, di queste ore,
mamma, tu con dolor mi hai partorito;
ed il mio nuovo, piccolo vagito
t?addolorava più del tuo dolore.
Giovanni Pascoli

Merende di pane e cioccolato,
canzoni della mamma,
lezioni che mi faceva ripassare la mattina,
ore passate a guardarla cucinare,
infanzia , piccole paci, piccole gioie,
dolci di mamma, sorriso di mamma
Albert Cohen

Stella stellina, la notte si avvicina,
la luna è d?argento
rumori più non sento.
La mucca col vitello,
la pecora e l?agnello,
la gatta e il suo micino,
la chioccia col pulcino,
il bimbo e la sua mamma,
tutti fan la nanna.
Ninnananna popolare

Signuruzzu faciti bon tempo
Accussì abbusca i sordi u papà
Cu li sordi accattami lu sceccu
Ci mittemu a cavaddru a mamà
Adagio Sicilano che dice:
Signore fate che non piova
Così papà potrà lavorare e
guadagnare i soldi per comprare un asinello
e sull?asinello la mamma potrà camminare senza stancarsi

read more
Pagina » 12345678910111213141516171819202122232425


Cerca tra altri post

Lascia un Commento


phpJobScheduler