Poesie

amore

Poesie di Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjeza Gonxha Bojaxhiu (Skopje, 26 agosto 1910 –Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa e beata albanese, di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità.

Ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II.

In questo post una sua bellissima poesia d’amore per il prossimo. Le delusioni e il dolore ci spingono a chiuderci in noi stessi e creare barriere, a volte in modo inconscio.

Madre Teresa di Calcutta ci esorta ad aprirci al mondo, e di continuare a farlo anche quando la logica e l’istinto di conservazione ci spingerebbe a fare l’esatto contrario.

Dai il meglio di te…

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico

NON IMPORTA, AMALO

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici

NON IMPORTA, FA’ IL BENE

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici

NON IMPORTA, REALIZZALI

Il bene che fai verrà domani dimenticato

NON IMPORTA, FA’ IL BENE

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile

NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO

Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo

NON IMPORTA, COSTRUISCI

Se aiuti la gente, se ne risentirà

NON IMPORTA, AIUTALA

Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci

NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE

 

Il giorno più bello

Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Vivi la vita

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.

Sulla gioia

Un cuore gioioso è il normale risultato
di un cuore che arde d’amore.
Lagioia non è semplicemente una questione di temperamento,
è sempre difficile mantenersi gioiosi:
una ragione di più per dover cercare di attingere
alla gioia e farla crescere nei nostri cuori.

La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore.
E più dona chi dona con gioia.

Ai bimbi e ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono soli,
donate loro sempre un gaio sorriso;
donate loro non solo le vostre premure, ma anche il vostro cuore.
Può darsi che non si sia in grado di donare molto,
però possiamo sempre donare la gioia
che scaturisce da un cuore colmo d’amore.
Se nel vostro lavoro incontrate difficoltà e le accettate con gioia,
con un largo sorriso, in ciò, al pari di molte altre cose,
vedrete le vostre opere buone.
E il modo migliore per dimostrare la vostra gratitudine
consiste nell’accettare ogni cosa con gioia.

Se sarete colmi di gioia, la gioia risplenderà nei vostri occhi
e nel vostro aspetto, nella vostra conversazione e nel vostro appagamento.
Non sarete in grado di nasconderla poiché la gioia trabocca.

La gioia è assai contagiosa.
Cercate, perciò, di essere sempre
traboccanti di gioia dovunque andiate.

La gioia dev’essere uno dei cardini della nostra vita.
È il pegno di una personalità generosa.
A volte è altresì un manto che avvolge
una vita di sacrificio e di donazione di sé.
Una persona che possiede questa dote spesso raggiunge alti vertici.
Splende come un sole in seno a una comunità.

Che Dio vi renda in amore tutto l’amore che avete donato
o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi,
da un capo all’altro del mondo.

Ama la vita

Ama la vita così com’è
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!

read more

Amo tutto ciò che è stato ( Fernando Pessoa )

Amo tutto ciò che è stato, 
tutto quello che non è più, 
il dolore che ormai non mi duole, 
l’antica e erronea fede, 
l’ieri che ha lasciato dolore, 
quello che ha lasciato allegria 
solo perché è stato, è volato 
e oggi è già un altro giorno. 
 
 
 
***
 
E’ l’amore che è essenziale 
Fernando Pessoa 
 
E’ l’amore che è essenziale. 
Il sesso è solo un accidente. 
Può essere uguale 
o differente. 
L’uomo non è un animale 
è una carne intelligente, 
anche se a volte malata. 
 
***
 
L’amore, quando si rivela,
Non si sa rivelare.
Sa bene guardare lei,
Ma non le sa parlare.
 
Chi vuol dire quel che sente
Non sa quel che deve dire.
Parla: sembra mentire…
Tace: sembra dimenticare…
 
Ah, ma se lei indovinasse,
Se potesse udire lo sguardo,
E se uno sguardo le bastasse
Per sapere che la sto amando!
 
Ma chi sente molto, tace;
Chi vuol dire quello che sente
Resta senz’anima né parola,
Resta solo, completamente!
 
Ma se questo potesse raccontarle
Quel che non oso raccontarle,
Non dovrò più parlarle,
Perché le sto parlando…
 
***
 
Il tuo nome ignoro. Il tuo profilo non ricordo.
Le tue parole dimenticai.
Era mattina, nebbia, era Dicembre,
Quando ti trovai e ti persi.
Sogno o rammento?
 
Non so. Era mattina e la nebbia
Nascondeva quello che c’era e quello che pensavo
Come un falso estremo rifugio
In nessuna parte del quale io stavo.
Sogno, prolisso e intero,
 
Ma, se tra i tasti la tua mano vagasse,
Così, spogliata dell’esser tua, io so
Che forse potrei trovare
Tra quello che non ho potuto incontrare
Quello che non troverò.
read more

Oggi "29 Settembre"

Questa canzone, resta sempre  indimenticabile per coloro che erano giovane negli anni 70; fu interpretata sia da Battisti, coautore con Mogol , che dall’Equipe 84.

29 Settembre di Mogol- Battisti

Seduto in quel caffe’ io non pensavo a te…. 
Guardavo il mondo che girava intorno a me… 
Poi d’improvviso lei sorrise 
e ancora prima di capire 
mi trovai sottobraccio a lei 
stretto come se non ci fosse che lei. 
Vedevo solo lei e non pensavo a te… 
E tutta la citta’ correva incontro a noi. 

Il buio ci trovo’ vicini 
un ristorante e poi 
di corsa a ballar sottobraccio a lei 
stretto verso casa abbracciato a lei 
quasi come se non ci fosse che, 
quasi come se non ci fosse che lei. 
Mi son svegliato e e sto pensando a te. 
Ricordo solo che, che ieri non eri con me… 
Il sole ha cancellato tutto 
di colpo volo giu’ dal letto 
e corro li’ al telefono R
parlo, rido e tu.. tu non sai perche’ 
t’amo, t’amo e tu, tu non sai perche’
parlo, rido e tu, tu non sai perche’ 
t’amo t’amo e tu, tu non sai perche’ 
parlo, rido e tu, tu non sai perche’ 
t’amo, t’amo tu, tu non sai perche’.

read more

Le Nozze ..... Ode di Giuseppe Parini

LE  NOZZE

È pur dolce in su i begli anni
de la calda età novella
lo sposar vaga donzella,
che d?amor già ne ferì.

In quel giorno i primi affanni
ci ritornano al pensiere:
e maggior nasce il piacere
da la pena che fuggì.

Quando il sole in mar declina
palpitare il cor si sente:
gran tumulto è ne la mente:
gran desìo ne gli occhi appar.

Quando sorge la mattina
a destar l?aura amorosa,
il bel volto de la sposa
si comincia a contemplar.

Bel vederla in su le piume
riposarsi al nostro fianco,
l?un de? bracci nudo e bianco
distendendo in sul guancial:

E il bel crine oltra il costume
scorrer libero e negletto;
e velarle il giovin petto,
ch?or discende or alto sal.

Bel veder de le due gote
sul vivissimo colore
splender limpido madore,
onde il sonno le spruzzò:

Come rose ancora ignote
sovra cui minuta cada
la freschissima rugiada,
che l?aurora distillò.

Bel vederla all?improvviso
i bei lumi aprire al giorno;
e  cercar lo sposo intorno,
di trovarlo incerta ancor:

E poi schiudere il sorriso
e le molli parolette
fra le grazie ingenue e schiette
de la brama e del pudor.

O Garzone, amabil figlio
di famosi e grandi eroi,
sul fiorir de gli anni tuoi
questa sorte a te verrà.

Tu domane aprendo il ciglio
mirerai fra i lieti lari
un tesor, che non ha pari
e di grazia e di beltà.

Ma, ohimè, come fugace
se ne va l?età più fresca,
e con lei quel che ne adesca
fior sì tenero e gentil!

Come presto a quel che piace
l?uso toglie il pregio e il vanto;
e dileguasi l?incanto
de la voglia giovanil!

Te beato in fra gli amanti,
che vedrai fra i lieti lari
un tesor, che non ha pari
di bellezza e di virtù!

La virtù guida costanti
a la tomba i casti amori,
poi che il tempo invola i fiori
de la cara gioventù.

 

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): Donna Amalia

V’aggia spià na cosa Donn’Amà:
vurria sapè pecchè quanno ve veco,
la capa mia nun po’ cchiù raggiunà.
Si me parlate, ‘mpietto ‘a voce vosta,
m’arriva comme n’arpa, nu viulino;
quanno rerite sento ‘e manduline:
na sinfunia ‘e Betove e di Sciopè.
Che v’aggio ditto… niente Donn’Amà!
Quanno cu st’uocchie vuoste me guardate,
me sento tutto ‘o sango e friccecà.
‘O core fa na sosta, nun cammina;
me dice chiano chiano sottovoce:
– Dincello a Donn’Amalia… è bella, è ddoce!…
i’ tengo ‘o desiderio ‘e ma spusà. -

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): 'A vita è ingiusta

‘A vita è ingiusta pecché è fatta a scale.
Ognuno sta piazzato a nu scalino,
ma sti scalini nun sò tutte eguale:
sò state predisposte da ‘o destino
ch’ha regolato chesta umanità.

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): Felicità

Vurria sapè ched’è chesta parola,
vurria sapè che vvò significà.
Sarrà gnuranza ‘a mia, mancanza ‘e scola,
ma chi ll’ha ntiso maje annummenà.

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): Ammore perduto

Ammore perduto
ì t’ero truvato,
nun aggio saputo
tenerte cu mme.
Ammore perduto,
mmà ha ditto stu core
ca tarde ha saputo
tu ch’ire pe mme.

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): 'A cunzegna

‘A sera quanno ‘o sole se nne trase
e da’ ‘a cunzegna a’ luna p’ ‘a nuttata
lle dice dinto ‘a recchia: “I’ vaco a’ casa:
t’arraccumanno tutt’ ‘e nnammurate”.

read more

Poesie di Natale di Gianni Rodari: Il mago di Natale

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

read more

Poesie di Natale di Guido Gozzano: E? nato! Alleluia!

E? nato il sovrano bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!
La notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaie
suonate! Squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma come nei libri hanno detto
da quattromill?anni i profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Da quattromill?anni s?attese
a quest?ora su tutte le ore.
E? nato, è nato il Signore!
E? nato nel nostro paese.
Risplende d?un astro divino
la notte che già fu sì buia.
E? nato il Sovrano Bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!

read more

Poesia di Natale di Umberto Saba: A Gesù Bambino

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell?universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa? ch?io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa? che il tuo dono
s?accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): Il fine dicitore

“Ninì Santoro, il fine dicitore,
maestro di eleganza e di maniere,
il re del music-hall, il gran signore,
debutta questa sera al Trianon”.
Guardanno ‘o manifesto, chi liggeva
penzava: certo chisto è n’artistone.
Tenevemo st’attore? E chi ‘o ssapeva!
Stasera stessa mm’ ‘o vaco a ssentì.

C’ ‘o tubbo, ‘a caramella e nu bucchino
d’avorio giallo, luongo miezo metro;
un fazzoletto bianco nel taschino,
ncuollo nu frack ‘e seta blummarè

Tutt’ ‘o teatro illuminato a giorno,
na marcia trionfale comm’ “Aida”,
Santoro ascette e cu na faccia ‘e corne
pareva ca diceva: “Eccomi qua!

Mo v’aggia fa vedè chi è Santoro,
il fine dicitore, il fantasista
ca quanno arape ‘a vocca caccia ll’oro,
oro colato ‘e primma qualità”.

‘O pubblico ansioso s’aspettava:
chi sa mo ch’esce ‘a vocca a stu Santoro.
Ma ch’era ascì… Santoro ‘ncacagliava,
faceva smorfie, zumpe e niente cchiù.

Nun fernette nemmeno ‘o riturnello
d”o primmo raccuntino d’avventure,
quann’uno arreto a me: “Santò, si bello!”
(‘Ndranghete!) E allazza nu pernacchio ‘e nuvità.

Fuie cumm’a nu signale ‘e na battaglia,
mancava poco e nce scappava ‘o muorto:
‘e sische mme parevano mitraglia.
Santoro nun putette continuà.

“Ll’artista” se facette ‘a mappatella:
‘o frack, ‘o tubbo, ‘o fazzuletto bianco,
s’annascunnette pure ‘a caramella.
Dicette: “Aggio sbagliato,.. Ch’aggia fa?”.

Trent’anne so passate ‘a chella sera
che il fine dicitore fantasista
pe fforza avette chiudere ‘a carriera
a beneficio dell’umanità.

Aiere steva scritto into ‘o giurnale che:
“dopo varii e lunghi appostamenti
è stato assicurato un criminale
alla Giustizia delle Autorità”.

E chi era, neh, stu disgraziato?
Santoro… il dicitore fantasista,
ca, pe magnà, al furto s’era dato
o pover’ommo pe putè campà.

Io penso che fu l’epoca sbagliata;
trent’anne fa tutto era n’ata cosa.
Oggi che il nostro gusto s’è cambiato
Santoro fosse na celebrità.

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): Pe stà vicino a tte

Vulesse addeventà nu barbuncino:
uno ‘e chilli canille nire e riccie
ca siente ‘e dì p’ ‘a strada: “Che carino!…
sembra un batuffolino… nu capriccio”.
E me ‘nfezzasse dint’ ‘a na vetrina
d”o primmo magazzino ca truvasse;
e tu, passanno ‘a llà ogni matina,
te ‘ncapricciasse ‘e me e m’accattasse.

Io già me veco cu nu cullarino
tutto ‘ndurato cu ddoje campanelle
sdraiato appiede a tte ‘ncopp’ ‘o cuscino:
p’ ‘a gioia, cchiù nun ce stesse dint’ ‘a pella!

E quanno po’ tu me pigliasse ‘mbraccio,
dicenneme parole azzuccuselle,
io t’alleccasse ‘e mmane, l’uocchie e ‘a faccia
sbattenno ‘e zampe, ‘e rrecchie e ‘sta curella.

Pe stà sempe cu tte matina e sera
nun me ‘mpurtasse ‘e fa sta vita ‘e cane!
Vicino a tte t’ ‘o giuro ‘e sta manera
vulesse bbene pure ‘o acchiappacane!

read more

Poesie d'amore di Antonio De Curtis (Totò): All'intrasatta...

L’ammore è na jurnata ‘e sole
ca schioppa all’intrasatta dint’ ‘o core.
E ‘o sole mio si tu!…
Schiuppanno all’intrasatta dint’ ‘a stu core
he dato vita nova a chesta vita;
l’essenza profumata ‘e na viola
e ll’uocchie appassiunate ‘e Margarita.

read more
Pagina » 12345678910111213141516171819202122232425


Cerca tra altri post

Lascia un Commento


phpJobScheduler