Poesie

Sandro Bondi

La Finanziaria fa piangere anche Bondi

Povero ministro Bondi! Impegnato a girare l’Italia e i talk show per dire “si vergogni” ai suoi avversari, oggi si trova con una grana per le mani. Hanno tolto quattrini al suo ministero e si trova costretto a criticare senza criticare, ad alzare la voce parlando in modo sommesso. Ma l’uomo non si scoraggia e vedrete che tra qualche giorno, analizzati bene tutti gli aspetti della questione, spiegherà che la responsabilità dei tagli alla cultura è solo e soltanto della sinistra che dice no a tutto. Se la sinistra avesse consentito di non erogare per un intero anno lo stipendio agli statali ci sarebbero state le risorse per finanziare anche la pubblicazione in 20 milioni di copie della raccolta delle sue poesie da distribuire gratuitamente a tutte le famiglie italiane.
La sinistra però è collaborativa solo quando sono in gioco i suoi interessi.
Questo Bondi è proprio simpatico, addirittura un mattacchione. Ecco cosa dichiara; “Sono in totale sintonia con il ministro Tremonti. Mi rendo conto delle difficoltà del paese e della necessità di operare dei tagli coraggiosi anche nell’ambito della cultura. Penso che molti enti debbano essere soppressi tuttavia ci sono degli enti e delle istituzioni, cito il Centro sperimentale di cinematografia, il Vittoriale, che non possono essere considerati degli enti inutili. Alcuni tagli sono necessari ma non possono essere indiscriminati. Credo che il ministero non doveva essere esautorato da queste scelte”.
Una protesta da ministro veramente incazzato. Talmente incazzato da andare in tilt e non chiedere assolutamente nulla.
Tremonti, che è uomo comprensivo e sa immedesimarsi nei disagi dei suoi colleghi, gli lancerà una scialuppa di salvataggio. Gli restituirà qualche migliaia di euro per restituirgli a buon diritto la durlindana di paladino della cultura.

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Il sesso e l'estasi nella poesia di Sandro Bondi

Forse lo sanno in pochi, ma il ministro Sandro Bondi è anche poeta. Toscano, in quanto nativo di Fivizzano comune con poco meno di 10 mila abitanti facente parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, è cresciuto nella stessa regione che ha dato i natali a Dante Alighieri ed è stata la culla del rinascimento italiano.
Lo stile di Bondi è uno stile asciutto ed essenziale. Le sue composizioni poetiche in genere si limitano a 4 versi, ciascuno di 2 sole parole, vere schioppettate. Per un campionario delle sue poesie cliccate su questo link.
Abbiamo scelto per voi e brevemente commentato quella dedicata a Michela Vittoria Brambilla intesa, a causa del carattere scostante e del colore dei suoi capelli, “Crudelia Salmon”. Bondi la immortala così.

Ignara bellezza
Rubata sensualità
Fiore reclinato
Peccato d?amore

Qualcuno sostiene che le poesie di Bondi sarebbero un “crimine contro l’umanità”. Ci permettiamo di dissentire dopo avere letto la sua poesia dedicata alla Brambilla nella quale egli ne opera una trasfigurazione che in qualche misura ci evoca la Beatrice dantesca.
Così la Brambilla, che in molti ispira tutto men che sentimenti affettuosi e benevoli e ancor meno irrefrenabili pulsioni erotiche, con la penna di Bondi si trasforma in un prezioso e irrangiubile oggetto di desiderio. Se non è arte questa, cos’è l’arte?

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L'amore nella poesia di Sandro Bondi

Sandro Bondi è quel che si dice l’uomo giusto al posto giusto. Un sommo artista a dirigere il Ministero dei Beni Culturali. Oggi magari ci ridiamo sopra ma, tra cento anni, quando saranno scritte migliaia di pagine sulle sue opere e decine di Blogs si interrogheranno alla ricerca spasmodica dell’interpretazione autentica di ciascuna parola dei suoi versi, tra cento anni ripeto, ciascuno di coloro che oggi ha riso, nell’aldilà dovrà abbassare la testa di fronte a lui che sibilerà “si vergogni”. E avrà ragione! Leggendo la sua poesia dedicata alla signora Rosa Bossi, madre adorata del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quattro versi di intensità inarrivabile,

Mani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d?amore
Madre di Dio

torna alla mente il verso della Divina Commedia dove è raccontato che il conte Ugolino intuisce che la sua sorte e quella dei suoi figli è ormai segnata e lo racconta a Dante con le parole “ed io sentii chiovar l’uscio di sotto all’orribile torre …”.
Come è noto, in alcuni casi invece del termine “chiovar” si trova “chiavar” e su questa differenza i commentatori si sono divisi e si dividono tuttora. Si racconta che il tema fu affrontato anche da Giosué Carducci durante una sua lezione all’Università di Bologna e che alla fine della lezione uno studente gli chiese: “Maestro, ma lei preferisce chiovar o chiavar”? E’ ovvio che io preferisca chiavar rispose Carducci giocando sul facile doppiosenso.
Torniamo all’ultimo verso di questa poesia di Bondi, nel quale egli chiama la signora Bossi, Madre di Dio. Le interpretazioni possibili sono almeno due:

  1. scrivendo Madre di Dio, Bondi ha pensato semplicemente alla Madonna e quindi ha voluto identificare la signora Bossi con questa nostra madre comune;
  2. oppure Dio potrebbe essere stato usato per identificare Silvio Berlusconi.

I commentatori avranno pane per i loro denti. Indagando sul momento in cui il verso è stato scritto e sullo stato d’animo del momento dell’autore ognuno troverà e difenderà la sua verità, ma tutti converranno che nel raccontare l’amore nessuno è riuscito meglio del nostro ministro.

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