Poesie

Ugo Foscolo

Poesie d'’amore di Ugo Foscolo: Di se stesso all'amata

Così gl’interi giorni in lungo incerto
sonno gemo! ma poi quando la bruna
notte gli astri nel ciel chiama e la luna,
e il freddo aer di mute ombre è coverto;

Dove selvoso è il piano e più deserto
allor lento io vagando, ad una ad una
palpo le piaghe onde la rea fortuna,
e amore, e il mondo hanno il mio core aperto.

Stanco mi appoggio or al troncon d’un pino,
ed or prostrato ove strepitan l’onde,
con le speranze mie parlo e deliro.

Ma per te le mortali ire e il destino
spesso obbliando, a te, donna, io sospiro:
luce degli occhi miei chi mi t’asconde?

read more

Poesie d’'amore di Ugo Foscolo: Sì, ho baciato Teresa

Sì, ho baciato Teresa;
i fiori e le piante esalavano
in quel momento un odore soave;
le aure erano tutte armonia;
i rivi risuonavano da lontano;
e tutte le cose s’abbellivano
allo splendore della luna
che era tutta piena della luce
infinita della divinità.
Gli elementi e gli esseri esultavano
nella gioia di due cuori ebbri di amore.
– Ho baciata e ribaciata quella mano…
e Teresa mi abbracciava tutta tremante,
e trasfondea i suoi sospiri nella mia bocca,
e il suo cuore palpitava su questo petto:
mirandomi co’ suoi grandi occhi languenti,
mi baciava, e le sue labbra umide,
socchiuse mormoravano su le mie

read more

Poesie d'’amore di Ugo Foscolo: Perché taccia

Perché taccia il rumor di mia catena
di lagrime, di speme, e di amor vivo,
e di silenzio; ché pietà mi affrena
se di lei parlo, o di lei penso e scrivo.

Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
ove ogni notte amor seco mi mena,
qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
qui tutta verso del dolor la piena.

E narro come i grandi occhi ridenti
arsero d’immortal raggio il mio core,
come la rosea bocca, e i rilucenti

odorati capelli, ed il candore
delle divine membra, e i cari accenti
m’insegnarono alfin pianger d’amore.

read more

Poesie d’'amore di Ugo Foscolo: Io non invidio ai vati

Io non invidio ai vati
Le lodi e i sacri allori,
Nè curo i pregi e gli ori
D’un duce o d’un sovran.
Saran miei dì beati
Se avrò il mio crine cinto
Di serto vario-pinto
Tessuto di tua man.
Saran miei dì beati
Se in mezzo a bosco ombroso
Il volto tuo vezzoso
Godrommi a contemplar.
Che bel vederci allora
Mille cambiar sembianti,
E direi: O cori amanti,
Cessate il palpitar!

read more
Pagina » 1


Cerca tra altri post

Lascia un Commento


phpJobScheduler