Poesie

miracolo

Forse in un mattino andando in un'aria di vetro

FORSE  IN  UN  MATTINO  ANDANDO  IN  UN’ARIA  DI  VETRO

di Eugenio Montale

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

[dai Ossi di seppia, 1925]


Due quartine di versi liberi di Eugenio Montale…. dal contenuto filosofico espresso magistralmente attraverso immagini anziché  veri e propri concetti.  La scoperta o l’intuizione del “nulla”, del “vuoto”, è salutata dal poeta come “miracolo”   …….e  tale scoperta, sofferta, viene vissuta come spaventosa vertigine:  il “terrore di ubriaco” è infatti l’incertezza  di chi ha perso ogni stabile punto di riferimento. Dopo l’intuizione folgorante del nulla tornano nuovamente a profilarsi le cose consuete della realtà,  come gli alberi , le case,  i colli …. oggetti dell’esperienza  che sono però solamentee parvenze ingannevoli. Adesso il poeta non può più tornare alla condizione abituale ma illusoria degli “uomini che non si voltano”; e raggiugere tale consapevolezza è per Montale sì un privilegio, ma anche una condanna, perché lo obbliga alla solitudine e al silenzio non potendo svelare il suo “segreto” a chi non potrebbe intendenderlo.

Versi mirabili, con cui il poeta esprime,  con magistrale sintesi poetica,  la percezione che ha della vita.

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