Poesie

natura

E' inverno........

E’ inverno! Le foglie sono cadute, e gli abeti, gli aceri, la betulla, il cedro, il faggio, il ginko biloba, l’ippocastano, l’olmo, il platano, la quercia rossa, il tasso, il tiglio selvatico, e il peccio………. sono ingialliti: ognuno a modo proprio….. ed i colori sono bellissimi!  

 

 

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Rilassiamoci leggendo : Anton Cechov - "La mia vita"

Questo brano, tratto dal famoso racconto  di Anton Cechov  “La mia vita” , mi ha ricordato che viviamo   in città  troppo lontane dalla natura incontaminata. Leggere queste parole mi ha incantato………e trasportato con la fantasia in  luoghi sereni. Le buone letture aiutano……

“Dietro la grande casa c’era il vecchio giardino già ritornato selvaggio, soffocato da erbacce ed arbusti. Peonie e papaveri, vestigia di vecchie aiuole, drizzavano al di sopra dell’erba le le teste bianche e scarlatte; lungo  i sentieri , stendendosi ed intricandosi l’uno con l’altro, crescevano dei giovani aceri e olmi,  già smozzicati dalle mucche. S’era formata una vera boscaglia e il giardino pareva impenetrabile, ma soltanto vicino alla casa dove, coetanei ad essa,  crescevano pioppi, pini e antichi tigli piantati nei vecchi viali.

Al di là , il giardino era stato pulito per falciarvi l’erba.  Più ci si allontanava e più c’era spazio;  e ciliegi, susini, meli e peri……

Il giardino sempre più diradandosi, si trasformava poi in un vero prato, scendendo verso il fiume coperto di canne verdi e di salici piangenti. Vicino alla diga del mulino c’era una gora profonda e pescosa: Il piccolo mulino dal tetto di paglia girava furiosamnete; le rane gracidavano a squarciagola. Sull’acqua , liscia come uno specchio, si formavano a volta dei cerchi; le ninfee, urtate da qualche pesciolino, rabbrividivano dolcemente. La gora turchina e calma attirava……… promettendo frescura e riposo.

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