Poesie

Giovanni Pascoli

Poesie d'’amore di Giovanni Pascoli: La tessitrice

Mi son seduto su la panchetta
come una volta… quanti anni fa?
Ella, come una volta, s’è stretta
su la panchetta.

E non il suono d’una parola;
solo un sorriso tutto pietà.
La bianca mano lascia la spola.

Piango, e le dico: Come ho potuto,
dolce mio bene, partir da te?
Piange, e mi dice d’un cenno muto:
Come hai potuto?

Con un sospiro quindi la cassa
tira del muto pettine a sé.
Muta la spola passa e ripassa.

Piango, e le chiedo: Perché non suona
dunque l’arguto pettine più?
Ella mi fissa timida e buona:
Perché non suona?

E piange, e piange – Mio dolce amore,
non t’hanno detto? non lo sai tu?
Io non son viva che nel tuo cuore.

Morta! Si, morta! Se tesso, tesso
per te soltanto; come, non so;
in questa tela, sotto il cipresso,
accanto alfine ti dormirò. –

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Poesia sulla Befana di Giovanni Pascoli

Sembra una filastrocca per bambini scritta in un momento di pausa e come tale è leggibile. E’ anche e di più, come ogni vera opera d’arte, il veicolo che il poeta utilizza per portarci dentro la sua visione della vita dei deboli ai quali Pascoli guardò intensamente nel corso della sua vita e che trasferì nella sua composizione poetica.
Il grande poeta romagnolo del decadentismo italiano vissuto a cavallo dell’800 e del 900 in questa composizione ci ricorda altre sue opere immortali come La cavallina storna, L’aquilone o La sera.

Viene viene la Befana,
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! la circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello,
ed il gelo il suo pannello,
ed è il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.

E si accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare,
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.

Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?

Guarda e guarda? tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
Guarda e guarda? ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini?

Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale:
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?

Coi suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Coi suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra
sente e vede, e si allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra:
trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?

Guarda e guarda? tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra le cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti?

E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila?
Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c?è chi piange e c?è chi ride:
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.

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Poesie e filastrocche sull'amore per la mamma

Un amore semplice espresso in versi

Tra le migliaia di poesie scritte per cantare l’amore per la propria madre ve ne proponiamo soltanto alcune. Troverete quella di Dante Alighieri che tra le madri sceglie la madre del Creatore e tante altre di autori famosi e meno famosi. Tutte ispirate da eguale sentimento.

E lei, la madre dalle brune chiome,
riposerà così, sul nudo cuore,
il suo vecchio figliolo:
ed io sarò per poco ancora
– un solo attimo forse, dell?eternità-
il fanciullo che fui.
Piero Maestri

Più le voglio bene più aumentano i suoi nomi.
Così diventa mamma e mammina, mame e mamele
e ai confini fra lo yiddish e il polacco,
maminka e mameshi e poi
matka,matusia,matuska,mamusia,mamunin.
Melena Janeczek

La mamma è come un?albero grande,
che tutti i suoi frutti ci dà;
per quanti gliene domandi,
sempre uno ne troverà.
Ti dà il frutto il fiore la foglia:
per te di tutto si spoglia:
anche i rami si taglierà.
Una mamma è come un albero grande
Francesco Pastonchi

Di parole ho la testa piena
Con dentro?la luna? e la ?balena?.
C?e qualche parola un po? bisbetica:
?peronospora?,?aritmetica?.
Ma le più belle le ho nel cuore,
le sento battere: ?mamma?,?amore?.
Gianni Rodari

Anche tu, madre, leggi questi versi
Per amore di te mai giammai persi,
e udir potrai per una volta ancora
i piedini echeggiare come allora.
Robert Louis Stevenson

Son più di trent?anni
e, di queste ore,
mamma, tu con dolor mi hai partorito;
ed il mio nuovo, piccolo vagito
t?addolorava più del tuo dolore.
Giovanni Pascoli

Merende di pane e cioccolato,
canzoni della mamma,
lezioni che mi faceva ripassare la mattina,
ore passate a guardarla cucinare,
infanzia , piccole paci, piccole gioie,
dolci di mamma, sorriso di mamma
Albert Cohen

Stella stellina, la notte si avvicina,
la luna è d?argento
rumori più non sento.
La mucca col vitello,
la pecora e l?agnello,
la gatta e il suo micino,
la chioccia col pulcino,
il bimbo e la sua mamma,
tutti fan la nanna.
Ninnananna popolare

Signuruzzu faciti bon tempo
Accussì abbusca i sordi u papà
Cu li sordi accattami lu sceccu
Ci mittemu a cavaddru a mamà
Adagio Sicilano che dice:
Signore fate che non piova
Così papà potrà lavorare e
guadagnare i soldi per comprare un asinello
e sull?asinello la mamma potrà camminare senza stancarsi

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