Poesie

pasqua

Il giorno di Pasquetta

Non è bastata la strafogata di Pasqua. Per Pasquetta, è legge non scritta, si deve andare all’aria aperta, arrostire alla brace carciofi, costate, salsiccia ed innaffiare con vino abbondante. In astinenza soltanto coloro che dovranno guidare per il viaggio di ritorno. Domani torneremo al lavoro sazi e soddisfatti. Leggiamoci questa poesia.

E’ da molto che sto aspettando
questo giorno di Pasquetta
é una giornata che ti diverti
perché si passa all’aria aperta
forza dai raccogli gli attrezzi
porta la carne e porta il vino
prendi la strada per la campagna
e andiamo a Cristo Redentore.
Sta un Cristo alto alto
che ci sta aspettando a braccia aperte
vuole che tutti i piccoli
devono giocare intorno intorno
dentro l’erba e sotto il sole
aria fine e tanti odori
si lasciano andare i ragazzi
e bisticciano giocando a pallone
i più grandi come pazzi
si accaniscono al gioco delle piastrelle
dieci venti nella macchia
io mi nascondo e tu mi cerchi
mentre altri sulla parete
stanno facendo una cantata,
dopo tanto movimento
di mangiare arriva il momento
tutte le donne sono affaccendate
e tirano fuori la frittata
poi si raccoglie la legna
e si fa l’agnellone alla brace
il giorno della Pasquetta
la tradizione vuole il “marretto”
cavalluccio e taralli zuccherati
uova lesse e pane a tarallo
alla fine con la cioccolata
tutti i piccoli si sono impiastricciati
Quando poi tramonta il sole
la giornata se ne vola
abbiamo passato tanto bene
ci vediamo l’anno che viene
salutatemi il Redentore
che i Martinesi ha a cuore.

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