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Il sesso e l'estasi nella poesia di Sandro Bondi

Forse lo sanno in pochi, ma il ministro Sandro Bondi è anche poeta. Toscano, in quanto nativo di Fivizzano comune con poco meno di 10 mila abitanti facente parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, è cresciuto nella stessa regione che ha dato i natali a Dante Alighieri ed è stata la culla del rinascimento italiano.
Lo stile di Bondi è uno stile asciutto ed essenziale. Le sue composizioni poetiche in genere si limitano a 4 versi, ciascuno di 2 sole parole, vere schioppettate. Per un campionario delle sue poesie cliccate su questo link.
Abbiamo scelto per voi e brevemente commentato quella dedicata a Michela Vittoria Brambilla intesa, a causa del carattere scostante e del colore dei suoi capelli, “Crudelia Salmon”. Bondi la immortala così.

Ignara bellezza
Rubata sensualità
Fiore reclinato
Peccato d?amore

Qualcuno sostiene che le poesie di Bondi sarebbero un “crimine contro l’umanità”. Ci permettiamo di dissentire dopo avere letto la sua poesia dedicata alla Brambilla nella quale egli ne opera una trasfigurazione che in qualche misura ci evoca la Beatrice dantesca.
Così la Brambilla, che in molti ispira tutto men che sentimenti affettuosi e benevoli e ancor meno irrefrenabili pulsioni erotiche, con la penna di Bondi si trasforma in un prezioso e irrangiubile oggetto di desiderio. Se non è arte questa, cos’è l’arte?

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