Poesie

Rabindranath Tagore

Poesie d’amore di Rabindranath Tagore: Io desidero te, soltanto te

Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell’oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
“Io desidero te, soltanto te”.
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
“Io desidero te, soltanto te”.

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Poesie d’'amore di Rabindranath Tagore: Spegni la lampada

Spegni la lampada, tesoro, la lampada
della tua notte solitaria.
Ti giunge l’invito ad aprire la porta,
sta per sorgere la luce del mattino.
Lascia nell’angolo il tuo liuto, amore,
lo strumento della tua vita solitaria.
Ti giunge l’invito a venir fuori in silenzio,
sta per cantare il nuovo giorno.

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Poesie d'’amore di Rabindranath Tagore: Quando la notte vado sola

Quando la notte vado sola al mio appuntamento d’amore,
gli uccelli non cantano, il vento non soffia,
le case ai lati della strada sono silenziose.
Solo i miei bracciali tintinnano a ogni passo
e io me ne vergogno.

Quando siedo al balcone e ascolto giungere i suoi passi,
non c’è stormire di foglie sui rami,
l’acqua del fiume è ferma, come la spada
sulle ginocchia d’una sentinella addormentata.
Solo il mio cuore batte con violenza e io
non so come tranquillizzarlo.

Quando il mio amore arriva e siede vicino a me,
quando il mio corpo freme e le mie palpebre s’abbassano,
la notte s’oscura, il vento spegne la lampada
e le nuvole velano le stelle.
E’ allora che il gioiello sul mio seno scintilla,
e io non so come nasconderlo.

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Poesie d'’amore di Rabindranath Tagore: Lascia che il tuo amore suoni la mia voce

Lascia che il tuo amore suoni la mia voce
e si posi sul mio silenzio.
Lascialo entrare, attraverso il mio cuore,
in tutti i miei movimenti.
Fa brillare il tuo amore come stelle
nell’oscurità del mio sonno
e fallo albeggiare al mio risveglio.
Fallo bruciare nel fuoco dei miei desideri,
e scorrere in tutte le correnti del mio amore.
Lasciami portare il tuo amore nella mia vita
come l’arpa porta la sua musica,
e lascia che io te lo ritorni
alla fine assieme alla mia vita.

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Poesie d'’amore di Rabindranath Tagore: Amore, giorno e notte il mio cuore

Amore, giorno e notte il mio cuore
si strugge d’ incontrarsi con te –
nell’ incontro che e’ simile
alla morte che tutto divora.

Spazzami via come una tempesta;
prendimi tutto quello che ho;
spalanca il mio sonno
e saccheggia i miei sogni.
Derubami del mio mondo.

In quella desolazione,
nell’ assoluta nudita’ dello spirito,
uniamoci nella bellezza.

Ahime’, che vano desiderio!
Che speranza c’e’ d’ essere uniti
se non in te, mio Dio ?

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Poesie d'’amore di Rabindranath Tagore: Tu m’hai esaltato

Tu m’hai esaltato secondo il tuo amore,
io che sono un uomo
in mezzo agli altri
immerso nella volgare corrente, sballottato
dal mutevole favore del mondo.
M’hai fatto largo là dove i poeti
vanno a deporre le loro offerte,
e amanti dagli illustri nomi
si salutano attraverso le ere.
Persone indifferenti
m’incrociano al mercato,
ignorano che il mio corpo
sia diventato prezioso,
per le tue carezze… essi non sanno
che in me porto i tuoi baci,
come il sole
questo sigillo divino che l’accende
d’una fiamma inestinguibile.
(R. Tagore)

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Poesie d'’amore di Rabindranath Tagore: Non celare il segreto del tuo cuore

Non celare il segreto del tuo cuore,
Rabindranath Tagore

Non celare il segreto del tuo cuore,
amico mio.
Dillo a me, solo a me, in segreto.
Tu che sorridi tanto gentilmente,
sussurralo sommessamente,
il mio cuore l’udrà,
non le mie orecchie.

La notte è fonda,
la casa è silenziosa,
i nidi degli uccelli
son coperti di sonno.

Dimmi tra lacrime esitanti,
tra sorrisi titubanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore!

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Poesie d’'amore di Rabindranath Tagore: Credo d'averti visto in sogno

Credo d’averti visto in sogno
prima di conoscerti,
tali sono le precognizioni
d’Aprile
prima della pienezza
primaverile.

La visione avuta da te
non è venuta
quando tutto era impregnato
dal profumo del sal fiorito,
quando lo scintillare
del fiume al tramonto
aggiungeva una frangia
al biondeggiare della sabbia,
quando i frastuoni
dei giorni estivi
vagamente s’intrecciavano?

Sì, ironica e sfuggente
è stata la visione
che ho avuto del tuo viso,
in ore evase
da ogni realtà!

Vieni come sei, non indugiare
a farti bella.
Se le trecce dei capelli sono
sciolte, se la riga non è dritta,
se i nastri della veste sono
slacciati, non badarci.
Vieni come sei, non indugiare
a farti bella.
Vieni in fretta, sull’erba,
a passi veloci.
Se la rugiada scioglie la rossa
pittura dei tuoi piedi,
se i bracciali con le campanelle s’allentano alle tue caviglie,
se cadono le perle della tua
collana non badarci.
Vieni in fretta, sull’erba,
a passi veloci!

Non vedi quante nuvole
oscurano il cielo! Stormi di gru
si levano in volo dall’altra
riva del fiume
e raffiche improvvise di vento passano veloci sulla brughiera.
Il gregge impaurito corre verso
gli ovili del villaggio.
Non vedi quante nuvole
oscurano il cielo?
Invano accendi la lampada della tua toilette, il vento la sbatte
e la spegne.

Chi potrebbe dire che le tue
palpebre non sono tinte
di ombretto nero?
I tuoi occhi sono più oscuri delle nuvole minacciose.
Invano accendi la lampada della tua toilette per prepararti.

Vieni come sei, non indugiare
a farti bella.
Se la ghirlanda non è bene
intrecciata, che importa?

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