Poesie

Paul Verlaine

Poesie d’amore di Paul Verlaine: Tutta grazia e tutta sfumature

Tutta grazia e tutta sfumature,
nello splendore dei suoi sedici anni,
ha candore e civetterie innocenti
propri di una bambina.

I suoi occhi, che sono occhi d’un angelo,
sanno tuttavia, senza pensarvi,
risvegliare lo strano desiderio
di un bacio immateriale.

E la sua mano, piccola a tal punto
da non poter tenere un colibrì,
imprigiona il cuore che lei ha preso
di nascosto, e non fa sperare fuga.

L’intelligenza, in lei, giunge in soccorso
alla nobile anima; lei è pura
e spirituale: quello che ha detto
doveva proprio dirlo!

Se pure la stoltezza la diverte
e la fa ridere senza pietà,
ella sarebbe, se fosse una musa,
clemente fino a diventare amica,

fino all’amore – chi lo sa? può darsi,
nei confronti di un poeta innamorato
che mendicasse sotto la finestra,
audace, un degno premio

per la sua canzone, bella o brutta,
ma testimoniando onestamente,
senza note false né sciocchezze,
il dolce male che si soffre amando.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: La buona canzone

Alla mia adorata Mathilde Mauté de Fleurville

Bisogna dunque che questo libretto
dove l’Amore canta speranzoso,
ti trovi sofferente in questo giorno,
te, per cui soltanto voglio vivere?

Bisogna che al momento benedetto
questo male terribile ti abbia
sottratta al mio amore spaventato,
tenendomi lontano dal tuo letto?

– Ma infine, poiché sorride ancora,
dopo che la tempesta è terminata,
l’avvenire, con la fronte incoronata
di fiori che un gioioso sole indora,

speriamo, amica mia, sì, speriamo!
Già! E coloro i quali son felici
in questa vita, presto invidieranno
noi che infinitamente ci ameremo.

P.V.
5 luglio 1870

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: In sordina

Calmi nella penombra
sotto questi alti rami,
colmiamo il nostro amore
di profondo silenzio.

Fondiamo anime, cuori,
i nostri sensi in estasi,
qui tra i vaghi languori
dei pini e dei corbezzoli.

Socchiudi gli occhi, incrocia
le braccia sopra il seno,
allontana il domani
dal tuo cuore assopito.

Lasciamoci convincere
al soffio carezzevole
che viene ad increspare
l’erba fulva ai tuoi piedi.

E quando dalle querce
grave cadrà la sera,
cantando un usignolo
ci dirà disperato.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Lettera

Signora, io, costretto a starmene lontano
dai vostri occhi (chiamo gli dèi a testimoni),
languisco e muoio come è mio costume in casi
simili, e intanto ho il cuore pieno di amarezza
e vivo tra gli affanni, con l’ombra vostra appresso,
di giorno nei pensieri, di notte dentro i sogni,
di giorno e di notte, signora mia adorabile!
E così alla fine, facendo il corpo spazio
all’anima, un fantasma diventerò a mia volta,
e allora la mia ombra si fonderà alla vostra
per sempre, nello spasmo lamentoso dei vani
abbracci, dei molteplici, infiniti desideri.

Nell’attesa, mia cara, sono il tuo servitore.

Laggiù va tutto bene, va come piace a te?
Il pappagallo, il gatto, il cane? E’ sempre bella
la compagnia laggiù? Quella certa Silvana
di cui avrei amato l’occhio scuro se il tuo
non fosse blu, e che a volte mi faceva dei segni
(perbacco!), ti fa ancora da dolce confidente?

Ora un’idea impaziente, signora, mi tormenta:
riuscire a conquistare il mondo e i suoi tesori
per deporli davanti ai vostri piedi come
pegno – indegno – d’amore, di un amore uguale
alle fiamme più celebri che hanno fatto risplendere
le tenebre profonde dei grandi cuori.
Fu meno amata Cleopatra, in fede mia, davvero,
da Marcantonio e Cesare, che voi da me, signora,
e non abbiate dubbi, perché saprò combattere
come l’antico Cesare, per un sorriso, o mia
Cleopatra, e come Antonio fuggire per un bacio.
E adesso, cara, addio. Ho già parlato troppo.
E il tempo che si perde per leggere una lettera
non varrà mai la pena che ci si metta a scriverla.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: A Climene

Mistiche barcarole,
romanze senza parole,
cara, poiché i tuoi occhi
color del cielo,

poiché questa tua voce,
insolita visione che mi scuote
e mi turba l’orizzonte
della ragione,

poiché l’aroma insigne
del tuo pallore di cigno,
e poiché il candore
del tuo odore,

poiché tutto il tuo essere,
musica penetrante,
nimbi d’angeli morti,
toni e profumi,

ha condotto il mio cuore
sottile in sua corrispondenza
con alme cadenze,
così sia!

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Nella grotta

Alle tue ginocchia io mi uccido!
Poiché il mio sconforto è infinito
e la terribile tigre d’Ircania
è un agnello in confronto a te.

Sì, qui, mia crudele Climene,
questa spada che in tante battaglie
ha ucciso Ciri e Scipioni
porrà fine alla mia vita, ai miei tormenti.

Ma davvero ne ho bisogno per discendere
ai Campi Elisi? Non ha colpito Amore
con le frecce il mio cuore, da quando
i tuoi occhi lucenti mi hanno preso?

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Serenata

Come la voce di un morto che canti
dal fondo della fossa
ascolta, amica, la mia voce sale
falsa e aspra al tuo rifugio.

Apri l’orecchio e l’anima al suono
del mio mandolino:
è una canzone tenera e crudele,
per te, solo per te.

Io canterò i tuoi occhi d’oro e d’onice
privi di ogni ombra,
poi il Lete del tuo seno, poi lo Stige
dei tuoi capelli neri.

Come la voce di un morto che canti
dal fondo della fossa
ascolta, amica, la mia voce sale
falsa e aspra al tuo rifugio.

Poi molto loderò, come si deve,
il corpo benedetto
il cui profumo mi giunge opulento
nelle notti d’insonnia.

E per finire loderò il bacio
delle tue labbra rosse,
la tua dolcezza nel martirizzarmi.
– Mio Angelo! – Sgualdrina!

Apri l’orecchio e l’anima al suono
del mio mandolino:
è una canzone tenera e crudele,
per te, solo per te.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: A una donna

A te queste parole, per la consolatrice
grazia dei tuoi grandi occhi, dove un tenero sogno
ride e piange, per l’anima tua pura, così bella,
a te queste parole, dal mio acre tormento!

Ahimè, l’orrido incubo che sempre mi perseguita
non mi dà tregua, infuria follemente, geloso,
si va moltiplicando come un branco di lupi,
si attacca al mio destino sporcandolo di sangue!

Io soffro, è spaventosa la mia sofferenza,
tale che, al suo confronto, è un’egloga il lamento
del primo uomo, espulso dal giardino dell’Eden!

Le preoccupazioni che puoi avere, cara,
sono rondini in volo nel cielo del meriggio
riscaldato dal sole di un giorno di settembre.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Stanchezza

Un poco di dolcezza, dolcezza, sì, dolcezza!
Calma un momento, cara, questi slanci febbrili.
Talvolta, sai, l’amante, nel pieno del piacere,
deve aver l’abbandono quieto di una sorella.

Sii languida, accarezzami fino a farmi assopire,
sono uguali i sospiri e gli sguardi cullanti.
Eh sì, la gelosia e l’ossessivo spasimo
non valgono un bel bacio, anche se menzognero.

Ma tu mi dici, amore, che nel tuo cuore d’oro
la passione selvaggia suona il corno da caccia…
E lasciala suonare, la povera accattona!

Appoggia la tua fronte sulla mia fronte e dammi
la mano, e giura cose che presto scorderai.
Piangiamo fino all’alba, mia piccola focosa!

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Desiderio

Ah, quegli appuntamenti! Ah, quelle prime amanti!
Ed i capelli d’oro, e gli occhi azzurri, e il fiore
delle carni. Ed ancora, tra gli odorosi corpi
giovani e cari, i tocchi spontanei, timorosi!

Sono così lontani tutti questi candori,
tutti questi piaceri! Ahimè, sono fuggiti
verso la primavera dei rimpianti i neri
inverni della mia noia, del mio sconforto.

Adesso eccomi solo, cupo e solitario,
cupo e disperato, più gelido di un vecchio,
un povero orfanello senza sorelle grandi.

Oh, la donna che ama carezzevole e calda,
dolce, pensosa e bruna, che mai si meraviglia,
e a volte come un bimbo vi bacia sulla fronte!

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Nevermore

O ricordo, ricordo, perché mi vai cercando?
L’autunno alzava in volo il tordo nell’aria atona,
e il sole dardeggiava con un raggio monotono
sul bosco ingiallito dove risuona il vento.

Noi eravamo soli, sognanti avanzavamo
io e lei, con i capelli ed i pensieri al vento.
D’un tratto la sua voce d’oro vivo, una voce
dolce e sonora, fresca voce d’angelo, disse:

“Qual’è stato il tuo giorno più bello nella vita?”
Che sguardo commovente! Le diedi per risposta
un sorriso discreto, baciai la bianca mano.

Ah, quale buon profumo spandono i primi fiori!
Come suona incantevole sul labbro dell’amata
il suo primo , come suona incantevole!

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Noi saremo

Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
che certo guarderanno male la nostra gioia,

talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

che la speranza addita, senza badare affatto
che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell’amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

saranno due usignoli che cantan nella sera.
Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,
e inoltre ricoperti di una dura corazza,
sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
per noi ha stabilito, cammineremo insieme
la mano nella mano, con l’anima infantile
di quelli che si amano in modo puro, vero?

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Vola, canzone, rapida

Vola, canzone, rapida
davanti a Lei e dille
che, nel mio cuor fedele,
gioioso ha fatto luce
un raggio, dissipando,
santo lume, le tenebre
dell’amore: paura,
diffidenza e incertezza.
Ed ecco il grande giorno!
Rimasta a lungo muta
e pavida – la senti?
– l’allegria ha cantato
come una viva allodola
nel cielo rischiarato.
Vola, canzone ingenua,
e sia la benvenuta
senza rimpianti
vani colei che infine torna.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Le conchiglie

Ogni incrostata conchiglia che sta
In quella grotta in cui ci siamo amati
Ha la sua propria particolarità.

Una dell’anima nostra ha la porpora
Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;

Un’altra imita te nei tuoi languori
E nei pallori tuoi di quando, stanca,
Ce l’hai con me perché ho gli occhi beffardi.

Questa fa specchio a come in te s’avvolge
La grazia del tuo orecchio, un’altra invece
Alla tenera e corta nuca rosa;

Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.

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Poesie d’amore di Paul Verlaine: Il mio sogno familiare

Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante
Una donna mai vista, che amo e che mi ama,
Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama
Diversa e uguale m’ama e sempre è confortante.

È per me confortante, e il mio cuore parlante
Per lei soltanto, ahimé! Non è più cosa grama
Per lei soltanto, in fronte del sudore la trama
Lei soltanto rinfresca, con le lacrime piante.
È’ bruna, bionda o rossa? Non mi è dato sapere.
Il suo nome? Ricordo che è dolce e dà piacere.
Come nomi diletti che la vita ha esiliato.

All’occhio delle statue è simile il suo sguardo,
Ed ha la voce calma, lontana, grave, il fiato
Delle voci più care spente senza riguardo.

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