gallito blog
  • Home
  • società
  • business
  • spettacoli
  • tecnologia
  • viaggi
  • classici
Poesie d’amore di Pablo Neruda: Ode alla pace
3 Set 2010

Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono
legando terra e amori con l’antico
canto; e sia pace per le città all’alba
quando si sveglia il pane, pace al fiume
Mississippi, fiume delle radici:
e pace per la veste del fratello,
pace al libro come sigillo d’aria,
pace per il gran kolchoz di Kiev;
e pace per le ceneri di questi morti,
e di questi altri morti; sia pace sopra l’oscuro ferro
di Brooklyn, sia pace al portalettere
che entra di casa in casa come il giorno,
pace per il regista che grida
nel megafono rivolto ai convolvoli,
pace per la mia mano destra
che brama soltanto scrivere il nome di Rosario,
pace per il boliviano segreto
come pietra nel fondo d’uno stagno, pace
perché tu possa sposarti; e sia pace
per tutte le segherie del Bío-Bío,
sia pace per il cuore lacerato
della Spagna partigiana:
sia pace per il piccolo Museo di Wyoming,
dove la più dolce cosa
è un cuscino con un cuore ricamato,
pace per il fornaio e i suoi amori,
pace per la farina,
pace per tutto il grano che deve nascere,
pace per ogni amore che cerca schermi di foglie,
pace per tutti i vivi,
pace per tutte le terre e per le acque.

E ora qui vi saluto,
torno alla mia casa, ai miei sogni,
ritorno nella Patagonia, dove
il vento fa vibrare
le stalle e spruzza ghiaccio l’oceano.
Non sono che un poeta e vi amo tutti,
e vago per il mondo che amo:
nella mia patria i minatori conoscono le carceri
e i soldati danno ordini ai giudici.
Ma io amo anche le radici
del mio piccolo gelido paese.
Se dovessi morire mille volte,
io là vorrei morire:
se dovessi mille volte nascere,
là vorrei nascere,
vicino all’araucaria selvaggia,
al forte vento che soffia da Sud,
alle campane comprate da poco.
Nessuno pensi a me.
Pensiamo a tutta la terra, battendo
dolcemente le nocche sulla tavola.
Io non voglio che il sangue
torni a inzuppare il pane,
i legumi, la musica: ed io voglio che vengano con me
la ragazza, il minatore,
l’avvocato, il marinaio,
il fabbricante di bambole e che entrino
con me in un cinema e che escano a bere
con me il vino più rosso.

Io qui non vengo a risolvere nulla.

Sono venuto solo per cantare
e per farti cantare con me.

Testo in lingua spagnola
Oda a la paz

Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono
legando terra e amori con l’antico
canto; e sia pace per le città all’alba
quando si sveglia il pane, pace al fiume
Mississippi, fiume delle radici:
e pace per la veste del fratello,
pace al libro come sigillo d’aria,
pace per il gran kolchoz di Kiev;
e pace per le ceneri di questi morti,
e di questi altri morti; sia pace sopra l’oscuro ferro
di Brooklyn, sia pace al portalettere
che entra di casa in casa come il giorno,
pace per il regista che grida
nel megafono rivolto ai convolvoli,
pace per la mia mano destra
che brama soltanto scrivere il nome di Rosario,
pace per il boliviano segreto
come pietra nel fondo d’uno stagno, pace
perché tu possa sposarti; e sia pace
per tutte le segherie del Bío-Bío,
sia pace per il cuore lacerato
della Spagna partigiana:
sia pace per il piccolo Museo di Wyoming,
dove la più dolce cosa
è un cuscino con un cuore ricamato,
pace per il fornaio e i suoi amori,
pace per la farina,
pace per tutto il grano che deve nascere,
pace per ogni amore che cerca schermi di foglie,
pace per tutti i vivi,
pace per tutte le terre e per le acque.

E ora qui vi saluto,
torno alla mia casa, ai miei sogni,
ritorno nella Patagonia, dove
il vento fa vibrare
le stalle e spruzza ghiaccio l’oceano.
Non sono che un poeta e vi amo tutti,
e vago per il mondo che amo:
nella mia patria i minatori conoscono le carceri
e i soldati danno ordini ai giudici.
Ma io amo anche le radici
del mio piccolo gelido paese.
Se dovessi morire mille volte,
io là vorrei morire:
se dovessi mille volte nascere,
là vorrei nascere,
vicino all’araucaria selvaggia,
al forte vento che soffia da Sud,
alle campane comprate da poco.
Nessuno pensi a me.
Pensiamo a tutta la terra, battendo
dolcemente le nocche sulla tavola.
Io non voglio che il sangue
torni a inzuppare il pane,
i legumi, la musica: ed io voglio che vengano con me
la ragazza, il minatore,
l’avvocato, il marinaio,
il fabbricante di bambole e che entrino
con me in un cinema e che escano a bere
con me il vino più rosso.

Io qui non vengo a risolvere nulla.

Sono venuto solo per cantare
e per farti cantare con me. Paz para los crepúsculos que vienen,
paz para el puente, paz para el vino,
paz para las letras que me buscan
y que en mi sangre suben enredando
el viejo canto con tierra y amores,
paz para la ciudad en la mañana
cuando despierta el pan, paz para el río
Mississippi, río de las raíces:
paz para la camisa de mi hermano,
paz en el libro como un sello de aire,
paz para el gran koljós de Kíev,
paz para las cenizas de estos muertos
y de estos otros muertos, paz para el hierro
negro de Brooklyn, paz para el cartero
de casa en casa como el dia,
paz para el coreógrafo que grita
con un embudo a las enredaderas,
paz para mi mano derecha,
que sólo quiere escribir Rosario:
paz para el boliviano secreto
como una piedra de estaño, paz
para que tú te cases, paz para todos
los aserraderos de Bío Bío,
paz para el corazón desgarrado
de España guerrillera:
paz para el pequeño Museo de Wyoming
en donde lo más dulce
es una almohada con un corazón bordado,
paz para el panadero y sus amores
y paz para la harina: paz
para todo el trigo que debe nacer,
para todo el amor que buscará follaje,
paz para todos los que viven: paz
para todas las tierras y las aguas.

Yo aquí me despido, vuelvo
a mi casa, en mis sueños,
vuelvo a la Patagonia en donde
el viento golpea los establos
y salpica hielo el Océano.
Soy nada más que un poeta: os amo a todos,
ando errante por el mundo que amo:
en mi patria encarcelan mineros
y los soldados mandan a los jueces.
Pero yo amo hasta las raíces
de mi pequeño país frío.
Si tuviera que morir mil veces
allí quiero morir:
si tuviera que nacer mil veces
allí quiero nacer,
cerca de la araucaria salvaje,
del vendaval del viento sur,
de las campanas recién compradas.
Que nadie piense en mí.
Pensemos en toda la tierra,
golpeando con amor en la mesa.
No quiero que vuelva la sangre
a empapar el pan, los frijoles,
la música: quiero que venga
conmigo el minero, la niña,
el abogado, el marinero,
el fabricante de muñecas,
que entremos al cine y salgamos
a beber el vino más rojo.

Yo no vengo a resolver nada.

Yo vine aquí para cantar
y para que cantes conmigo.

Tag:amore, neruda, pace, poesie


Poesie d’amore di Pablo Neruda: Ode all’estate
2 Set 2010

Estate, violino rosso,
nuvola chiara,
un ronzio
di catena montuosa
o di cicala
ti precede,
il cielo
a volta,
liscio, luccicante come
un occhio,
e basso il suo sguardo,
estate,
pesce del cielo
infinito,
elitra lusinghiera,
pigro
letargo
pancino
di ape,
sole indiavolato,
sole terribile e paterno,
sudato
come un bue lavorando,
sole secco
nella testa
come un inaspettato
garrotoazo,
sole della sete
camminando
per la sabbia,
estate,
mare deserto,
il minatore
di zolfo
si riempie
si riempie
di sudore giallo,
l’aviatore
percorre
raggio a raggio
il sole celeste,
sudore
nero
scivola
dalla fronte
agli occhi
nella miniera
di Lota,
il minatore
si stropiccia
la fronte
nera,
ardono
le sementi,
scricchiola
il grano,
insetti
azzurri
cercano
ombra,
toccano
la freschezza,
sommergono
la testa
in un diamante.

Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde, labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio, entra
nell’officina deserta;
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell’estate.

Testo in lingua spagnola
Ode al verano

Estate, violino rosso,
nuvola chiara,
un ronzio
di catena montuosa
o di cicala
ti precede,
il cielo
a volta,
liscio, luccicante come
un occhio,
e basso il suo sguardo,
estate,
pesce del cielo
infinito,
elitra lusinghiera,
pigro
letargo
pancino
di ape,
sole indiavolato,
sole terribile e paterno,
sudato
come un bue lavorando,
sole secco
nella testa
come un inaspettato
garrotoazo,
sole della sete
camminando
per la sabbia,
estate,
mare deserto,
il minatore
di zolfo
si riempie
si riempie
di sudore giallo,
l’aviatore
percorre
raggio a raggio
il sole celeste,
sudore
nero
scivola
dalla fronte
agli occhi
nella miniera
di Lota,
il minatore
si stropiccia
la fronte
nera,
ardono
le sementi,
scricchiola
il grano,
insetti
azzurri
cercano
ombra,
toccano
la freschezza,
sommergono
la testa
in un diamante.

Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde, labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio,entra
nell’officina deserta;
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell’estate. Verano, violín rojo,
nube clara,
un zumbido
de sierra
o de cigarra
te precede,
el cielo
abovedado,
liso, luciente como
un ojo,
y bajo su mirada,
verano,
pez del cielo
infinito,
élitro lisonjero,
perezoso
letargo
barriguita
de abeja,
sol endiablado,
sol terrible y paterno,
sudoroso
como un buey trabajando,
sol seco
en la cabeza
como un inesperado
garrotoazo,
sol de la sed
andando
por la arena,
verano,
mar desierto,
el minero
de azufre
se llena
se llena
de sudor amarillo,
el aviador
recorre
rayo a rayo
el sol celeste,
sudor
negro
resbala
de la frente
a los ojos
en la mina
de Lota,
el minero
se restriega
la frente
negra,
arden
las sementeras,
cruje
el trigo,
insectos
azules
buscan
sombra,
tocan
la frescura,
sumergen
la cabeza
en un diamante.

Oh verano
abundante,
carro
de manzanas
maduras,
boca
de fresa
en la verdura, labios
de ciruela salvaje,
caminos
de suave polvo
encima del polvo,
mediodía,
tambor
de cobre rojo,
y en la tarde
descansa
el fuego,
el aire
hace bailar
el trébol, entra
en la usina desierta,
sube
una estrella
fresca
por el cielo
sombrío,
crepita
sin quemarse
la noche
del verano.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Un giorno
31 Ago 2010

A te, amore, questo giorno
lo consacro a te.
Nacque azzurro, con un’ala
bianca in mezzo al cielo.
Giunse la luce
all’immobilità dei cipressi.
Esseri minuscoli
sbucarono sull’orlo di una foglia
o sulla chiazza del sole su una pietra.
E il giorno rimarrà azzurro
finché entrerà la notte come un fiume
e farà tremare l’ombra con le sue acque azzurre.
A te, amore, questo giorno.

Non appena, da lontano, dal sogno,
l’ho presagito e non appena
mi ha sfiorato il suo tessuto
di rete incalcolabile
ho pensato: è per lei.
Fu un battito d’argento,
fu un pesce azzurro che volava sul mare,
fu un contatto di sabbie abbaglianti,
fu il volo d’una freccia
che tra il cielo e la terra
attraversò il mio sangue
e come un raggio accolsi nel mio corpo
lo straripante splendore del giorno.
E’ per te, amore mio.

Io dissi: è per lei.
Questa veste è sua.
Il lampo azzurro che si fermò
sull’acqua e sulla terra
lo consacro a te.

A te, amore, questo giorno.

Come una coppa elettrica
o una corolla d’acqua tremante,
alzalo nelle tue mani,
bevilo con gli occhi e con la bocca,
riversalo nelle tue vene perché arda
la stessa luce nel tuo sangue e nel mio.

Io ti do questo giorno
con tutto quel che potrà portare:
le uve trasparenti di zaffiro
e la ventata rotta
che porta alla tua finestra
le sofferenze del mondo.
Io ti do tutto il giorno.
Con lo splendore e la sofferenza faremo
il pane della nostra vita,
senza rifiutare quanto porterà il vento
e non coglieremo solo la luce del cielo
ma anche le aspre cifre
dell’ombra sulla terra.

Tutto ti appartiene.
Tutto questo giorno con il suo grappolo azzurro
e la lacrima segreta di sangue
che tu troverai sulla terra.

E non ti accecherà il buio
né la luce abbagliante:
di questo intrigo umano
sono fatte le vite
e di questo pane dell’uomo mangeremo.

E il nostro amore fatto di luce oscura
e d’ombra raggiante
sarà come questo giorno vincitore
che entrerà come un fiume
di splendore nel cuore della notte.

Prendi questo giorno, amata.
Tutto questo giorno è tuo.

Lo do ai tuoi occhi, amore mio,
lo do al tuo petto;
te lo lascio tra le mani e tra i capelli,
come un ramo celeste.
Te lo do perché ti faccia una veste
d’argento azzurro e d’acqua.
Quando arriverà
la notte che questo giorno inonderà
con la sua sete tremante,
stenditi accanto a me,
toccami e coprimi
con tutti i tessuti stellati
della luce e dell’ombra
e chiudi i tuoi occhi allora
perché io dorma.

Testo in lingua spagnola

A tí amor ,en este día,
a ti lo consagro.
Nació azul, con un ala
blanca en la mitad del cielo, llego la luz
a la inmovilidad de los cipreses,
los seres diminutos
salieron a la orilla de una hoja
o a la mancha del sol en una piedra.
Y el día sigue azul
hasta que entre en la noche como un río
y haga temblar la sombra con sus aguas azules.

A ti, amor este día.

Apenas desde lejos, desde el sueño
lo presentí y apenas
me toco su tejido
de red incalculable,
yo pensé: es para ella,
Fue un latido de plata,
fue sobre el mar volando un pez azul,
fue un contacto de arenas deslumbrantes,
fue el vuelco de una flecha
que entre el cielo y la tierra
atravesó mi sangre
y como un rayo recogí en mi cuerpo
la desbordada claridad del día.

Es para ti, amor mio.

Yo dije: es para ella.
Este vestido es suyo.
El relámpago azul que se detuvo
sobre el agua y la tierra
a ti te lo consagra.

A ti,amor este día.

Como una copa eléctrica
o una corola de agua temblorosa,
levántalo en tus manos
bébelo con los ojos y la boca,
derrámalo en tus venas para que arda
la misma luz en tu sangre y la mía.

Yo te doy este día
con todo lo que traiga:
las transparentes uvas de zafiro
y la ráfaga rota
que acerque a tu ventana
los dolores del mundo.

Yo te doy todo el día

De claridad y de dolor haremos
el pan de nuestra vida,
sin rechazar lo que nos traiga el viento
ni recoger solo la luz del cielo
sino las cifras ásperas
de la sombra en la tierra.

Todo te pertenece.
Todo este día con su azul racimo
y la secreta lagrima de sangre
que tu encontraras en la tierra.

Y no te cegara la oscuridad
ni la luz deslumbrante:
de este amasijo humano
están hechas las vidas,
y de este pan del hombre comeremos.

Y nuestro amor hecho de luz oscura
y de sombra radiante
sera como este día vencedor
que entrara como un río
de claridad en medio de la noche.

Toma este día, amada.
Todo este día es tuyo.

Se lo doy a tus ojos, amor mio,
se lo doy a tu pecho,
te lo dejo en las manos y en el pelo,
como un ramo celeste.
Te lo doy para que hagas un vestido
de plata azul y de agua.
Cuando llegue
la noche que este día inundara
con su sed temblorosa,
tiéndete junto a mi,
tócame y cúbreme,
con todos los tejidos estrellados
de la luz y la sombra,
y cierra tus ojos entonces
para que yo me duerma.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Salvatore Quasimodo: Lamento per il sud
30 Ago 2010

LAMENTO PER IL SUD

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell’aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l’uomo grida dovunque la sorte d’una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d’acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d’amore senza amore.

Tag:amore, poesie, quasimodo

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Dovete ascoltarmi
29 Ago 2010

Dovete ascoltarmi

Io andai cantando errante
tra le uve
d’Europa
e sotto il vento
sotto il vento in Asia

Il meglio delle vite
e della vita
la dolcezza della terra,
la pace pura,
andai raccogliendo, errante
raccogliendo.

Il meglio di una terra
e dell’altra
ho innalzato nella mia bocca
con il mio canto:
la libertà del vento,
la pace tra gli acini.

Sembravano gli uomini
nemici,
li copriva ed era lo stesso chiarore
quello che li svegliava:
il chiarore del mondo.

Io entrai nelle case quando
mangiavano intorno al tavolo,
tornavano dalle fabbriche,
ridevano o piangevano.

Tutti erano uguali.

Tutti tenevano bocca,
cantavano
rivoli alla luce, cercavano
il cammino.

Tuttiavevano bocca,
cantavano
rivolti alla primavera.

Tutti

Per questo
io cercai tra le uve
e il vento
il meglio degli uomini.

Adessso dovete ascoltarmi.

Testo in lingua spagnola

YO fui cantando errante,
entre las uvas
de Europa
y bajo el viento,
bajo el viento en el Asia.

Lo mejor de las vidas
y la vida,
la dulzura terrestre,
la paz pura,
fui recogiendo, errante,
recogiendo.

Lo mejor de una tierra
y otra tierra
yo levanté en mi boca
con mi canto:
la libertad del viento,
la paz entre las uvas.

Parecían los hombres
enemigos,
pero la misma noche
los cubría
y era una sola claridad
la que los despertaba:
la claridad del mundo.

Yo entré en las casas cuando
comían en la mesa,

venían de las fábricas,
reían o lloraban.

Todos eran iguales.

Todos tenían ojos
hacia la luz, buscaban
los caminos.

Todos tenían boca,
cantaban
hacia la primavera.

Todos.

Por eso
yo busqué entre las uvas
y el viento
lo mejor de los hombres.

Ahora tenéis que oírme.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Piccola America
28 Ago 2010

Quando osservo la forma
dell’America sulla mappa,
amore, vedo te:
le alture del rame sulla tua testa,
i tuoi seni, grano e neve,
il tuo fianco sottile,
veloci fiumi che palpitano, dolci
colline e praterie
e nel freddo del sud i tuoi piedi terminano
la loro geografia d’oro duplicato.

Amore, quando ti tocco
non solo hanno percorso
le mie mani la tua delizia,
ma rami e terre, frutti e acque,
la primavera che amo,
la luna del deserto, il petto
della colomba selvaggia,
la soavità delle pietre consumate
dalle acque del mare o dei fiumi
e il rosso intrico
della fratta dove
fame e sete stanno in agguato.
Così la mia lunga patria mi riceve,
piccola America, nel tuo corpo.
E più ancora: quando ti vedo distesa
vedo nella tua pelle, nel tuo color d’avena,
la nazionalità del mio affetto.
Perché dalle tue spalle il tagliatore di canna
di Cuba ardente
mi guarda, coperto d’oscuro sudore,
e dalla tua gola
pescatori che tremano
nelle umide case della riva
mi cantano il loro segreto.
Così, lungo il tuo corpo,
piccola America adorata,
le terre e i popoli
interrompono i miei baci
e allora la tua bellezza
non solo accende il fuoco
che tra noi arde senza consumersi,
ma col tuo amore mi sta chiamando
e attraverso la tua vita
mi sta dando la vita che mi manca
e al sapore del tuo amore s’aggiunge il fango,
il bacio della terra che mi attende.

Per il testo in lingua spagnola Clicca qui.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Il monte il fiume
27 Ago 2010

ll monte e il fiume

Nella mia patria c’è un monte.
Nella mia patria c’è un fiume.
Vieni con me.
La notte sale sul monte.
La fame scende al fiume.
Vieni con me.
Chi sono quelli che soffrono?
Non lo so, ma mi appartengono.
Vieni con me.
Non lo so, ma mi chiamano
e mi dicono:Soffriamo.
Vieni con me.
E mi dicono.Il tuo popolo,
il tuo popolo sventurato,
tra il monte e il fiume,
con fame e con sofferenze,
non vuole lottare solo,
ti sta aspettando, amico.
Oh tu, donna che amo,
piccola, chicco rosso
di grano,
sarà dura la lotta,
la vita sarà dura,
ma tu verrai con me.

Testo in lingua spagnola

El monte y el rio

En mi patria hay un monte.
En mi patria hay un río.

Ven conmigo.

La noche al monte sube.
El hambre baja al río.

Ven conmigo.

¿Quiénes son los que sufren?
No sé, pero son míos.

Ven conmigo.

No sé, pero me llaman
y me dicen “Sufrimos”.

Ven conmigo.

Y me dicen: “Tu pueblo,
tu pueblo desdichado,
entre el monte y el río,

con hambre y con dolores,
no quiere luchar solo,
te está esperando, amigo”.

Oh tú, la que yo amo,
pequeña, grano rojo
de trigo,
será dura la lucha,
la vida será dura,
pero vendrás conmigo.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Il ramo rubato
26 Ago 2010

Il ramo rubato

Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell’ ombra.

Ancora non se n’è andato l’inverno,
e il melo appare
trasformato d’improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
Fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

E cautamente,
nella nostra casa,
nella notte e nell’ ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.

Testo in lingua spagnola

La rama robada

En la noche entraremos
a robar
una rama florida.

Pasaremos el muro,
en las tinieblas del jardín ajeno,
dos sombras en la sombra.

Aún no se fue el invierno,
y el manzano aparece
convertido de pronto
en cascada de estrellas olorosas.

En la noche entraremos
hasta su tembloroso firmamento,
y tus pequeñas manos y las mías
robarán las estrellas.

Y sigilosamente,
a nuestra casa,
en la noche y en la sombra,
entrará con tus pasos
el silencioso paso del perfume
y con pies estrellados
el cuerpo claro de la primavera.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Le tue mani
25 Ago 2010

Le tue mani

Quando le tue mani vengono,
amore, verso le mie,
cosa mi recano volando?
Perché si son fermate
sulla mia bocca, d’improvviso,
perché le riconosco
come se allora, anzi,
le avessi toccate,
come se prima d’essere
avessero percorso
la mia fronte, il mio fianco?

La loro morbidezza veniva
volando sopra il tempo,
sopra il mare, sopra il fumo,
sopra la primavera,
e quando tu posasti
le tue mani sul mio petto,
riconobbi quelle ali
di colomba dorata,
riconobbi quella creta
e quel colore di frumento.

Gli anni della mia vita
camminai cercandole.
Salii le scale,
attraversai le scogliere,
mi portarono i treni,
le acque mi condussero,
e nella pelle dell’uva
mi sembrò di toccarti.

Il legno d’improvviso
mi recò il tuo contatto,
la mandorla m’annunciava
la tua morbidezza concreta,
finche si chiusero
le tue mani sul mio petto
e lì come due ali
terminarono il loro viaggio.


Testo in lingua spagnola


Tus manos

Cuando tus manos salen,
y amor, hacia las mías,
qué me traen volando?
Por qué se detuvieron en mi boca,
de pronto,
por qué las reconozco
como si entonces antes,
las hubiera tocado,
como si antes de ser
hubieran recorrido
mi frente, mi cintura?

Su suavidad venía
volando sobre el tiempo,
sobre el mar, sobre el humo,
sobre la primavera,
y cuando tú pusiste
tus manos en mi pecho,
reconocí esas alas
de paloma dorada,
reconocí esa greda
y ese color de trigo.

Los años de mi vida
yo caminé buscándolas.
Subí las escaleras,
crucé los arrecifes,
me llevaron los trenes,
las aguas me trajeron,
y en la piel de las uvas
me pareció tocarte.
La madera de pronto
me trajo tu contacto,
la almendra me anunciaba
tu suavidad secreta,
hasta que se cerraron
tus manos en mi pecho
y allí como dos alas
terminaron su viaje.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Disposizioni
24 Ago 2010

Disposizioni

Compagni, seppellitemi a Isla Negra,
di fronte al mare che conosco,
a ogni superficie rugosa della pietra
e delle onde che i miei occhi perduti
non rivedranno più.
Ogni giorno d’oceano
mi portò nebbia o puri dirupi di turchese,
o semplice estensione, acqua rettilinea, invariabile,
quello che chiesi, lo spazio che divorò la mia fronte.

Ogni passo funebre del cormorano, il volo
di grandi uccelli grigi che amavano l’inverno,
e ogni tenebroso circolo di sargasso
e ogni onda grave che si scrolla via il freddo,
e ancor di più, la terra che un nascosto erbario
segreto, figlio di foschie e di sali, roso
dall’acido vento, minuscole corolle
della costa incollate alla sabbia infinita:
tutte le chiavi umide della terra marina
conoscono ogni grado della mia gioia,
sanno
che voglio dormire il tra le palpebre
del mare e della terra…
Voglio essere trascinato
verso il basso nelle piogge che il selvaggio
vento del mare combatte e sminuzza,
e poi per canali sotterranei proseguire

verso la primavera profonda che rinasce.
Scavate accanto a me la fossa di colei che amo,
e un giorno lasciate che mi faccia compagnia
anche nella terra.

Testo in lingua spagnola

Disposiciones

Compañeros, enterradme en Isla Negra,
frente al mar que conozco, a cada área rugosa
de piedras y de olas que mis ojos perdidos
no volverán a ver.
Cada día de océano
me trajo niebla o puros derrumbes de
turquesa,
o simple extensión, agua rectilínea, invariable,
lo que pedí, el espacio que devoró mi frente.

Cada paso enlutado de cormorán, el vuelo
de grandes aves grises que amaban el
invierno,
y cada tenebroso círculo de sargazo
y cada grave ola que sacude su frío,
y más aún, la tierra que un escondido herbario
secreto, hijo de brumas y de sales, roído
por el ácido viento, minúsculas corolas
de la costa pegadas a la infinita arena:
todas las llaves húmedas de la tierra marina
conocen cada estado de mi alegría,
saben
que allí quiero dormir entre los párpados
del mar y de la tierra . . .
Quiero ser arrastrado
hacia abajo en las lluvias que el salvaje
viento del mar combate y desmenuza,
y luego por los cauces subterráneos, seguir
hacia la primavera profunda que renace.

Abrid junto a mí el hueco de la que amo, y
un día
dajadla que otra vez me acompañe en la
tierra.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: La morte
23 Ago 2010

La morte

Sono rinato molte volte, dal fondo
di stelle rovinate, ricostruendo il filo
delle eternità che popolai con le mie mani,
e ora vado a morire, senza nient’ altro, con la terra
sopra il mio corpo, destinato a essere terra.

Non ho comprato una porzione di cielo che vendevano
i sacerdoti e non ho accettato le tenebre
che il metafisico fabbricava
per potenti sfacendati.

Voglio stare nella morte insieme ai poveri
che non ebbero tempo di studiarla,Rosa rossa
mentre li bastonavano quelli che hanno
un cielo suddiviso su misura.

Ho la mia morte pronta, come un vestito
che mi aspetta, del colore che amo,
dell’ estensione che cercai inutilmente,
della profondità che necessito.

Quando l’ amore consumo’ la sua materia evidente
e la lotta sgrana i suoi martelli
in altre mani di unita forza,
la morte viene a cancellare le tracce
che costruirono le tue frontiere.

Testo in ingua spagnola

HE renacido muchas veces, desde el fondo
de estrellas derrotadas, reconstruyendo el hilo
de las eternidades que poblé con mis manos,
y ahora voy a morir, sin nada más, con tierra
sobre mi cuerpo, destinado a ser tierra.

No compré una parcela del cielo que vendían
los sacerdotes, ni acepté tinieblas
que el metafísico manufacturaba
para despreocupados poderosos.

Quiero estar en la muerte con los pobres
que no tuvieron tiempo de estudiarla,
mientras los apaleaban los que tienen
el cielo dividido y arreglado.

Tengo lista mi muerte, como un traje
que me espera, del color que amo,
de la extensión que busqué inútilmente,
de la profundidad que necesito.

Cuando el amor gastó su materia evidente
y la lucha desgrana sus martillos
en otras manos de agregada fuerza,
viene a borrar la muerte las señales
que fueron construyendo tus fronteras.

Tag:amore, morte, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: La casa
22 Ago 2010

La casa

La mia casa, le pareti la cui legna fresca,
tagliata da poco ancora profuma: sgangherata
casa di frontiera, che scricchiolava
a ogni passo, e fischiava con il vento bellicoso
della stagione australe, diventando elemento
della bufera, uccello sconosciuto
sotto le cui piume gelate crebbe il mio canto.
Vidi ombre, volti che come piante
crebbero intorno alle mie radici, parenti
che cantavano canzoni all’ombra di un albero
e sparavano tra i cavalli sudati,
donne nascoste nell’ombra
che proiettavano le torri maschili,
galoppi che sferzavano la luce,
rarefatte
notti di collera, cani che latravano.
Mio padre nell’alba scura
della terra, verso quali perduti arcipelaghi
fuggì sui suoi treni ululanti?
In seguito amai l’odore del carbone nel fumo
gli olii, gli assi di gelida precisione,
e il treno grave che attraversava l’inverno steso
sulla terra come un bruco orgoglioso.
All’improvviso sussultarono le porte.
È mio padre.
Lo circondano i centurioni della strada:
ferrovieri avvolti nei loro mantelli bagnati,
e con loro il vapore e la pioggia rivestirono
la casa, il tinello si riempì di racconti
rochi, i bicchieri si vuotarono,
e fino a me, da quegli esseri in cui vivevano
i dolori, come in una separata barriera,
giunsero le angosce, le accigliate
cicatrici, gli uomini senza denaro,
l’artiglio minerale della miseria.

Testo in lingua spagnola

Mi casa, las paredes cuya madera fresca,
recién cortada, huele aún: destartalada
casa de la frontera, que crujía
a cada paso, y silbaba con el viento de guerra
del tiempo austral, haciéndose elemento
de tempestad, ave desconocida
bajo cuyas heladas plumas creció mi canto.
Vi sombras, rostros que como plantas
en torno a mis raíces crecieron, deudos
que cantaban tonadas a la sombra de un árbol
y disparaban entre los caballos mojados,
mujeres escondidas en la sombra
que dejaban las torres masculinas,
galopes que azotaban la luz,
enrarecidas
noches de cólera, perros que ladraban.
Mi padre, con el alba oscura

de la tierra, hacia qué perdidos archipiélagos
en sus trenes que aullaban se deslizó?
Más tarde amé el olor del carbón en el humo,
los aceites, los ejes de precisión helada,
y el grave tren cruzando el invierno extendido
sobre la tierra,como una oruga orgullosa.
De pronto trepidaron las puertas.
Es mi padre.
Lo rodean los centuriones del camino:
ferroviarios envueltos en sus mantas mojadas,
el vapor y la lluvia con ellos revistieron
la casa, el comedor se llenó de relatos
enronquecidos, los vasos se vertieron,
y hasta mí, de los seres, como una separada
barrera, en que vivían los dolores,
llegaron las congojas, las ceñudas
cicatrices, los hombres sin dinero,
la garra mineral de la pobreza.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: La grande gioia
21 Ago 2010

La grande gioia

L’ombra che ho frugato ormai non mi appartiene.
lo ho la gioia duratura dell’albero,
l’eredità dei boschi, il vento del cammino
e un giorno deciso sotto la luce terrestre.
Non scrivo perché altri libri mi imprigionino
né per accaniti apprendisti di giglio,
bensì per semplici abitanti che chiedono
acqua e luna, elementi dell’ordine immutabile,
scuole, pane e vino, chitarre e arnesi.
Scrivo per il popolo per quanto non possa
leggere la mia poesia con i suoi occhi rurali.
Verrà il momento in cui una riga, l’aria
che sconvolse la mia vita, giungerà alle sue orecchie,
e allora il contadino alzerà gli occhi,
il minatore sorriderà rompendo pietre,
l’operaio si pulirà la fronte,
il pescatore vedrà meglio il bagliore
di un pesce che palpitando gli brucerà le mani,
il meccanico, pulito, appena lavato, pieno
del profumo del sapone gua!derà le mie poesie,
e queste gli diranno forse: «E’ stato un compagno».
Questo è sufficiente: questa è la corona che voglio.
Voglio che all’uscita di fabbriche e miniere
stia la mia poesia attaccata alla terra,
all’aria, alla vittoria dell’uomo maltrattato.
Voglio che un giovane trovi nella scorza
che io forgiai con lentezza e con metalli
come una cassa, aprendola, faccia a faccia, la vita,
e affondandovi l’anima tocchi le raffiche che fecero
la mia gioia, nell’altitudine tempestosa.

Testo in lingua spagnola

La sombra que indagué ya no me pertenece.
Yo tengo la alegría duradera del mástil,
la herencia de los bosques, el viento del camino
y un día decidido bajo la luz terrestre.

No escribo para que otros libros me aprisionen
ni para encarnizados aprendices de lirio,
sino para sencillos habitantes que piden
agua y luna, elementos del orden inmutable,
escuelas, pan y vino, guitarras y herramientas.

Escribo para el pueblo, aunque no pueda
leer mi poesía con sus ojos rurales.
Vendrá el instante en que una línea, el aire
que removió mi vida, llegará a sus orejas,
y entonces el labriego levantará los ojos,
el minero sonreirá rompiendo piedras,
el palanquero se limpiará la frente,
el pescador verá mejor el brillo
de un pez que palpitando le quemará las manos,
el mecánico, limpio, recién lavado, lleno
de aroma de jabón mirará mis poemas,
y ellos dirán tal vez: “Fue un camarada”.

Eso es bastante, ésa es la corona que quiero.

Quiero que a la salida de fábricas y minas
esté mi poesía adherida a la tierra,
al aire, a la victoria del hombre maltratado.
Quiero que un joven halle en la dureza
que construí, con lentitud y con metales,
como una caja, abriéndola, cara a cara, la vida,
y hundiendo el alma toque las ráfagas que hicieron
mi alegría, en la altura tempestuosa.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: America
20 Ago 2010

America, non invoco il tuo nome invano.
Quando costringo al mio cuore la spada,
quando supporto nell’anima questo stillicidio,
quando dalle finestre
un nuovo giorno tuo mi compenetra,
sono e sto nella luce che mi crea,
vivo nell’ombra che mi determina,
dormo e mi sveglio nella tua aurora essenziale:
dolce come le uve, e terribile,
portatore di zucchero e castigo,
impregnato di sperma di tua specie,
allattato col sangue di tua stirpe.

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Ode con un lamento
19 Ago 2010

Ode con un lamento

Oh bambina tra le rose, oh pressione di colombe,
oh presidio di pesci e rosai,
la tua anima è una bottiglia piena di sale assetato
e una campana piena di uve è la tua pelle.
Sfortunamente non ho da darti che unghie
o ciglia, o pianoforti liquefatti,
o sogni che escono dal mio cuore a fiotti,
sogni polverosi che corrono come cavalieri neri,
sogni pieni di velocità e sventure.

Posso solo amarti con baci e papaveri,
con ghirlande bagnate dalla pioggia,
guardando cavalli cinerini e cani gialli.
Posso solo amarti con onde dietro la schiena,
tra vaghi colpi di zolfo e acque assorte,
nuotando contro i cimiteri che scorrono
in certi fiumi
con l’erba bagnata che cresce sulle tristi tombe di gesso,
nuotando attraverso cuori sommersi
e pallide ciabattine di bimbi insepolti.

C’è molta morte, molti avvenimenti funebri
nelle mie passioni indifese e baci desolati,
c’è l’acqua che mi cade sulla testa,
mentre mi crescono i capelli,
un’acqua come il tempo, un’acqua nera scatenata,
con una voce notturna, con un grido
d’uccello nella pioggia, con una interminabile
ombra d’ala bagnata che protegge le mie ossa:
mentre mi vesto, mentre
instancabilmente mi guardo negli specchi e nei vetri,
sento che qualcuno continua a chiamarmi tra i singhiozzi
con una voce triste imputridita dal tempo.

Tu sei in piedi sulla terra, piena
di denti e fulmini.
Tu spargi i baci e uccidi le formiche.
Tu piangi di salute, di cipolla, di ape,
di abbecedario in fiamme.
Tu sei come una spada azzurra e verde
e onduli quando ti toccano, come un fiume.
Vieni alla mia anima vestita di bianco, con un ramo
di rose insanguinate e calici di cenere,
vieni con una mela e un cavallo,
perché lì c’è una sala buia e un candelabro rotto,
delle sedie sghangherate che attendono l’inverno,
e una colomba morta, con un numero.

Per il testo in spagnolo Clicca qui

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Jaques Prevert: Barbara
19 Ago 2010

Barbara

Ricordati Barbara
Pioveva senza sosta quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Serena rapita grondante
Sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Come pioveva su Brest
E io ti ho incontrata a rue de Siam
Tu sorridevi
Ed anch’io sorridevo
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati Ricordati quel giorno ad ogni costo
Non lo dimenticare
Un uomo s’era rifugiato sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E sei corsa verso di lui sotto la pioggia
Grondante rapita rasserenata
E ti sei gettata tra le sue braccia
Ricordati questo Barbara
E non mi rimproverare di darti del tu
lo dico tu a tutti quelli che amo
Anche se una sola volta li ho veduti
Io dico tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara
Non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
sul tuo volto felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare
Sull’arsenale
Sul battello d’Ouessant
Oh Barbara
Che coglionata la guerra
Che ne è di te ora
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco d’acciaio di sangue
E l’uomo che ti stringeva tra le braccia
Amorosamente
è morto disperso o è ancora vivo
Oh Barbara
Piove senza sosta su Brest
Come pioveva allora
Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato
E’ una pioggia di lutti terribili e desolata
Non c’è nemmeno più la tempesta
Di ferro d’acciaio e di sangue
Soltanto di nuvole
Che crepano come cani
Come i cani che spariscono
Sul filo dell’acqua a Brest
E vanno ad imputridire lontano
Lontano molto lontano da Brest
Dove non vi è piú nulla.
(continua…)

Tag:amore, poesie, prevert

Poesie d’amore di Jaques Prevert: Per te amore mio
18 Ago 2010


Per te amore mio

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t’ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio.
(continua…)

Tag:amore, poesie, prevert

Poesie d’amore di Pablo Neruda: Il grande Oceano
18 Ago 2010

Il grande Oceano

Se dei tuoi doni e delle tue distruzioni, Oceano,
alle mie mani
potessi io destinare una misura, un frutto, un fermento,
sceglierei il tuo riposo distante, le linee del tuo acciaio,
la tua distesa sorvegliata dal vento e dalla notte,
e l’energia del tuo linguaggio bianco
che sgretola e disfà le sue colonne
nella purezza della sua rovina.
Non è l’ultima onda col suo peso salino
quella che frange le coste e genera
la pace di arenile che contorna il mondo:
è il centrale volume della forza,
la potenza distesa delle acque,
l’immota solitudine affollata di vite.
Tempo, forse, o calice colmo
di ogni movimento, unità pura
non sigillata dalla morte, verde viscere
della totalità bruciante.
Del braccio immerso che solleva una goccia
non resta che un bacio del sale. Dei corpi
dell’uomo sulle tue rive un’umida fragranza
di fiore bagnato permane. La tua energia
sembra scivolare non esausta,
sembra ritornare al suo riposo. (continua…)

Tag:amore, neruda, poesie

Poesie d’amore di Jaques Prevert: In estate come in inverno
17 Ago 2010

In estate come in inverno

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza
Egli non sa perché
vedendo passare una chiatta
la nostalgia lo afferra
Anch’egli vorrebbe partire
lontano lontano sull’acqua
e vivere una nuova vita
con un po’ di pancia in meno.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
(continua…)

Tag:amore, poesie, prevert

Poesie d’amore di Jaques Prevert: I ragazzi che si amano
16 Ago 2010

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Testo in lingua francese

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour

Tag:amore, poesie, prevert

Next Page »

Atri Posts

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Ode alla pace
Sia pace per le aurore che verranno, pace per il ponte, pace per il vino, pace per le parole che m..

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Ode all'estate
Estate, violino rosso, nuvola chiara, un ronzio di catena montuosa o di cicala ti precede, il ..

Poesie di Pablo Neruda: Ode alla cipolla
Cipolla luminosa ampolla, petalo su petalo s’è formata la tua bellezza squame di cristallo tâ..

Poesie d'amore di Pablo Neruda: Un giorno
A te, amore, questo giorno lo consacro a te. Nacque azzurro, con un'ala bianca in mezzo al cielo...

Poesie d'amore di Salvatore Quasimodo: Lamento per il sud
LAMENTO PER IL SUD La luna rossa, il vento, il tuo colore di donna del Nord, la distesa di nev..

Organizzare un viaggio a Nairobi – Offerte, foto e mappe

Dicono che in certe notti i leoni arrivino fin nel centro di Nairobi, dalla vicina ...

Un calendario di hostess spagnole per farsi pagare lo stipendio

Le hostess della compagnia aerea spagnola Air Comet Airways, senza stipendio da diversi mesi, per ...

Come avviare un’attività d’impresa

Come si avvia un'impresa Questa sezione del sito introduce un insieme di articoli sul tema dell’avvio, ...

Cannoli siciliani

Un simbolo di sicilianità La dolceria siciliana ha 2 simboli: la cassata ed i cannoli. Entrambi ...

Frasi sull’amore di Oscar Wilde

Una raccolta di aforismi sull'amore del poeta e scrittore Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, ...

Esplora le Mappe

Google Search: Web, Video, News

Loading Google Search...

    Tag

    2010 aforismi amore ballando con le stelle berlusconi calcio calendari donne comunicazione donna donne estrazioni facebook famiglia foto foto donne frasi frasi amore frasi d'amore google governo grande fratello ingredienti italia lavoro moglie musica pasta poesie politica primi piatti ragazza repubblica ricerca ricette roma saggezza servizi tempo tv uomini viaggi video web wikipedia youtube video