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Linda Santaguida, la sexy valletta che fa più belli i mondiali
8 Lug 2010

Linda Santaguida la conoscevamo poco. La prima volta che sentimmo parlare di lei fu in occasione della sua fugace apparizione all’Isola dei famosi di qualche anno addietro. Poi il black-out.

Il fatto che noi la conoscessimo poco o nulla, non significa che essa fosse poco nota; lo era però in ambienti che frequentiamo poco tanto nella vita reale, quanto in quella virtuale.

Il calcio invece è un tema che ci appassiona molto e così ci siamo sintonizzati sul programma RAI dedicato ai mondiali condotto da Marco Mazzocchi con ospiti fissi gli ex calcitori Vincenzo d’Amico, Fulvio Collovati e Salvatore Bagni, il giornalista musicomane Marino Bartoletti ed appunto la bellissima Linda Santaguida.

La eliminazione prematura della squadra italiana dalla competizione ha penalizzato non poco la trasmissione che si è vista togliere l’infinita dialettica su Cassano si o Cassano no, su Meglio Di Natale o meglio Quagliarella e così via. Anche gli altri 2 grossi personaggi Capello e Maradona hanno lasciato la scena troppo presto e così i poveri giornalisti hanno dovuto faticare non poco per mantenere viva l’attenzione dei telespettatori.

In questa impresa sono stati soccorsi proprio da Linda Santaguida la quale, oltre che attirare lo sguardo del telespettatore per l’essere bella e sexy, ha dimostrato una verve ed una capacità di tenere la scena davvero sorprendenti.

Che sia nata una stella? E’ ancora presto per poterlo affermare, ma chissà!

Tag:calcio, linda santaguida, mondiali


La madre segreta del figlio di Cristiano Ronaldo
5 Lug 2010

Diceva un detto latino che “mater semper certa est, pater nunquam”, cioé che “la madre è sempre certa, mentre il padre non lo è mai”. A quei tempi non esisteva l’esame del DNA e neppure quello del sangue e la certezza della paternità era affidata alla sla fiducia nella fedeltà della donna.

Cristiano Ronaldo, il campione portoghese che gioca nel Real Madrid ha ribaltato le cose. Ha annunciato al mondo attraverso Facebook che ha avuto un figlio senza rivelare l’identità della madre. Questa potrebbe essere una delle tante ragazze, note e meno note, che affollano la vita sentimentale del calciatore.

Questo figlio, ha detto che lo crescerà da solo. Da solo per modo di dire, perché ha mobilitato madre e sorelle perché si prendano cura del neonato.

La caccia alla identificazione di questa madre segreta è aperta. Se esiste ed è una donna famosa, la troveranno presto; se esiste ed è poco nota si farà viva da sola tra qualche tempo. E se non esistesse neppure, nel senso che Cristiano Ronaldo voleva crescere un bambino senza caricarsi anche la madre ed il bambino addirittura non fosse suo?

Tag:calcio

Da Maradona a Belen, l’Argentina nel cuore degli italiani
2 Lug 2010

A Diego Maradona abbiamo voluto bene un pò tutti. Lo abbiamo amato per l’estasi che ci procurava con le diavolerie che riusciva a combinare con il pallone, l’abbiamo amato ancor più quando ha attraversato i momenti veramente difficili della sua vita. A differenza di altri casi simili abbiamo sofferto delle sue pene rinunciando ad esprimere giudizi, perché sappiamo che genio e sregolatezza è un binomio spesso inscindibile.

La simpatia degli italiani per Diego Maradona ebbe la consacrazione nella partita dei mondiali del 1990 quando la nazionale Argentina eliminò l’Italia e gli italiani, seppur dispiaciuti, non gli portarono alcun rancore.

Oggi Diego è tornato a dare spettacolo vestendo in giacca e cravatta i panni di Commissario Tecnico della squadra di calcio dell’Argentina. Eliminata la nazionale italiana, tantissimi ci siamo trovati a tifare spontaneamente per l’Argentina come atto di simpatia nei confronti del campione ritrovato.

Ma nel frattempo c’è un’altra argentina che ha conquistato gli italiani. Questa è Belen Rodriguez che soltanto 2 anni fa ha conquistato la grande notorietà partecipando all’Isola dei famosi.

Due personaggi molto diversi tra di loro, ma che tuttavia hanno un tratto che li unisce. Sono persone alle quali si è portati a perdonare tutto, se è vero che a Belen è stata perdonata addirittura la relazione con Fabrizio Corona. O meglio, più che perdonata si è fatto finta che neppure esistesse.

Tag:belen, calcio, calendari donne, maradona

Lippi sarà antipatico, però …
30 Giu 2010

E’ proprio il caso di dire che anche un sentimento di antipatia, quale quello che produce il comportamento saccente di Marcello Lippi, può risultare attenuato guardandosi un poco attorno.

Giancarlo Abete avrebbe dovuto presentare le dimissioni immediate visto che aveva assunto la guida della Federazione con una squadra fresca vincitrice dei mondiali e dopo quattro anni della sua presidenza la stessa squadra è stata eliminata al primo turno. Sarebbe interessante che Abete spiegasse cosa rimane a fare al vertice della Federazione e quanto possa essere credibile che in futuro farà ciò che avrebbe potuto fare dal 2007 ad oggi. (continua…)

Tag:abete, brancher, calcio, dell'utri, lippi

Abete – Io sono un italiano, un italiano vero e perciò non mi dimetto!
25 Giu 2010

Giancarlo Abete è stato senz’altro il più evanescente tra i presidenti che la Federazione calcio italiana ha avuto nella sua storia. Messo a quel posto forse per la parentela con Luigi Abete, già presidente di Confindustria e della Banca Nazionale del Lavoro, Giancarlo Abete è obiettivamente il responsabile principale della disfatta della Nazionale ai Mondiali sudafricani. Ha licenziato Roberto Donadoni, che aveva raggiunto i quarti di finale ai campionati europei perdendola ai calci di rigore con la Spagna che poi avrebbe vinto il torneo, e ha riassunto Marcello Lippi che ai rigori aveva vinto i mondiali di Germania del 2006. Avrà pensato che Donadoni è sfortunato mentre Lippi è fortunato e si è voluto affidare così alla buona stella.

Marcello Lippi avrà fatto pure i suoi errori ispirati fortemente da arroganza a presunzione, ma la domanda è: chi ha affidato a Lippi la squadra nazionale?

In qualunque altro paese del mondo, l’equivalente di Abete avrebbe tratto le dovute conclusioni e si sarebbe dimesso. Abete non lo ha fatto e ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di farlo. Gli hanno regalato questo giocattolo e vuole tenerselo stretto. In fondo, avrà pensato, l’italiano non deve dimettersi mai, neppure quando compie i più grandi disastri. Non si dimettono i sindaci le cui città sono ricoperte di spazzatura, non si dimettono i presidenti di ferrovie e compagnie aeree che portano le loro aziende al dissesto economico e finanziario, non si dimettono i leaders di partito dopo una sconfitta elettorale, non si dimette proprio nessuno. Perché dovrebbe farlo proprio lui? Perché dare questo cattivo esempio? E che c’è scritto “giocondo” sulla sua fronte?

Rimane il rammarico che con un presidente del genere, di nulla auterevolezza anche nel contesto internazionale, il povero Cesare Prandelli avrà vita difficile. Il nostro augurio è che il nuovo Commissario Tecnico sia capace di ricostruire su queste macerie e restituirci quanto prima una squadra nazionale rinnovata e competitiva.

Il suo compito, di per sè difficile, è complicato ancor più dall’avere tra i piedi un tal presidente federale.

Tag:calcio, mondiali

Pomigliano al tempo dei Mondiali
24 Giu 2010

Giovenale, poeta e retore dell’antica Roma, riassunse la formula per garantire il benessere popolare e quindi politico in “Panem et Circenses”, letteralmente  “pane e giochi”:  distribuzione di generi alimentari, bagni e terme pubbliche da un lato, gladiatori, belve  esotiche, corse coi carri, competizioni sportive e rappresentazioni teatrali dall’altro lato. Un vero strumento in mano agli Imperatori per sedare i malumori popolari. Il passare degli anni ha modificato le cose poco o nulla. Lasciate tranquillo il manovratore e godetevi le gioe della vita!

La vicenda di Pomigliano d’Arco ha avuto la ventura o la sventura di svilupparsi in concomitanza con i campionati mondiali di calcio cioé i “circenses”. Tormentati dai dilemmi Gilardino o Pazzini, Criscito o Maggio, gli italiani hanno potuto seguirla solo di sfuggita ed anche ministri del calibro di Bossi e Calderoli si sono concentrati più sulle sorti della squadra di calcio che su quella del futuro dell’industria italiana. I mezzi di informazione ne hanno riferito dedicando alla vicenda un tempo pari ad un decimo di quello dedicato ai mondiali di calcio, concentrati più a fare il tifo per una parte o per l’altra che a spiegare ai lettori e agli ascoltatori la vera partita che si stava giocando. Il ministro del lavoro non è letteralmente esistito a riprova che gli imperatori romani erano molto più illuminati in quanto si preoccupavano anche del “panem” dei cittadini.

Molti mezzi d’informazione hanno presentato la vicenda di Pomigliano come una sorta di resa dei conti tra Fiat e Fiom, il sindacato dei metalmeccanici CGIL. Seppur ciò non è stato, all’azienda ed al sindacato sentiamo di dovere rimproverare che di fronte all’assenza del governo, avrebbero dovuto fare uno sforzo in più per surrogarne il ruolo. La trattativa sul futuro dello stabilimento di Pomigliano, in quanto primo frutto avvelenato prodotto dalla globalizzazione con cui l’Italia si è trovata a dovere fare i conti, richiedeva più disponibilità e consapevolezza da tutte le parti.

Tesi Fiat. L’azienda produce automobili che deve vendere in concorrenza con altri produttori e quindi i costi di produzione devono essere competitivi. La scelta di produrre a Pomigliano piuttosto che in Polonia o Turchia deve garantire questa condizione.

Tesi Fiom. Il contratto tra azienda e lavoratori, non può calpestare i diritti di questi ultimi. La proposta della Fiat non soddisfa a questa condizione.

Posizioni entrambe molto chiare, ma conciliabili. E lo sarebbero state senza la latitanza del governo al quale incombeva il ruolo di porre le parti di fronte ad un ragionamento sulle mutazioni economiche e sociali che sta producendo la globalizzazione e che a ciascuna di esse prospetta problematiche inedite. Il governo avrebbe dovuto avanzare nel contempo una ipotesi di mediazione.

Il governo, o per mancanza di idee o perché in questa partita ha giocato volutamente un ruolo sporco, ha mantenuto un rigoroso silenzio. Non hanno parlato nè il ministro competente Maurizio Sacconi, nè il Presidente del Consiglio, in genere molto loquace. Perché?

Tag:bossi, calcio, calderoli, lavoro

Bossi e la Slovacchia – “Con quella bocca può dire ciò che vuole”
23 Giu 2010

La bocca che poteva dire “ciò che vuole” era quella di una giovanissima e bellissima Virna Lisi in un Carosello della fine degli anni 50 del secolo scorso. Questo slogan divenne un tale tormentone, che ce ne ricordiamo ancora oggi. Ieri Virna Lisi poteva dire qualsiasi cosa per i denti resi bianchissimi da un celebre dentifricio, oggi Umberto Bossi può dire ciò vuole per la sua supposta facoltà di tenere in piedi il governo o farlo cadere. Diciamo “supposta” perché è tutto da dimostrare che abbia interesse a farlo.

L’ultima panzana in ordine di tempo è che l’Italia supererà il girone dei mondiali di calcio comprando la partita con la Slovacchia. “Vedrete, ha detto, che nel prossimo campionato di calcio italiano, giocheranno almeno tre slovacchi”. Il povero Aristotele si rivolterà nella tomba per questo uso della logica che egli costruì con tanta fatica.

La sortita di Bossi è grossolana in primo luogo sul piano strettamente logico. Il campionato mondiale lo amministra la Federazione, la campagna acquisti le singole società. Ci interessa poco approfondire le qualità logiche di Umberto Bossi e dei suoi sodali, quanto di prendere atto che questa volta non è insorto neppure il ministro La Russa. Qualcuno dice, e questo qualcuno è un ministro della Repubblica, che la disonestà nazionale non ha nessun confine e dal Presidente del Consiglio a scendere nessuna sconfessione, nè presa di distanze. Vedrete che  al più sentiremo le solite battute quali “Bossi è fatto così”, “Bossi estremizza”, “Bossi in effetti voleva dire …..”.

In un colpo solo Bossi ha dato dei disonesti anche agli incolpevoli slovacchi, che sarebbero non meno disonesti degli italiani. Cosa risponderà il ministro Frattini alle loro probabili proteste?

Tag:aristotele, bossi, calcio, mondiali

I deliri di onnipotenza di Marcello Lippi
22 Giu 2010

I campionati mondiali di calcio non sono ancora conclusi, la squadra italiana non è stata ancora eliminata e quindi può ancora succedere di tutto, anche che l’Italia li vinca. I presagi non sono i migliori ma, come si suole dire, la palla è rotonda. Noi, com’è naturale ci auguriamo l’esito più favorevole, perché un buon risultato fa bene anche al PIL, ma ad essere sinceri fino in fondo, non ci crediamo molto.

I punti di debolezza principali della squadra sono il suo CT ed il Presidente federale. Il CT Marcello Lippi ha preparato questa spedizione africana con incosciente presunzione, pressocché sicuro di ripetere il miracolo di 4 anni addietro. Egli avrebbe dovuto ricordare che in Germania fu assistito dalla fortuna dai gironi eliminatori fino alla finale e se nessuno pensa di togliergli la sua parte di merito, la vittoria fu dovuta in primo luogo alla fortuna che assistette la squadra fino all’ultimo minuto. La storia non si fa con i se e i ma, ma senza la testata di Zidane a Materazzi, chissà.

La scelta giusta di Marcello Lippi sarebbe stata di tirarsi fuori dal giro della Nazionale vita natural durante. Col tempo sarebbero stati dimenticati tutti gli episodi fortunati che aiutarono la squadra ai mondiali di Germania e di lui sarebbe rimasto il ricordo di condottiero invincibile. Egli ha scelto una via diversa. Si è convinto di essere invincibile a prescindere da tutto e da tutti, ha trattato con arroganza i giornalisti che gli ponevano domande sgradite e ora rischia di non superare i gironi eliminatori facendo una figura da pirla.

Sulla squadra pesa anche l’inconcludenza del Presidente federale, Giancarlo Abete, uno che di calcio deve capirci poco o niente se è vero che i suoi interventi sono niente altro che la replica di quanto Lippi ha detto il giorno prima. Lippi ieri ha detto che “in Italia non abbiamo lasciato fenomeni” ed oggi Abete ha ripetuto la stessa cosa. Più che il Presidente della Federazione sembra un frequentatore del Bar dello Sport.

Tag:calcio, lippi, mondiali

Foto di sexy tifose ai mondiali di calcio
20 Giu 2010

I più famosi calciatori di ogni continente radunati in Sudafrica per i campionati mondiali di calcio rappresentano un’occasione unica e imperdibile per tante giovani e belle fanciulle alla speranzosa conquista di uno scatto con uno di loro. Quante porte può aprire una foto con Cristiano Ronaldo o con Samuel Etò o con Lionel Messi se finisce sulla scrivania giusta! L’accoppiata calciatore bella ragazza, meglio se già consacrata velina, è un classico dei nostri tempi e quindi all’erta!

Provenienti da ogni parte del mondo, bionde, more, con gli occhi a mandorla, quasi in un velina pride, si offrono generosamente alle telecamere, le quali ricambiano riprendendole in tutte le pose possibili. La battaglia sarà dura e senza esclusione di colpi. I calciatori devono stare attenti a non lasciarsi distrarre troppo per evitare di incorrere negli infortuni già capitati ai portiere Green dell’Inghilterra e Casillas della Spagna le cui papere, che rischiano di fare eliminare dai mondiali le rispettive squadre, sarebbero imputabili a 2 ragazze mozzafiato. Le papere non le fanno però solo i portieri e viene da chiedersi allora quanti passaggi sbagliati, punizioni scagliate al cielo, gol falliti davanti a una porta spalancata siano normali incidenti di gioco e non piuttosto il risultato di un’attenzione concentrata su altro.

Forza ragazze, la canzone di Gianni Morandi recitava “uno su mille ce la fa“. I giornali di gossip del dopo mondiale ci diranno chi di voi ce l’ha fatta.

Tag:calcio, foto, mondiali, veline

Foto di Sara Carbonero, la giornalista sportiva più sexy del mondo
18 Giu 2010

Un giornalista che segue la partita di calcio da dietro la porta è normale a meno che il giornalista non si chiami Sara Carbonero ed il portiere Iker Casillas. La differenza sta tutta nel fatto che Sara Carbonero, eletta la giornalista sportiva più sexy del pianeta, è anche la fidanzata di Iker Casillas, portiere del Real Madrid e della nazionale spagnola. La miscela può diventare esplosiva e il portiere cadere in qualche papera.

Le donne sono state considerate sempre un’insidia per gli atleti, tanto che alcuni decenni addietro i calciatori, per sposarsi, dovevano chiedere addirittura l’autorizzazione alla società di appartenenza. La parola convivenza non faceva parte del vocabolario e le naturali pulsioni degli atleti erano soddisfatte sotto il rigido controllo dell’allenatore, sul quale incombeva anche questo delicato compito. Le disobbedienze venivano punite severamente. Rimase famoso il caso del calciatore argentino Valentino Angelillo, allora in forza all’Inter allenata da Helenio Herrera, il quale per la relazione con la ballerina Attilia Tironi, in arte Ilya Lopez, fu messo fuori squadra e l’anno successivo ceduto ad altra società. L’esclusione di Angelillo dalla squadra costò all’Inter la conquista dello scudetto, ma le regole andavano rispettate anche se si trattava come nel caso del centravanti dell’Inter di uno dei calciatori più forti di tutti i tempi.

La legge doveva essere uguale per tutti ed in effetti, almeno nel calcio, lo era. La cronaca recente testimonia come le regole siano profondamente cambiate.

Tag:calcio, foto donne, star dello sport

I mondiali in Sudafrica e la misteriosa sciatalgia di Buffon
16 Giu 2010

Inizia il secondo tempo della partita d’esordio della Nazionale di calcio contro Paraguay. Gli italiani, tutti o quasi, siamo incollati davanti alla TV. Perdiamo 1-0 per una papera corale della difesa. I commentatori, a caldo, ne attribuiscono la responsabilità principale a Buffon rimasto immobile tra i pali ed al duo Cannavaro-De Rossi che si coordina male e si lascia precedere dall’avversario. La partita non sembra messa bene perché, se è vero che durante tutto il primo tempo i paraguaiani hanno fatto un solo tiro in porta, è anche vero che gli italiani non ne hanno fatto nessuno. Andando col ricordo alle passate edizioni dei mondiali, tutto sommato siamo nella norma. L’Italia ha sempre stentato nelle prime partite del torneo. Successe così anche in Spagna nel 1982 e in Germania nel 2006 quando superammo a fatica e con qualche fortuna la fase a gironi per vincere poi la Coppa.

Inizia dunque il secondo tempo e con sorpresa generale, tra gli italiani in campo manca Buffon sostituito dal portiere di riserva. Si tratta della più imprevedibile e inspiegabile tra le sostituzioni. Conseguenza della incertezza dimostrata in occasione del gol? Impossibile, perché anche se si fosse trattato di una papera, non sarebbe stato sufficiente a giustificare la sostituzione del portiere considerato il migliore del mondo.

I cronisti riferiscono la versione ufficiale e cioé l’acutizzarsi improvviso di un dolore alla schiena per effetto dell’infiammazione del nervo sciatico. Prognosi? Tanti punti interrogativi, che diventano ancora di più ascoltando le dichiarazioni di fine partita, dalle quali si intuisce anche la possibilità che per Buffon i mondiali possano essere già conclusi. Tutto questo per una sciatalgia? Ai mondiali del 1994 Baresi subì un’operazione al menisco dopo la prima partita e ritornò in campo per la finale, Pirlo e Camoranesi sono partiti per il Sudafrica entrambi acciaccati e per Buffon si pensa addirittura di chiedere alla FIFA l’autorizzazione a sostituirlo con un terzo portiere?

La tesi è obiettivamente poco convincente e prende corpo piuttosto la tesi che il vero malanno di Buffon sia un accumulo di stress del quale ha già sofferto in passato e che lo priverebbe della lucidità necessaria a dare il meglio di sè. E’ evidente che preferiremmo si trattasse davvero di una sciatalgia e che tra qualche giorno Buffon possa tornare in campo completamente ristabilito. Lo merita in primo luogo l’uomo Buffon.

Tag:buffon, calcio, mondiali

Sui premi ai calciatori Calderoli fa ridere anche i brasiliani
13 Giu 2010

Riportiamo per intero l’articolo di Wálter Fanganiello Maierovitch giurista e professore brasiliano comparso su Terra Magazine con riferimento alla proposta di Calderoli di ridurre i compensi ai calciatori. L’autore qualifica il nostro ministro ignorante e demagogo, proprio alla stesso modo di come lo giudichiamo noi.

I giocatori della Nazionale italiana riceveranno un premio di 240.000 euro se vinceranno la Coppa del Mondo in Sud Africa. Il secondo posto renderà 130.000 euro e il terzo 30.000 euro.

Il valore del premio stipulato per la vittoria è lo stesso della Coppa precedente, vinta dagli italiani. Nonostante l´Italia viva una grave crisi economica che esige sacrifici, il valore del premio non è stato rivisto.

Nel pacchetto Berlusconi-Tremonti (rispettivamente premier e ministro delle Finanze), il primo taglio per tentare di riequilibrare un Paese che non cresce economicamente, ha avuto come obiettivi: i politici, con la riduzione del 5% degli stipendi; gli evasori fiscali non ancora identificati e i truffatori di pensioni per invalidi. Nessun intervento sugli elevati salari pagati dal calcio italiano.

Intanto domenica il ministro Roberto Calderoli della Lega Nord, ha sparato contro i giocatori delle squadre italiane e indirettamente contro Massimo Moratti, presidente dell’Inter.

Calderoli ha tentato una demagogica “sparata”, ma si è dato la zappa sui piedi: “Se tutti fanno sacrifici, i sacrifici devono riguardare tutti affinché siano supportati meglio”.

Questo ministro chiede la riduzione degli “stratosferici” salari pagati nel calcio italiano. Vuole anche la fine del sussidio Cip 6 del quale beneficia nella sua attività economica privata il presidente dell’Inter Moratti. Per Calderoli perfino il premio promesso ai giocatori della Nazionale italiana di calcio deve essere tagliato e drasticamente ridotto.

Per il capitano della squadra azzurra Fabio Cannavaro la proposta di Calderoli “non merita commenti”. Solo che poi Cannavaro non si è trattenuto: “La verità è che siamo un Paese ridicolo“.

Il portiere Gigi Buffon ha ironizzato: “Se Calderoli dicesse come utilizzeranno i nostri soldi forse farei un regalo extra”.

Anche Angelo Palombo della Sampdoria e convocato per la Coppa ha ironizzato: “Ridurre i premi? Io pagherei di tasca mia per vincere il Mondiale”

L´opposizione al governo Berlusconi, attraverso il partito Democratico, ha parlato di proposta demagogica. Ed è demagogica perché non spetta al governo ridurre i contratti individuali tra i privati. Quanto al premio, sarà pagato dalla Federcalcio che non riceverà i soldi necessari a pagare i giocatori della Nazionale dallo Stato italiano.

Notizia flash. Il ministro Calderoli fa parte della Lega Nord, partito che fa parte della coalizione del premier Berlusconi. Il partito della Lega Nord nacque separatista (indipendenza della Padania). Oggi vuole il federalismo fiscale e difende tesi xenofobe tra cui la criminalizzazione degli immigrati.

Tag:calcio, calderoli, cannavaro

Anche Brunetta campione del mondo
12 Giu 2010

La vita è dura per il ministro Brunetta, e non solo per lui. I media hanno poco spazio per occuparsi di lui e lui ricorre allora al metodo più collaudato che già in precedenza gli hanno dato buone soddisfazioni. Spararle grosse. E così ha detto che per vedere le partite dei mondiali il solito fannullone non potrà chiedere un permesso, ma dovrà invece chiedere un giorno di ferie. Per sua sfortuna i giornali non hanno riportato la notizia con la giusta enfasi, forse perché le partite si giocano quasi tutte in orari in cui gli uffici sono chiusi. Chi volesse vedere Algeria-Slovenia o Nuova Zelanda-Slovacchia che iniziano alle 13,30 e non vorrà perderne neppure un minuto, dovrà chiedere un giorno di ferie piuttosto che mezzora di permesso.

Neppure Maurizio Gasparri ha avuto fortuna migliore. Un telegiornale, lo stesso che ha irradiato gli ammonimenti di Brunetta, ha parlato di gravi minacce contro la sua persona. Notizia di prima pagina ignorata da tutti i giornali on line di destra e di sinistra. Per fortuna che c’è il solito TG che non si lascia sfuggire nulla.

E’ andata meglio alla Gelmini che ha rassicurato i maturandi che con un solo 5 non si boccia. Ma quando mai è avvenuto che si bocciasse uno studente per una solo insufficienza? Neppure negli anni 50 del secolo scorso. A parte la considerazione che il potere di promuovere o bocciare è competenza delle commissioni esaminitraci e non delle esternazioni estemporanee del ministro.

Avrebbe detto Gesù sulla croce, “Perdonali Padre, essi non sanno quello che dicono”.

Al lavoro ministro Brunetta! Devi inventartene un’altra:

Tag:brunetta, calcio, gasparri, gelmini

Meno soldi ai calciatori e non solo
10 Giu 2010

Se vuoi finire sulle prime pagine dei quotidiani e nei titoli di testa dei telegiornali hai 2 possibilità. O fai e dici qualcosa di reale interesse per i lettori o … spari cazzate. In entrambi i casi l’obiettivo viene centrato. Un maestro, nello sparare cazzate, è il ministro Roberto Calderoli. L’ultima sua proposta è quella di ridurre gli stipendi di certe categorie di lavoratori ed in prima istanza ha pensato ai calciatori ed ai dipendenti RAI. Si badi bene, noi concordiamo al 100% con il ministro quando giudica scandalosi i guadagni dei calciatori, ma a differenza del ministro abbiamo provato a mettere in moto qualche sinapsi tra i pochi neuroni di cui siamo dotati ed abbiamo capito una cosa.

I compensi dei calciatori, su quelli della RAI non siamo informati, sono esplosi da quando di ogni giornata del campionato si è fatto uno spezzatino per consentire ai tifosi di seguire in TV fino a 4 partite diverse. Questi tifosi sono tanti, le TV pagano molto per i diritti televisivi, le società incassano più quattrini e i calciatori che sono i protagonisti principali dello spettacolo chiedono ed ottengono ingaggi senpre crescenti. Il ministro Calderoli farebbe opera meritoria se ottenesse che le partite venissero giocate tutte in contemporanea. Dovrebbe vedersela con gli interessi del suo capo che con le TV è diventato miliardario e si riscopre molto permaloso se si prova a scalfire i suoi interessi economici.

Il ministro Calderoli a toccare gli interessi del suo capo non ci pensa neppure lontanamente a parte il fatto che se la Juventus dovesse prospettare a Buffon di ridurgli lo stipendio ad un decimo, lo stesso troverebbe squadre in tutto il mondo pronte ad accoglierlo a braccia aperte.
Il potere di Calderoli sarebbe in tal caso onnipotenza e chissà che il ministro non ci abbia fatto un pensierino, considerato che tra qualità che possiede non c’è nè la modestia, nè il senso della realtà. (continua…)

Tag:calcio, calderoli, finanziaria

Foto di Sara Izzo “Miss Nazionale Italiana” ai mondiali Sudafrica
1 Giu 2010

Gran colpo per la bella Sara! L’essere stata scelta per accompagnare la nazionale di calcio italiana ai mondiali del Sudafrica e rappresentare la bellezza italiana in una platea così sconfinata sarà un trampolino di lancio per accrescere la sua notorietà a livello planetario. Molto dipenderà anche dalla strada che riuscirà a fare la squadra. Più andrà avanti e più Sara diventerà famosa. E poi con tanti baldi giovani calciatori in attesa di sistemazione, chissà se non ne incontrerà uno con il quale dare lavoro ai gossippari nostrani. E se tutto va per il verso giusto, lei che ha già partecipato per l’Italia al concorso di Miss Mondo, potrà posare per un calendario dell’anno prossimo.

(continua…)

Tag:calcio, foto donne, sara izzo, veline

Se è maschio lo chiameremo Helenio, se è femmina la chiameremo Herrera
22 Mag 2010

Tale fu il carisma che Helenio Herrera esercitava sui giocatori che si racconta che quando Buffon il portiere della squadra (soltanto omonomia, ma nessuna parentela con Gigi), sposato con Edy Campagnoli valletta di Mike Bongiorno in Lascia o raddoppia, era in attesa della nascita di un figlio, alla domanda di come lo avrebbero chiamato rispose appunto “Se è maschio lo chiameremo Helenio, se è femmina la chiameremo Herrera”.
Herrera fu portato in Italia da Angelo Moratti, padre dell’attuale presidente dell’Inter. La squadra vinse tutto quanto era vincibile e rimase alla storia come “la grande Inter”. A differenza dell’Inter di oggi, la squadra era composta quasi del tutto da giocatori italiani.
Sono trascorsi circa 50 anni e nel frattempo l’Inter ha vivacchiato prima del  recente risveglio.
Finalmente l’Inter ha conquistato la finale di Champions League, l’attuale Coppa dei campioni ed il pensiero non può non andare ad Helenio Herrera ed ai suoi campioni che con umiltà abitando in appartamenti messi a disposizione della società, sistemati in 2 per stanza, alle 10 di sera andavano a letto per essere l’indomani nelle condizioni fisiche più favorevoli.
Quanto guadagnavano questi calciatori? Rivera racconta che riuscì ad acquistare un appartamento dopo avere vinto per la seconda volta la Coppa dei campioni. Quelli a cui andava bene aprivano un Bar per procurarsi da vivere dopo avere terminato la carriera.

Tag:calcio

I tifosi del Milan contestano Berlusconi
16 Mag 2010

Berlusconi ha dovuto disertare l’ultima partita di campionato del suo Milan a causa di un’influenza o altro malanno che lo ha costretto a rimanere tra le mura domestiche. L’avrà seguita in TV e si sarà fatto il sangue fradicio per le contestazioni dei tifosi nei suoi confronti.
Quanto è bella la vita nel Pdl avrà pensato. Non mi costa nulla, anzi ci guadagno pure e nessuno si lascia mai sfiorare, neppure lontanamente, dal pensiero di rivolgermi una critica. Fini ha alzato un poco la cresta, ma gli passerà presto! Tra Capezzone e Leonardo, molto meglio Capezzone, tra Bondi e Ronaldinho molto meglio Bondi.
Questi tifosi sono davvero ingrati, non mi meritano. Addirittura anche su Rete 4 non hanno taciuto, come sarebbe stato giusto, questa incomprensibile contestazione. Addirittura hanno inquadrato i festoni che i tifosi avevano preparato già prima della partita inquadrandoli il tempo sufficiente perché i telespettatori potessero leggere le frasi infamanti contro di me! Tremo all’idea della sentenza che verrà pronunciata nei miei confronti al processo di Biscardi. Lì per fortuna c’è Capezzone a difendermi perché di Crudeli mi fido poco, è troppo accecato dalla passione per il mio Milan. (continua…)

Tag:berlusconi, bondi, calcio, campionato, scajola, telespettatori, tifosi

Totti o Scajola – Chi ha sbagliato di più?
8 Mag 2010

Poiché da noi il calcio è più popolare della politica, il calcione sferrato da Totti a Balotelli ha appassionato più gente di quanto non ne abbia appassionata l’acquisto della casa con vista sul Colosseo da parte del ministro Scajola. Nessuno ha provato a difendere Scajola e nessuno ha provato a difendere il “pupone” per il sempre motivo che si è trattato in entrambi i casi di cose indifendibili. Il dramma sta nel fatto che mentre nessuno si è meravigliato per la vicenda che ha riguardato il ministro, il calcione di Totti ha creato non poca sorpresa a significare che mentre la notizia che un ministro “approfitta” troppo della sua posizione non rappresenta più una notizia, quella che un calciatore come Francesco Totti abbia uno scatto di nervi di quella portata produce invece un forte turbamento.
Nel nostro immaginario Totti ha responsabilità educative superiori a quelle di un ministro! Infatti mentre per Totti è stato sottolineato che il suo gesto è ancora più grave proprio perché egli, gli piaccia o meno, rappresenta un punto di riferimento ed un modello per tanti giovani, cosa analoga non è stata detta invece per il ministro Scajola.
La superiorità morale che implicitamente è stata attribuita a Totti, lo obbliga a tenerne conto. Egli farà fatica a recuperare la generale simpatia che lo ha sempre circondato, ma ha un dovere immediato. Alzare la cornetta e scusarsi con Balotelli destinatario della sua pedata davanti a milioni di persone. Potrebbe invitarlo a pranzo o a cena ed abbracciarlo pubblicamente provando a chiudere, almeno sotto questo profilo, questa triste vicenda. Pensi che vantaggio ha rispetto a Scajola il quale avendo sferrato il calcio in faccia a tutti gli italiani, a sua volta non ha alcun modo per abbracciarli tutti.

Tag:calcio, pranzo, scajola, totti

Mamma Alena Seredova in un calendario 2010
12 Mar 2010

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Un calendario si, ma alle condizioni che impongono i ruoli di mamma e compagna di Gigi Buffon, portiere della Juventus e della Nazionale di calcio.
Alena, la bella ceca che ormai possiamo considerare italiana a tutti gli effetti si mette in posa sollecitando più la fantasia che l’occhio. Ne viene un bel risultato al quale sarebbe bene ispirarsi anche per il futuro. La fantasia è infatti una qualità umana che va tenuta in costante esercizio. E’ proprio la fantasia che ci fa fare i viaggi più inebrianti.

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Tag:alena seredova, calcio, eurodonne

Milan fuori dalla Champions. Colpa dei radicali e degli arbitri
11 Mar 2010

Silvio Berlusconi presidente del MilanEcco le prove del sabotaggio

Berlusconi presidente del Consiglio non fa bene al Milan, se è vero che i momenti meno felici della squadra sono coincisi con i periodi in cui il suo proprietario è stato ai vertici della politica nazionale. L’ultima disavventura si è consumata ieri sera a Manchester: un sonoro 4-0 e l’eliminazione dalla Champios League. Attendiamo la conferenza stampa di Berlusconi per sapere come sono andate veramente le cose, anche se tutti abbiamo potuto vedere con i nostri occhi che si è trattato di un vero e proprio sabotaggio. Un gruppo di falsi fotografi, che si è scoperto essere militanti del partito radicale italiano, distribuiti lungo il bordo del campo, apparentemente fotografavano le azioni di gioco, mentre invece muniti di false macchine fotografiche proiettavano un raggio laser sugli occhi dei calciatori del Milan, i quali di conseguenza sbagliavano i passaggi, non centravano la porta, apparivano fantasmi più che atleti. A questo si è aggiunta la faziosità della terna arbitrale che ha annullato (nessuno l’ha visto, ma è stato così) ben 5 gol validi alla squadra del Milan.
Le fila di questo vero e proprio complotto del quale i radicali sono stati il braccio operativo, sono state tirate dalla sinistra italiana, la quale utilizzando i buoni rapporti con la stampa, il governo inglese e la federazione internazionale del calcio è riuscita a procurare i pass ai falsi fotografi e a fare nominare una terna arbitrale ostile.

Tag:calciatori, calcio, governo

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