Riteniamo quantomeno fastidioso il comportamento di coloro i quali dicono di volere fare una cosa e poi subito dopo ne fanno una diametralmente opposta oppure affermano un principio ritenendo che vada applicato a tutti meno che a loro stessi. Questa contradditorietà del comportamento lo definiamo incoerenza e di norma lo condanniamo. Ma la coerenza è un valore ci sarebbe da chiedersi? Coerenza non significa non cambiare mai idea, ma piuttosto non cambiarla troppo spesso e troppo rapidamente. Oscar Wilde ad esempio sosteneva che La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione e Winston Churchill non si preoccupava a dichiarare Il rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l’indigestione.
Di segno diametralmente opposto il pensiero di Giuseppe Mazzini del quale si diceva che “in lui pensiero e azione erano coincidenti”.
Un esempio di coerenza portata all’estremo viene raccontata con il noto aneddoto del Lord inglese il quale, vittima di un naufragio, vedendo avvicinarsi a lui uno squalo, pur essendo armato di un pugnale si lasciò divorare senza opporre alcuna resistenza in ossequio alla norma del galateo la quale prescrive che “il pesce non si taglia con il coltello”.
Il rischio a trattare argomenti come la coerenza è di potere essere presi per bacchettoni e persone fuori dal mondo. Tali riteniamo di non essere e infatti non ci passerebbe mai per la testa di accusare di incoerenza o peggio di scorrettezza il candidato che ci promette qualcosa che mantiene solo in parte o non mantiene affatto; abbiamo chiaro che nessuna carica rende onnipotenti e quindi sta alla nostra intelligenza distinguere tra la promessa che può essere mantenuta e quella che non lo può. Se qualcuno mi promette di mettermi a disposizione per il prossimo mese di agosto la sua casa al mare posso fidarmi o meno che poi lo farà, ma posso ritenerlo possibile perché è qualcosa che appartiene ai suoi poteri. Se al contrario la stessa persona mi promette di ospitarmi nell’appartamento papale del Vaticano nel periodo in cui il Papa è in vacanza a Castelgandolfo, mi sta promettendo qualcosa che non è in grado di mantenere perché non è nei suoi poteri disporre degli appartamenti papali. Devo essere un perfetto idiota per dargli credito! (continua…)
Tag:brunetta, coerenza, frasi
E’ proprio vero che, come recita un famoso proverbio spagnolo, “L’intelligenza è forse l’unica ricchezza ad essere stata distribuita equamente, infatti nessuno si lamenta di averne meno degli altri“. Si potrebbe dire in più che meno se ne ha più si ritiene di averne. La causa sta ovviamente nel fatto che definire l’intelligenza non è per nulla semplice e che ciascuna definizione è inficiata da un vizio di fondo: quello di volere dimostrare di possederne molta o comunque non meno di altri.
Secondo Bertrand Russel il famoso filosofo britannico, Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
Questa definizione, pur se definisce l’intelligenza in via indiretta, è tra le più efficaci che abbiamo trovato.
Vorremmo aggiungere che una proprietà dell’intelligenza è anche la capacità di ascolto anche e soprattutto quando ci vengono esposte tesi con le quali siamo in totale disaccordo.
Tag:ascolto, filosofo, frasi, intelligenza, proverbio, russel, russell, vizio
Ibsen è uno scritto re e drammaturgo norvegese nato nel 1928 e morto quasi ottantenne nel 1906. Egli è considerato il padre della drammaturgia moderna per aver rappresentato la dimensione più intima della borghesia dell’ottocento, mettendone a nudo le contraddizioni e il profondo maschilismo. E’ autore di oltre 20 opere teatrali tra le quali sono universalmente note Casa di bambola, Gli spettri, Un nemico del popolo, L’anitra selvatica, La donna del mare, Hedda Gabler.
Le prove difficili con le quali la sorte lo ha fatto maturare, iniziate con il fallimento dell’attività commerciale del padre che lo costrinse ad iniziare a lavorare giovanissimo anticiparono in lui la coscienza sulla vera realtà della vita.
Egli scrive “Strappa all’uomo comune le illusioni e con lo stesso colpo gli strappi anche la felicità“.
La felicità diventa uno stato d’animo generato dalla speranza e dalla fiducia di raggiungere un obiettivo. La felicità sarebbe così il prodotto di un’illusione, senza la quale essa non può esistere.
E’ ovvio che non tutti condividono questo concetto. L’esperienza di ciascuno di noi include momenti nei quali abbiamo provato quella sensazione che chiamiamo felicità. Sarà durata magari solo per un breve periodo, il suo ricordo si sarà pure sfumato, ma non possiamo negare che quel giorno, in quell’occasione ci siamo sentiti davvero felici.
Tag:donna, felicità, frasi, illusione, illusioni, sensazione
Nicolas Chamfort è stato uno scrittore francese vissuto nella seconda metà del settecento, famoso per i suoi arguti epigrammi ed aforismi.
ll successo gli arrise grazie alle opere teatrali, tra le quali si annoverarono la commedia in versi La jeune indienne del 1764, i balletti Palmire, Zenis et Almaise del 1765. In quegli stessi anni esordì come poeta, con le raccolte L’homme de lettres del 1765, Grandeur de l’homme del 1767, La vérité del 1768 e anche come critico letterario con i saggi L’influence des grands écrivains del 1767 e vari articoli politici.
Ci siamo imbattuti su questa sua frase: “L’uomo raggiunge da novizio la soglia di ogni età della vita.”
In altre parole egli vuole dire che l’esperienza fatta nel passato serve poco ad indirizzare i nostri comportamenti futuri, perché ad ogni età cambiano le premesse sulle quali si devono prendere le decisioni perché noi stessi siamo cambiati.
Va precisato, allo scopo di prevenire le giuste proteste da parte dei fisici, che l’esperienza di cui parla Chamfort è quella che comunemente viene chiamata “esperienza di vita” ben diversa dall’esperimento Galileiano al quale essi si rifanno per ricavare le leggi della Fisica.
Tag:esperienza, frasi, galilei
Il geniale e parimenti nevrotico Woody Allen scrive “Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto”. Un modo per invitare nello stile degli economisti a fare il bilancio tra costi e ricavi. La frase ricorda anche il Carpe diem di Orazio e del doman non v’è certezza di Lorenzo il Magnifico. Non vi è dubbio che il vizio ha un fascino tutto suo particolare. Tra l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso della Divina Commedia la preferenza generalizzata dei lettori è per l’Inferno.
Il fascino del vizio è rappresentato con sagace efficacia da Winston Churchill, primo ministro inglese durante l’ultima guerra e nell’immediato dopoguerra con la frase: “Possiede tutte le virtù che detesto e nessuno dei vizi che adoro“.
Il concetto di vizio come quello di peccato è molto relativo ed ha subito anch’esso una sua evoluzione nel corso degli anni. Quel che prima veniva chiamato vizio oggi è intemperanza, vivacità o altro. Sta di fatto che un mondo senza vizi sarebbe davvero noioso!
Tag:frasi, ironia, vizi, vizio, woody allen
Khalil Gibran nato a Bsharri nel 1883 fu poeta, pittore e filosofo libanese di religione cristiano-maronita che emigrò negli Stati Uniti all’età di 14 anni.
Fu tra i fondatori, insieme a Mikha’il Nu’ayma, dell’Associazione degli scrittori, punto d’incontro dei letterati arabi emigrati in America. La sua poesia venne tradotta in oltre 20 lingue, e divenne un mito per i giovani che considerarono le sue opere come breviari mistici. Gibran ha cercato di unire nelle sue opere la civiltà occidentale e quella orientale. Per approfondimenti clicca qui.
In perfetto stile orientale avendo anche presente quanto nel mondo occidentale la generosità sia merce rara su questo sentimento si esprime così: Chi ti dà una serpe quando chiedi un pesce, può darsi abbia solo serpi da dare. La sua, dunque, è generosità.
Non sempre gli altri possono rspondere alle nostre attese secondo i nostri desideri. Ed anche quando ciò che essi ci danno ci sembra inadeguato rispetto alle nostre attese, non dimentichiamo che tuttavia potrebbe essere il massimo atto d’amore che essi sono in grado di darci.
Tag:america, amore, filosofo, frasi, generosità, gibran, mito, pittore
Sofocle, considerato insieme ad Euripide ed Eschilo uno dei maggiori drammaturghi greci, definì la generosità come “L’opera umana più bella per essere utile al prossimo“. La generosità nasce dall’amore verso gli altri ai quali si vuole alleviare le sofferenze. La generosità, per essere davvero tale, deve provenire da un moto spontaneo dell’animo, non dev’essere contaminata da alcuna forma di esibizionismo. Seneca diceva che Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall’ambizione che dalla generosità.
Sono convinto che nessuna forma di organizzazione sociale può essere così perfetta da occuparsi dei bisogni di tutti e pertanto comprendo bene la necessità che ciascuno di noi supplisca se può e come può per offrire un aiuto a coloro che ne hanno bisogno tanto attraverso forme di volontariato quanto con donazioni in denaro. Mi chiedo tuttavia dove finisce il dovere della collettività ed è giusto che inizi l’intervento individuale. Questa mattina nel breve tragitto di circa 500 metri ho incontrato, ho voluto contarle, ben 12 persone che mi hanno chiesto di offrire un aiuto in denaro e guardando la televisione subito dopo pranzo, in circa 1 ora sono stato sollecitato 3 volte ad offrire un contributo a favore di organizzazioni varie attraverso l’invio di un SMS. Qualche volta compongo il numero telefonico, la maggior parte delle volte ovviamente no. Mi chiedo se devo provare per ciò un senso di colpa oppure un senso di ribellione se chi dovrebbe non finanzia la ricerca contro le malattie rare, non realizza scuole e pozzi per prelevare l’acqua potabile nei paesi africani e altro ancora.
Rimanendo al caso italiano se i ministri non acquistassero le case con le tangenti che provengono dalle tasche di cittadini, se dimezzassimo il numero degli amministratori nazionali e locali dimezzando nel contempo i loro stipendi, non libereremmo talmente tante risorse da ridurre di molto la necessità di queste contribuzioni?
Ditemi la vostra. Sono ben accette anche le critiche più feroci!
Tag:ambizione, amministratori, amore, collettività, euripide, frasi, greci, organizzazioni, orgoglio, pranzo, seneca, sofocle
Le disavventure dell’ex ministro Claudio Scajola, gli hanno perlomeno consentito di guadagnare il record di “ex ministro”. E’ già alle seconde dimissioni: le prime le dovette rassegnare quando qualificò come “rompicoglioni” quel Marco Biagi, già vittima delle Brigate Rosse. Perdere un ministero per una semplice intemperanza verbale fu giudicato un prezzo talmente alto che dopo qualche anno di purgatorio gli fu offerta una seconda occasione e fu rinominato ministro. Una seconda occasione, infatti, non si nega mai a nessuno! Ma l’uomo dev’essere davvero sfortunato se anche in questa seconda occasione il diavolo ci ha messo la coda. Perché è successo che mentre egli firmava il contratto di acquisto di una casa a Roma in prossimità del Colosseo, qualcuno a sua insaputa consegnò al venditore alcune centinaia di migliaia di euro per il saldo dell’acquisto. Devo confessare che mi sono scandalizzato poco o nulla perché una volta una cosa del genere è avvenuta anche a me. Ero entrato in un bar per prendere un caffé e la cassiera mi disse “può andare al banco, è già pagato”. Chiesi chi fosse il benefattore, ma la cassiera mi rispose che aveva avuto la consegna di non rivelarlo. Poiché, al contrario dell’onorevole Scajola, sono un poco sospettoso insistetti per pagare il caffé, superando con fatica le resistenze della povera e imbarazzata cassiera. Ciò per dire che certe cose possono avvenire. L’onorevole Scajola poteva mai sapere che il valore dell’immobile che stava acquistando era ben superiore alla somma che lui consegnava al venditore? Penso proprio di no, visto che il piacere di cedere un proprio bene ad uomini potenti convince i venditori a dimezzare e anche più le loro pretese. Anche di questo sono certo perché alcuni anni addietro volevo acquistare una villetta per la quale mi furono chiesti 350 milioni di lire. Rinunciai perché la richiesta oltrepassava e di molto le mie possibilità. Qualche mese dopo chiaccherando con un amico, all’epoca titolare di una importante carica politica, questi mi confidò che aveva acquistato una villetta, meno villetta e più villa di quella alla quale io avevo rinunciato, pagandola 150 milioni. Non nascose che si era tattato di una vera occasione, una di quelle occasioni che a me ed a tanti altri come me purtroppo non capitano mai.
Tag:diavolo, frasi, onestà, record, scajola
All’anagrafe François-Anatole Thibault, nasce a Parigi a metà del 1800 in un quartiere parigino di editori, librai e antiquari dove il padre François Thibault, si faceva chiamare France Libraire e aveva il proprio negozio di libri. Da lui Anatole prese lo pseudonimo di France con il quale è soprattutto noto.
Ebbe il successo da vivo tanto da ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1921, tre anni prima di morire, ma fu contestato dopo la morte.
Per approfondire la vita e l’opera di Anatole France clicca su questo link.
Ricordiamo un suo famoso aforisma Solo gli uomini che non sono interessati alle donne sono interessati ai loro vestiti. Gli uomini a cui piacciono le donne non notano mai quello che loro indossano.
E’ una ovvietà si potrà osservare. Sarà una ovvietà per tanti, ma non certo per tutti considerato quello che vediamo succederci intorno giorno dopo giorno. Ci sembra un modo molto incisivo di distinguere tra sostanza e apparenza.
Tag:aforisma, donna, frasi, nobel, piacere
Jean Jacques Rousseau sostiene che “Una cattiva azione non ci tormenta appena compiuta, ma a distanza di molto tempo, quando la si ricorda, perché il ricordo non si spegne”.
Il ricordo non solo non si spegne, ma fa rivivere l’esperienza del passato con gli occhi e con la sensibilità del presente. Quando affermiamo che se si ripresentasse un certo momento della nostra vita passata ci comporteremmo in modo assolutamente diverso esprimiamo l’evoluzione del nostro modo di rapportarci con la realtà. E, a ben pensarci, queste ipotetiche scelte e quindi il ricordo di esse si evolvono con noi.
Il ricordo è anche altro: è nostalgia, è rabbia, è disperazione.
Questi aforismi sul ricordo di alcuni poeti e filosofi dell’antichità anche raffrontati con quello di Rousseau vissuto 2000 anni dopo di loro, mostrano ancora una volta come il rapporto tra l’uomo ed i suoi sentimenti siano variati molto, ma molto poco.
- Se litighi con un ubriaco, ricordati che offendi un assente. Proverbio Cinese
- Non c’è dolore più grande della perdita della terra natia. Euripide
- Si apprende più facilmente e ci si ricorda più volentieri di ciò che stimola il senso del ridicolo che di ciò che merita stima e rispetto. Orazio Flacco
- Il bugiardo deve avere buona memoria. Marco Fabio Quintiliano
- La memoria è tesoro e custode di tutte le cose. Cicerone
Tag:antichità, cicerone, disperazione, euripide, frasi, orazio, proverbio, quintiliano, rabbia, ricordo, rousseau
Il ricordo, sia esso di un amore finito o di un amico perduto o anche di un momento felice, si associa quasi sempre alla malinconia. Ricordare ci riporta sempre al passato e fa emergere il rimorso per quel che potevamo fare e non abbiamo fatto, ci obbliga ad un giudizio impietoso su noi stesso e ci mostra quanto raramente abbiamo imparato dalla esperienza precedente.
Soren Kierkegaard, il filosofo danese vissuto nella prima metà dell’ottocento e Oscar Wilde lo scrittore irlandese vissuto nella seconda metà dello stesso secolo, morti entrambi giovani, si esprimono così sul “ricordo”.
- Il ricordo è un consolatore molesto. Sören Kierkegaard
- Il ricordo è un’ombra che non si può vendere, anche nel caso in cui qualcuno volesse comprarla! Sören Kierkegaard
- Il ricordo è un traditore che ferisce alle spalle. Sören Kierkegaard
- Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare. Sören Kierkegaard
- Si può sopravvivere a tutto al giorno d’oggi tranne che alla morte, e si può far dimenticare ogni cosa eccetto una buona reputazione. Oscar Wilde
- L’istruzione è cosa ammirevole, ma ogni tanto ci farebbe bene ricordare che non si può mai insegnare quel che veramente vale la pena di conoscere. Oscar Wilde
- Nulla è pericoloso quanto l’essere troppo moderni. Si rischia di diventare improvvisamente fuori moda. Oscar Wilde
Tag:amore, dante, filosofo, frasi, irlandese, kierkegaard, malinconia, oscar wilde, reputazione, ricordo
Giosué Carducci (1835 – 1907) ha lasciato una forte impronta nella letteratura italiana. Uomo dall’espressione severa, come mostrano le immagini che ci sono tramandate, laico convinto, portato alla polemica, ci ha lasciato composizioni di un toccante lirismo di cui sono un esempio i sonetti composti per la morte del fratello Dante e del figlioletto, anch’esso di nome Dante e “Davanti a San Guido”.
Il suo Canto dell’amore, del quale riportiamo i versi finali, è la rappresentazione di uno stato d’animo così impregnato di felicità interiore da fare dimenticare i contrasti più profondi che hanno segnato la sua vita. Egli, laico convinto si rivolge al Papa, chiamandolo pur sempre cittadino Mastai e lo invita ad un brindisi liberatorio. L’amore che lo anima in quel momento lo porta ad amare anche gli avversari più irriducibili.
Che m’importa di preti e di tiranni?
Ei son più vecchi de’ lor vecchi dei.
Io maledissi al papa or son dieci anni,
Oggi co ‘l papa mi concilierei.
Povero vecchio, chi sa non l’assaglia
Una deserta volontà d’amare!
Forse, ei ripensa la sua Sinigaglia
Sí bella a specchio de l’adriaco mare.
Aprite il Vaticano. Io piglio a braccio
Quel di sé stesso antico prigionier.
Vieni: a la libertà brindisi io faccio:
Cittadino Mastai, bevi un bicchier!
Questi versi, imparati a memoria ai tempi del liceo, me li recito nei momenti in cui tutto mi appare nero, e come d’incanto dietro le nubi riappare il sole.
Tag:amore, carducci, frasi, poesie, polemica, vaticano
Nulla è in sè, ma tutto è come lo percepiamo. Schopenhauer diceva che “il mondo è la mia rappresentazione”, e quindi esso appare in modo diverso a ciascuno di noi, perché diversi siamo l’uno dall’altro. Kahlil Gibran dice a sua volta che L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi. Ciascuno di noi è in costante divenire come il fiume di Eraclito. Ciò che ieri ci ha ispirato amore, oggi ci è differente o addirittura ci ispira odio; la stessa idea di bello cambia con lo stato d’animo. E’ un’esperienza che tutti abbiamo fatto e continuamente facciamo. Noi siamo “il nostro stato d’animo” come è rappresentato nella magistrale poesia di Victor Hugo dedicata a Caino.
Tag:amore, bellezza, eraclito, frasi, gibran, odio, schopenhauer
La polemica suscitata dalla tesi del sociologo irlandase Richard Lynn, per il quale gli italiani del nord sarebbero più intelligenti di quelli del sud, induce ad una necessaria puntualizzazione. Richard Lynn trae la sua convinzione dal dato che l’Italia del nord dal punto di vista economico è più sviluppata di quella del sud. Egli così sostiene implicitamente che l’intelligenza si misura con la capacità di fare quattrini. E’ certamente una tesi, le cui conseguenze potrebbero però essere aberranti. I sofisti erano quindi più intelligenti di Socrate e Platone? E Berlusconi è più intelligente di Einstein? Le risposte sarebbero “si” in entrambi i casi. Senza nulla togliere alla intelligenza dei sofisti e di Berlusconi, questa deduzione non ci convince. E ci convince ancora meno che le tesi di Richard Lynn possano avere avuto una tale eco. (continua…)
Tag:berlusconi, eco, einstein, frasi, intelligenza, italia, polemica
Nella continua ricerca di modelli assoluti, finiamo con il dimenticare troppo spesso che noi siamo immersi in una realtà complessa che ci produce emozioni dipendenti da chi e come siamo in un determinato momento della nostra vita. I greci che furono motivati in modo quasi ossessivo dal volere sistematizzare inventarono i miti. Venere era la bellezza, Marte il coraggio, Minerva la saggezza. Le cose non saranno per caso più semplici? Che amore, bellezza e coraggio non siano valori assoluti? Voltaire diceva: Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo. E’ di questi giorni la polemica se gli italiani del nord siano più intelligenti di quelli del sud, come sosterrebbe la tesi di un sociologo irlandese. Ma cos’è l’intelligenza? E’ certo che non possiamo darne dieci definizioni tutte buone, ma diverse l’una dall’altra?
Tag:amore, bellezza, frasi, greci, irlandese, polemica, voltaire
La tesi dello psicologo irlandese Richard Lynn per il quale in Italia i settentrionali sarebbero più intelligenti dei meridionali ha scatenato, com’era prevedibile, un vero putiferio. Ogni teoria può essere rispettabile purché sia fondata su basi chiare ed oggettive. Tali non sono nè la vicinanza all’Africa e al Medio Oriente, nè il diverso livello di ricchezza tra il Nord e il Sud.
La teoria avrebbe una sua dignità se:
- Fosse stata data preventivamente una definizione condivisa d’intelligenza
- Fosse stato messo a punto uno strumento per misurarla
- Da queste misure fosse risultato che gli italiani del Nord fanno segnare allo strumento valori più alti di quelli del Sud
Tutto il resto è Gossip, buono solo ad esaltare provincialismi e reazioni del tipo “i napoletani sono più intelligenti dei torinesi perché il Napoli ha battuto la Juventus”.
Considerato il proverbio spagnolo secondo il quale L’intelligenza è forse l’unica ricchezza ad essere stata distribuita equamente, tanto è vero che nessuno si lamenta di averne meno degli altri, la questione non può essere liquidata con battute frettolose. Nessuno può dirsi più intelligente di un altro per il solo fatto di affermarlo. Allo stato non ci sembra che vi siano elementi sufficienti per sostenere che al Nord siano più intelligenti che al Sud, che al Sud siano più intelligenti che al Nord o infine che non vi sia alcuna differenza.
Lo scarto tra lo sviluppo economico del Nord e del Sud d’Italia è un dato incontrovertibile, ma attribuirlo ad una differenza di intelligenza è quanto mai ardito. Secondo questo metro di giudizio Socrate sarebbe stato un perfetto imbecille!
Tag:africa, frasi, intelligenza, irlandese, italia, proverbio, ricchezza
Luigi Einaudi è stato il primo Presidente della Repubblica italiana (Enrico De Nicola lo aveva preceduto come Presidente provvisorio). Piemontese, fu docente di Scienza delle finanze presso l’Università Bocconi di Milano. Senza scivolare in facili demagogie egli sosteneva che La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica. In altre parole il bisogno asservisce e costringe l’uomo alla subordinazione. La si potrebbe dire una ovvietà. Sul piano etico tutto sta nello stabilire cosa sia il bisogno. Einaudi pensava che andasse misurato dalla disponibilità o meno del minimo necessario alla sopravvivenza. La libertà doveva iniziare con un tetto sulla testa ed un pezzo di pane con cui sfamarsi. Nè al tempo di Einaudi nè oggi ciò è universalmente condiviso. Il soddisfacimento del bisogno si fa iniziare molto oltre con pregiudizio per la morale pubblica e privata.
Tag:frasi, libertà, luigi einaudi, politica, repubblica, sopravvivenza
Ogni volta che si incontra qualche frase sull’amore si scopre quanto questa parola si presti alle definizioni più disparate. Nel suo significato più diffuso la parola amore esprime la reciproca attrazione tra due persone di sesso diverso, quella attrazione che poi si trasforma nel desiderio di percorrere assieme il cammino della vita. Pur se il più diffuso, questo significato è anche il meno appropriato. Se ci soffermiamo per un attimo sulle due frasi di Hermann Hesse, lo scrittore, poeta e pittore tedesco vissuto a cavallo del ’900, La felicità è amore, nient’altro e L’amore è il desiderio fattosi saggio, vediamo che il significato della parola viene trasformato.
Tag:amore, felicità, frasi, hesse, pittore
Oscar Wilde è forse il più geniale tra gli aforisti di tutti i tempi. Le sue frasi sono secche e penetranti come stilettate. Dicendo Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi! egli pone in antitesi amore e matrimonio. L’amore è uno stato dell’animo, il matrimonio una sorta di contratto; il primo ha natura sovramateriale, il secondo no.
L’amore prima che le persone riguarda le idee, il matrimonio riguarda le persone. L’amore eterno può esistere solo se inerisce la sfera dello spirito.







