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Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche nel suo pensiero smascherò gli uomini e le istituzioni di potere, incluse quelle religiose, svelando l’inganno sociale sull’idea del giusto e del buono. In tutti gli uomini c’è una volontà di potenza, sosteneva Nietzsche, anche nei più deboli. Ogni essere umano in realtà desidera il dominio sull’altro e il buono non è colui che per natura deve soccombere, perché meno dotato, ma chi, pur potendo commettere il male, perché forte, si astiene dal farlo.
Nella storia, secondo Nietzsche, a causa della volontà di potenza, è stata messa in atto una trasvalutazione dei valori, per cui il debole, incapace di fare male è stato identificato con l’idea positiva di buono. Il tutto al fine di elogiare i deboli e consolidare il potere sulle masse.
Questo era quello che imparavo a scuola tanti anni fa (spero di avere capito la lezione). In quei tempi eravamo alla fine della prima repubblica, un periodo di cambiamenti nella storia italiana, quando la classe politica veniva associata alla corruzione dilagante e accostata alla criminalità organizzata. Da questo punto di vista non è cambiato molto da ieri a oggi, ma allora il racconto della vita economica e politica procedeva su toni consoni al galateo, che conferivano ai politici una qualche rispettabilità legata al buon livello culturale dei suoi esponenti. (continua..)
Tra i pensieri di Friedrich Nietzsche ve ne sono molti dedicati alle donne. Alcuni potrebbero sembrare poco gentili se non addirittura offensivi, ma in realtà Nietzsche manifesta più volte un sentimento di meraviglia nell’osservazione della natura umana e in particolar modo del genere femminile.
Nei suoi scritti Nietzsche descrisse la verità come una donna, impossibile da cogliere per un filosofo dogmatico che si accosta a lei con metodo rigoroso e senza conoscere le armi della seduzione.
In questo post una breve raccolta di frasi del filosofo.
- Alcuni uomini hanno sospirato per il rapimento delle loro mogli, i più perché nessuno ha voluto rapirgliele.
- Una donna che capisce di ostacolare il volo del marito deve separarsi da lui: perché non si sente parlare di un simile atto d’amore?
- La donna impara a odiare nella misura in cui disimpara ad affascinare.
- Le stesse emozioni hanno ritmi diversi nell’uomo e nella donna: perciò l’uomo e la donna non cessano di fraintendersi.
- Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbara dell’uomo.
- Ciò che nella donna incute rispetto, e spesso anche paura è la sua natura, che è più naturale di quella dell’uomo, la sua autentica, scaltra flessuosità ferina, i suoi artigli di tigre nascosti nel guanto, la sua ingenuità nell’egoismo, la sua ineducabilità e la sua intima selvatichezza, quel tanto di inafferrabile, di sterminato, di errabondo presente nei suoi appetiti e nelle sue virtù.
Il filosofo tedesco scriveva “Si paga caro l’acquisto della potenza; la potenza instupidisce“. Leggendo un blog dove si commentavano i risultati delle recenti elezioni regionali il responsabile di un partito sconfitto veniva invitato a parlare con la gente e non a parlare alla gente. Sfumatura linguistica? Assolutamente no!
Il potere è un afrodisiaco, ma è anche un veleno. Conduce a distaccarsi dalla realtà ed a crearsene un rappresentazione distorta e menzognera. Verità e il suo contrario si confondono. Si afferma di avere vinto anche se si è subita una sonora sconfitta, perché esiste sempre un risultato del passato che può dare ragione. Il potere va mantenuto a tutti i costi anche a quello di precipitare nel ridicolo.
Si dovrebbe considerare uno scrittore come un malfattore, che solo rarissimamente merita l’assoluzione o la grazia: sarebbe un rimedio contro l’eccesso di libri.
Di fronte a una persona siamo pieni di cento riguardi: ma non capisco perchè, quando si scrive, non ci si debba spingere al limite estremo della sincerità. E’ questo il vero sollievo!
Non voglio più leggere nessun autore di cui si nota che voleva fare un libro: ma solo quelli i cui pensieri sono diventati casualmente un libro.
Il migliore autore sarà colui che si vergogna di diventare scrittore.
Gli autori più spiritosi provocano il riso più impercettibile.
In questi giorni si è fatto un gran parlare di Facebook come uno dei reponsabili di avere messo la statuetta del Duomo di Milano nelle mani di Massimo Tartaglia perché la scagliasse contro Silvio Berlusconi. Qualcuno addirittura ha proposto di metterlo all’indice come in Iran, Cina e Sudan ritenendo il social network soltanto un luogo dove si organizza e fomenta odio. Navigando tra le pagine del sito, giusto per capirci un poco meglio abbiamo trovato molte pagine e gruppi intitolati a personaggi della storia, dell’arte della cultura nelle quali un popolo di utenti chiede, si informa, discute su personaggi che hanno fatto la storia dell’umanità. Abbiamo trovato pagine e gruppi su Dante Alighieri, Camillo Benso Conte di Cavour, W. A. Mozart, Oscar Wilde, Friedrich Nietzsche e tantissimi altri. Guardate ad esempio la pagina che riassume i gruppi dedicati al grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche Cliccando qui
L’abitudine è cosa ottima, ma non sempre
Plinio il vecchio scriveva “L’abitudine è maestra potentissima di tutte le cose” concetto non molto dissimile da quello espresso da Ovidio quando afferma ” Niente è più forte dell’abitudine”.
Questa conezione positiva dell’abitudine la possiamo leggere anche nel pensiero di filosofi e letterati moderni dei quali vi riportiamo alcune massime. Va sottolineato tutatvia che il giudizio prevalente sull’abitudine è un giudizio di tipo negativo. Alcune esemplificazioni le troverete cliccando qui. (continua..)















