“Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte”“Caro direttore – scrive la Busi – ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me – prosegue – una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori. ”
Quello che segue è un video satirico sul principale telegiornale della televisione pubblica, che attraverso “necessari” approfondimenti ad alcune notizie, fa capire quale sia il livello della sua informazione. Al TG1 si trova il tempo per parlare di assurdità per sviare l’attenzione, mentre ci sarebbe più che mai bisogno di raccontare una situazione economico sociale difficile e scomoda, che se da un lato farebbe perdere consenso a chi ci governa, dall’altro farebbe l’interesse di tutti, perchè conoscere i problemi aiuta ad affrontarli. Che si tratti di parole fondate lo dimostrano le straordinarie dimissioni di uno dei volti più conosciuti del telegiornale. Il video è molto divertente.
Testo integrale della dura lettera di Maria Luisa Busi a direttore Augusto Minzolini.
(continua…)
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Sta per arrivare il gran giorno! Il 10 giugno il TG1 sarà trasmesso da uno studio rinnovato.
I giornalisti che lo leggeranno saranno sempre gli stessi, da Francesco Giorgino alla leggiadra Susanna Petruni. E sulla plancia di comando sempre lui, Augusto Minzolini.
L’attuale direttore del TG1 è riuscito in un’impresa straordinaria, quella di modificare le abitudini cinquantennali degli italiani i quali, per informarsi di quanto succede nel mondo, alle 13,30 ed alle 20,00 si sintonizzavano, quasi per inerzia, sul primo canale TV.
Oltre 1 milione non lo fa più e ciò dimostra quanto sia falso che gli italiani sono restii a cambiare le loro più inveterate abitudini.
Confessiamo di fare fatica a comprendere perché il TG1 perda e continui a perdere spettatori.
Evita con grande cura di darci cattive notizie, ci informa con servizi ampiamente documentati sugli avvenimenti che si verificano qua e là, dalla pecora che è entrata nel Guinness dei primati per la quantità di latte prodotto in un solo giorno agli amori segreti dei più acclamati divi del cinema e della televisione.
Riesce a fare tutto questo in soli 30 minuti! Cosa si può volere di più?
Qualcuno sostiene che dà voce ad una sola parte politica ed esagera nella beatificazione del Presidente del Consiglio. Sarà pur vero, ma dopo avere ascoltato il commento ai fatti del giorno da Capezzone dagli occhi iniettati di sangue o da Gasparri con l’eterna bavetta agli angoli della bocca, ascoltare altre voci non sarebbe altro che una perdita di tempo?
Bravo Augusto, vai avanti così, chissà che anche il buon Dio non vorrà mostrarti la sua gratitudine e ti farà ricrescere i capelli!
Tag:capezzone, minzolini, tg1, tv
Emilio di Fede fa parte di quella categoria di persone che se non ci fossero andrebbero inventate. Egli, non diversamente da tanti altri, è ossessionato dal bisogno che si parli di lui e, visto che ha un TG a disposizione, si trova in una condizione invidiabile per raggiungere i suoi scopi. Il problema del povero Emilio è l’audience davvero bassa del suo TG per cui le sue cannonate si trasformano al più in mortaretti. Se nessuno si occupasse degli argomenti che tratta e di come li tratta, i suoi appelli e le sue invocazioni cadrebbero nel vuoto assoluto. Invece, come se il pensiero di Emilio Fede fosse qualcosa di davvero importante, ogni volta che ne spara una, il giorno dopo la sua “bomba” viene rimbalzata su giornali e agenzie e diventa di pubblico dominio. E perché questo avvenga è assolutamente necessario che le spari davvero grosse.
L’ultimo bersaglio di Emilio Fede è Roberto Saviano. Leggiamo che Fede sostiene che Saviano non vada beatificato. E allora? La Santa Sede ha già avviato il processo di beatificazione? Siamo davvero così idioti da non sapere distinguere rispetto ed ammirazione dalle virtù che elevano agli onori degli altari?
Dante Alighieri avrebbe liquidato la questione semplicemente con un “non ti curar di lui, ma guarda e passa” non foss’altro che per la semplice ragione di non avere tempo da perdere.
Emilio Fede si ricordi piuttosto che da più di un anno è stato istituito il Comitato Promotore per il Premio Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi e che i tempi stringono. Non vorremmo che l’iniziativa cadesse nel dimenticatoio ed i giurati che dovranno assegnare l’ambito premio, quando sarà il momento di fare la loro scelta venissero privati del piacere di ascoltare la canzone che accompagna la richiesta.
Tag:bersaglio, bomba, dante, nobel, saviano, tv
Irrompe come un uragano nella vita di Emanuele, insidiandogli il posto di primo assoluto della classe. Che una ragazza per di più bella possa dargli i punti lo rende nervoso fino alla nevrastenia. Viola, questo il nome del personaggio interpretato da Claudia Alfonso, giovane e promettente attrice barese, al contrario di Emanuele ha un carattere tranquillo e conciliante. Il personaggio è disegnato bene e piace fin dal primo momento. Claudia non è quella che si dice una bellezza mozzafiato, ma di mozzafiato ha sicuramente il fascino, garbato e intenso. Emanuale ne rimane sconvolto e ne opera continue trasfigurazioni. Tra i due nasce un sodalizio, al principio intellettuale, ma con Cupido dietro l’angolo pronto a colpire.
Il video del loro primo incontro.
Tag:caudia alfonso, foto donne, ragazza, tv
Sembra di capire che vi sia in atto una fuga dal pagamento del canone TV. Le sollecitazioni a non pagare sono venute da diverse parti tra le quali partiti politici, giornali a diffusione nazionale e, udite udite, anche da parte di esponenti del Governo. Basta un servizio o una trasmissione che non piace e subito l’invito a non pagare il canone. L’onorevole Santanchè ha addirittura promosso un gruppo su Facebook chiamando a raccolta i nemici del canone. Che l’invito sia stato bene accolto è testimoniato indiettamente dalla attuale programmazione RAI che, ad esempio, ci ripropone o ripropina programmi già visti e rivisti. Le avventure del Commissario Montalbano, tra non molto, le potremo recitare a memoria come si fa per una poesia.
Allo scopo di evitare di trasformare il livello della discussione a quello di una riunione di condominio nelle quali c’è sempre il condomino che minaccia di non pagare la propria quota se l’intera comunità non si adegua alle sue specifiche esigenze. è bene fare chiarezza su alcuni punti nodali della questione.
Il pagamento del canone è dovuto in quanto si fruisce di un servizio. In origine, al momento dell’acquisto di una radio o di un apparecchio TV, il venditore era tenuto a comunicare alla RAI il nome dell’acquirente che veniva così inserito nell’elenco degli utenti ed era tenuto al pagamento del canone detto anche abbonamento. Qualcuno ricorderà che se installava un’autoradio sull’automobile scattava l’obbligo anche in questo caso del pagamento di un canone. Si potrebbe filosofare se sia giusto o meno che il costo dell’abbonamento debba prescindere dall’intensità della fruizione del servizio. In ogni modo chi dovesse decidere di non guardare più i programmi RAI può essere depennato dall’elenco degli utenti e sospendere il pagamento. Internet abbonda di siti che spiegano come si fa. (continua…)
Tag:automobile, canone, facebook, finanziamento, governo, minaccia, programmazione, tv
Augusto Minzolini, il “direttorissimo” come lo chiama Berlusconi, è colui il quale ha ridotto il TG1 peggio del Minculpop di mussoliniana memoria. Oggi Minzolini pare che sia indagato (pare, perchè l’interessato nega di avere ricevuto avvisi di garanzia) dalla Procura di Trani per eccesso di genuflessione al potere, quell’astratto potere che chiede di chiudere Annozero e Parla con me e rimproverava gli inviti in Tv a Scalfari e Mauro. Mentre scriviamo è possibile che Minzolini stia preparndo il pistolotto da leggerci stasera al telegiornale delle 20 e spiegarci come stanno davvero le cose.
Nel frattempo è intervenuto per dire la sua, come al solito parlando d’altro, il portavoce del Pdl onorevole Daniele Capezzone.
“Secondo Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, «le frasi pronunciate dal signor Di Pietro contro Augusto Minzolini e Giancarlo Innocenzi sono degne di uno squadrista». «In pochi giorni, parlando di altri (a partire da Berlusconi), Di Pietro ha citato Pinochet, Mussolini, Lucifero, e sempre parlando del Premier, lo ha definito un “assassino della democrazia”. Questa – aggiunge Capezzone in una nota – è semina di odio e di violenza, che dovrebbe fare paura ai veri democratici e ai veri liberali. Ma ancora una volta, la sinistra, muta e obbediente, segue l’Idv».
Aspettiamo il giorno in cui Capezzone alla domanda “che ora è” non risponda “ho mangiato spaghetti”.
Tag:capezzone, minzolini, telegiornale, tv
Re nella monarchia dell’audience
Dobbiamo partire dalla consapevolezza di vivere in un mondo, almeno quello italiano, assolutamente telecentrico. In nome e per le esigenze dei buoni affari della TV è stato avviato un processo di snaturazione che ha investito numerosi settori. Ciascuna giornata del campionato di calcio è stata divisa in 4 tronconi, alcune decisioni politiche importanti vengono comunicate a ridosso dell’inizio dei telegiornali, una kermesse canora come il Festival di Sanremo è diventato un evento televisivo prima che musicale. Parafrasando l’avvocato Giovanni Agnelli il quale diceva che “ciò che va bene per la Fiat, va bene per l’Italia”, oggi vale la regola che “ciò che va bene per la televisione deve andare bene per gli italiani.” La polemica sulle qualità canore o danzanti di Emanuele Filiberto va filtrata attraverso queste nuove regole. Se egli o altri sappiano cantare è questione irrilevante. Va bene se fanno audience. Ed Emanuele fa audience perché è “principe”, ha modi educati e ciò piace a molti, sa presentarsi ed apparire con semplicità come uno di noi. E’ ipocrisia pura affermare che il suo successo sia indipendente dal nome che porta, considerato che tanti ragazzi con qualità artistiche e comportamentali pari alle sue, conservano l’anonimato per tutta la vita. La polemica tuttavia ci sembra fuori luogo, soprattutto in Italia, dove il merito rappresenta quasi una colpa e dove possiamo contare una marea di casi nei quali posizione occupata e competenza sono in un contrasto stridente. Pensate, per fare un solo esempio, che sia lecito che possa assumere la titolarità di un ministero chi non è in grado di superare l’esame per diventare procuratore legale nella propria città e per questo va a sostenerlo ad oltre 1000 chilometri di distanza? Eppure succede ed il danno è ben maggiore di quello che può produrre Emanuele Filiberto esibendosi come ballerino o cantante. Con una precisazione che è doveroso fare. Emanuele Filiberto non si qualifica nè ballerino, nè cantante, mentre quel ministro lascia intendere di ricoprire la sua carica avendone tutti i titoli.
Il vero pericolo è che si finisca con il considerare come unico valore l’apparire, rischiando di perdere la sensibilità che fa distinguere il bello dal brutto ,che fa confondere lo scienziato con il divulgatore o che non distingue un discorso politico da un’arringa da tribuno della plebe.
Tag:campionato, emanuele filiberto, gelmini, ipocrisia, italia, polemica, scienziato, tv
Un figlio sconvolge la vita. E’ così per tutti, anche se nessuno lo ammette. Provate a chiedere ad un neo genitore se il nuovo arrivato ha creato qualche modifica nella vita d’ogni giorno. Vi risponderà di no, quasi che gli strepiti di un bambino o perché ha fame, o perché ha mal di pancia o per qualsiasi altro motivo rappresentasse un giudizio negativo su di lui. Teresa Mannino racconta la sua esperienza e state certi che ha solo potuto dimenticare qualcosa!
Tag:2010, comici, divertenti, mamma, mannino, tv, video, zelig
Teresa Mannino è una nativa di Palermo che da alcuni anni vive a Milano. I suoi monologhi sono spesso improntati al confronto tra i 2 modi di concepire la vita ed i rapporti con gli altri tipici delle 2 città. In questo monologo presenta il diverso rapporto con la legalità tra Milano e Palermo e quello con l’automobile uguale in ogni parte d’Italia che caratterizza gli uomini e le donne.
Tag:automobile, automobili, comici, divertenti, italia, mannino, monologo, tv, video, zelig
La vita dell’automobilista è un dramma permanente. Gioele Dix, icona dell’automobilista incazzato, vede tutto e tutti cospiranti contro di lui anche quando decide di fare le vacanze. ll monologo del comico lombardo sottolinea le follie del contesto che avvolge il periodo delle ferie e si ripromette di passare le successive vacanze in …. città.
Tag:automobili, comici, divertenti, dix, monologo, tv, video, zelig
Giole Dix, maschera perfetta dell’automobilista geneticamente incazzato perché insofferente di tutto quanto non si pieghi alle sue esigenze, racconta in un monologo esilarante l’esperienza di un viaggio in treno. Da vedere fino alla fine dove commenta il saluto di ringraziamento dell’azienda delle ferrovie ai malcapitati viaggiatori.
Tag:automobili, comici, divertenti, dix, monologo, treno, tv, viaggiatori, video
Fino a qualche mese addietro quando si diceva il Trio ci si riferiva implicitamente ai 3 grandi tenori Carreras-Domingo-Pavarotti; prima ancora il Trio identificava i comici Solenghi-Marchesini-Lopez; oggi Trio identifica i 3 ragazzini Barone-Boschetto-Ginoble scoperti in occasione della passata edizione di “Ti lascio una canzone”. Invitati come ospiti d’onore a Sanremo 2010 hanno cantato Granada, Un amore così grande ed infine O sole mio dedicata a Raina, la regina di Giordania.
Tag:2010, barone, canzoni, ginoble, pavarotti, sanremo, ti lascio una canzone, tv
Copertina di Maurizio Crozza a Ballarò del 16/2/2010
Il paese delle emergenze raccontato con la satira di Maurizio Crozza. Emergenza terremoti, corruzione e tangenti, fino alle emergenze dell’organizzazione del 150mo anniversario dell’unità d’Italia, logica conseguenza dell’approccio pragmatico del nostro governo del fare.
Tag:ballarò, corruzione, cronaca, crozza, emergenza, governo, italia, logica, satira, tv, video
Programmi di oggi in TV
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Tag:programmazione, tv
Un giorno dissi al cardinal Martini: ma non si può scomunicare la televisione, non si possono mandare al rogo un po’ di quelli che la fanno? Indro Montanelli
Tag:aforismi, montanelli, tv
C’era da immaginare che dopo la bestemmia in diretta e l’elogio alla mafia, Massimo Scattarella sarebbe stato escluso dal comparire in studio durante le puntate del Grande Fratello. Così non è stato. E’ sempre più chiaro che la TV è impegnata allo stremo nella proposizione di modelli negativi. Questi modelli sono funzionali a creare una rappresentazione della realtà nazionale urlante e scomposta, nella quale il confine tra il lecito e l’illecito è sempre più sfumato e nella quale prevaricazione, corruzione, immoralità pubblica appaiano fisime di qualche moralista da strapazzo. Ora noi non crediamo di essere moralisti da strapazzo, ma non possiamo non provare indignazione se una persona che definisce la mafia italiana con i termini usati da Massimo Scattarella(v. video), venga proposto come opinion leader ai milioni di spettatori, in prevalenza giovani, che seguono il programma. Sdoganare la mafia significa considerare acqua fresca la sua oppressione sulla vita economica e sociale di milioni di cittadini, legittimare lo spaccio di droga e finanche lo sciogliemento nell’acido di bambini innocenti. Se si assolve la mafia si legittima la corruzione, l’uso del corpo femminile per concludere buoni affari e persino brindare con lo champagne quando un terremoto produce morte e distruzione come avvenuto in Abruzzo.
Confessiamo di seguire il Grande Fratello soltanto attraverso qualche spezzone che si trova su Youtube e di avere rilevato che gli autori le hanno provate tutte pur di mantenere vivo l’interesse degli spettatori. Quest’anno, per quello che abbiamo visto, è mancato soltanto l’amplesso in diretta, ma non ci sentiamo di escludere che ci proporranno anche quello.
Tag:2010, abruzzo, corruzione, droga, grande fratello, morale, terremoto, tv, video
Tra i misteri di questa edizione del Grande Fratello, uno dei più difficili da decifrare è il motivo per cui abbiano scelto Alberto come concorrente. Una raccolta di momenti delle sue conversazioni nelle quali sibila una sucecssione di consonanti per esprimere il suo pensiero lo rendono una creatura al limite dell’assurdo. Che la spiegazione stia nel fatto che anche questo è fascino? Sarà, ma non siamo d’accordo. E’ possibile che non ci siano modelli migliori da proporre?











