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Debora Serracchiani, una speranza per domani
7 Apr 2010

Saremmo ipocriti se dichiarassimo che i talk-show di approfondimento politico non sono venuti a noia. Questi programmi sono ormai piatti e prevedibili a meno che tra gli ospiti non vi sia qualcuno che invece di recitare le consuete litanie, getti il cuore oltre la siepe e parli con schiettezza. Di questi personaggi purtroppo in giro ce ne sono pochi. Tra questi includiamo Debora Serracchiani, la giovane avvocatessa esperta in diritto del lavoro, eletta nel 2009 al Parlamento europeo nelle liste del PD.
La Serracchiani dice quel che pensa fuori dagli schemi dentro i quali si muovono i suoi colleghi. Quella semplice affermazione fatta in una recente apparizione televisiva nella quale dice che “destra e sinistra su alcune questioni la pensano in modo simile”, scopre il velo di falsità che copre i dibattiti televisivi.
La dichiarazione svela una verità da tutti purtroppo conosciuta. Sul piano delle grandi opzioni politiche le differenze spesso non si vedono perché non ci sono. Pensiamo solo all’Università il cui progetto di riforma governativo viene dichiarato, ma a bassa voce, del tutto sottoscrivibile da autorevoli rappresentanti dell’opposizione. E non è il solo caso.

Tag:noia, politica, università


L’Università di Bari rifiuta di assumere la figlia di un professore
23 Feb 2010

ateneo_bariSe son rose fioriranno

Incredibile, ma vero. La facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Bari ha votato contro l’assunzione di Maria Luisa Fiorella vincitrice di un concorso a professore associato che avrebbe preso servizio nello stesso dipartimento diretto dal padre. Coloro che conoscono il mondo universitario ed i percorsi che conducono al reclutamento capiscono bene la portata della notizia. La piaga della parentopoli, cioé dell’assunzione di propri congiunti, pur nel rispetto di tutti i dettami della legge e nell’omertoso silenzio collettivo, aveva assunto nell’Università di Bari livelli di autentica sconcezza, assurti frequentemente ai “disonori” della cronaca locale e nazionale. Così un componente del Consiglio di Facoltà il professor Giovanni Lapadula, ha chiesto la parola ed ha invitato i colleghi a dire no a questo ennesimo scempio del buon gusto e dell’etica ed i colleghi sono stati sensibili al richiamo. Si potrà dire che una rondine non fa primavera e che è presto per parlare di un’inversione di rotta, ma è pur sempre un fatto che deve fare riflettere tanti, universitari e no che fanno dell’intrallazzo e della prevaricazione una delle principali regole ispiratrici del loro comportamento.

Tag:assunzione, medicina, primavera, università

La giornata per il diritto allo studio ed il ministro Gelmini
18 Nov 2009

gelmini2sitoMinistro, pensi al figliolo che le sta per nascere!

Il 17 novembre è stata eletta giornata per il diritto allo studio, cioè del diritto di ciascun giovane, qualunque sia la sua razza e il livello di reddito della sua famiglia di potere accedere fino ai livelli più elevati dell’istruzione. Il diritto allo studio è stato spesso sottovalutato nella sua reale portata ed è stato più considerato un’opera di generosità dei governi nei confronti dei giovani piuttosto che un interesse primario dei governi stessi. (continua…)

Tag:famiglia, gelmini, governo, italia, motivazioni, università

Il fattaccio dell’Università di Catania all’Arena di Giletti
15 Nov 2009

giletti_gContegno  professore!

Massimo Giletti ha dedicato gran parte dello spazio destinato al suo programma, l’Arena, a raccontare lo scandalo verificatosi all’Università di Catania. Il fatto è consistito in avances fatte da un docente dell’Ateneo ad una studentessa, la quale ha fatto finta di prestarsi al gioco, ma facendo filmare tutta la storia dalle “Iene” che hanno mandato in onda l’incontro intimo tra il professore e la studentessa su Italia 1 qualche giorno dopo.

Storie di questo tipo pare che ne avvengano molte di più di quante ne emergano. Di certo in questi professori ci dev’essere qualcosa che non funziona se non sanno frenare i loro attacchi di testosterone, in prevalenza sembrerebbe senili, e si lasciano infinocchiare come pivelli. Non intendiamo invitarli ad una maggiore cautela, quanto pittosto di esimersi da questo tipo di performances. (continua…)

Tag:italia, performances, università

Il DDL sull’Università e il precariato infinito
6 Nov 2009

gelmini2Il precariato come valore

Forse non tutti sanno che nell’Università italiana lavorano tra i 70 e gli 80 mila precari. Quando si dice precari il riferimento va a coloro che sono più o meno legittimamente utilizzati per assolvere compiti istituzionali, didattica e ricarca. Da anni il fenomeno è denunciato come patologico, ma nessun ministro ha voluto mai affrontare il problema con serietà.

L’attuale Ministro, certamente il peggiore dell’intera storia d’Italia, con il DDL sull’Università del 28 ottobre scorso ha fatto ancora di peggio. Ha introdotto una nuova figura di precario, quella del ricercatore a tmpo indeterminato.

Il tema è affrontato con molto dettaglio in un documento dell’ANDU, un’associazione di docenti impegnata da anni per rivendicare una riforma dell’Università che la porti a competere con le migliori università del mondo.

L’interlocuzione con il governo e con il ministro sembra però qualcosa di impossibile.

Tag:andu, didattica, governo, italia, università

Torna la rottamazione dei ricercatori universitari
5 Nov 2009

_rottamazione01GAlt alla demolizione dell’Università

Si avvicina la Finanziaria 2010 e ritorna, da parte del governo, la tentazione di mettere forzatamente a riposo i ricercatori universitari che hanno maturato 40 anni di contribuzione. Nel passato abbiamo più volte argomentato l’inopportunità di un provvedimento in questo senso. E’ veroo che non si tratta di disposizioni, ma di possibilità offerta gli atenei. E’ pur vero che in una fase in cui gli atenei hanno bisogno di fare cassa a tutti i costi, esiste il concreto pericolo che possano ricorrervi incuranti degli effetti dirompenti sulla possibilità di erogare i servizi minimi dovuti agli studenti. (continua…)

Tag:andu, finanziaria, governo, parlamentari, università

Una nota dell’ANDU sul mandato dei Rettori
3 Nov 2009

gelmini2sitoIl ministro ride e l’Università piange

Dopo l’approvazione da parte del governo del DDL sull’Università, comincia a svilupparsi un dibattito sui suoi contenuti e sugli effetti che ne verrebbero all’intero sistema universitario nazionale. C’è da ritenere che malgrado i commenti positivi della grande stampa la quale, non essendosi quasi mai interessata all’università poco la conosce, negli atenei possa determinarsi una reazione forte di contrasto a questo provvedimento. (continua…)

Tag:andu, gelmini, governo, padrone, statuto, università

L’ANDU interviene sulla Governance della Gelmini
31 Ott 2009

aula universitàTutti d’accordo per affossare l’Università?

Il disegno di legge del ministro Gelmini sulla Governance degli atenei rappresenta uno schiaffo meritato nei loro confronti. La legge, se approvata, obbligherà gli atenei a riscrivere i loro Statuti secondo linee guide e prescrizioni che avrebbero potuto adottare già subito in forza della legge sul’autonomia statutaria degli atenei. La pretestuosità del provvedimento governativo, gabellato per riforma, ma che riforma non è, è smaccatamente rilevato dall’enfasi con cui si sottolinea che le nuove norme prescrivono che il rettore non possa restare in carica per più di 8 anni, quando già la quasi totalità degli statuti prevedono che non possa rimanerci più di 6. (continua…)

Tag:andu, autonomia, enfasi, fondazione, gelmini, governance, governo, logica, parlamentare, statuto, università

Le reazioni alla “riforma” dell’Università della Gelmini
30 Ott 2009

Dopo la presentazione del disegno di legge delega sull’università approvato dal governo, si stanno cominciando a concretizzare i primi giudizi su questo provvedimento. Entusiasta quello della Confindustria che ne è l’ispiratrice, fortemento critico e preoccupato quello che proviene dal mondo universitario docente e studentesco. Infrangendo una consuetudine consolidata nel passato, il ministro ha esitato il disegno di legge senza avere ascoltato preventivamente le organizzazioni che operano nell’università. Possiamo comprendere la incapacità strutturale del ministro  a interloquire con chicchessia, ma non per questo possiamo giustificarlo.

Nel merito del disegno di legge interviene anche l’Andu, associazione di docenti unversitari, con una nota della quale proponiamo lo stralcio finale.

“ Il DDL governativo, se approvato, porterebbe alla fine dell’idea stessa di Universita’ di massa, democratica e di qualita’, e all’indebolimento dell’assetto democratico del nostro Paese.
Occorre reagire tempestivamente e decisamente contro quello che costituisce l’atto finale di un attacco all’Universita’ che da oltre un decennio e’ trasversalmente condotto dai poteri forti accademico-confindustriali e occorre anche battersi per il rilancio dell’Universita’ statale, che puo’ avvenire solo attraverso una immediata riforma democratica che contrasti quel potere baronale che contribuisce
alla sua demolizione.
Per quanto riguarda la ‘governance’, e’ urgente un cambiamento organizzativo che finalmente consenta il pieno e responsabile coinvolgimento di tutti coloro che operano e studiano nell’Universita’.”

Tag:andu, democratica, governo, incapacità, organizzazioni, università

La Gelmini ospite a 8 e 1/2 e la “riforma” dell’Università
30 Ott 2009

gelmini2Il ministro e la riforma che non ci sono

Ascolare la Gelmini è insieme un atto di eroismo e di masochismo allo stato puro. La benevolenza della conduttrice Lilli Gruber e ancora più del direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli hanno graziato la ministra producendo al contempo una mostruosità giornalistica. Ha potuto capire soltanto chi è addetto ai lavori. La ministra ha detto tra l’altro:

  1. I 150 mla docenti espulsi dalla scuola sono gli stessi che erano stati assunti dalla CGIL;
  2. L’Università non è sotto finanziata, ma spende male le risorse che le sono assegnate; (continua…)

Tag:gelmini, ministra, università

La riforma universitaria di Mariastella Gelmini
29 Ott 2009

gelmini2sitoDi certo non è una riforma

Il ministro Gemini ha presentato un disegno di legge di “riforma” dell’Università. Non abbiamo ancora letto il testo, ma dalle voci su di esso possiamo anticipare qualche considerazione sulla quale torneremo quando i contenuti saranno più chiari.
Il testo sembra intervenire sulla “Governance” degli atenei, sui concorsi e sul finanziamento degli atenei correlato alla loro qualità. E’ piuttosto poco per chiamarla riforma, semmai si potrebbe parlare di qualche intervento.
Il ministro Gemini è persona assolutamente incompetente e quindi il bene e il male che dovessero essere contenuti nel disegno di legge non sono farina del suo sacco.
Un giudizio certo su questo provvedimento è che esso è una sconfitta dell’Università.
L’Università aveva in mano uno strumento potente come l’autonomia per autoriformarsi e non lo saputo o voluto utilizzare ed ora ne pagherà molto care le conseguenze.

Tag:autonomia, farina, finanziamento, gelmini, governance, sconfitta, università

Con grembiule, zainetto e diario
6 Set 2009

Tutti a scuola

L’inizio dell’anno scolastico è insidiato dalla epidemia influenzale chiamata poco poeticamente N1 H1. Una volta si chiamavano “la spagnola”, “l’asiatica”, “l’australiana” ricordando con il nome il luogo in cui si era manifestata la prima volta.

Il governo è di fronte ad una brutta grana. E’ possibile che qualunque cosa farà, sbaglierà.

Come si fa a rinviare l’apertura delle scuole se il picco dell’influenza è previsto per il mese di dicembre? E se la scuola si trasforma in luogo di contagio generalizzato? (continua…)

Tag:governo, scuola, società, università

La crisi dell’università e la governance. La questione morale
4 Lug 2009

L’immagine esterna dell’Università

Uno dei motivi che porta l’Università italiana con troppa frequenza all’attenzione dei media riguarda la materia del reclutamento. Vizio antico se ricordiamo che ne fu vittima lo stesso Enrico Fermi.

La questione che potrebbe sembrare ininfluente rispetto al tema della “Governance”, invece non lo è. Il reclutamento nei ruoli universitari è un nodo degli intrecci di pressioni su cui si eleggono rettori, presidi, direttori di dipartimento e altro. Ti sostengo per l’elezione a rettore se … ; idem per le altre cariche accademiche. I puntini dopo il “se” si riempiono spesso di nomi che allungano gli elenchi di omonimi negli annuari accademici.
La questione è delicata perché, se da una parte non può essere teorizzato che il figlio di un professore universitario non possa fare anche lui il professore universitario, d’altra parte è deprimente assistere alla moltiplicazione di casi di genitori e figli o mogli e mariti inquadrati nella stessa Facoltà se non addirittura nello stesso dipartimento. Questo fenomeno che è stato definito con il neologismo “parentopoli” ha raggiunto in alcuni atenei livelli patologici. Questo fenomeno che peraltro si produce nel più ossequioso rispetto della legge, porta all’inquadramento di economisti agrari in una Facoltà di Medicina e chirurgia.
Questo peraltro è l’aspetto più eclatante della questione morale che trova altre declinazioni nel mandare un proprio collaboratore e fare le lezioni per proprio conto o rinviare un appello di esame senza preavviso o imporre agli allievi l’acquisto di un libro di cui si è autori.
L’effetto principale di tutto ciò è stato il discredito proiettato sull’intera comunità accademica e la conseguente caduta di prestigio che ha finito con il rendere poco credibili le azioni e le iniziative tese alla riforma del sistema anche di coloro che a tali comportamenti sono del tutto estranei.
Qualche ateneo ha varato un “codice etico”, qualche altro ha dichiarato di volerlo introdurre. Oggi non sembra che un semplice “codice etico” possa avere qualche chance di apportare cambiamenti significativi.
A noi sembra che la questione etica sia ineludibile. Senza un forte recupero di prestigio l’Università è destinata ad allontanarsi sempre più dalla società che le diventerà sempre di più indifferente.
La “Governance” passa anche da qui. I rettori che sono stati disponibili a qualunque condizionamento pur di acquisire un voto, questo lo sanno bene. Il voto servirà anche domani e quindi anche domani saranno ben felici di chinarsi alle richieste che peggioreranno la gestione dell’ateneo, ma a loro garantiranno l’elezione. Non riusciamo a immaginarli così schizofrenici da  farsi condizionare per essere eletti e governare liberamente subito dopo.

Tag:condizionamento, crisi, frequenza, governance, medicina, politica, università, vizio

Ricercatori universitari, Stop al pre-pensionamento
4 Lug 2009

Purché non si cambi ancora una volta.

Diversamente da quanto riportato nel sito del Corriere della Sera e da  alcuni quotidiani nei giorni scorsi, nel testo del “decreto legge  «anti-crisi»” pubblicato  sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1° luglio il  decreto legge 1 luglio 2009, n. 78 “Provvedimenti anticrisi, nonché proroga  di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali”,  non  e’ piu’ presente la norma che consentiva il pre-pensionamento dei  dipendenti pubblici (anche dei ricercatori universitari) con almeno 40 anni  di contributi.

Il provvedimento prima previsto, poi ritirato, poi ancora riproposto e adesso ritirato, rientrava tra quelli che avrebbero dovuto permettere di alleggerire i bilanci universitari in una fase di crisi. Va detto che superata la crisi si vorrebbe che l’Università esistesse ancora e quindi è follia pensare di depauperarla acriticamente delle sue risorse umane essenziali per assolvere gli obblighi istituzionali minimi.

Tag:crisi, università

La crisi dell’università e la governance. Le leggi vigenti
3 Lug 2009

L’incapacità di decidere

La crisi dell’Università viene ricondotta alla mancanza di due condizioni che, invero ci sembrano entrambe prive di fondamento:

-    Rettore forte e libero da condizionamenti
-    Organismi snelli con competenze ben definite

La legge 168 del 1989 in ordine ai vincoli posti agli atenei per la redazione dei loro statuti con riguardo ai punti sopra segnalati prescrive soltanto:

-    l’elettività del rettore;
-    una composizione del senato accademico rappresentativa delle facoltà istituite nell’ateneo;
-    una composizione del consiglio di amministrazione che assicuri la rappresentanza delle
diverse componenti previste dalla normativa vigente.

I margini operativi sono perciò abbastanza estesi. E’ evidente, ad esempio, che l’elettività è prescritta solamente per la carica di rettore che, stando alla lettera della legge potrebbe essere anche un soggetto esterno all’università. (continua…)

Tag:crisi, governance, incapacità, politica, statuto, università

La crisi dell’università e la governance. Il tema e gli attori
2 Lug 2009

Chi e come deve governare l’Università

Uno dei temi all’ordine del giorno nell’Università italiana è quello della cosiddetta “Governance” cioè delle regole e dei soggetti che la devono amministrare.
Tratteremo questo argomento in una serie di articoli che contrassegneremo tutti con il tag “Governance”.
Per capirne qualcosa è prioritario premettere la composizione dei soggetti che sono coinvolti nella vita universitaria. Questi sono essenzialmente di 4 tipologie:

-    i docenti
-    il personale tecnico e amministrativo
-    gli studenti
-    le figure precarie (continua…)

Tag:ascolto, autonomia, crisi, didattica, governance, governo, motivazioni, politica, statuto, università

La scuola e la ricerca al tempo di Noemi
29 Giu 2009

Rita Clementi, una ricercatrice di 47 anni madre di 3 figli la quale ha scoperto i geni del linfoma ha scritto una lettera accorata al presidente Napolitano per informarlo che lascia l’Italia dove in 20 anni ha raccattato soltanto incarichi precari ed ha avuto notificato che non ci sono più quattrini per finanziare la sua ricerca.

La credibilità delle affermazioni della signora Clementi è provata dal fatto che dal 1° luglio prossimo lavorerà per un importante centro medico di Boston, non come donna delle pulizie, bensì come ricercatrice.

Nulla di nuovo o di sorprendente. La cronaca ci ha raccontato di giovani che vincono un concorso di ricercatore nel settore dell’economia agraria bandito da una Facoltà di Medicina. Per capire cosa c’entri un economista agrario con la Facoltà di Medicina potrà aiutare il sapere che il giovane è figlio del rettore della stessa università. Come non ricordare, a riprova che il vizio è antico, che lo stesso Enrico Fermi faticò non poco a vincere un concorso a cattedra nell’Università italiana? Leggetevi al proposito parte del carteggio relativo al concorso. (continua…)

Tag:credibilità, donna, italia, madre, medicina, mezzogiorno, politica, ragazza, ricerca, spazzatura, università, vizio

Crisi e rassegnazione dei docenti dell’Università
24 Giu 2009

Pochi e straccioni?

Una lettera di Susan George all’Associazione Nazionale Docenti Universitari (ANDU) sullo stato di catatonia dell’università italiana ha aperto una riflessione alla quale hanno partecipato numerosi docenti di atenei italiani soprattutto del Centro-Nord. La lettera della George e gli interventi li potete leggere cliccando qui.

L’università è una strana bestia. Capace di scatti di orgoglio inopinati sostenuti soprattutto dalle figure più giovani e motivate e capace subito dopo di cadere in un letargo assoluto.

L’Onda che nell’autunno del 2007 aveva polarizzato per alcuni mesi l’attenzione dell’opinione pubblica, si è infranta sulla scogliera delle necessità del giorno per giorno.

Il movimento era stato assolutamente trasversale, aveva accomunato studenti di ogni parte politica, perché aveva messo al centro dell’attenzione proprio “il loro futuro”, quello per cui tutti sono indistintamente preoccupati.

La parte meno giovane ha vissuto la vicenda con altro spirito.

La preoccupazione prevalente è sembrata quella di conservare i rapporti gerarchici, di potere continuare a governare il sistema a piacimento in una concezione dell’Università di vero e proprio ufficio di collocamneto attraverso il quale piazzare, figli, nipoti, mogli e amanti.

Tag:andu, autunno, movimento, orgoglio, università

Intervento dell’ANDU sulla Governance universitaria
1 Giu 2009

L’ANDU (Associazione Nazionale Docenti Universitari) è l’organizzazione dei docenti universitari che negli ultimi anni ha seguito con più costanza e puntualità le vicende dell’Università italiana.

In questa fase mentre è atteso un provvedimento governativo sul tema della “Governance universitaria”, ha diffuso un commento sul ddl presentato dal PD e ha ribadito le sue tesi sulla materia.

Riportiamo il documento nella sua interezza.

Alla vigilia delle elezioni europee il PD ha presentato una bozza di
“Proposta di legge sull’Universita’” (per leggere la “Proposta di legge” v.
nota 1).

Prima di commentare il DDL del PD, ci pare utile la rilettura di una
‘profetica’ proposta di ‘governance’ elaborata dalla Fondazione TreeLLLe
nel 2003:
“Istituzione di un organo collegiale che deterrebbe il potere esecutivo
nell’ateneo: un Consiglio di Ateneo con i compiti e le responsabilita’
tipici di ogni consiglio di amministrazione”.
“Il Consiglio di Ateneo delibererebbe i budget revisionali, con la
conseguente ripartizione delle risorse, i bilanci consuntivi di esercizio,
i piani strategici di attivita’, le operazioni patrimoniali, gli impegni
contrattuali dell’ateneo. Il Consiglio di Ateneo avrebbe inoltre la
responsabilita’ DIRETTA della selezione del personale docente, ricercatore
e tecnico-ricercatore.”
“La parola finale e dunque la responsabilita’ reale dell’assunzione rimane
in capo al Consiglio di Ateneo.” Ci deve essere l’obbligo “che meta’ dei
componenti, escluso il Rettore, siano scelti all’interno del personale
dell’ateneo e meta’ all’esterno come rappresentanza dei portatori di
interesse esterni nei cui confronti l’istituzione deve essere accountable:
Governo nazionale e regionale, comunita’ territoriali, forze
imprenditoriali e sociali.” “La nomina e la revoca dei componenti del
Consiglio di Ateneo sarebbero una PREROGATIVA del Rettore”, salvo che per
gli ‘esterni’.
Tutto questo e’ scritto nelle pagine 110 e 111 del Quaderno n. 3
“Universita’ italiana, universita’ europea?”, del settembre del 2003, della
Fondazione TreeLLLe, la quale si prefiggeva esplicitamente di svolgere
“attivita’ di LOBBY trasparente al fine di diffondere dati e informazioni,
promuovere le tesi presso i decisori pubblici a livello nazionale e
regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni
educative affinche’ le proposte di TreeLLLe influenzino le azioni di
governo e si trasformino in sperimentazioni concrete.”
La TreeLLLe era ed e’ presieduta da Attilio Oliva, ex amministratore
delegato della Luiss (l’Universita’ della Confindustria), che ha
recentemente ribadito che negli Atenei “serve un consiglio
d’amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche
rappresentante esterno, che abbia la responsabilita’ diretta della gestione
di tutte le risorse, docenti inclusi.” (dal Corriere della Sera del 24
febbraio 2009).
Per conoscere l’”organigramma” della TreeLLLe cliccare:

http://www.treellle.org/?p=organigramma

Le ‘indicazioni’ della TreeLLLe ora sono state sostanzialmente ‘riscritte’
nella bozza di DDL del PD (e in quelle ministeriali).
Infatti nel DDL del PD si legge che “il consiglio di amministrazione
(composto al massimo da una dozzina di elementi, ndr) assume TUTTE le
decisioni riguardanti l’ateneo nel suo complesso, ad eccezione di quelle di
competenza di altri organi di governo” e “in particolare approva il
bilancio preventivo, il conto consuntivo e TUTTI i provvedimenti che
riguardano la realizzazione di infrastrutture, l’ORGANICO e il RECLUTAMENTO
del personale, l’ATTIVAZIONE dei corsi di studio e l’allocazione di risorse
alle strutture interne.”(comma 6 dell’articolo 5).
Inoltre “il consiglio di amministrazione, sentiti il senato accademico e le
strutture interne interessate, DELIBERA il reclutamento (dei professori)
sulla base della graduatoria di merito e di una eventuale intervista (sic!)
con i candidati.” (comma 6 dell’art. 9).
E anche “la promozione (dei professori) e’ DELIBERATA dal consiglio di
amministrazione, sentiti il senato accademico e le strutture interessate.”
(lettera d del comma 8 dell’art. 9).
Meta’ dei componenti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dal
Rettore e almeno un terzo dei componenti e’formato da persone esterne
(comma 7 dell’art. 5).

Insomma il PD, come prevedono anche le bozze ministeriali, affida al
Rettore e al suo CdA poteri assoluti, rafforzando e consacrando cosi’ quel
sistema di potere oligarchico che ha gia’ portato al disastro degli Atenei
e che si basa proprio sugli immensi poteri dei Rettori. Tali poteri sono
derivati soprattutto da Senati Accademici incapaci di una gestione
complessiva degli Atenei perche’ egemonizzati dalla presenza dei Presidi,
esprimendo cosi’ una sorta di federalismo condominiale. Un sistema di
potere che ha anche prodotto quella ‘poco elegante’ scelta di tanti Rettori
che si sono fatti prorogare il mandato dai ‘propri’ Senati Accademici. Una
scelta che e’ anche un’autodenuncia della natura oligarchica dell’attuale
gestione degli Atenei, gestione che diventerebbe ancor piu’ devastante se
dovesse essere realizzato quanto voluto dalla lobby
accademico-confindustriale che ‘ispira’ il PD  e il Ministero.

Che la vera finalita’ dei progetti del PD e del Ministero sia quella di
imporre per legge il commissariamento degli Atenei e dei docenti (nota 2) -
tra i quali si accentua la gerarchizzazione introducendo gli organici di
Ateneo separati per fascia (nota 3) – lo dimostra il fatto che gli unici
importanti punti ‘prescrittivi’ dei DDL sono quello dei pieni poteri
conferiti ai Rettori e ai loro Consigli e quello del connesso svuotamento
dei compiti del Senato Accademico, mentre il resto lo si demanda alla
famigerata autonomia degli Atenei, affidata a quegli stessi Organismi che
hanno ovunque dimostrato di essere capaci solo di conservare al massimo
l’assetto di potere preesistente. Ne’ il PD, ne’ il Ministero, infatti,
prevedono la formazione di un Organo costituente di Ateneo (p.e., composto
da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati,
ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti).

‘Naturalmente’ il PD, come il Ministero, non prevede la costituzione di un
nuovo e unico Organo nazionale di autogoverno, che rappresenti e coordini
le Universita’ e difenda il Sistema nazionale degli Atenei dai poteri forti
accademico-politici. Un Organo composto da rappresentati di tutte le
componenti universitarie (docenti, tecnico-amministrativi, studenti),
eletti in maniera diretta, non corporativa e non frammentata.
D’altronde la TreeLLLe, a pag. 95 del suo citato Quaderno, ‘dettava’: “E’
percio’ necessario, per la chiarezza dei ruoli, che l’autorita’ centrale
abbia come interlocutore la CRUI come espressione autonoma e indipendente
degli atenei”, ritenendo (a pag. 94). “incongrua la configurazione del Cun
come ‘organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie’”
Bisogna riconoscere che la CRUI effettivamente ha giocato e sta giocando
un ruolo non secondario di “interlocutore” dei vari Ministri e dei vari
Parlamenti per agevolarne l’opera di demolizione dell’Universita’ statale,
democratica, di massa e di qualita’; ruolo svolto dai Rettori in piena
autonomia e indipendenza dagli Atenei.

Il modello aziendalistico (nota 4) dettato dalla lobby
accademico-confindustriale italiana e’ peraltro perfettamente in linea con
le ‘indicazioni’ date a livello europeo dai poteri forti economici. A
questo proposito va sottolineata la perfetta sintonia di intenzioni e di
contenuti tra la legge del Governo francese e le proposte elaborate in
Italia dal Ministero e dal PD. Si tratta di un disegno che punta al
definitivo smantellamento delle Universita’ statali quali istituzioni al
servizio del bene comune; un disegno che e’ anche in aperto contrasto con
la Costituzione italiana che garantisce invece la liberta’ di ricerca e di
insegnamento.

Nel progetto del PD ci sono alcuni punti interessanti (elezione diretta
del SA, terza fascia, unica figura pre-ruolo, maggiori risorse) che
diventano ‘secondarie’ rispetto al principale obiettivo del
commissariamento degli Atenei e dei docenti.

Il PD, nel rendere noto il suo DDL, si e’ augurato “che si apra un
dibattito aperto e costruttivo nel mondo universitario, nel Parlamento e
nel Paese. Osservazioni e critiche saranno quindi benvenute e gradite le
proposte di modifica nella forma di emendamenti.”
L’ANDU, inascoltata, da anni formula “osservazioni e critiche”, avanzando
puntuali proposte alternative alle posizioni del PD (prima dei DS) sui nodi
centrali della ‘governance’ e del reclutamento.
Piu’ recentemente l’ANDU ha duramente criticato (v. documento “Governance.
Controriforma PD”, nota 5) la “Proposta n. 5 (Governance universitaria piu’
responsabile, efficace ed efficiente)”. In particolare il PD nella sua
“Proposta” prevedeva che “Il consiglio di amministrazione, presieduto dal
rettore, delibera tutte le scelte gestionali dell’universita’” e che esso
“e’ formato su proposta del rettore (senza meccanismi elettivi dei suoi
componenti) approvata dal senato accademico.”

== LE PROPOSTE DELL’ANDU

Alle ipotesi antidemocratiche di organizzazione degli Atenei e contro il
commissariamento dei docenti, l’ANDU contrappone un modello di
organizzazione degli Atenei democratica, responsabile, efficace ed
efficiente e un sistema di reclutamento e di promozione rispettoso
dell’autonomia dei docenti, ma che impedisca le degenerazioni nepotistiche.

GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI

- Sistema nazionale
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita’ direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.

- Organizzazione degli Atenei

Premessa.
La riforma proposta dall’ANDU si basa sulla previsione, per la prima volta
nell’Universita’ italiana, di un gestione DEMOCRATICA degli Atenei,
attraverso un Organismo i cui componenti siano TUTTI DIRETTAMENTE eletti da
tutte le categorie e che abbia poteri effettivi, riducendo quelli del
Rettore. Non e’ infatti vero che “il voto di massa (per eleggere il
Rettore) peggiora l’Universita’”, come scrive in un improvvisato e
disinformato intervento Mario Pirani su Repubblica dell’1 giugno 2009 (nota
6), ma e’ invece proprio l’assenza di un Organo collegiale di Ateneo,
democratico e realmente responsabile, che impedisce una gestione rispettosa
degli interessi generali dell’Universita’ e della Societa’.

Proposta
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere
sostituiti da un “Consiglio di Ateneo” i cui componenti dovrebbero essere
tutti direttamente eletti, con una rappresentanza dei docenti non
frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al
suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un “Esecutivo di Ateneo”),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all’Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell’Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
‘incardinare’ i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta’ la ‘gestione’
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.

DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Premessa.
Riteniamo che con la riforma proposta dell’ANDU si porrebbe veramente fine
al nepotismo e finalmente si lascerebbe ai docenti di qualsiasi livello la
possibilita’ di svolgere piu’ liberamente, piu’ proficuamente e piu’
serenamente l’attivita’ di ricerca e di insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e’ vero (come alcuni continuano a sostenere)
che per i concorsi universitari tutto e’ stato gia’ (inutilmente) provato e
invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo
della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono ‘provati’ i
concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal ‘maestro’ che ha
‘allevato’ il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo
entrare in ruolo e di fargli fare carriera.
In questa direzione si potrebbe anche prevedere un graduatoria dei
vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai
vincitori stessi, seguono l’ordine della graduatoria, la sede tra quelle
che hanno bandito i posti.

Proposta.
Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita’ nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l’ulteriore chiamata della Facolta’ dove il docente gia’ lavora e
continuera’ a lavorare.
Per il passaggio di fascia e’ indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un’unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita’,
ferie, contributi pensionistici) e liberta’ di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell’attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta’ e l’accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti
a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
‘concentrando’, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e
prevedendo non piu’ di un componente appartenente ad una stessa sede.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita’ didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.

1 giugno 2009

Tag:amministratore, andu, assunzione, autonomia, democratica, didattica, fondazione, governance, governo, infrastrutture, istituzione, italia, parlamentari, repubblica, università

Albert Einstein, un genio assoluto
27 Mar 2009

La quarta dimensione

Scienziato tedesco naturalizzato americano. Nacque ad Ulm, Baden-Wurttemberg, nel 1879 e moirì a Princeton, USA, nel 1955. Nacque da famiglia israelita che nel 1880 si trasferì a Monaco dove il giovane Albert studiò fino al ginnasio che però dovette lasciare per le difficoltà economiche del padre. Nel 1900 si laureò in matematica e fisica alla Scuola Politecnica di Zurigo. Ottenuta la cittadinanza svizzera, che mantenne fino alla morte, lavorò presso l’ufficio brevetti di Berna coltivando sempre la sua passione per la fisica. Nel 1905 negli “Annali della fisica “pubblicò cinque memorie, la prima su una nuova (continua…)

Tag:biografia, bomba, cittadinanza, einstein, famiglia, intellettuali, isolamento, matematica, movimento, nobel, scienziato, università

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