Ogni notte, dicono, Fidel Castro dorme in una casa diversa dell’Avana. Forse nessuno, meglio di lui, conosce la capitale cubana. Guardandola dal mare L’Avana appare come una vecchia città coloniale spagnola, un poco rovinata dalle costruzioni moderne. Lungo l’oceano i vecchi portici sono corrosi dalla salsedine. Le facciate delle case ogni tanto sono di un blu elettrico.
Gli abitanti, preoccupati per le lunghe code agli autobus, vivono meno rilassati di un tempo. Chi abita in periferia deve alzarsi troppo presto per andare a lavorare in centro o dall’altra parte della città. Il socialismo castrista, l’impegno politico, la tensione provocata dal blocco economico americano rendono i cubani meno euforici e più introversi.
Ma nella sera del dì di festa, al venerdì e al sabato, la capitale di Cuba ritorna quella di sempre: un gioioso via vai di donne e uomini scatenati nelle passioni e nei divertimenti. La città vecchia e il quartiere del Vedado, dove ci sono night-club e grandi alberghi, ricordano certe descrizioni heminguayane. Le notti si prolungano fino all’alba, quando alla “Bodeguita del Medio” servono l’ultimo moquito. L’Avana, per uno straniero, è una città piena di fascino, un luogo che induce alla rilassatezza, un buon ritiro per chi desidera dimenticare le frenesie delle città occidentali.
Tutto avviene con lentezza, all’interno di una umidità dolce e profumata di rhum e di sigari. L’A vana bisogna prenderla a piccole dosi, assaporarla come l’anjeco, il liquore di canna invecchiato. Purtroppo la maggior parte delle compagnie turistiche italiane lasciano pochi giorni ai viaggiatori per ammirare la città e viverne completamente l’atmosfera. Guai a girare L’Avana con quei terribili bus ungheresi ad aria condizionata messi a disposizione dall’Ente del turismo. Meglio pazientare, cercarsi un taxi o un autobus. Nell’attesa si conosceranno personaggi incredibili: il vecchio rivoluzionario, il giovane filo-occidentale che desidera un paio di jeans, la ballerina de Tropicana, il conservatore nostalgico, il pioniere orgoglioso di Cuba e delle conquiste del socialismo.
L’Avana è una città che parla e si racconta. Niente è segreto per un popolo che ama vivere all’aperto. Le finestre delle case sono tutte spalancate, e anche le porte. Le sezioni del partito e dei comitati di difesa della rivoluzione funzionano anche di notte. Si sentono ovunque donne cantare, bambini piangere, politici fare discorsi, televisori accesi ad altissimo volume.
Tag:america, viaggi
Zagabria è la capitale e la maggiore città (784.900 ab.) della Croazia, già regione della ex Jugoslavia.
L’importanza per i commerci, la concentrazione di industrie (siderurgia, apparati elettrici, tessile, chimica, farmaceutica, lavorazione della pelle, del legno e della carta ecc.), le istituzioni scientifiche e la tradizione industriale ne determinano la predominante posizione economica. (continua…)
Tag:europa, viaggi
Sulla bandiera del Texas c’è una stella bianca, su sfondo blu. E i texani dicono che quella, tra tutte le stelle della bandiera statunitense, è l’unica e la più importante.
Dallas, che è la quintessenza del Texas, non ha molto a che vedere con l’ambiente e i personaggi dell’omonima famosissima serie televisiva. Ma sicuramente il Texas e DalIas (assieme a Houston) sono tra i luoghi più affascinanti che sia dato di visitare.
Se il Texa5 è lo Stato del grandioso dove la più tipica mentalità americana esplode con tutti i suoi pregi e con i molti suoi difetti, a Dallas c’è il superconcentrato di questa essenza. A Dallas c’è tutto, dai cowboys alle Rolls-Royce d’oro, dai ranch ai grattacieli, dal saloon più tipici all’albergo più lussuoso del mondo, con le cascate che scendono per trenta piani. La mania dei texani di essere i primi li ha fatti giungere anche a concepire un grande magazzino che ha come insegna qui si può chiedere tutto. Ed è vero: il regalo di Natale, tipica espressione della potenza economica texana, acquistato in questo magazzino è diventato una incredibile corsa all’insolito. Si sono regalate per esempio, riproduzioni al naturale di piramidi egiziane, un’Arca di Noé con tutti gli animali (veri), un treno indiano completo di locomotiva, l’arredamento di un castello della Loira. Basta chiedere, il magazzino procura tutto.
Dallas è anche la città dove fu ucciso John Fitzgerald Kennedy. Una tappa d’obbligo è il luogo dove avvenne il mortale attentato. Ancora oggi c’è sempre gente che discute, sul posto, come sia avvenuto l’omicidio e se i colpevoli siano stati davvero quelli indicati dall’Fbi e dalla Commissione Warren. Un’altra tappa da non perdere è lo stadio, dove gioca la più famosa squadra di football degli Stati Uniti, i Dallas Cowboys. Anche qui i texani hanno fatto le cose in grande e naturalmente lo stadio è visitabile come un’attrazione turistica. Dentro, c’è persino un appartamento, con vista sul campo di gara, riservato al Presidente degli .Stati Uniti, nel caso avesse un giorno voglia di assistere a una partita.
Sempre in tema di “Texas sei grande”, altra alternativa è il nuovo municipio, dove ai 1400 dipendenti è stata garantita la migliore qualità di lavoro esistente negli Stati Uniti, in quanto a luce, ambiente, colori.
Se invece si amano le cose più “vecchio stile” a Dallas rimane naturalmente il rodeo, da aprile a settembre. Vale la pena, come spettacolo, anche se ormai, come molte cose americane, è un po’ troppo destinato ai turisti.
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Chicago è la città più americana d’America, e non solo perché il grattacielo, simbolo dell’ America moderna, è nato proprio qui. Costruita nel cuore del continente, sulle sponde del lago Michigan, Chicago è uno dei maggiori centri industriali, finanziari, commerciali e culturali del mondo occidentale. I suoi tre milioni di abitanti, ai quali se ne aggiungono altri quattro dei sobborghi, costituiscono un miscuglio etnico ricchissimo, capace di competere per varietà con quello di New York.
Se, dunque, uno degli aspetti tipici di Chicago è la tendenza all’integrazione razziale, esistono ancora comunità che intendono mantenere caratteri ben definiti. Come quella italiana che si ritrova attorno al campus dell’Università dell’Illinois e che mantiene incredibilmente, tradizioni ed usanze dei luoghi d’origine, addirittura più di quanto avvenga a Manhattan a Little Italy.
Città di contrasti, Chicago ha vita frenetica e parchi riposanti, grande lusso ed estrema povertà, splendidi quartieri commerciali e residenziali con gli edifici di Sullivan e Lloyd Wright e ghetti afflitti da criminalità, disoccupazione, emarginazione disperata. Qualcuno ha detto che Chicago è un monumento alle contraddizioni più profonde della vita americana.
Dunque, Chicago può piacere o non piacere, ma di certo non finisce di sorprendere. Soprattutto se la si pone come punto di confronto per New York e si nota come, tra i due centri sia in atto una lotta tipicamente americana “al più”. Chicago vuole essere più di New York in tutto, quindi ha il più grande mercato, i grattacieli più alti, il più grande albergo, il più grande acquario. Persino il più antico club di giocatori di scacchi. Difficile dire allora, quale, tra le due città, sia “più” interessante. Di certo Chicago, rispetto a New York, è meno conosciuta dagli stranieri. Con una grande massa di cose da vedere, dalle più imponenti come il Museo della scienza e dell’industria, alle più inedite, come il Museo dei funerali, dove oltre ad un’eccezionale collezione di cofani mortuari, si può sapere tutto sulle tecniche di imbalsamazione e cose del genere. A Chicago c’è un pratico sistema per vedere tutto, o quasi, e in fretta. Funziona meglio che altrove negli Stati Uniti, il “culture bus” una serie di linee di autobus che conducono, con poca spesa, nei i luoghi più interessanti. Si può scendere e riprendere il bus successivo, sempre con un solo biglietto.
Tag:USA, viaggi
Varsavia è il principale centro scientifico, culturale, politico ed economico oltre che la capitale della Polonia.
Varsavia è situata su entrambe le rive della Vistola, a circa 350 chilometri dai Carpazi e dal Mar Baltico. Il clima è di tipo continentale umido. La temperatura media annua oscilla intorno agli 8° Celsius andando dai -20° di gennaio e gli oltre 30° di luglio che è anche il mese più piovoso dell’anno.
Varsavia è stata quasi del tutto distrutta durante la seconda guerra mondiale. I maggiori monumenti e parchi storici sono stati ricostruiti e riportati al loro antico splendore, anche se la città è rimasta caratterizzata in modo indelebile dall’architettura del realismo socialista.
La maggiore attrattiva è costituita dalla Città Vecchia (Stare Miasto), che corrisponde all’incirca alla “Vecchia Varsavia” con il primo nucleo urbano risalente al XIII secolo. Il cuore della città vecchia è costituito dalla Piazza del Mercato (Rynek Starego Miasta), attorno a cui si dipana un reticolo di vicoli e stradine molto suggestivi, tra cui la bella via Piwna (ulica Piwna), su cui si affacciano numerosi palazzi in stile neoclassico e barocco.
Varsavia è una città ricca di teatri, centri di cultura, musei e gallerie.
Varsavia è una meta ideale per un soggiorno breve, una settimana o un week end lungo, anche in occasione di festività come Natale, Capodanno, Pasqua, San Valentino.
Per altre informazioni sulla città di Varsavia vai alla guida Lonely planet cliccando qui.
Tag:europa, viaggi
Charles de Brosses, membro dell’Accademia delle Iscrizioni di Parigi e poi dell’Accademia di Digione il quale collaborò con l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert di Torno scrive così: «Torino mi sembra la città più graziosa d’Italia e, per quel che credo, d’Europa per l’allineamento delle strade, la regolarità delle costruzioni e la bellezza delle piazze».
L’origine della città di Torino viene fatta risalire al III secolo a.c. ad opera di tribù celto-galliche.
Torino è stata la prima capitale d’Italia dal 1861 al 1865. Oggi è uno dei maggiori centri universitari, culturali, turistici e scientifici italiani oltre che la sede della FIAT, la maggiore industria italiana.
Sotto il profilo artistico monumentale Torino è una città ricchissima di opere di straordinario valore. A titolo di esempio ricordiamo il Borgo Medievale del Parco del Valentino. La Mole Antonelliana col Museo Nazionale del Cinema, la Basilica di Supera, il Palazzo dell’Accademia delle Scienze sede del Museo Egizio, il Palazzo reale e la Palazzina di caccia di Stupinigi.
Torino è la patria dell’aperitivo, il rito che può essere consumato in pochi minuti, ma può anche prolungarsi fino a diventare una cena.
Torino è una meta ideale in qualunque periodo dell’anno per un soggiorno sia pure breve, come può essere anche un lungo week end.
Per organizzare un viaggio a Torino (volo+hotel) potete servirvi del form che segue. Nell’elenco delle proposte che vi saranno elencate è pressoché certo che ve ne sarà una particolarmente vantaggiosa per voi.
Abbiamo aggiunto anche una galleria di foto amatoriali della città e la sua mappa interattiva che potranno aiutarvi ad utilizzare al meglio il periodo del soggiorno.
La mappa vi potrà mostrare l’ubicazione del vostro hotel, dei luoghi che intendete visitare, di ristoranti, negozi e di quanto altro è di vostro interesse.
Tag:europa, italia, viaggi
Napoli è più di una bella città italiana. Ricordo che, quando nell’avanspettacolo veniva presentato un cantante o un attore napoletano, gli veniva attribuita la qualifica di italo-napoletano.
A Napoli c’è di tutto. Arte, paesaggi mozzafiato, umanità profonda degli abitanti. Da aggiungere che nelle immediate vicinanze ci sono le isole di Capri e di Ischia, mete possibili per una gita giornaliera. E poi Pompei e un pò più distante la riviera amalfitana.
Un soggiorno a Napoli di una settimana è forse insuffiente per visitare i luoghi più caratteristici, ma può bastare per respirare fino in fondo questa città che è stata la patria di tante personalità illustri tra cui ricordiamo Masaniello, Totò ed i fratelli De Filippo.
La città e i suoi dintorni offrono tanto che un viaggio a Napoli va programmato bene.
Per organizzare e pianificare il vostro viaggio a Napoli (volo+hotel) potete servirvi del form che segue. Nell’elenco delle proposte alternative possibili è certo che ve ne sarà una particolarmente vantaggiosa per voi.
Per scegliere i luoghi da vistare abbiamo aggiunto anche una galleria di foto amatoriali della città e la sua mappa interattiva che potranno aiutarvi ad utilizzare al meglio il periodo del soggiorno. La mappa vi potrà mostrare l’ubicazione del vostro albergo, dei luoghi che intendete visitare, di ristoranti, negozi e di quanto altro può essere di vostro interesse.
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Tag:europa, italia, viaggi
Belgrado, che letteralmente significa “Città bianca”, si trova alla confluenza tra i fiumi Sava e Danubio, dove il territorio della Penisola Balcanica incontra la Pannonia.
Lo stemma attuale di Belgrado, opera del pittore Đorđe Andrejević – Kun. Rappresenta una fortificazione con mura bianche, con le porte delle mura aperte ad indicarne la vocazione commerciale, e le torri che ne rappresentano la sovranità.
In inverno un vento molto freddo, la Kosava, colpisce la città da nord-est. L’estate è di solito assai calda, con temperature spesso superiori a 40 °C. I mesi con il clima più mite sono maggio, settembre e ottobre.
Belgrado ospita annualmente che raccoglie le ultime produzioni letterarie da tutto il mondo, con un Paese ospite speciale ad ogni edizione, e un mercato del libro antico. La fiera attribuisce ogni anno il premio Dositej Obradović ad un editore straniero.
Belgrado è ricca di musei. Il più importante e più visitato è il Museo Nazionale di Serbia, che ospita più di 400.000 opere tra reperti archeologici, dipinti e sculture dal Medioevo ai giorni nostri. Il Museo della Storia Militare ospita più di 25.000 oggetti militari, risalenti ai tempi antichi dell’Impero Romano e a quelli moderni, come il Lockheed F-117 Nighthawk, unico esemplare mai abbattuto. Il Museo della città di Belgrado ha una sezione archeologica che esibisce più di 300 reperti dei primi insediamenti umani della città, una sezione storica che presenta collezioni di armi, cartine e documenti originali, un dipartimento di storia culturale e un dipartimento di conservazione. Il Museo dell’Aeronautica espone 200 tipi di aerei storici, 50 dei quali sono in vendita. Il Museo etnografico, attivo dal 1901, contiene al suo interno oltre 150.000 reperti che raccontano per lo più la cultura antica e moderna dei Balcani, e in particolare quella della ex Jugoslavia. Il Museo di Arte Contemporanea ospita una collezione di 8.540 opere provenienti da tutta la Jugoslavia, prodotte dal 1900 a oggi. Il Museo di Arte Africana, costituito nel 1977, ospita una collezione di oggetti provenienti dall’Africa, come sculture cultuali e oggetti di uso comune delle diverse tribù del continente.
La vita notturna di Belgrado è molto ricca. In molte zone della città si trovano trovare club dove ascoltare musica o assistere a spettacoli di cabaret, discoteche, casinò, bar, ristoranti e locali aperti fino all’alba. Le zone in cui è presente il maggior numero di bar e ristoranti sono Skadarlija e la via Knez Mihailova con le sue traverse, il quartiere di Novi Beograd e le rive di fiumi . A Skadarlija si può vivere la Starogradska (letteralmente Musica della città vecchia), con concerti di musica tradizionale che accompagnano le cene nei ristoranti che sono i più antichi e rinomati di Belgrado.
Numerose sono anche le birrerie che servono, in particolare, birre prodotte in Serbia o negli altri Paesi dei Balcani.
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L’UNESCO ha incluso il centro storico di Vienna tra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO. La città, sede di importanti organizzazioni internazionali tra le quali OPEC, AIEA e ONU è nota anche come la Città dei Musicisti per avere ospitato molti tra i maggiori musicisti dei secoli XVIII e XIX (Wolfgang Amadeus Mozart, Joseph Haydn, Ludwig Van Beethoven, Franz Schubert, gli Strauss, Johannes Brahms, Franz Liszt e altri ancora).
Vienna, attraversata dal Danubio, il secondo fiume europeo, è una città ricca di storia ed è stata tra le maggiori potenze europee.
Le attrazioni per i turisti sono molteplici: si va dai palazzi storici, ai musei, ai teatri, alle biblioteche fino al grande parco del Prater con la ruota panoramica che domina la città.
La cucina è quella delle tradizioni boeme, ungheresi, italiane ed ebraiche. Non fatevi sfuggire di gustare il Tafelspitz, un gustoso pezzo di manzo bollito nel brodo, che di norma viene servito con salsa di erba cipollina, patate arrosto, mela o cren.
Vienna è la meta ideale per un soggiorno breve, una settimana o un week end lungo, anche cogliendo l’occasione di festività come Natale, Capodanno, Pasqua, San Valentino.
Per altre informazioni sulla città di Vienna vai alla guida Lonely planet cliccando qui.
Tag:europa, viaggi
Buenos Aires, sterminata, ha un cuore finanziario e commerciale, molto simile alla City di Londra, quartieri per i ricchi (Alvear, Palermo, Olivos) dal tratto parigino e hollywoodiano e una brutta, im mensa periferia dove milioni di poveri e di ex descamisados invitati in città da Peron vivono con salari ridicoli. L’aria pulitissima di Buenos Aires, città di brezze fresche e improvvise e di cieli tersi dove sfavilla la Croce del sud, puzza al centro, di carne bruciata e di benzina.
Ma dal centro non bisogna uscire, nemmeno per andare alla Boca dove il Caminito della leggenda non è più il nome di un tango ma un’orribile sentierino colorato soffocato da bottegucce. Aprendo e chiudendo gli occhi il viaggiatore, in città penserà di trovarsi in una delle metropoli europee che ha già visitato e rivisitato. Cambiano le facce, mutano le case, varia lo stile delle chiese. Ma Buenos Aires sa di Europa: è l’unica vera città europea dell’ America Latina.
Da Clark, il ristorante alla moda, si mangia il roast beef come a Londra. Al Claridge, vecchio decadente hotel, il profumo dei legni, dei divani, dello sherry e dei sigari è identico a quello di un club di Saint James. Gli uomini d’affari hanno modi un poco ispanici, ma vestono flanelle e tweed, gabardine e lini con estrema eleganza. Lopez confeziona scarpe su misura e Pullman fabbrica valigioni di cuoio vecchia Vienna.
Solo la vita notturna è da Terzo Mondo. Tolto il tango, supremo divertimento per raffinati o le serate li teatro Colon, restano le whiskerias (orribili discoteche), i cabaret stracolmi di entraineuse, le balere tristi dove militari e cameriere bevono cognac argentino e si guardano negli occhi. Piuttosto che rinchiudersi in questi poveri templi del sesso è meglio camminare anche di notte: Corrientes è stupenda e non dorme mai.
Tag:sudamerica, viaggi
Duemila anni fa il centro era il Mediterraneo e tutte le strade conducevano a Roma. Oggi il centro del mondo, secondo gli esperti di poli di potere sta diventando il Pacifico. E molte strade conducono a Singapore. Posta quasi esattamente sull’Equatore (solo 60 miglia marine a nord) la città-Stato è dotata di servizi eccellenti, è equidistante da paesi economicamente importanti come il Giappone, la Cina e l’Australia, ha saputo conquistarsi nel breve volgere di un paio di decenni, l’appellativo di “Svizzera del Sud est asiatico”. Per Il viaggiatore diretto in Estremo Oriente o in Oceania, la sosta a Singapore è una necessità.
Dei circa 3 milioni di turisti che ogni anno frequentano i 1ussuosissimi alberghi del mini stato, la stragrande maggioranza si ferma per un paio di giorni. È il tempo giusto per una visita all’ orto botanico, una passeggiata in Orchard Road, la via degli shopping center e dei negozi, una corsa al “bird park”, una deliziosa oasi tropicale dove cantano migliaia di uccelli.
Le tre razze dei residenti (75 per cento i cinesi, 15 per cento i malesi, 6 per cento gli indiani) vivono in piena armonia.
Lee, un cinese anglofilo, è stato l’artefice della industrializzazione e della modernizzazione di Singapore. Ha trasformato un’assonnata città coloniale in un centro vivo. Proprio Lee ha voluto un aeroporto modernissimo (forse il migliore al mondo), una linea aerea comoda e sicura (la Singapore Airlines), una struttura di telecomunicazioni perfetta, un sistema industriale basato su lavorazioni modernissime come i computer.
La vecchia Singapore raccontata da Somerset Maugham fa ormai parte dei ricordi. Resta The Raffles, un hotel di sogno.
Tag:Asia, viaggi
E’ sempre stata la “città profeta” di tutti i sommovimenti e di ogni trasformazione della società cinese. Nel 1921 fu la sede del congresso di fondazione del partito comunista cinese e nel 1965 vi prese avvio la rivoluzione culturale. Prima del comunismo maoista Shanghai era un centro finanziario, commerciale, cosmopolita. Nel 1949 le luci di Shanghai si spensero e la sua anima capitalista disparve. Di quei tempi restano i grigi palazzi simili quelli più antichi della City di Londra o di Wall Street.
Shanghai ha problemi immensi che si sono accumulati nel corso degli anni. La gente vive accatastata. Manca l’acqua potabile. Nelle ore di punta è difficile muoversi. I servizi sono pessimi.
La metropoli ha un grande porto che funziona male. E un grosso centro industriale privo di retroterra tecnologico. Il bund, il boulevard che fiancheggia la grande ansa del fiume Huangp’u è ora monumento all’antica grandezza. Sul lungo fiume, vecchi cinesi nostalgici raccontano gli splendori di Shanghai: le chiese e le sinagoghe, la biblioteca pubblica piena di libri occidentali (la prima in tutto il subcontinente), la libreria dei famosi editori “Kelly & Walsh”, le attraenti prostitute di Nanking Road, il teatro, il gran mondo, il cricket club.
Solo 1′orchestra di anziani che suona ogni sera nel bar del Peace Hotel sa rievocare la Shanghai di mister Moto e di André Malraux.
Ora però il governo ha deciso di porre rimedio allo stato di crisi che investe tutto e tutti. Con la riforma di Deng Shanghai sarà diversa da ieri e da oggi. Da noiosa città del comunismo diventerà la metropoli del nuovo pragmatismo.
Ne ha tutte le possibilità. È bastato un colpo di bacchetta magica del vecchio timoniere di Pechino per piazzare Shanghai in testa a tutte le città cinesi per reddito procapite.
Per le strade, in lezzo agli uomini in tuta blu, tutti uguaIi, camminano giovanotti in giacchetta “made in Hong Kong” e abbondano le ragazze occidentali dotate di molta grazia.
Tag:Asia, viaggi
Stoccolma si trova lungo la costa orientale della Svezia e si sviluppa su 14 isole che affiorano all’incontro del lago Mälaren con il Mar Baltico. Il centro della città è situato nella baia di Riddarfjärden, ed il centro storico è rappresentato da Gamla Stan. Per queste sue caratteristiche, Stoccolma è detta la “Venezia del nord”.
Stoccolma ospita la maggior parte delle istituzioni culturali nazionali come teatri, opera e musei. Il Castello di Drottningholm e il cimitero sud chiamato Skogskyrkogården sono inclusi tra i siti appartenenti all’Elenco del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Ogni anno vengono consegnati nel corso di una cerimonia formale che si tiene il 10 dicembre, anniversario della morte (1896) di Alfred Nobel, i prestigiosi Premi Nobel per letteratura, fisica, chimica, economia e medicina.
La via principale per lo shopping è la via Vasterlanggatan verso la quale confluisce un dedalo di vie e viuzze che meritano di essere percorse.
Stoccolma è la meta ideale per un soggiorno breve, una settimana o un week end lungo, anche cogliendo l’occasione di festività come Natale, Capodanno, Pasqua, San Valentino.
Per altre informazioni sulla città di Stoccolma vai alla guida Lonely planet cliccando qui.
Tag:europa, viaggi
Seoul, la capitale della Corea del Sud è una megalopoli con oltre 10 milioni di abitanti. Situata nel nordovest del paese, poco più a sud della Zona demilitarizzata coreana, sul fiume Han, la città è centro politico, culturale, sociale ed economico del paese. È centro degli affari, della finanza e delle multinazionali. Tutto ciò, unito alla sua funzione di capitale, ne fa una delle più ampie economie mondiali. Oggi, la città è il segno visibile del “Miracolo del fiume Han” dell’economia coreana.
Seoul è tuttavia una città, noiosa e tranquilla, senza una vita alternativa a quella imposta dal regime che, nonostante recenti aperture è rigido e molto attento.
Può essere interessante, se si hanno di queste curiosità, andare a vedere come un Paese considerato molto povero sia riuscito a diventare, in pochi anni un secondo Giappone, come si sia messo a fare la concorrenza ai più agguerriti tra i produttori di beni di consumo, in Occidente e in Oriente. Si potranno trovare ottimi prodotti a un prezzo molto conveniente, si potranno concludere affari e intrecciare trattative. Ma, per chi è solo visitatore o turista, Seoul non offre molto più della vita dei grandi alberghi, all’occidentale con i loro snack-bar, i ristoranti che servono mousse di caviale e i balletti afro cubani. I dintorni della città sono invece interessanti, e si possono ritrovare i resti di una civiltà, indubbiamente affascinante e tutt’altro che soffocata dalla civiltà.
Tag:Asia, viaggi
Pechino è una città di ministeri. I corridoi della burocrazia sono lunghi come i viali che attraversano la grande città. In tutta Pechino c’è un solo ritratto di Mao: sta sul portone della città proibita, sulla enorme piazza Tianammen. D’inverno la città si copre di una spessa coltre di fuliggine, vomitata dalle stufe e carbone. E, senza gli alberi, Pechino si rivela in tutta la sua sconcertante bruttezza.
Il regime comunista ha commesso un atto di vandalismo culturale tipico dei governi rivoluzionari, smantellando, negli anni Cinquanta, le mura medioevali e centinaia di altri monumenti eretti alla gloria di una società che il maoismo voleva cancellare dalla faccia della terra.
Nella nuova Pechino la vita è una invenzione burocratica creata per accomodare la categoria più influente, quella dei funzionari del governo centrale la cui filosofia ufficiale è anti-edonistica ma la cui prassi è un’infinita lentezza.
Gli orari di lavoro sono “molli”. Si fa colazione tra le 11.30 e le due e si dorme dopo mangiato. La vita notturna è primitiva e si svolge nei grandi modernissimi alberghi “modello Hong Kong” . I cinesi cenano alle sei e spengono la luce alle 21.30. .
Allora la città sprofonda in un buio da coprifuoco. Gli stranieri, rinchiusi nei loro “ghetti, hanno poco da vedere: interminabili serate all’Opera di Pechino, una mezza dozzina di teatri. In compenso, molti ristoranti.
Eppure per i cinesi vivere a Pechino vuol dire essere arrivati. Shangai è più vivace, Canton è più libera e spregiudicata. Ma Pechino è il centro del potere, l’amplificatore dei bisbigli politici che fanno e disfano le carriere. Al visitatore, in tutta questa grigia, burocratica monotonia, rimane una soddisfazione: andare alla scoperta di quel che si nasconde dietro le mura che circondano case, cortili e viuzze, dove un intero mondo si vuole occultare agli occhi indiscreti del forestiero. Nel quartiere musulmano si scopriranno cosi le moschee o le specialità importate dallo Xin-jiang. Pedalando o camminando si potranno vedere una chiesa cattolica in fase di restauro, la villa ottocentesca di un borghese trasformata in una decrepita comune di abitazione, un negozietto che vende padelle mongole di rame, un artigiano specializzato in mobili di bambù e rafia, la casa discreta di “na prostituta per stranieri, un fossato dove le coppie si baciano e si nascondono, un garage di un intraprendente venditore di automobili prebelliche, la casa minuscola di un pittore.
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Gli stessi giapponesi non amano molto Osaka, per via dell’alta concentrazione di industrie, con le conseguenze anche di tipo ecologico e del modo di vivere che ciò comporta. Tuttavia, se si supera la prima diffidenza, e magari si sceglie di andare a Osaka durante il fine settimana, la capitale degli affari, come viene chiamata, può riservare gradevoli sorprese. E on rimane soltanto il punto di pernottamento in vista di viaggi a Kyoto o a Kobe.
Le industrie e i commerci, con le esigenze che comportano in fatto di architetture e di edifici, non sono ancora riusciti a cancellare del tutto il carattere antico, contadino. di questa città. Non soltanto da un punto di vista ambientale, ma anche nel modo di vivere, o di affrontare i rapporti con lo straniero. Osaka è forse meno estranea di Tokyo all’europeo che vi arriva, e i suoi abitanti sembrano meno chiusi, meno diffidenti di quelli della capitale, che pure sono abituati a più frequenti contatti con chi arriva da fuori.
Anche Osaka, come Tokyo, non è città da affrontare a piedi. Ma le mete più interessanti sono concentrate in uno spazio abbastanza ristretto, e quindi è possibile sottrarsi alla schiavitù del taxi o della metropolitana. Chi vuole conoscere qualcosa della civiltà nipponica e portare a casa impressioni in dimenticabili, deve visitare il museo etnologico, giudicato tra i più bei musei del mondo. Attenti come sempre, i giapponesi non si sono limitati a riprodurre qui ciò che riguarda la loro storia o i loro costumi, ma in maniera estremamente interessante hanno posto a confronto ciò che è propriamente loro con quello che è venuto da fuori. Il raffronto tra musiche, suoni, i colori, usanze, è affascinante, e forse ancor più affascinante è come (ancora prima di arrivare all’ esposizione di Tsukuba che è stato il capolavoro della civiltà elettronica) i giapponesi abbiano usato, in questo museo, le più raffinate ed avveniristiche tecniche della comunicazione.
Un’altra delle attrazioni di Osaka è il cosiddetto castello, costruito nel 1931 sul modello di un edificio preesitente, non lontano da una strada che è assolutamente da visitare, Janian Yoka Cho,chesi trova al centro in uno straordinario quartiere, pieno di luci e di colori, dove ci si può divertire, dove si può mangiare a buon prezzo, e dove si può incontrare gente praticamente ad ogni ora del giorno e della notte. Il quartiere che si chiama Shinsekai, fa presto dimenticare l’atmosfera un po’ pesante della Osaka delle industrie, dei commerci, dei traffici, dello smog.
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Helsinki, la “perla del Baltico”, dà l’impressione di compiere un tuffo nel passato. Si trova al bivio tra due mondi e fa ricordare spesso che fino al1917 non era altro che la centrale amministrativa del Granducato di Finlandia, uno dei tanti della Russia zarista.
Helsinki, situata sulle rive del golfo di Finlandia, è una città relativamente giovane essendo stata fondata soltanto nel 1550 per iniziativa del re svedese Gustav Vasa.
L’attrazione principale di Helsinki è il paesaggio. Verde d’estate e bianca d’inverno, Helsinki pur non essendo direttamente dentro il circolo polare artico offre per alcune settimane all’anno, al culmine dell’estate, la possibilità di godere le notti bianche, quel fenomeno per il quale nelle 24 ore non fa mai buio.
Tra i luoghi di attrazione turistica ricordiamo la piazza del mercato (Kauppatori) e una chiesa scavata nella roccia (Temppeliaukion kirkko) oltre al duomo, al vecchio senato e all’università in stile classico e la casa dei concerti “Finlandia in stile moderno. (continua…)
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In nessun’altra città al mondo, più che a Nuova Delhi, è ancora valida l’affermazione di Charles Darwin, secondo la quale “la vita in condizioni di sovraffollamento delle grandi città ha molti aspetti poco attraenti, ma questi possono essere superati, non tanto alterandoli, quanto semplicemente inducendo la razza umana ad abituarvisi e ad apprezzarli”.
Nuova Delhi, insieme con la vecchia Delhi, è una spropositata metropoli di quasi dieci milioni di abitanti. la maggioranza dei quali abita. come in un terribile formicaio, nella città vecchia. La città fu disegnata, su incarico dei colonialisti inglesi, dall’architetto e urbanista Edwin Landseer Lutyens, che iniziò la sua opera nel 1911, per arrivare all’inaugurazione di quello che avrebbe dovuto essere un modello di città, nel 1931. L’esperimento è fallito, anche perché i britannici se ne sono andati 16anni dopo l’inaugurazione, e del modello rimangono solo i viali alberati, il palazzo presidenziale, i grandi giardini pieni di verde proprio nel centro della città. (continua…)
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Budapest non sembrava la capitale di un paese dell’Est neppure nel periodo del comunismo. La maggior parte dei negozi erano privati. C’era anche un albergo privato, il Victoria, e quelli dello Stato erano gestiti secondo la logica economica degli incentivi e dei profitti e quindi funzionavano benissimo. I ristoranti, come il Legradj, avevano già camerieri in frac e servivano squisiti piatti della cucina magiara e internazionale.
D’inverno, Budapest è tutta musica sinfonica, opera. operetta. D’estate il centro diventa un immenso caffé all’aperto dove migliaia di persone stanno sedute a guardarsi, a parlarsi, a conoscersi.
Budapest è comunicativa e avvincente. È sempre stata così, se si esclude il tetro periodo dello stalinismo e degli anni immediatamente successivi alla rivolta del 1956. Il sogno dorato della belle epoque, l’incarnazione di tutti i cliché sul colorato paese dei magiari si chiama Caffé Hungaria. È un misto di raffinatezze e di rimembranze imperiali. Gli avventori, per lo più intellettuali, baciano la mano alle signore, i camerieri in livrea consigliano caldissimi brodini e delicatissime quiches.
Gli abitanti di Budapest sono cavallereschi, ospitali e fanno passare in secondo ordine gli unici veri inconvenienti della città: i prezzi spesso elevati per la media dell’Est europeo e le code per trovare un posto nei ristoranti sempre pieni. A Budapest è meglio prenotare tutto con anticipo. Il turismo ha preso d’assalto la capitale. Gli americani di origine ungherese rientrano coi loro dollari. E spesso da Budapest non se ne vanno più. Nei caffé anziani pensionati venuti dagli Usa mettono in mostra le loro giovani compagne conquistate a suon di bigliettoni.
Il fascino delle ragazze ungheresi richiama migliaia di italiani che, unici tra i visitatori, posteggiano le auto in sosta vietata, fanno caciara, tengono alto il volume della radio, affollano invadenti certi raffinati ritrovi.
Budapest è una città ricca di musei, luoghi di culto, monumenti, palazzi storici e luoghi urbani tra i quali la straordinaria isola Margherita posta in mezzo al Danubio testimonianze viventi della sua storia ricca a prestigiosa.
Budapest è una meta ideale per un soggiorno breve, una settimana o un week end lungo, anche in occasione di festività come Natale, Capodanno, Pasqua, San Valentino.
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